Quel giorno in cui Calderoli concesse l’indipendenza al Veneto ed a Mantova…

Qualche mese fa il ministro della Semplificazione normativa, Calderoli, ‘tagliò’ alcune leggi (375 mila secondo lui, peccato che lo stesso Tremonti ha affermato che le leggi italiane non sono piu di 175mila). Tra i tanti provvedimenti eliminati ci sono anche le leggi che sancirono l’annessione del Veneto e di Mantova all’Italia!
Il pasticcio nasce il 16 dicembre scorso. Calderoli, impegnato nell’opera di cancellazione della pesantissima mole di più o meno inutili leggi e leggine accumulate in 150 anni di storia italiana, firma insieme al collega della giustizia Angelino Alfano un decreto di abrogazione di un plico di norme vecchie di decenni. Il problema è che per errore in quell’elenco finisce anche il Regio decreto 3300 del 4 novembre 1866. Quello con il quale l’allora sovrano Vittorio Emanuele II sancì, «per grazia di Dio e volontà della Nazione» che «le provincie (così si legge nel testo) della Venezia e quella di Mantova fanno parte integrante del Regno d’Italia».
Seguirono la legge 3841 del 18 luglio 1867 (che trasformò il decreto in provvedimento definitivo) e la 4232 del 9 febbraio 1868 che definì i confini della provincia di Mantova. E adesso? La cancellazione del Regio decreto è destinata a rimanere un episodio divertente ma senza conseguenze. L’errore non basta insomma per coronare sogni indipendentisti e impeti secessionisti, perché a garanzia dell’italianità di Mantova e del Veneto resta il principio costituzionale che vuole l’Italia «unica e indivisibile».
Il ministro Calderoli ha lasciato intendere che verrà messa una pezza per rattoppare l’errore e per evitare di far perdere tempo ai tribunali con i ricorsi di qualche temerario.
Avranno provveduto a metterci una ‘toppa’ oppure qualche indipendentista Padano potrà festeggiare la Serenissima Repubblica di Venezia del nuovo millennio?































































