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Titanic Italia: Berlusconi timoniere di un Paese senza futuro…

10 luglio, 2011

Oggi è domenica, una nuova settimana ci attende, una settimana piena di impegni per molti, fitta di appuntamenti, di nuove pratiche da sbrogliare, di documenti da evadere, di merce da caricare, di progetti da realizzare.

Sarà perche domani si torna al solito lavoro, sarà perche è estate e fa caldo, sarà per il pessimismo che sempre piu mi contraddistingue ma leggendo titoli di questo tipo:

….non provo altro che incredulità.

Non ci credo. No, io non credo che alla fine Berlusconi pagherà 560 milioni di euro a De Benedetti. Sono convinto che troverà il modo di cavarsela anche in questa occasione. Ci ha provato in settimana con la ‘norma salva-Fininvest’ inserita nella Manovra e poi ritirata tra le proteste.  Il Caimano, per ora, tace. Troverà comunque qualche trucchetto, qualche ‘piega’ della legge per riuscire a guadagnare tempo. Appelli? Sospensive? Chissà.. So solo che molto probabilmente l’Ingegnere dovrà attendere molto tempo prima di vedere arrivare i soldi frutto del risarcimento, se mai arriveranno.

Berlusconi in questi diciassette anni è riuscito sempre, e dico SEMPRE, a farla franca. In molti casi cambiando le leggi, in altri casi piegandole a suo favore, spesso facendosi beffe delle opposizioni. Il Cavaliere ha sempre saputo risorgere dalle proprie ceneri piu forte di prima. Ed anche oggi possiamo verificare che, mentre sembra essere piu solo che mai, pattuglie di nuovi arrivi giungono nelle fila della sua maggioranza.

Possibile che un Premier sfiduciato da alcuni suoi ministri, da tanti collaboratori, screditato a livello internazionale, non apprezzato dai ‘poteri forti’ riesca ancora a rimanere in sella ed anzi ad aumentare i parlamentari della coalizione?

Sembra un po’ di vedere il Gheddafi degli ultimi tempi, assediato dalle bombe Nato e dai ribelli, eppure ancora li, granitico, a parlare ai suoi fedeli descrivendo una Libia che non c’è piu. Proprio come Berlusconi ha fatto qualche giorno fa, presentando il ‘delfino’ Alfano, neoeletto segretario. Parlava in un teatro gremito di spettatori applaudenti, recitava la solita parte del perseguitato, sciorinava dati di una Italia che non esiste, quella vera è sull’orlo del baratro. Eppure lui è li, imperterrito, magari un po’ fiaccato dagli ultimi colpi subìti, ma sempre pronto a rialzarsi.

E cosi sicuramente farà anche per il caso Mondadori, ‘ribalterà il tavolo’ mettendo all’angolo i suoi avversari. Certo, De Benedetti non è il Pd, l’Ingegnere è un osso duro, ci sa fare, al contrario dell’opposizione di centrosinistra. Attendo comunque un suo un ‘colpo di teatro’. Magari la vendita di Mondadori oppure la proposta di cessione al gruppo Cir. Oppure, se proprio costretto dalle circostanze, provvederà al pagamento salvo fare una campagna mediatica contro la magistratura rossa, prontamente invitato in tutte le piazze televisive ‘servili’. O chissà potrebbe addirittura decidere di ‘chiudere’ alcuni giornali editi dalla società (copiando Murdoch con il caso News of the Word) e poi dare la colpa a De Benedetti ed alla Sinistra, un po’ come fece ai tempi dei referendum sull’Emittenza del ’95, quando i volti noti di Mediaset ‘piangevano’ ogni sera nelle sue tv parlando di chiusura delle reti in caso di vittoria dei Si. Questa volta potrebbe diffondere un messaggio alla nazione in cui , con voce rotta dall’emozione, dire qualcosa del genere:

‘Dopo anni di successi editoriali, mi vedo costretto a chiudere le nostre testate a causa dell’enorme cifra che sarò costretto a pagare per ottemperare alla sentenza sul Lodo Mondadori. Cittadini, amici, lettori, se domani non troverete piu in edicola i giornali a cui eravate affezionati, i settimanali che allietavano le vostre giornate, i libri che leggevate con piacere, ecco.. sappiate che la colpa di tutto questo è della Magistratura asservita alla sinistra, ai suoi imprenditori ed ai poteri forti di questo Paese che hanno sempre cercato di mettere i bastoni tra le ruote al nostro progetto di cambiamento, di rinnovamento e di ricerca della libertà!’

Un bel colpo, credo. Naturalmente buona parte del Paese non crederebbe all’ennesima bufala, ma sono sicuro che potrebbe catalizzare i consensi di qualche deluso, di ex elettori, richiamati dalla ‘sirena’ comunista e persecutoria che tanto oramai è entrata nell’immaginario collettivo di tanti cittadini.

D’altronde, come scrive Beppe Severgnini nel suo libro sul Cavaliere, esiste il fattore T.I.N.A (There is no alternative) Non ci sono alternative. Saranno mesi, anni, che ne scrivo, ma la situazione non cambia. L’opposizione ha archiviato i successi di amministrative e referendum e si è subito divisa, spaccata, balcanizzata. Vendola da una parte, Di Pietro dall’altra, Bersani in mezzo, tra Casini ed il Terzo polo e gli altri due riottosi alleati di Sinistra.

Vogliamo aggiungere che siamo un paese del tutto disonorevole? Con scandali che scoppiano ogni settimana e che vedono coinvolti vertici della magistratura, della guardia di finanza, dell’imprenditoria. L’Italia è sommersa di inchieste. Caste, cricche, logge, pronte a fare l’interesse di questo o quel politico pur di avere maggiore potere.

Nel frattempo il Paese crolla a picco, le tensioni nel governo aumentano le speculazioni economiche, la borsa crolla, si preannunciano tasse e tagli tali da pregiudicare il futuro del nostro sistema sociale con pesanti ripercussioni sui ceti piu deboli.

E noi di cosa si parla? Di Avetrana, di Brembate, di Melania. Oppure di Ruby, delle Olgettine, del bunga bunga. Ci attacchiamo morbosamente al ‘delitto di turno’ o all’inchiesta pruriginosa per scacciare i pensieri seri, quelli veri, quelli che parlano di una Italia avviata al declino senza che nessuno se ne renda conto,  senza alcuno che cerchi di riequilibrare il divario economico tra ricchi e poveri, tra Nord e Sud.

No, tutti a pensare a Berlusconi, il sottoscritto in primis, forse per esorcizzare il vero problema. L’Italia è un paese senza futuro e quel ‘buffo comico’ ci sta soltando intrattenendo evitandoci di guardare oltre, a quell’enorme Iceberg che sta per travolgere tutto. L’Italia come il Titanic? Forse, e che si affondi allora, con Berlusconi al comando però! Almeno scompariremo senza traumi, troppo impegnati a dividerci tra berlusconiani ed antiberlusconiani, dimenticandoci di essere tutti Italiani, qualora ne avessimo mai avuto davvero coscienza.

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