Rating, declassati gli Stati Uniti: Obama paga per scelte non sue

Gli Stati Uniti hanno perso la tripla A:
Gli Stati Uniti hanno perso la “Aaa”, il rating più alto, quello che hanno avuto per tutta la loro storia finanziaria. La decisione shock dell’agenzia Standard & Poor’s, che ha rivisto ad “Aa+” la valutazione per la prima volta in 70 anni, è arrivata a mercati chiusi, nella tarda serata americana:
Obama passa alla Storia, in senso negativo:
da ora in poi è il primo presidente americano durante il cui mandato gli Stati Uniti hanno perso la valutazione massima e, con essa, parte della loro credibilità davanti al resto del mondo. La prima potenza mondiale non è abbastanza affidabile, un argomento su cui i suoi avversari politici non mancheranno di fare leva da qui alle presidenziali del 2012. Una macchia indelebile, impossibile da cancellare, anche se secondo gli osservatori se la decisione arriva da una sola agenzia, l’impatto non è catastrofico. E l’unica consolazione della notte nera del presidente americano è che Moody’s e Fitch non hanno intenzione di seguire S&P e sembrano orientate a dare al Governo il tempo che serve per fare i necessari progressi sulla riduzione del deficit.
In sistesi negli ultimi anni, soprattutto durante il mandato Repubblicano di Bush, il Governo statunitense si è indebitato pesantemente trascinando gli Stati Uniti in due guerre dispendiose come quelle di Irak ed Afghanistan, ha allentato i lacciuoli dei controlli sulla finanza consentendo lo sviluppo di compagnie finanziarie che poi sono implose provocando il terremoto del 2008.
Obama, eletto a fine 2008, si è trovato di fronte ad una crisi economica senza precedenti e da sei mesi si trova senza maggioranza politica al Congresso, visto che gli americani hanno deciso di premiare i Repubblicani consegnando loro la Camera dei Rappresentanti.
Il Congresso repubblicano, appena eletto, non ha fatto altro che mettere i bastoni tra le ruote ad Obama sino ad instaurare il braccio di ferro sul debito, la causa principale del declassamento operato da Standard & Poor’s, agenzia di simpatie ‘conservatrici’.
Ad oggi Obama si trova quindi in una situazione politica pessima. Sarà ricordato come il primo Presidente che ha portato al declassamento. Peccato che il leader democratico paghi per scelte fatte da altri, in primis i repubblicani. Chissà se gli americani capiranno, tra un anno e mezzo.































































