Scandalo ‘Pronto Soccorso’, dov’è la novità?
Negli ultimi giorni è esploso lo ‘scandalo’ Pronto Soccorso negli ospedali romani. Dal San Camillo al policlinico Umberto I, è corsa allo ‘scoop’ sul malato maltrattato dal sistema sanitario nazionale. Quotidiani con i titoloni, telegiornali che fanno inchieste ed approfondimenti.
Ma nessuno di questi signori ha avuto recentemente qualche amico, genitore, figlio, parente ricoverato all’ospedale? Nessuno di quelli che oggi si meravigliano è mai andato recentemente in un Pronto Soccorso romano?
I casi riportati dai media sono all’ordine del giorno. Non c’è alcuna novità. Per esperienza personale ho sperimentato la materia e posso dire che vedendo i servizi giornalistici di questi giorni non posso che provare tanta rabbia. Possibile che nessuno avesse mai notato il problema?
Ieri due senatori hanno compiuto ‘un blitz’ all’Umberto I meravigliandosi della situazione e denunciando le condizioni di una povera signora. Mai stati prima in un ospedale romano onorevoli? Dove vanno di solito a farsi curare, in una clinica privata? Ciò che hanno visto è ordinaria amministrazione in una regione, il Lazio, dove da anni vengono tagliati posti letto. Il piano Polverini prevede la chiusura di vari Pronto Soccorso in regione. E sono almeno quindici anni che tutti i governi, di qualsiasi colore, usano la ‘mannaia’ sui finanziamenti alla Sanità.
Di cosa si meravigliano quindi? Invece di compiere inutili blitz mediatici, cerchino di stanziare maggiori fondi per il servizio sanitario nazionale, evitando gli sprechi e salvaguardando le eccellenze.
Ipocriti tutti, dai tanti giornalisti che parlano di una cosa ben nota come se fosse uno scandalo mai visto prima, ai politici che cercano di ‘intestarsi’ la scoperta ‘dell’acqua calda‘…
PS: per tutti quelli che diranno ‘Nella mia regione tutto questo non accade‘, vi consiglio di controllare bene perche se nel Sud e nel Lazio la situazione è molto piu seria, anche nel CentroNord si iniziano a vedere gli effetti dei tagli decennali.
Nel Lazio, grazie al debito accumulato dalle amministrazioni passate (in special modo da quelle della prima repubblica e della giunta Storace) si pagano aliquote irpef salatissime, senza contare il ticket sanitario. Proprio per questo, pagando tali balzelli, i cittadini del Lazio (e delle altre regioni in difficoltà) avrebbero diritto ad un servizio decente.







































































ma poi quelli di striscia lo segnalano sempre
Senza un potenziamento delle strutture territoriali che preveda una turnazione dei Medici di Medicina Generale 24 h ai fini di un alleggerimento del lavoro del pronto soccorso, tutto
il chiacchiericcio di questi giorni resta tale. Questo può avvenire soltanto se i Signori Capi
Sindacali dei Medici di Medicina Generale mettano fine al rapporto di lavoro “a quota
capitaria ” e si passi a un tipo di rapporto di convenzione interna in modo che qualunque medico possa accedere ad un sistema informatico da cui si possano attingere informazioni
sullo stato di salute del paziente. Il rapporto di convenzione a quota capitaria è, come al solito, un tipo di rapporto “anomalo” che esiste solo in Italia e non esiste in nessuna altra parte del mondo.