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Sciacallaggio mediatico:Tg2 intervista bambino che ha perso la madre nell’alluvione

6 novembre, 2011

Lo sciacallaggio mediatico ha toccato il fondo. Al Tg2 di due giorni fa l’intervista ad un ragazzino sedicenne scampato per miracolo alla furia dell’acqua a Genova e che, purtroppo, ha perso la madre durante l’alluvione.

“Cosa hai provato in quel momento?” ed amenità simili, queste le domande della giornalista al ragazzino, poi scoppiato a piangere quando gli è stato chiesto della mamma.

Il direttore del Tg2 e l’autrice del servizio dicono la loro:

«Non ho fatto in tempo a visionare il servizio prima che venisse trasmesso, ma questo non attenua la mia responsabilità», aggiunge ancora infatti Marcello Masi, (direttore Tg2 , ndr) che ieri ha subito richiamato a Roma dal servizio di Genova Daniela Orsello. Poi ha fatto chiedere scusa ai telespettatori con una nota nell’edizione della sera, alle 20.30. Daniela Orsello vuole spiegare la sua buona fede. Ripete: «Non cercavo lo scoop. Sono dieci anni che faccio cronaca e non l’ho mai fatto. La mia storia parla per me. Ero entrata in quel palazzo perché il ragazzino e suo padre erano andati a cercare l’inquilino che aveva salvato il piccolo. Non li ho inseguiti, li ho incontrati per caso».

Ne abbiamo viste di bastardate, ma questa è veramente pesante.

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  1. christian M. permalink
    7 novembre, 2011 9:04 am

    Sono suno studente della facoltà di Medicina. Scrivo queste righe per protestare sul servizio fornito dal TG2 nelle serate scorse in cui si è parlato dell’alluvione di Genova.

    Uno degli inviati, forse alla spasmodica ricerca di scoop, o per una professionalità molto ma molto male intesa, non ha avuto scrupoli di sorta ad intervistare un ragazzino sopravvissuto ed in lacrime che aveva appena perduto la mamma.

    A parte la violenza perpetrata su quell’ infelice, chi ha pensato di fare quell’intervista ma soprattutto chi ha deciso di mandarla in onda senza farsi problemi di sorta ha dimostrato la sensibilità di un branco di iene.

    Esprimo l’auspicio che questo sia stato un malaugurato errore di uno sprovveduto cronista e che il nostro Paese non abbia perso per strada il rispetto per le persone e in particolare dei ragazzini e che non vengano mai più riproposti simili servizi. Sono atti che mi pare abbiano anche rilevanza penale o se nn ce l’hanno la dovrebbero avere senza ombra di dubbio.

    E’ appena il caso di ricordare che, per esempio in Germania, agli adulti non è consentito esibire i bambini in spettacoli televisivi neppure nel caso i genitori fossero d’accordo o se lo scopo fosse evidenziarne particolari qualità o talenti. Evidentemente la nostra tanto proclamata “culla della civiltà” spesso così strombazzata a sproposito (visto che nn si può sempre campare sulle glorie passate), si è nel tempo trasformata in una nauseante cloaca.

    Mi aggiungo ai molti che ancora hanno il buon senso di indignarsi e protestare davanti a simili storture che qualcuno vorrebbe spacciare per giornalismo professionale.
    C.M.

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