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Crisi: il futuro è oggi, perche il domani potrebbe non averlo, un futuro.

9 agosto, 2011

Crisi. La parolina magica che sentiamo nominare ogni giorno, da quasi tre anni. Ne hanno cominciato a parlare insistentemente nel 2008, con il crollo delle finanziarie americane e la conseguente recessione mondiale. Da quel momento la Crisi non ci ha piu abbandonato. A cascata sono arrivati i crolli degli istituti di credito, alcuni paesi europei hanno dichiarato bancarotta. Islanda, Irlanda e poi la Grecia. In seguito anche la Spagna è entrata in difficoltà e poi siamo arrivati Noi.

L’Italia sembrava essere al riparo, il nostro governo ha continuato a ripetere che era tutto sotto controllo. Poi un bel giorno ci siamo svegliati con le borse in picchiata, abbiamo cominciato tutti a dare una occhiata preoccupata alle pagine economiche dei giornali, i tg hanno iniziato a martellare snocciolando nozioni a noi in gran parte sconosciute sino a pochi giorni prima. Spread, Bund, differenziali ed altre parole apparentemente vuote ma che dietro nascondono una situazione disastrosa della nostra finanza. Abbiamo compreso che esiste una Banca Centrale Europea che ci aiuterà solo se faremo sacrifici pesantissimi.

Non so voi ma io non riesco a guardare con speranza al futuro. I sacrifici che saremo chiamati a fare produrranno un indebolimento dei diritti sociali dei lavoratori e quindi un conseguente aumento della precarietà. Per altro si prevedono tagli importanti al sistema sanitario che, gia da anni, versa in condizioni pessime. Tutti noi cittadini possiamo appurare come sia sempre piu difficile ricevere un servizio all’altezza nei presidi Asl o negli ospedali pubblici. Lunghe file ai pronto soccorso, tempi lunghissimi per poter effettuare una analisi. I tagli prossimi venturi peggioreranno ancora di piu le cose. Continua ad allargarsi la forbice tra regioni ‘fortunate’ e territori poveri. Non è una notizia che molti cittadini del sud preferiscono curarsi nei presidi del Nord. Andrà sempre peggio.

Se ci aggiungiamo anche i rincari inevitabil dovuti all’aumento dell’Iva e la decurtazione degli stipendi a causa della crescita delle tasse locali (irpef comunali e regionali) non possiamo non essere pessimisti, soprattutto per i giovani, che subiranno anche il decadimento della scuola pubblica.

Il nostro paese, ma in generale la civiltà occidentale, vivrà nei prossimi anni un aumento della disparità sociale, con classi abbienti che continueranno a vivere bene, avendo le cure migliori e maggiori possibilità di svago ed i ceti piu poveri che vedranno sfumare pian piano tutti i diritti sociali  acquisiti con anni di lotte.

Un aumento della povertà produrrà un incremento della criminalità con annesse leggi repressive autorizzate da governi sempre meno liberali. Le colpe verranno distribuite tra immigrati, terroristi ed avversari politici.

Eh… la politica, proprio lei invece è la vera responsabile di tutto quello che sta accadendo. Come si è potuto permettere, ad esempio, che tre agenzie private potessero avere il potere di vita e di morte su Nazioni Sovrane? Come si è potuto appaltare l’economia a singoli privati? Come ha potuto, lo Stato, rinunciare a Governare l’Economia?

Si dirà che stiamo vivendo la fase crepuscolare del Capitalismo. Cosi come ventanni fa era avvenuto il crollo del Comunismo, entro qualche decennio potremmo assistere alla fine del sistema economico di riferimento dell’Occidente? Ed il fallimento del Capitalismo segnerà anche la fine dell’Occidente? Cosa verrà dopo? Il Sistema Cinese (capitalismo economico e dittatura socialista) prenderà il posto dei Sistemi Liberali? Assomiglieremo un po’ piu alla Russia ed un po’ meno alla Gran Bretagna?

Non so davvero cosa pensare, tante domande mi passano per la testa ma una sola convinzione si fa largo. I politici, gli imprenditori, i sindacati e tutti gli attori del ‘teatrino’ del Capitalismo hanno divorato il nostro futuro. Alle generazioni giovani rimane ben poco in cui sperare. Una sanità gratuita, una casa dove vivere, un lavoro stabile, una pensione dignitosa sono diritti di cui hanno beneficiato in parte i nostri nonni ed in toto i nostri genitori. Noi iniziamo la parabola discendente che ci permetterà di avere una parte dei diritti dei nostri padri e delle nostre madri. Il problema rischia di essere ben piu grave per i bimbi nati tra la fine degli anni novanta ed i giorni nostri. Cosa resterà ai trentenni di domani? Se pensate che solo 100 anni fa i bambini lavoravano anche 12 ore al giorno, senza alcun diritto, possiamo immaginare come rischia di essere stato brevissimo il tempo dei diritti per tutti. Meno di cinquantanni, forse.

Ho iniziato questo articolo con la parola Crisi, vorrei finirlo con un’altra, Futuro.

Il futuro, in genere, è sempre stato sinonimo di novità, speranza, crescita, avventura. Mai come ora il Futuro sembra invece essere uno spettro, un qualcosa di indefinito che non ci trasmette nulla di buono.

Meglio quindi vivere alla giornata, giocandosi oggi le poche opportunità ricevute. Prendere ciò che di meglio il nostro destino ha da offrire, senza ragionare troppo sulle conseguenze e su quel che verrà. Mai come ora è valido il motto ‘ Il futuro è oggi‘. Si, il futuro è oggi… perche il domani potrebbe non averlo, un futuro.

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