La borsa crolla, gli indicatori economici sono negativi: l’Italia a rischio crack?
Gli analisti prevedevano il crollo ed il crollo c’e stato, proprio nelle ultime ore. Piazza Affari ha ceduto quasi il 4%. Gli indicatori economici sono tutti negativi. Merkel ha ribadito la ‘fiducia’ nell’Italia ed ha chiesto che la manovra venga fatta il prima possibile. L’Europa teme che gli speculatori possano ‘distruggere’ il nostro paese, terza economia europea, per far quindi crollare a picco l’Euro radendo al suo l’Unione Europea.
In questi giorni spesso abbiamo sentito dai telegiornali alcuni termini tecnici prima quasi sconosciuti. ‘Spread’, ‘Bund’, ‘Rating’.
Oggi molti quotidiani online cercano di spiegare di cosa si parla. Da La Stampa un piccolo dizionario:
BTP-BUND
Sono titoli di Stato pluriennali italiani (Btp, buoni del tesoro poliennali) e tedeschi (Bund). Con le loro emissioni i due stati si finanziano sui mercati. Il loro rendimento, che viene fissato con un’asta, è un indice della salute finanziaria e della credibilità dei due paesi. Questa mattina sul mercato secondario il Btp decennale ha raggiunto il massimo spread (vedi voce) con i Bund tedeschi: questo significa non solo che per l’Italia diventa più caro ripagare il debito pubblico (vicino al 120% del Pil), ma anche che le previsioni dei mercati sulla salute finanziaria del paese sono negative.SPREAD
È una misura del rischio di insolvenza associato a un titolo di stato e, di conseguenza, della salute finanziaria di un Paese. Tecnicamente è il differenziale, valutato dal mercato, tra il rendimento di quel titolo e il rendimento di un titolo corrispondente di uno Stato considerato privo di rischio, come la Germania. Questa mattina lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi a 10 anni ha superato i 260 punti. È un record dall’introduzione dell’euro e indica un aumento del costo per l’Italia di finanziarsi sui mercati. Nuovi picchi hanno raggiunto anche gli spread di Portogallo (1.048 punti) e Irlanda (1.019 punti), ma anche la Francia (62,3 punti) è al massimo livello da marzo 2009.RATING
Le agenzie di rating sono società private indipendenti che valutano il rischio associato a un titolo o a chi lo emette, sia un ente privato o pubblico, come uno Stato. Il loro giudizio è sintetizzato nel rating, un punteggio (espresso in lettere e cifre) che rappresenta la capacità dell’emittente di far fronte ai propri impegni e ha un enorme impatto sulle decisioni degli investitori. Le principali agenzie di rating – Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch – sono oggetto di forti critiche per il loro ruolo nella crisi. L’Unione europea e l’Fsb sono al lavoro a una riforma per limitare la loro influenza sui mercati.
Quindi cosa è lo Spread? Il Post approfondisce:
Spread significa “ampiezza”, “apertura” (ma anche “allargamento”, “forbice” in senso figurato) e viene usato oggi per definire la differenza tra il rendimento dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi, benché possa applicarsi a diverse coppie di enti paragonabili. Gli stati mettono sul mercato, con aste periodiche, un certo numero di titoli obbligazionari per avere liquidità dai mercati finanziari e potere così finanziare il debito pubblico. Nel caso italiano, si tratta dei BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) che, due volte al mese, vengono messi all’asta dalla Banca d’Italia. Hanno scadenza a 3, 5, 10, 15 e 30 anni. Semplificando un po’, lo stato italiano promette all’investitore che, se investirà sul suo debito pubblico (se gli presterà dei soldi), riavrà interamente il suo capitale alla fine del periodo stabilito e in più, prima della scadenza, gli verranno corrisposte periodicamente alcune “cedole” di rendimento.
Su questo rendimento si misura lo spread, solitamente in punti base (basis point). Un punto base è un decimo di millesimo di un valore. Oggi lo spread tra i BTP decennali e i Bund tedeschi (le obbligazioni dello stato tedesco, particolarmente “solide” e per questo utilizzate come riferimento per le altre nazioni europee) è arrivato intorno ai 285 punti base.
Il Corriere puntualizza :
Venerdì scorso lo spread tra Btp e Bund decennali ha toccato il record di 248 punti, il livello più alto mai registrato dai tempi dell’introduzione dell’euro, e il tasso decennale ha segnato il massimo dal 2002 arrivando a pagare il 5,37%. Cosa significa? Vuol dire che per finanziarsi sul mercato l’Italia ha dovuto pagare il 2,48% in più di interessi rispetto alla Germania. In altri termini, è cresciuto tra gli investitori il timore che il Paese emittente (in questo caso il nostro) possa avere relativamente maggiori difficoltà nel rispettare i propri impegni, dunque l’interesse richiesto è più alto. Legame che si vede con evidenza nella reazione dei mercati a marzo, all’indomani del pesante declassamento del rating dei titoli greci a «molto speculativi» da parte dell’agenzia Moody’s: lo spread dei bond decennali di Atene sui Bund è balzato al 9,13%.
In sostanza, mettendo a paragone i due tipi di titoli di stato, italiani e tedeschi, piu cresce lo spread (oggi ha toccato i 301 punti base) minore fiducia c’è sui nostri titoli di stato che diventano piu ‘rischiosi’ per gli investitori. Maggiore è il rischio, maggiore è il pericolo di insolvenza per lo Stato che emette tali titoli e quindi, per semplificare al massimo ‘piu cresce lo spread piu l’Italia è a rischio crack finanziario’!
Aggiugiamoci pure che tre agenzie private ( di cui Candido aveva già parlato un anno fa) tengono ‘per le palle’ interi Stati sovrani e capirete quanto è distorto, ingiusto e pericoloso il sistema capitalistico. Stiamo arrivando alla sua fine? E se muore il Capitalismo, cosa ci sarà dopo?
































































