‘Paese di merda. Me ne vado’: parola del Premier
1 settembre, 2011

“‘Tra qualche mese me ne vado… vado via da questo paese di merda… di cui… sono nauseato… punto e basta…”
(Silvio Berlusconi, 13 luglio 2011)
Siamo disposti a pagarle il biglietto di sola andata, quando vuole. Supponendo che B. sapesse benissimo di essere intercettato (sono anni che è cosi, dovrebbe saperlo) non capisco se sia stato uno sfogo vero o qualcosa di costruito ‘ad arte’ per i media. Nel primo caso è comprensibile, nel secondo non molto.
Un Commento
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Al Presidente del Consiglio, che in un elegante sfogo telefonico al suo degno compagno di merenda Lavitola, fatto con molta probabilità mentre di fronte ad uno specchio e sotto l’effetto di un allucinogeno aveva la terrorizzante percezione visiva di tanti Berlusconi davanti a sé che gli faceva dire che il nostro è un “paese di merda”, credo possa tranquillamente rispondersi di non preoccuparsi; si trattava di un inganno della sostanza stupefacente, dal momento che nello specchio vi era riflessa soltanto l’immagine di sé medesimo, una specie umana (si fa per dire, per essere generosi) con la vantaggiosa proprietà di galleggiare anche non sapendo nuotare.