Obama innalzerà il debito d’imperio? Intanto la Germania ‘abbandona’ l’Italia dando via i nostri titoli

Accordo economico negli Stati Uniti? Ancora in alto mare le trattative, si prefigurano scenari tetri per l’America e, di rimbalzo, per il l’Europa. Le opzioni possibili, secondo il Post, sono tre:
Opzione uno: il compromesso
Si tratta oggi dello scenario più probabile – anzi, del meno improbabile – nonché di quello esplicitamente evocato da Obama nel corso di una dichiarazione di questo pomeriggio. La leadership repubblicana e quella democratica possono incontrarsi a metà strada su una proposta che innalzi il tetto del debito fino a oltre le elezioni presidenziali, condizione fondamentale per i democratici, e senza introdurre nuove tasse, condizione fondamentale per i repubblicani. La proposta sarebbe osteggiata sia dall’ala liberal dei democratici sia, per ragioni opposte, dai tea party, ma potrebbe ottenere abbastanza consensi da essere approvata in modo bipartisan sia alla Camera che al Senato. Questo tra l’altro permetterebbe a chi ha seggi a rischio, da una parte e dall’altra, di non votare una misura così controversa: Boehner potrebbe dire ai suoi di averle comunque provate tutte, dopo il flop di questa notte, mentre Obama darebbe la sua copertura ai democratici che voteranno il provvedimento. Questo scenario è il meno improbabile perché complessivamente il meno doloroso e più ragionevole, ma il tempo stringe e ogni giorno che passa le possibilità diminuiscono.Opzione due: il colpo di mano
Se si dovesse arrivare al 2 agosto senza un accordo, Barack Obama potrebbe decidere unilateralmente di alzare il tetto del debito. La Casa Bianca direbbe di avere questo potere sulla base di quanto dice la Costituzione, hanno scritto sul New York Times i giuristi Eric A. Posner e Adrian Vermeule. Così come Abraham Lincoln ebbe il potere di sospendere l’habeas corpus durante la guerra civile, per proteggere gli interessi della nazione ed evitare una catastrofe, Obama potrebbe alzare il debito con un ordine esecutivo usando la stessa motivazione. Certo, ci sarebbero ricorsi legali e la destra accuserebbe Obama di metodi dittatoriali, ma politicamente la sua posizione sarebbe forte: potrebbe dire di aver messo in salvo il Paese dall’irresponsabilità del Congresso, rafforzando la sua posizione di “ultima persona ragionevole rimasta a Washington”. Naturalmente si tratta di una mossa disperata: può rivelarsi un successo, come l’intransigenza di Clinton prima del government shutdown del 1995, ma può anche ritorcersi contro la Casa Bianca in caso di condanna da parte della Corte Suprema. Di sicuro ricompatterebbe i repubblicani, che in questo momento appaiono tutt’altro che uniti.Opzione tre: il default
Nel caso non si riuscisse arrivare a un accordo, come abbiamo detto, dal 2 agosto in poi il governo degli Stati Uniti non potrebbe più indebitarsi, quindi spendere altri soldi. Il ministero del Tesoro ha fatto diversi conti, in questi giorni, e sembra ormai certo che le attività del Governo possano durare almeno per dieci giorni oltre la scadenza del 2 agosto, pagando stipendi e sussidi. Poi bisognerebbe fermare tutto, ma è evidente che uno scenario così estremo ed emergenziale potrebbe spingere repubblicani e democratici a fare un ulteriore passo in avanti e superare l’empasse, probabilmente sottoscrivendo un accordo dal respiro più breve. La speranza è che l’economia mondiale non subisca troppi danni, nel frattempo.
Nel frattempo in Italia le speculazioni continuano. E’ di oggi la notizia che la Germania avrebbe recentemente disinvestito in titoli di stato italiani, non ritenendoci evidentemente affidabili. Ciò ha fatto saltare sulla sedia l’ex Premier Romano Prodi:
la notizia riportata mercoledì dal Financial Times, secondo la quale nei primi sei mesi del 2011 Deutsche Bank avrebbe tagliato l’esposizione verso le obbligazioni italiane dell’88% (per un controvalore di circa 7 miliardi di euro) ha sconvolto Romano Prodi.
….dice Prodi: «E’ la dimostrazione di una mancanza di solidarietà che porta al suicidio anche per la Germania. Significa la fine di ogni legame di solidarietà e significa obbligare tutti a giocare in difesa. E quando questo viene dalla Germania, un Paese che ha avuto più saggezza nel capire gli altri fino a qualche anno fa, sono assolutamente turbato». Strali (che assumono peso specifico maggiore se commisurati alla sobrietà del personaggio) nei confronti della massima istituzione creditizia tedesca, invitata ad avere maggiore senso di responsabilità e di leadership.
I MERCATI - Sono molti gli osservatori che attribuiscono alla decisione di Deutsche Bank l’aumento del differenziale tra BTp e Bund giovedì schizzato a 336 punti base. Unito anche al maggior rendimento dei credit default swaps collegati alle obbligazioni italiane, di cui sta facendo incetta proprio la banca centrale tedesca per tutelarsi dal rischio insolvenza.
Il nostro governo, oramai delegittimato a livello internazione e sempre piu impegnato nell’approvare leggi ad personam, sta portando il paese alla rovina! Berlusconi faccia un passo indietro, si dimetta, prima che crolli tutto!































































