Economia: l’Italia rischia pesanti speculazioni mentre gli Stati Uniti cercano di evitare il ‘default’

L’Italia fa notizia in Europa. Non in senso buono, purtroppo. Se il ‘venerdi nero’ della borsa italiana è entrato nella agenda della riunione straordinaria dell’Europa economica, vuol dire che c’è da preoccuparsi:
Il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha convocato una riunione di emergenza per domani mattina per discutere della crisi del debito nell’Eurozona 1 e degli attacchi speculativi all’Italia. Lo riferiscono fonti comunitarie.
Al vertice prenderanno parte il presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, il presidente della Bce Jean-Claude Trichet e quello dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker.
All’esame della Ue, in particolare, la situazione della Grecia 2e del Portogallo 3e, soprattutto, la crisi vissuta venerdì 4 scorso dalla Borsa italiana con una forte tendenza speculativa che ha portato Piazza Affari a chiudere in fortissimo ribasso, maglia nera dell’Europa.
L’Italia ha poca credibilità a livello internazionale e questo aumenta a dismisura le speculazioni. Si temono le reazioni dei mercati di domani. Un ulteriore crollo della borsa potrebbe accelerare la crisi economica del nostro paese.
Le misure fiscali proposte dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sono state accettate dal mercato, ma gli analisti sia all’interno sia all’esterno del Paese hanno notato una loro caratteristica importante: le principali riduzioni del disavanzo di bilancio avverranno in futuro. Questo è importante ora che la battaglia politica tra il presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia è uscita allo scoperto. Perché l’inevitabile conclusione che trarranno gli analisti di mercato è che i tagli in effetti non si faranno mai. La credibilità delle misure fiscali si sta sgretolando.
Pensateci dal punto di vista di un osservatore esterno. Un giorno, il Presidente del Consiglio dichiara che si è sempre opposto alla guerra in Libia, a cui le forze italiane partecipano, come parte della Nato. Un altro giorno il presidente del Consiglio attacca il suo stesso ministro dell’Economia, rende esplicito che favorisce la riduzione delle tasse e permette che uno dei suoi giornali pubblichi notizie dannose su Tremonti. Che cosa dovrebbe credere questo osservatore? Il capo del governo si oppone alle politiche del suo gabinetto, e al suo stesso ministro.
Anche gli Stati Uniti non se la passano benissimo. L’economia americana rischia il ‘fallimento’ tecnico, proprio per questo il Presidente Obama sta trattando con i repubblicani, che sono maggioranza alla Camera, per approntare un pacchetto di tagli e nuove tasse:
Lo ‘speaker’ della Camera dei Rappresentanti Usa, John Boehner, ha abbandonato i negoziati per arrivare a un accordo complessivo su una drastica riduzione del debito, sostenendo che l’unica soluzione politicamente realistica per evitare il ‘default’ è quello di procedere ai tagli….
I repubblicani impegnati in queste trattative avevano chiesto una drastica riduzione di programmi di welfare come Medicare e la Social Security, passi che Obama sarebbe stato anche disposto a considerare in cambio tuttavia degli aumenti dei prelievi fiscali.
E sulla questione interviene anche il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde: un mancato accordo sull’aumento del tetto del debito e un default degli Stati Uniti sarebbe uno “shock” e metterebbe a rischio la stabilità economica globale.
Gli Stati Uniti non faranno default, che si tradurrebbe in “danni catastrofici”. Lo afferma in un’intervista a Nbc, il segretario al Tesoro, Timothy Geithner, sottolineando che il presidente Barack Obama lavora a un accordo più ampio possibile per la riduzione del deficit e del debito. Geithner si dice fiducioso su un’azione del Congresso entro il 2 agosto.































































