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Eureka: L’invenzione della stampa, lo sviluppo nei secoli

19 agosto, 2011

Cina, Korea ed Europa. Queste tre terre possono essere considerate le patrie della invenzione della Stampa. Oggi la carta stampata, i quotidiani, i libri, le riviste, hanno un nuovo concorrente e cioè il Web ma difficilmente saranno soppiantati definitivamente. Eppure c’è stato un tempo in cui nessuno aveva ancora inventato un modo per imprimere dei caratteri su carta, se non per via autografa.

Iniziò la Cina:

Già in Cina circa 2000 anni fa avevano messo a punto una tecnica di stampa che consisteva nell’incidere su dei cubetti di legno caratteri e disegni, al contrario (a specchio), successivamente i blocchetti venivano inchiostrati e si usavano per stampare su fogli di carta (ricordiamo che per molti secoli i cinesi furono i padroni della tecnica per fare la carta).

Poi proseguì la Korea:

Passarono secoli prima che qualcuno pensasse di incollare insieme dei fogli per “costruire” un libro stampato (esistevano libri manoscritti).

Il primo tentativo di libro stampato ed edito in diverse copie fu fatto in Corea nel 1409.

Infine arrivò l’Europa che, tramite Gutenberg, perfezionò le tecniche di Stampa:

Il procedimento di stampa di Gutenberg consisteva nell’allineare i singoli caratteri in modo da formare una pagina, che veniva cosparsa di inchiostro e pressata su un foglio di carta o di pergamena.L’innovazione stava nella possibilità di riutilizzare i caratteri: fino ad allora veniva usata la tecnica della xilografia, in cui le matrici di stampa venivano ricavate da un unico pezzo di legno, che poteva essere impiegato solo per stampare sempre la stessa pagina, finché non si rompeva la matrice, cosa che accadeva assai spesso.

La lega per i caratteri di Gutenberg era formata da piombo, antimonio e stagno, raffreddava velocemente e resisteva bene alla pressione esercitata dalla stampa. La macchina usata per la stampa era derivata dalle presse a vite usate per la produzione del vino: questo permetteva di applicare efficacemente e con pressione uniforme l’inchiostro sulla pagina.

Questa tecnica era di gran lunga superiore ai procedimenti tradizionali e si sarebbe diffusa in fretta in tutta Europa: solo 50 anni dopo erano stati stampati già 30.000 titoli con una tiratura superiore a 12 milioni di copie.

Da questo momento in poi testi di qualsiasi natura potevano essere pubblicati in modo più veloce ed economico e in maggiore quantità: Gutenberg avrebbe dato un contributo decisivo all’alfabetizzazione di massa.

Il nuovo mezzo fu sfruttato in svariati modi nel corso dei successivi tre secoli:

Nei secoli XVI e XVII, inoltre, le grandi controversie politiche e religiose produssero notevoli quantità di opuscoli polemici.-guerre di religione e…guerre di immagini

Se i tipografi dell’Europa settentrionale producevano soprattutto libri religiosi, quelli italiani stampavano principalmente opere laiche, come i classici greci e latini che il Rinascimento aveva riscoperto, le novelle degli scrittori italiani e le opere scientifiche contemporane
……
Ecco che viene toccato un problema nuovo che gli scrittori dovevano fronteggiare ora che il riprodurre un’opera in più copie era questione di pochi giorni. Grazie all’incredibile facilitazione, vennero alla luce una gran quantità di falsi, contraffazioni, nonchè copie illegalmente eseguite e distribuite. Anche il “target” iniziava a divenire ben più vasto delle epoche precedenti. Lentamente molte opere assumeranno significati propagandistici o addirittura consumistici.
……
a possibilità di vendere e distribuire su larga scala le proprie opere rappresentava quindi anche una fonte di guadagno. Ciò comporta l’avvicinarsi all’arte dello scrivere di numerose categorie di persone, non necessariamente di ricchissima provenienza. Ecco che per la prima volta siamo di fronte al “libro – prodotto di consumo”, una caratteristica della società Occidentale moderna. E’ tuttavia importante sottolineare che tutti questi concetti all’epoca erano ancora in fase embrionale. Solamente dopo secoli l’editoria diventerà un vero e proprio affare.Con l’invenzione della fotografia intorno al 1840 circa  abbiamo un altro momento rivoluzionario in particolare sul finire dell’ottocento si comincerà ad applicare la fotografia alla stampa-.

Nel Novecento la nuova rivoluzione della stampa:

E’ poi nel ‘900 che vengono costruite le macchine da stampa di tipo industriale: le rotative, le macchine per stampa offset.

Il ruolo principale nello sviluppo dell’arte tipografica è dato dalle applicazioni delle tecniche fotografiche che danno il modo di stampare immagini a colori: dal dopoguerra nasce la stampa a colori !
…..

Per tutto il ‘900 si assiste quindi ad un velocissimo processo di trasformazione nella stampa e negli ultimi anni del secolo irrompono i sistemi digitali che stravolgono ancora una volta le industrie di arti grafiche che, per restare competitive in termini di velocità e qualità, investono grosse somme di denaro per l’acquisto di nuovi macchinari e per l’addestramento dei dipendenti impegnati nel loro utilizzo.

 Alla fine degli anni ‘80 nasce l’editoria elettronica !Tutto quello che veniva realizzato da un grafico di una tipografia, impaginazione, scontornature, montaggio, controllo del colore di stampa ecc. poteva finalmente essere fatto in tempi rapidissimi dal computer.
….

Nel 1990 la Apple di Steve Jobs lancia il MacIntosh LC (LC = low-cost = basso costo). Un computer con modalità d’uso altamente intuitive per l’editoria elettronica (desk top publishing) che da quel momento in poi stravolgerà la stampa negli ultimi 10 anni del XX secolo.

L’uso di un’ infinita disponibilità di caratteri che possono essere trasformati per crearne di nuovi e più fantasiosi, la possibilità di poter impaginare interi lavori da stampare controllando sul monitor ogni più piccola variazione, la possibilità di poter già inserire nell’impaginato elettronico le immagini in file opportunamente scannerizzate, non fanno altro che aumentare la velocità di produzione degli stampati aumentandone pertanto la quantità stessa.

Le impaginazioni possono essere tele-trasmesse agli autori per le correzioni o alle stamperie per avere le prove di stampa.

 Inoltre, fanno il loro ingresso le macchine da stampa digitali che danno la possibilità di abbassare i costi di stampa per piccole tirature stampate con inchiostro a toner.

Gli editori si attrezzano per le stampe on-demand ovvero libri stampati solo su richiesta, evitando in tal modo spreco di copie destinate al macero o al “mercato del sottoprezzo”.

 

Stanno nascendo case editrici on-line che vendono libri su CD o in file, dando poi al lettore la possibilità di stampare o meno quello che gli interessa.

 

Alcuni libri sono scaricabili da internet addirittura gratuitamente.



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