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Salta l’accordo Santoro-La7: l’ombra del Caimano per salvare Mediaset….

30 giugno, 2011

All’inizio di giugno si parlava di un trasloco di volti noti Rai a La7. Conoscendo bene il Caimano e le sue strategie per difendere gli interessi di famiglia, mi limitai a fare una riflessione:

Il possibile cambio di casacca di alcuni volti noti della Rai, assieme all’entrata di De Benedetti nel capitale societario, potrebbe rappresentare davvero la nascita di un ‘terzo polo’ televisivo. L’Italia quindi potrebbe diventare un paese ‘normale’, come nel resto d’Europa e del Mondo, dove esistono svariate reti tv di ogni colore politico e non, il cui unico limite non è l’ingerenza di un Presidente del Consiglio ma i risultati di ascolto.

Vedremo se Berlusconi riuscirà ad impedire anche questa volta lo sviluppo de La7. Nel 2001 era all’apice del consenso, ora invece sembra avviato verso il viale del tramonto, avrà ancora la forza per mettere i bastoni tra le ruote ad un terzo polo tv?

Ed eccoci qui, dopo un mese, a commentare l’interruzione di trattative tra La7 e Santoro. Il conduttore campano non usa mezzi termini:

Improvvisamente ci sono stati posti gli stessi problemi legali che la Rai pone a Milena Gabanelli e norme contrattuali che noi consideriamo lesive della libertà degli autori e dei giornalisti. Per non tradire le attese del pubblico, ci siamo impegnati a farci carico delle eventuali conseguenze legali delle nostre trasmissioni, ad autoprodurle e a procedere per gradi, senza un contratto quadro, con una prima serie di undici puntate. In questo modo, sia noi che l’editore, avremmo potuto liberamente valutare l’opportunità di continuare la collaborazione. Ricordiamo a tutti che il dottor Stella, amministratore delegato di Timedia, aveva pubblicamente dichiarato che non c’erano divergenze economiche e che La7 non aveva alcun problema a mettere in onda un programma come Annozero. Perché hanno cambiato idea? Chi ha interesse a impedire che si formi nel nostro Paese un terzo polo televisivo che rompa la logica del duopolio?”.

Stupiti anche Gad Lerner ed Enrico Mentana, big de La7:

Gad Lerner ed Enrico Mentana si augurano che la trattativa tra Timedia e Santoro possa riprendere e, soprattutto, si chiedono: “Che bisogno c’era di decidere e annunciare con questa fretta lo stop alla trattativa con Santoro?”.

D’altronde basta guardare i numeri di Mediaset per capire la ragione di questo stop ‘sospetto’ al trasloco di Santoro sulla rete di Telecom. Da L’Espresso:

Sono mesi difficili per Mediaset. In Borsa il titolo perde terreno (-24 per cento da inizio anno, a fronte di un indice Ftse Mib, quello dei principali titoli milanesi, quasi in pari), proseguendo una discesa iniziata a novembre, in coincidenza con i tremori della maggioranza del governo di Silvio Berlusconi. Al di là del contesto politico, le preoccupazioni degli investitori sembrano soprattutto legate alle difficoltà che sta incontrando nella trasformazione del proprio business. La prima è rappresentata dalla spinosa vicenda Endemol, nella quale la regina delle tivù italiane rischia di fare la fine del pollo da spennare. Quando nel 2007 Pier Silvio ne annunciò l’acquisto, la definì un passo fondamentale nell’internazionalizzazione del gruppo. Valutata 3,6 miliardi, dopo soli quattro anni Endemol rischia di non poter più rifondere i debiti fatti dai soci per comprarla, e caricati sulla società grazie a un meccanismo di leva finanziaria.

La seconda questione è legata al decollo della tivù a pagamento: il pareggio di bilancio, raggiunto per la prima volta a fine 2010, ha lasciato il posto quest’anno a una nuova perdita, in parte causata dagli investimenti per il lancio di nuovi canali….

….Per l’esperto “mentre la Rai ha difeso un po’ meglio la propria base di spettatori, quelli della tivù generalista, Mediaset ha perso terreno. E Italia 1, per limitarsi a un esempio, è diventata la quinta tivù italiana”…

….Rispetto al primo quadrimestre 2010, Mediaset ha trasmesso il 25,6 per cento di spot in più sulle reti tradizionali, il 34,2 sulle digitali (la media fa +28,7 per cento). Nello stesso periodo, i ricavi sono aumentati del 38,9 per cento sul digitale, mentre sono diminuiti dell’1,6 sulle vecchie reti. La media è comunque in perdita, anche se di poco: lo 0,5 per cento. In pratica, Mediaset ha dovuto gonfiare i programmi di pubblicità, svendendola. Un segnale che l’epoca delle vacche grasse è finito.

Mediaset appare quindi in crisi e non avrebbe potuto tollerare un grande rafforzamento del principale concorrente privato, La7. L’arrivo di Santoro avrebbe sicuramente segnato un boom di ascolti per la prima serata che, a cascata, avrebbe sancito un aumento dello share per il prime time della rete. (Con l’arrivo di Mentana infatti non è cresciuta solo la fascia oraria relativa al Tg ma tutto il prime time ha subìto un aumento di almeno 2 punti percentuali, contribuendo al boom di ascolti per programmi come 8 e mezzo e l’Infedele)

All’improvviso, magicamente, sorgono problemi di copertura legale. Gli stessi problemi che in Rai stanno mettendo a rischio la messa in onda di Report. Nel frattempo anche Lucia Annunziata sbatte la porta e se ne va, in polemica con il direttore di Rai3. Appaiono a rischio anche programmi come Presa Diretta. La Rai ‘di qualità’ insomma sembra aver terminato le proprie trasmissioni e nella prossima stagione sapremo quali saranno i ‘sopravvissuti’.

Non rimane che Sky. Il Gruppo di Murdoch dovrebbe acquisire tra qualche settimana alcune frequenze in chiaro nel digitale terrestre. Santoro potrebbe quindi tornare nel gennaio 2012 con una nuova avventura. Un nuovo canale svincolato da interessi di Berlusconi. Murdoch permettendo naturalmente.

A noi telespettatori rimane l’amarezza di non poter incidere minimamente sul futuro della televisione e della libertà di espressione. Il Caimano, seppur appesantito, invecchiato e indebolito, appare ancora enormemente potente, alla faccia di chi, sino a ieri, parlava di un suo  ‘tramonto politico’. Io non ci ho mai creduto ed avevo ragione, purtroppo.

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