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No Tav: Grillo attacca Caselli, Travaglio difende il magistrato

22 febbraio, 2012

Beppe Grillo attacca Gian Carlo Caselli, duramente contestato da alcuni No-Tav per il lavoro da lui svolto come magistrato:

Dal blog di Grillo
“I No Tav che lo vogliono zittire, come lui ha affermato, sbagliano”…. “Più parla, più la solidarietà per la Val di Susa aumenta in tutta Italia. Caselli che equipara i No Tav ai camorristi è il miglior spot contro lo sperpero di 23 miliardi di euro per fare un tunnel per un traffico merci inesistente”…..

“Se la Procura di Torino ha ritenuto di trattenere in carcere per settimane due donne incensurate, di cui una madre di tre figli, per ragioni come ‘concorso morale’, Caselli dovrebbe ricevere la cittadinanza onoraria dai comuni di Chiomonte e di Venaus per aver compattato e indignato decine di migliaia di valsusini e italiani”

Travaglio, notoriamente vicino al comico genovese, questa volta interviene in difesa del magistrato:

Facciamo finta, per un momento, di non conoscere Gian Carlo Caselli. Di non sapere che vive sotto scorta da 40 anni, prima per le sue indagini a Torino sulle Br e poi a Palermo sulla mafia. Di ignorare che ha fatto processare uomini potentissimi come Andreotti, Contrada, Dell’Utri e che l’altro giorno era in prima fila al processo Eternit in veste di procuratore capo. Di non avere la più pallida idea di come la pensa sulla Costituzione, sulla legge uguale per tutti, sui diritti dei più deboli. Anzi, chiamiamolo Pippo.

Mesi fa il procuratore Pippo riceve dalle forze dell’ordine una chilometrica denuncia contro 42 attivisti e infiltrati No Tav per svariati episodi di violenza, veri e presunti, che hanno portato al ferimento di 211 agenti. Siccome la Procura non è la fotocopiatrice delle forze dell’ordine, esamina la denuncia vagliando caso per caso. E si convince che solo 25 di quelle persone vadano arrestate per evitare che ripetano il reato, o inquinino le prove, o si diano alla fuga, in presenza dei “gravi indizi di colpevolezza” richiesti dalla legge. Il gip condivide e la polizia giudiziaria esegue le misure. I destinatari fanno ricorso al Riesame, che analizza caso per caso e, per alcuni, le conferma, per altri le revoca, per altri le attenua (oggi in carcere ne restano 9). Contro il Riesame c’è ancora il ricorso in Cassazione: su ogni singola misura cautelare, si pronunceranno una decina di magistrati di sedi e funzioni diverse. Si può criticare il loro operato? Certo. Si valutano a uno a uno i loro provvedimenti, si confrontano con le prove e si esprime un’opinione. Noi abbiamo criticato il rinvio a giudizio di Genchi e De Magistris per Why Not. Ma non ci siamo mai sognati di teorizzare una congiura ai loro danni.

Oggi contestiamo la sentenza del Tribunale di Torino che ha condannato la Rai e Formigli a risarcire la Fiat con la cifra spropositata di 7 milioni (5 solo per “danno morale”, cioè per il dispiacere subìto) per un servizio di 50 secondi in cui si affermava che un’auto Fiat va un po ’ più lenta di altre due. Mai ci sogneremmo di dire che c’è una congiura giudiziaria per “criminalizzare il giornalismo”. Invece questo sta capitando a Pippo-Caselli: l’accusa assurda, indimostrata e indimostrabile di aver voluto, arrestando i 25, “criminalizzare il movimento No Tav”. Un movimento composto da decine di migliaia di persone che non farebbero male a una mosca, si dissociano persino da chi imbratta i muri nei cortei e hanno in tasca una sola arma: quella della ragione contro una “grande opera” irragionevole, inquinante, costosa, inutile, anzi dannosa (oggi pubblichiamo l’intervento di Mercalli con le ragioni di 250 tecnici che i “tecnici” di governo seguitano a ignorare). Ma alcuni leader del pacifico movimento, anziché dissociarsi dai pochi violenti e ringraziare i giudici che li hanno isolati, preferiscono associarsi alla campagna contro Caselli e arrampicarsi in distinguo molto berlusconiani sul Caselli buono (quello che combatte le Br e la mafia) e il Caselli cattivo (quello che “arresta” i violenti No Tav).

In realtà di Caselli ce n’è uno solo: quello che, davanti a una notizia di reato, procede come gli chiedono la Costituzione e il Codice penale senza guardare in faccia nessuno. Il risultato di questa campagna, alimentata in certi siti e giornali addirittura da ex magistrati, è che Caselli non può più mettere il naso fuori di casa, nemmeno per presentare il suo libro: roba mai vista nemmeno negli anni plumbei della Torino anni ’70 e della Palermo anni ’90. Prendere le distanze dai violenti non significa dare ragione sempre e comunque alla magistratura, né tantomeno alle forze dell’ordine (quelle che a Milano fanno ritirare le bandiere tricolori per non provocare i leghisti, mentre vengono mandate da politici scriteriati a militarizzare la Valsusa provocando la popolazione). Significa restare, sempre, dalla parte della legalità. E combattere meglio la follia del Tav: cioè vincere una battaglia sacrosanta che, se passa l’equazione truffaldina “No Tav uguale violenti”, è perduta in partenza.

Piena solidarietà a Gian Carlo Caselli, al suo lavoro ed alla Giustizia. Quella che, evidentemente, alcuni considerano amica solo quando da loro ragione. Un po’ come Berlusconi. Appunto.

4 commenti Lascia un →
  1. 22 febbraio, 2012 9:15 pm

    Grillo non ha attaccato Caselli, ha ironicamente detto che è il miglior testimonial contro il TAV, ed ha altresì detto che ha tutto il diritto di parlare e che chi gli impedisce di farlo sbaglia. Sta scritto sul suo blog, testuali parole, un post linkato dallo stesso Fatto Quotidiano, in quelle parti che hai omesso di riportare.

    Del resto è vero che Caselli ha paragonato i NO TAV ai Camorristi, come riportato qui da fonti terze: http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2012/02_febbraio/21/no_tav_muhlbauer_prc_grave_che_caselli_li_paragoni_a_camorristi,33724321.html

    Se non è una prova di una congiura contro i no tav, è certamente l’indizio dell’idiozia di un valente magistrato che ha sbarellato: sì, può capitare anche a lui, o forse i magistrati sono immuni ad errori e – speriamo non sia questo il caso – corruzione?

    Ah, Travaglio è uno di quelli che quando i giudici non gli danno ragione li chiama cretini: lo ha fatto parlando con me, quando in un incontro pubblico gli chiesi ragione dell’assoluzione di Paolo Guzzanti, da lui querelato, in relazione alle dichiarazioni di quest’ultimo sulla questione Mangano ed un video che Guzzanti riteneva manipolato.

    Finì che, appunto, il giudice assolse Guzzanti e ritenne anch’egli il video manipolato, dimostrando di fatto che Travaglio aveva fatto le carte false. Gliene chiesi ragione, appunto, e lui disse che il giudice era un cretino.

  2. candidonews permalink*
    22 febbraio, 2012 9:36 pm

    Altro che ironia… ha scritto chiaro e tondo che Caselli ha paragonato i No Tav ai camorristi quando non è vero. Nell’articolo linkato sul blog di Grillo Caselli non equipara affatto i No Tav ai camorristi, semmai dice che alcuni dei contestatori ‘mi ricordano i familiari dei camorristi che circondano le auto delle forze dell’ ordine per impedire gli arresti dei loro congiunti’. C’è una bella differenza.
    E poi vorrei sapere quale sarebbe il crimine di Caselli? Si dovrebbero invece eliminare elementi pericolosi dai movimenti, elementi che danneggiano le ragioni di chi, nel torto o a ragione, difende la propria idea. Invece Grillo mette benzina sul fuoco sulle polemiche. Come suo solito.

    Del caso di Travaglio non posso commentare in quanto non ho materiale per esprimermi. Non mi sembra che il giornalista abbia mai dichiarato pubblicamente che i magistrati sono dei cretini. Questo mi basta. E non è che vada sempre d’accordo con Travaglio.

  3. 22 febbraio, 2012 9:47 pm

    Be’, c’è chi pubblicamente dice quello che dice pure privatamente, e chi certe cose in pubblico non le dice perché evidentemente non se lo può permettere. Questione di trasparenza. :)

    Poi, sia chiaro che i processi non sono ancora neanche iniziati, e che è del tutto legittimo mettere in discussione la magistratura inquirente. Nel caso specifico, Caselli ha un evidente “trasporto” verso la causa anti no-tav: le due donne trattenute in carcere per settimane nonostante incensurate e nonostante accusate di cose risibili come “concorso morale” in lesioni. Cioè, una di loro fugge, il poliziotto la insegue, inciampa per conto suo e lei è accusata di concorso morale in lesioni. L’altra è accusata di avere un arsenale bellico nel suo zaino: mascherina, maloox e limoni.

    Nessuna delle due è stata colta in alcun fatto corrispondente ad un crimine, tutt’e due sono capitolate sotto il fuoco incrociato di candelotti lacrimogeni che hanno pure appiccato il fuoco nella boscaglia.

    Permetti che la critica ci stia tutta, o Caselli è intoccabile? Conosco decine di magistrati corrotti, lo stesso Travaglio ha nel suo bignami di sentenze quella del giudice Metta di Mondadoriana memoria. Caselli sarà bravissimo su tanti fronti, sicuramente si merita pure la scorta, ma su questa cosa sbarella, e di brutto.

  4. 22 febbraio, 2012 9:54 pm

    Un articolo di un alto magistrato, che solleva gravi dubbi sugli arresti avallati da Caselli: http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/6373/

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