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La Battaglia Finale: Berlusconi si ritira… ma anche no

8 luglio, 2011

Tre settimane fa ci eravamo lasciati in attesa di Pontida e dell’ultimatum di Bossi al governo. Alle fine la montagna ha partorito un topolino. La Lega ha fatto alcune richieste poi neanche rispettate da Berlusconi. Possiamo dire che leghisti e pdellini contratteranno ogni prossimo provvedimento importante. Lo stiamo gia vedendo per quanto riguarda il rifinanziamento delle missioni all’estero. La Manovra poi, altro banco di prova per la tenuta dell’esecutivo, è risultata essere un qualcosa di mostruoso. Provvedimenti e tagli per enti locali, sanità, pensioni con qualche accenno di riduzione dei poteri della ‘casta’. Anche sui provvedimenti economici si registra una distanza tra Lega Nord e Popolo delle Libertà. Verranno presentati emendamenti in Parlamento e tutto potrebbe cambiare. Sorvolando sull’ennesima legge ad personam (norma salva-Fininvest), Berlusconi oggi ha annunciato che non si ricandiderà alla guida della coalizione nelle elezioni del 2013, l’erede designato è il neosegretario Pdl Angelino Alfano. Per il Quirinale, dice il Premier, andrebbe bene Gianni Letta.

La mossa dell’annuncio del ‘ritiro’ sta gia cominciando a produrre polemiche all’interno del partito del Cavaliere, con Formigoni che non si dice d’accordo con la ‘designazione dell’alto’ di Alfano e rilancia le Primarie per eleggere il leader della coalizione.

In verità, a mio giudizio, Berlusconi non ha alcuna intenzione di fare passi indietro. Dietro l’annuncio c’è la consapevolezza che nel suo partito vi sono oramai non pochi esponenti contrari alla sua ricandidatura e soprattutto la rinuncia alla premiership potrebbe spalancare la strada al ‘recupero’ di Casini e forse anche di Fli. D’altronde i sondaggi dimostrano che, senza il terzo polo, il CentroSinistra rimane in testa nei sondaggi e potrebbe vincere le prossime consultazioni, anche grazie alla lacerante serie di litigi nel governo. Ministri allo sbando, l’uno contro l’altro, Tremonti che cerca di guadagnare visibilità seppur ora ‘condannato’ dallo scandalo del suo filo collaboratore. La lega poi potrebbe accarezzare l’idea di intavolare una discussione con le opposizioni al fine di riformare la legge elettorale in senso proporzionale, dando quindi l’addio alla seconda repubblica berlusconiana.

In un contesto come questo parlare di ‘ritiro’ dalla leadership smuove le acque, rimescola le carte, spiazza alleati ed avversari e fa guadagnare tempo. Dopodiche, tra un anno, il Cavaliere annuncerà che ‘grazie alle tante manifestazioni di affetto della gente’ ho capito che il ‘popolo mi vuole ancora’ e cosi via per annunciare la sua ricandidatura per Palazzo Chigi o per il Quirinale, lanciando definitivamente il suo delfino Alfano per la premiership.

Nel frattempo però altri delfini si agiteranno nella ‘piscina’ delle libertà. Formigoni, Scajola, Tremonti in primis. Vedremo se il Caimano riuscirà ancora una volta a risorgere dalle proprie ceneri o se questa volta soccomberà definitivamente. Le infinite risorse mediatiche fornite dal suo Impero fanno propendere per la prima ipotesi.

La missione numero uno del Governo, per ora, è quella di passare indenne l’estate. Mancano due mesi e mezzo ed il tempo passa in fretta. Il tempo, come si sa, ha sempre giocato in favore di Berlusconi.

Il geniale Makkox centra il punto in una splendida vignetta:

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