Val Susa, legittime proteste o atto di egoismo?

In questi giorni la cronaca ci porta a parlare delle proteste No Tav in Val di Susa. Alcuni abitanti della Valle non vogliono che inizino i lavori per la realizzazione di un tratto della Alta Velocità previsto da accordi Europei stipulati dall’Italia anni fa. Di cosa si parla? Il Post propone una sintesi degli avvenimenti.
Al di là di ogni opinione credo sia arrivato il momento di andare avanti. Il progetto TAV, negli anni, è stato modificato per andare incontro alle legittime riserve delle comunità locali. Si può non essere d’accordo con il progetto ma non è giusto ne democratico opporsi con la forza alla sua realizzazione. Cosa accadrebbe, ad esempio, se si formasse un movimento No-Aborto pronto a fare le barricate davanti alle cliniche ed agli ospedali che praticano l’interruzione di gravidanza?
Le manifestazioni (autorizzate) sono sacrosante. Le proteste, anche aspre, sono legittime. Quando, ad esempio, si scende in piazza contro norme liberticide, incostituzionali, lesive della libertà dei cittadini.
Per il resto, fermo restando il doveroso ascolto delle comunità interessate, il dialogo con le stesse e la concertazione di ogni azione possibilmente dannosa per il territorio, quando una legge è stata approvata è giusto che venga portata avanti.
Potrà non piacere, ma questa è la democrazia. Se non ci si rende conto che bisogna prendere atto delle leggi e rispettarle, le proteste di una minoranza ristretta rischiano di passare per un atto di egoismo.
































































un articolo veramente osceno