Primarie Genova: vince Doria, sconfitto il PD
Dalle Primarie arriva l’ennesima batosta per il PD. A Genova la sindaca uscente, Marta Vincenzi, viene sonoramente battuta dall’indipendente Marco Doria, candidato appoggiato anche da Sel. Il Pd genovese si presentava diviso, con Roberta Pinotti ad erodere i consensi alla Vincenzi.
Possibile mai che la dirigenza democratica continui a voler prendere schiaffoni su schiaffoni ogni qualvolta viene data la parola agli elettori? Divisioni interne, candidature non di spessore, fanno si che il PD spesso inciampi nelle primarie e consegni la vittoria agli esponenti di altre formazioni del centro sinistra (vedi Pisapia a Milano, Zedda a Cagliari) o agli outsider (Renzi a Firenze).
Io davvero non li capisco. Eppure basterebbero maggiore coordinamento e scelte piu oculate. A Roma, per fare un esempio, nei prossimi mesi si faranno le primarie per la candidatura a Sindaco. Nicola Zingaretti prevarrà tranquillamente. Già segretario Ds nel Lazio, eurodeputato e poi Presidente della Provincia, Zingaretti è una persona di qualità e quindi avrà la meglio sugli altri candidati. Eppure è del PD!
La prossima tappa del calvario democratico sarà Palermo. Anche li ci sono divisioni, candidature poco chiare. Ne vedremo delle belle.
Proprio oggi Emiliano, sindaco di Bari ed a capo del PD della Puglia ha detto:
Il Partito democratico non ha più senso. È un carrozzone che consuma denari pubblici, non produce consenso e affossa i talenti. Perché tenerselo?
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non ho mai detto che e’ da buttare, ma cosi’ com’e’ non ha senso con due o tre anime in perenne conflitto senza programma
Se anche eminenti esponenti del partito cominciano ad avanzare dubbi sulla esistenza stessa dei Democratici un motivo ci sarà no?







































































Il PD non ha una personalità: mezzo partito è su posizioni liberaldemocratiche, l’altra metà è di sinistra e flirta con la CGIL. L’unica soluzione è una scissione delle due anime e, auspicabilmente, un diverso nome. Nei paesi avanzati esistono i partiti liberali (pensioni private, sanità privata, stato ridotto all’osso) e i partiti liberaldemocratici (sanità pubblica, pensioni pubbliche e difesa del welfare). L’ala “destra” del PD potrebbe proprio formare il nucleo di un moderno partito liberaldemocratico. Ne avremmo proprio bisogno, lasciando perdere le americanate “democratici-repubblicani” che in Italia non sono proponibili.