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Archivio per la categoria ‘FOCUS ABRUZZO’

Abruzzo, quello che non ci dicono…

Pubblicato da candidonews su 21 Agosto, 2009

Sisma Abruzzo: quello che non ci dicono. Da sito famiglienumerose.com:

QUELLO CHE NON CI RACCONTANO DEL TERREMOTO D’ABRUZZO

La testimonianza di Pia (nome finto per una storia purtroppo verissima) ha raggelato l’afoso tendone di Fiuggi, dove le famiglie ANFN si sono raccolte per l’assemblea nazionale. Pia ci ha raccontato del terremoto e della ricostruzione, di come si vive nelle tende e cosa si aspetta la gente d’Abruzzo per il futuro. Ci ha raccontato una realtà che nessuno ha voluto raccontare prima, troppo scomoda, poco piacevole, poco ottimistica. Restiamo noi a dare voce alle nostre famiglie, a cui staremo sempre accanto con tutte le nostre povere forze.

 
“Tutto quello che viene trasmesso in televisione o è scritto sui giornali non corrisponde alla realtà. La stmpa d’Italia ci appare imbavagliata”. Il volto è scuro, determinato: davanati alla folla dell’assemblea parla lei, una fiiguria eroica da Pasionaria, ma il marito le si appoggia contro, come a puntellarla.
Pia é un fiume in piena e snocciola davanti alle famiglie allibite dati e situazioni paradossali:” Il contributo mensile per i single é di 200€ , per una famiglia di 4 persone arriva a un massimo di 400€, le famiglie numerose non sono contemplate.
Dal 1 gennaio ricominceremo a pagare le tasse e dovremo restituire il 100% di quanto non abbiamo pagato durante la sospensione. E per i mutui, possiamo rinegoziarli ma dobbiamo continuare a pagarli, anche se non abbiamo più la casa. A noi va ancora bene, avevamo solo due anni, ma ci sono famiglie che devono pagare dieci, quindici anni di mutuo per una casa che non hanno più”.

E poi ci sono gli espropri: per costruire le “piattaforme” ( che Pia definisce “loculi”, per le loro dimensioni-52m2- inadatte a una famiglia normale, peggio che mai per una numerosa) lo Stato può espropriare a suo piacimento. “Noi rischiamo di vederci espropriare un campo coltivabile che con la mancanza di lavoro che c’è è l’unica speranza di reddito”.

Servirebbero 13.000 piattaforme, dice Pia, ma ne verranno pronte 508, a novembre. “Non smaltelleranno i campi, ne resteranno 56. Dovremo passare l’inverno nelle tende. E qui la temperatura di notte scende sotto lo 0 già a partire da ferragosto.”

I campi sono recintati, per sicurezza, certo ma nelle grandi tende, da 6- 18 posti letto, la situazione sta diventando invivibile. Nei campi tenda anche incontrarsi in 4, 5 amici diventa “un assembramento” , che subito qualcuno viene a sciogliere: “siamo un paese militarizzato. Molti sono stati arrestati per sciacallaggio, mentre semplicemente cercavano di recuparare le loro cose. Non sapevano che dovessero sempre farsi accompagnare.”

Chi entrerà nelle piattaforme non ne diventerà proprietario, ma dovrà, in un secondo tempo, pagare un “affitto sociale”: E a proposito di soldi Pia rivela: ” in mano alla popolazione non ne sono arrivati: tutte le iniziative, dagli SMS al 48548, le raccolte fondi, concerti, partite di calcio… tutto viene incamerato dall’organo governativo della Protezione Civile. Il terremoto costa allo Stato 100€ al giorno per persona nelle tende. In albergo ne costa 48€. Una tenda della Protezione Civile costa 8.000€: quando saranno chiusi i campi verranno bruciate. Non è vero che ci sono il 72% di case agibili: hanno dato agibile di tipi1 ad uso abitativo la nostra legnaia… ma in questo modo non avremo diritto ai “loculi”. E così hanno risolto il problema di dare una casa per l’inverno a tante famiglie”.

C’è un’ altra tragedia di cui non si parla : la catena di suicidi tra chi vive nelle tende, dove gli uomini “sbroccano” (si lasciano andare), travolti dall’angoscia di non avere un lavoro, una casa, non sapere quale futuro offrire alle loro famiglie. E gli anziani, che si lasciano morire per non essere di peso: “in un paese con meno di 3000 abitanti ne sono morti 38….”

Non è bastato accendere i riflettori del mondo su L’Aquila con il G8 per dare una speranza di futuro alla gente aquilana, anzi: “Per il G8 sono stati spesi quasi 2 miliardi” dice Pia “e i lavori di sgombero e di ricostruzione sono stati sospesi per due mesi, non è stato permesso nemmeno a noi di fare lavori alle nostre case”.
Paradossi, assurdità, promesse,con la gente privata del lavoro, della casa ma anche della libertà e della dignità personale.

“Alle prime scosse, il 6 aprile, con una magnitudo intorno al 4.6 siamo scesi tutti per strada. La gente del nostro vicolo era, molto spaventata, si rivolgeva a noi per sapere come comportarsi. Li abbiamo esortati con tutte le nostre forze a rimanere fuori, in spazi aperti, abbiamo suggerito di prendere e portare con sé coperte, cuscini, medicinali, documenti, vestiti.Noi , come tanti altri, eravamo al corrente di cosa stava succedendo, ormai dal 13 dicembre, in territorio aquilano.Un tecnico del laboratorio di Ricerca Nucleare del Gransasso, certo Giampaolo Giuliani, ha da anni messo a punto dei macchinari attraverso i quali, monitorando il Gas Radon che sale in superfice quando si verificano dei movimenti tellurici, si può segnalare l’ora (con uno scarto da 6 a 48 ore), l’epicentro e la magnitudo dell’evento sismico. Questo metodo é da anni sottoposto a verifiche da parte della nostra comunità scientifica senza risultati ufficiali. La NASA, ente americano e l’osservatorio spagnolo, gli hanno chiesto il brevetto dietro laute ricompense, alle quali Giuliani ha per il momento rinunciato per rimanere in Italia.
Sottolineo il fatto che in questi ultimi mesi Giuliani è stato maltrattato, perseguitato, censurato, come tutti quelli che lo hanno seguito; anche noi.Questa è quanto è successo. Il futuro?
Non esiste,
Non esiste nel senso che siamo stati abbandonati.
La nostra vita, i nostri affetti non ci sono più. Più volte al giorno amici, conoscenti o sconosciuti che hanno recuperato il mio numero di telefono mi inviano questo messaggio.sono disperata, rivoglio la mia vita.
Non rispondo più, non so cosa rispondere. “

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L’Aquila, tante promesse, pochi fatti

Pubblicato da candidonews su 29 Giugno, 2009

L’Aquila tradita

di Riccardo Bocca

Da un lato lo spiegamento di forze e l’efficienza per il G8. Dall’altro la disperazione nelle tendopoli. Tra disagi, spaccio di droga e violenze. Mentre la terra non smette di tremare

Sono le sette di mattina del 19 giugno, quando una Punto bianca si ferma sul ciglio della statale 17 che attraversa L’Aquila. Al volante c’è un uomo in giacca e cravatta che spegne il motore, abbassa i finestrini e sfoglia il giornale appena acquistato. Vita quotidiana, niente di strano. Eppure all’improvviso il clima cambia, diventa teso. Dalla corsia opposta, spunta una berlina metallizzata che fa inversione inchiodando davanti alla Punto. Scende un giovane alto, palestrato, in jeans slavati e maglietta attillata. Si affianca al conducente e chiede i documenti senza qualificarsi. “Ma cosa sta succedendo? E lei chi è?”, replica allarmato il conducente. “Attenda”, risponde lo sconosciuto. Annota la targa della Punto, si attacca al cellulare, e infine torna con un sorriso finto: “A posto, può andare…”.

L’assedio, lo chiamano gli aquilani. La soffocante militarizzazione che sta stressando il territorio in vista del G8. Migliaia di soldati, poliziotti, carabinieri, agenti dei servizi segreti e paracadutisti calati in città nelle ultime settimane. Forze operative giorno e notte. Per le strade, sulle colline. Ovunque. Tutti ossessionati dalla sicurezza dei 23 capi di Stato e di governo che, dall’8 al 10 luglio, si confronteranno con le loro delegazioni nella caserma della Guardia di finanza ?Vincenzo Giudice?. “Prevenzione indispensabile”, è definita dalla Protezione civile. Ma anche una presenza che esaspera gli sfollati del post terremoto, inchiodati a tutt’altre priorità. A quasi tre mesi dall’apocalisse del 6 aprile, la terra continua a tremare. Tre punto due, tre punto tre, fino a quattro punto cinque come lunedì 22 giugno. Numeri che sulla carta dicono poco, ma da queste parti sono muri che vibrano, angoscia che non passa, riflesso a correre in strada. “Abbiamo sempre in testa l’odore delle macerie, le urla dei feriti e lo strazio dei 300 cadaveri”, dice Rinaldo Tordera, direttore generale della Cassa di risparmio della provincia dell’Aquila. Lui per primo, racconta, si è faticosamente imposto di non mollare, di “annodare la cravatta e tirare avanti”. Ma la volontà non basta.

Gli ostacoli sono tanti, in questo Abruzzo triste: a partire dal crollo economico. “Per la prima volta in vent’anni”, informa l’Istat, “la regione segna un tasso di disoccupazione (9,7 per cento) superiore a quello italiano (7,9)”. Dal 2008 al 2009 sono scomparsi 26 mila posti di lavoro. E a leggere questi dati, gli artigiani, gli operai, ma anche i manager e i professionisti ospitati dalle tendopoli tremano, sovrastati dal -14 della produzione industriale.

il resto qui:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/laquila-tradita/2102710

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Abruzzo, a Roma e Milano si canta per la solidarietà

Pubblicato da candidonews su 20 Giugno, 2009

amicheperlabruzzo

Domani sera tutti all’ascolto del megaconcerto delle cantanti italiane in favore dell’Abruzzo.

dal sito:

Domenica 21 giugno a partire dalle ore 15.40 alle ore 23.30 lo Stadio San Siro di Milano sarà lo scenario di un evento storico e straordinario: oltre 40 donne della musica italiana si sono date appuntamento per un concerto di solidarietà a favore dei terremotati d’Abruzzo, patrocinato dal ministero dell’Istruzione Mariastella Gelmini.

I proventi andranno in parte alla Onlus “Aiutiamoli a vivere” e in parte contribuiranno alla ricostruzione della scuola Edmondo de Amicis de l’Aquila.

Promotrice dell’iniziativa Laura Pausini che ha chiamato in soccorso Gianna Nannini, Fiorella Mannoia, Giorgia ed Elisa chiedendo loro di essere le madrine d’eccezione dell’evento.

A partire dalle ore 19.30 sarà possibile seguire il concerto in diretta a segnale unificato. sui 12 maggiori network radiofonici nazionali: un evento senza precedenti nella storia della radiofonia italiana, che permetterà a oltre 30 milioni di persone di partecipare ad Amiche per l’Abruzzo.

A condurre la serata radiofonica, anch’essa tutta al femminile, si alterneranno, sul palco e nello studio, situato sopra la tribuna d’onore, le più belle voci delle dodici emittenti.

Sul palco per Radio 105 Kris & Kris, per Radio Monte Carlo Lucilla Agosti, per Virgin Radio Paola Maugeri, per Radio Deejay La Pina, per Radio Capital Flavia Cercato, per Radio Kiss Kiss Mariolina Simone, per RTL 102.5 Nicoletta Deponti, per Radio Italia Paola Gallo, per RDS Rosaria Renna, per Radio 24 Debora Rosciani e per R101 Tamara Donà.

Patrocinato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università  e della Ricerca, “Amiche per l’Abruzzo” ha come scopo la raccolta fondi a favore della ricostruzione della scuola simbolo Edmondo De Amicis all’Aquila che ha subito notevoli danni a causa del terremoto. Un’ altra parte del ricavato sarà  destinata all’acquisto di case in legno e in generale per il sostegno della popolazione abruzzese. Tra i beneficiari ci sarà  anche la Onlus “Aiutiamoli a vivere”, associazione di volontariato e solidarietà  da sempre impegnata sulle emergenze locali

Intanto stasera altri grandi cantanti si ritrovano allo stadio Olimpico per una iniziativa analoga:

Il coro che riempirà il palco dello stadio Olimpico nel nome della tragedia d´Abruzzo è un poderoso drappello capitanato da alcuni dei grandi vecchi della canzone italiana, in particolar modo romani: Renato Zero, Antonello Venditti, Claudio Baglioni, Fiorella Mannoia, per non parlare del convinto romano Ennio Morricone, del romanissimo Nicola Piovani e dell´ancora più romano Armando Trovajoli, fortemente voluto da Renato Zero per celebrare la sublime melodia di “Roma nun fa la stupida stasera” (sarà cantata dall´inedito trio Christian De Sica, Sabrina Ferilli e lo stesso Zero). «La porteremo dalle stanze del Sistina alla vastità dello stadio Olimpico» ci dice Zero, «anche perché rappresenta la parte migliore della città: la sua generosità, la sua disponibilità».

E di generosità questa sera ce ne vorrà molta per evitare che la motivazione della serata – la ricerca fondi per la ricostruzione dell´Università dell´Aquila – rimanga una buona ma sterile intenzione. Di sicuro una mano ce l´hanno messa in molti. L´organizzatore Ferdinando Salzano ci confessa che una cosa del genere non gli era mai capitata. Hanno lavorato tutti, ma proprio tutti, dall´ultimo magazziniere al tecnico delle luci, dai fornitori ai musicisti, a titolo totalmente gratuito.

Si vedrà la generosità dei romani nel riempire lo stadio e versare qualche soldo sul conto corrente (IBAN: IT80T0300203601000400240569, causale “Corale per il popolo d´Abruzzo) direttamente intestato all´Università aquilana. E non c´è solo la forte pattuglia romana, ovviamente. Da Napoli arrivano Pino Daniele (che duetterà con Ivano Fossati) e Gigi D´Alessio, da Bologna arrivano Lucio Dalla e Gianni Morandi, da Genova Gino Paoli, Cristiano De André e il già citato Fossati. E poi Giuliano Sangiorgi e Mauro Pagani (proporranno la prima esecuzione live del pezzo “Domani”), Jovanotti in collegamento da New York, attori come Sergio Castellitto e Mariangela Melato, condotti, o meglio presentati da Serena Dandini e Giorgio Panariello.http://roma.repubblica.it/dettaglio/i-big-della-musica-allolimpico-per-labruzzo/1656268

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Terremoto Abruzzo/ A L’Aquila emergenza sanitaria

Pubblicato da candidonews su 19 Maggio, 2009

Terremoto Abruzzo/ A L’Aquila emergenza sanitaria. Non è ancora pronto l’ospedale da campo del G8

Il reparto di medicina interna dell’Aquila è un tendone militare circondato da fango, detriti, erbacce, liquami e rifiuti. I degenti sono 27, un letto addossato all’altro: per chi può alzarsi ci sono a disposizione cinque bagni chimici esterni.

Il senatore del Pd, Ignazio Marino, ha raccolto il grido d’allarme di tre medici che in una lettera aperta denunciano la gravità della situazione.

«Promiscuità e scarsa igiene favoriscono il diffondersi di malattie batteriche»: i medici chiedono l’attivazione immediata dell’ospedale da campo del G8, come era stato annunciato diverse settimane fa. Intanto, il super ospedale della Protezione Civile (1800 metri quadrati, due sale operatorie) è ancora alla Maddalena, anche se risulta in via di smobilitazione.

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/terremoto-abruzzo-a-laquila-emergenza-sanitaria-non-e-ancora-pronto-lospedale-da-campo-del-g8-27883/

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30 giorni fa, Abruzzo

Pubblicato da candidonews su 6 Maggio, 2009

 

Alle 3.32 di trenta giorni fa la vita di molti abruzzesi è cambiata. Alcuni di loro non ci sono piu, molti altri hanno visto la loro vita stravolta, privata degli affetti e delle proprie case. Ad un mese dal Sisma, in Abruzzo è sempre emergenza. Proprio per questo ricordo i numeri utili della CROCE ROSSA ITALIANA per pote mandare aiuti.

NUMERO VERDE CROCE ROSSA ITALIANA

Dal lunedì al sabato ore 8:00 – 17:00

Email: materiali.sismaabruzzo@cri.it

______________________________________

Materiale:

Lista Materiali (Aggiornato al 17.4.09) – PDF (38 kb)

PER I PRIVATI CITTADINI Ringraziamo moltissimo COLORO che hanno donato e che doneranno. Per la RACCOLTA di MATERIALE, rigorosamente NUOVO e CONFEZIONATO, preghiamo rivolgersi al COMITATO CRI più vicino alla vostra abitazione che provvederà all’imballaggio e all’invio.

I Comitati della Croce Rossa Italiana
Suggeriamo a coloro che avessero difficoltà a donare i materiali in base alle modalità specificate, di effettuare una donazione economica anche minima, secondo le modalità qui di fianco indicate.  

PER LE AZIENDERingraziamo moltissimo COLORO che hanno donato e che doneranno. Ricordiamo che sarà accettato solo materiale NUOVO e CONFEZIONATO, secondo gli standard internazionali per il trasporto merce/Europallets.
Suggeriamo a coloro che avessero difficoltà a donare i materiali in base alle modalità specificate, di effettuare una donazione economica anche minima, secondo le modalità qui di fianco indicate.  

Farmaci:

PER INDUSTRIE, GROSSISTI E PRODUTTORILa raccolta farmaci è indirizzata a industrie, grossisti e produttori.
Il materiale dovrà essere confezionato secondo gli standard internazionali per il trasporto merce/Europallets.
Per la disponibilità contattare:

Check list farmaci:

Farmaci – PDF (48 kb)
Materiali Sanitari – PDF (25 kb)
_________________________

AIUTI INTERNAZIONALI, SE VOLETE CONTRIBUIRE DALL’ESTERO

 Ufficio Soccorsi e Sviluppo – Servizio IV Relazioni Internazionali:
Tel: +39.06.4759 399
Fax: +39.06.47.59.223
email: aiutiinternazionali.sismaabruz@cri.it

______________________________________

DONAZIONI E NOTIZIE, AD UN MESE DAL TERREMOTO

DALLE PRIME ORE DEL SISMA CROCE ROSSA IMPEGNATA CON 2.816 PERSONE
5000 I VOLONTARI A DISPOSIZIONE
NEGLI 8 CAMPI GESTITI, PREPARATI IN UN MESE 370 MILA PASTI
RACCOLTI OLTRE 4 MILIONI E MEZZO DI EURO

In un mese di emergenza la Croce Rossa Italiana, presente a L’Aquila dalle prime ore del sisma, ha impiegato un totale di 2.816 persone fra volontari ed operatori.

Sono 5000 i volontari in lista d’attesa per partire. Con l’andare delle settimane sale il numero dei campi gestiti, che ospitano la popolazione abruzzese: sono 8 in tutto gli insediamenti: Cagnano Amiterno, Acciano, San Benedetto di Bagno, Assergi, San Gregorio, Collemaggio, Coppito e Centicolella (5000 posti letto in totale). In un mese sono stati serviti dalle cucine della Croce Rossa oltre 370 mila pasti.

La cifra raccolta dalla Croce Rossa per il terremoto in Abruzzo ha superato quota 4 milioni e mezzo di euro: 4.578.193,21 il totale esatto. L’emergenza durerà a lungo e le risorse economiche saranno sempre più importanti. E’ possibile donare alle coordinate indicate sul sito www.cri.it (Banca Nazionale del Lavoro, causale: PRO TERREMOTO ABRUZZO, IBAN: IT66C0100503382000000218020).

Sono 6 i Presidi Medici Avanzati dove dall’inizio dell’emergenza.

Sono 4 le ludoteche messe a disposizione da Ministero Pari Opportunità, Happy Family Onlus, gestite dalla Croce Rossa Italiana, fruibili da un totale di 200 bambini alla volta. All’interno tavolini, sedie, palloni da calcio, giocattoli, lavagne con gessetti, televisori, videogiochi e lettori DVD.

Presso il campo di Centicolella è operativo un presidio veterinario che ha registrato oltre 40 visite e coinvolge i bambini in attività di pet-therapy, terapia basata sull’interazione uomo-animale. Il servizio CRI, garantito da 3 medici veterinari e 2 infermieri, è l’unico attivo nel suo genere nelle tendopoli e fornisce assistenza medico-chirurgica.

Sono attive le squadre SEP di supporto psicologico, vicine alle famiglie colpite dalla tragedia. In tutto, ad oggi, operano 10 psicologi volontari e 10 soccorritori psico-sociali volontari.

per info l’ufficio stampa di Croce Rossa Italiana:
+39.06.47.59.209 – +39.06.47.59.283

il portavoce del Commissario Straordinario di Cri
Tommaso Della Longa +39.320.79.79.485

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Abruzzo, crescono i malumori per la ricostruzione

Pubblicato da candidonews su 5 Maggio, 2009

Cominciano a serpeggiare i malumori per le poche finanze effettivamente messe a disposizione dal governo per la ricostruzion abruzzese.

Ecco un dettagliato articolo di repubblica.it:

L’Aquila e il decreto abracadabra

E’ stato ribattezzato “decreto abracadabra” per le innumerevoli devianze creative con le quali accompagna il processo di ricostruzione dell’Aquila e dei paesini circostanti. La luna di miele tra gli abruzzesi e Silvio Berlusconi ha subito una prima e significativa increspatura. La lettura approfondita del decreto legge, e la verifica che i soldi all’Abruzzo in gran parte (4,7 miliardi di euro) saranno racimolati dall’indizione di nuove lotterie, dagli interventi sul lotto, e dai sempreverdi provvedimenti anti-evasione, soldi veri niente, e che in più le risorse saranno spalmate su un periodo lunghissimo (da oggi al 2033) hanno creato fremiti di rabbia dapprima isolati e poi sempre più partecipati.

Il tam tam (“Berlusconi ci inganna!”) è iniziato, e non è una novità, sui blog. Prima Facebook e poi i partiti. Prima i conclavi nelle tende poi le riunioni istituzionali. Una giovane donna, Rosella Graziani, che sa far di conto, ha messo a frutto tutto il tempo ritrovato e fino alla settimana scorsa inutilizzato per radiografare il decreto legge e poi bollarlo in una lettera pubblica: “Mai nella storia dei terremoti italiani avevamo assistito a una ingiustizia tanto grande e a un tale cumulo di menzogne che ha ricoperto L’Aquila più di quanto non abbiano fatto le macerie“.

Quali le menzogne e dove l’inganno? I soldi veri, il cash disponibile che Tremonti rende immediatamente spendibile si aggira sul miliardo di euro. Tolte le spese per l’emergenza, restano 700 milioni di euro destinati alla costruzione delle casette temporanee. E qui il primo punto: 400 milioni saranno spesi per edificarle nel 2009 e 300 milioni nel 2010. Se ne dovrebbe dedurre che la totalità delle case provvisorie sarebbero, è bene riusare il condizionale, realizzate totalmente entro l’anno prossimo. Dunque qualcuno avrebbe un tetto a settembre, qualcuno a ottobre, qualche altro a gennaio, o nella primavera che verrà. E’ così? E’ il dubbio, maledetto, che affligge e turba.

Secondo punto: le casette sono sì temporanee ma il decreto le definisce “a durevole utilizzazione”. Durevole. Moduli abitativi condominiali, magari lindi e comodi, a due o tre piani. In legno. Ecocompatibili, risparmiosi, caldi. Perfetti. Possono durare decenni.
E dunque: sarebbero provvisori ma purtroppo paiono proprio definitivi
. E, questa è una certezza, sono le uniche costruzioni ad avere pronta una linea di finanziamento. Piccole e sparse new town. New town aveva detto Berlusconi, no? E le case vere? Quelle di pietra?

Qui la seconda questione campale: sembra, a scorrere gli allegati al decreto, che Berlusconi non possa concedere più di 150 mila euro per la ricostruzione dell’abitazione principale. E per di più questi soldi sarebbero veri fino a un certo punto, perciò la definizione di decreto abracadabra. 50 mila euro li concederebbe – cash – il governo; 50 mila li tramuterebbe in credito di imposta (anticipata dalla famiglia terremotata e ammortizzata in un arco temporale di 22 anni); altri cinquantamila sarebbero coperti con un mutuo a tasso agevolato a carico però del destinatario del contributo.

Non si sa bene ancora se sarà così strutturato il fondo. Le norme del decreto possono subire fino al prossimo giovedì emendamenti e correzioni. Quel che comunque sembra chiaro è che la somma ipotizzata (150 mila euro) ammesso che venga confermata, sarà sufficiente per una casa di tipo popolare e di nuova costruzione, ma totalmente sottodimensionata per finanziare i lavori di recupero e restauro conservativo. Nel centro storico dell’Aquila ci sono 800 edifici pubblici e 320 edifici privati, sottoposti a vincoli per il loro pregio.

Recuperi dispendiosi economicamente e, secondo questo decreto, sostanzialmente a carico dei privati.
Così ieri i sindaci delle aree terremotate si sono ritrovati in conclave e hanno iniziato in un borbottio che è poi sfociato in un documento di dura protesta. “Vogliamo vedere nero su bianco i soldi per la ricostruzione e non solo quelli per le casette transitorie. L’Aquila va costruita dov’era e com’era. Così non sarà: a leggere il decreto i tempi sono dilatati fino al 2033, una data ridicola”, ha dichiarato la presidente della Provincia Stefania Pezzopane.

Ai dubbi che già gonfiano i primi timori si aggiunge poi l’offesa istituzionale subita dagli enti locali. Il governo, promotore della prima legge costituzionale a vocazione federalista, ha accentrato ogni potere di spesa negando finanche al sindaco dell’Aquila, città epicentro del terremoto e capoluogo di regione, le funzioni commissariali esecutive. Penserà a tutto, come al solito, Guido Bertolaso…

(5 maggio 2009)

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Napolitano : «Bilancio del terremoto aggravato dallo sprezzo delle regole»

Pubblicato da candidonews su 18 Aprile, 2009

Ricostruire, come dice il Premier, è sacrosanto e rappresenta il primo obiettivo da realizzare per la popolazione. Ma serve necessariamente capire se e di chi siano le responsabilità di una tragedia che forse poteva essere minore.

Napolitano: «Bilancio del terremoto aggravato dallo sprezzo delle regole»

E sulla crisi economica il capo dello Stato ha detto: «Provocata da sete di potere e mancanza di valori»

ROMA – «Quando oggi pensiamo e soffriamo per le vittime e per i danni provocati dal terremoto in Abruzzo non possiamo non ritenere che anche qui abbiano contato in modo pesante e abbiano contribuito alla gravità del danno umano e del dolore umano comportamenti di disprezzo delle regole, disprezzo dell’interesse generale e dell’interesse dei cittadini». Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ricevendo nella Tenuta di Castelporziano una delegazione delle famiglie francescane.

LA CRISI – Il capo dello Stato, rivolgendosi ai Francescani, si è chiesto: «Non sono stati forse questi fenomeni e questi comportamenti» legati «a un indubbio e allarmante decadimento di valori spirituali, umani e morali» a rappresentare «una delle cause della crisi che oggi affligge le nostre economie e le nostre società?». «Parlo di comportamenti dettati da avidità, dalla sete di ricchezza e di potere, dal disprezzo dell’interesse generale e dall’ignoranza di valori elementari di giustizia e di solidarietà ».

LE REAZIONI - La capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro attacca Silvio Berlusconi e loda Giorgio Napolitano per le loro differenti dichiarazioni sul terremoto. «Sono stupefacenti le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sulle inchieste che la magistratura sta compiendo per verificare ed accertare se esistano responsabilità nella tragedia del terremoto. Proprio oggi, mentre il Presidente della Repubblica lancia un accorato monito per condannare chi, infischiandosene della vita dei cittadini e preoccupandosi solo del proprio lucro, ha costruito senza tener conto delle regole».

I FRANCESCANI - I francescani d’Italia, per la prima volta ricevuti da un presidente della Repubblica in occasione degli 800 anni dell’Ordine, assicurano a Giorgio Napolitano un impegno forte, spirituale e materiale, a sostegno dei terremotati d’Abruzzo e la loro vicinanza a tutti gli italiani, nel segno dei valori del santo patrono della nazione che «sono anche alla base della carta costituzionale». «Per San Francesco – ha detto il ministro generale dell’ordine dei frati minori, Josè Rodroguez Carballo, ricevuto con una delegazione di 26 francescani – è fondamentale la continua ricerca del dialogo con tutti e l’impegno ad accogliere la diversità come una ricchezza che l’altro ci offre». Il presidente della conferenza italiana dei frati minori cappuccini, frate Aldo Broccato, da parte sua, si è soffermato sulle iniziative per il terremoto. «Confermiamo il nostro impegno – ha poi aggiunto – soprattutto nell’animazione e formazione dei giovani affinchè promuovano il valore alto della fraternità universale perchè i ‘lebbrosi’ della nostra epoca – ha concluso – possano sentire l’abbraccio della misericordia, della solidarietà e della accoglienza e perchè l’Italia come popolo e territorio sia riflesso dell’amore e della bellezza del creatore».

 

http://www.corriere.it/politica/09_aprile_18/napolitano_terremoto_regole_328e9a34-2c32-11de-b2aa-00144f02aabc.shtml
18 aprile 2009

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Abruzzo, il dossier segreto che preannunciava il disastro: «Intervenite o crolla tutto»

Pubblicato da candidonews su 17 Aprile, 2009

Mentre, lentamente, gli abruzzesi cominciano a riprendere la loro vita quotidiana spunta un dossier di qualche anno fa che preavvisava del disastro imminente in caso di terremoto. Di chi è la responsabilità di non averne tenuto conto?

La Procura dell’Aquila acquisisce il carteggio tra Regione ed enti locali.

«Intervenite o crolla tutto»: ai pm il dossier segreto che annunciava il disastro

La Protezione civile censì gli edifici nel 2005. «Ecco chi poteva salvare scuole e ospedali»

L’AQUILA — Avevano compilato le schede di valutazione, individuato le «criticità», elencato gli interventi da effettuare e persino l’entità dei fondi da stanziare. Ma quelle indicazioni fornite nel 2005 dai tecnici della Protezione civile dell’Abruzzo guidati dall’ingegner Pierluigi Caputi sono rimaste sulla carta. E le decine di edifici inseriti nella lista di rischio sono venuti giù con la scossa della notte del 6 aprile, provocando in alcuni casi anche morti e feriti. La procura dell’Aquila acquisisce il carteggio finora segreto tra Regione ed enti locali, e apre il capitolo delle responsabilità dei pubblici amministratori. Perché quelle schede consentono di individuare chi doveva intervenire e invece non ha dato seguito alle segnalazioni. Basta scorrere la lista per capire quanto dettagliate fossero state le ispezioni. E basta guardare quel che resta dei palazzi del centro storico della città per capire che cosa non abbia funzionato.

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L’esempio più eclatante è quello della scuola elementare De Amicis di San Bernardino. Il grado di vulnerabilità assegnato dagli esperti era 36, il più alto. Nella tabella sui livelli di pericolo erano previste tre opzioni: danno lieve, danno severo, collasso. E così il grado di resistenza assegnato nell’ipotesi di sisma più grave era 0,099, cioè nullo. Al di là dei numeri e dei calcoli matematici la conclusione era chiara: così come era costruito, il palazzo non avrebbe potuto resistere a un terremoto di forte intensità. Esattamente quello che è avvenuto, il tetto è crollato e le mura sono pericolanti. Stesso discorso per la casa dello Studente, per la prefettura, per l’ospedale San Salvatore. Perché anche in questi casi la «vulnerabilità» era stata ben evidenziata dai tecnici, ma gli enti gestori non hanno provveduto a sanare le carenze.

Nella relazione preliminare che dovrà essere esaminata dal procuratore Alfredo Rossini e dal suo sostituto Fabio Picuti è ricostruita la storia di un disastro purtroppo annunciato. Una devastazione della quale si chiederà conto nei prossimi giorni alle imprese edili che hanno costruito i palazzi senza rispettare la normativa e a chi avrebbe dovuto vigilare perché questo fosse evitato. «Nell’anno 2001 — è scritto nel documento — il Dipartimento della Protezione civile diffondeva a tutti gli enti pubblici i risultati di una sua campagna di indagine, svolta negli anni 1997-1999 relativa a valutazioni di vulnerabilità sismica su edifici pubblici, strategici e speciali ricadenti nell’Italia Centro-meridionale ». Ed ecco il passaggio chiave: «L’analisi era posta a disposizione dei soggetti pubblici proprietari di immobili per le eventuali attività di prevenzione». È proprio a questi «soggetti» che i magistrati chiederanno conto. Ma non solo. Nel documento si rintracciano gli indizi per individuare la catena di responsabilità. Perché si specifica che «gli obblighi di messa a norma degli edifici e infrastrutture destinati ai diversi usi resta, in termini generali, in carico ai singoli soggetti proprietari, così come peraltro ribadito dall’Ordinanza della presidenza del Consiglio 3274/2003 che avviava il programma generale di messa in sicurezza in relazione alla emanazione della nuova normativa tecnica per le costruzioni in zona sismica».

Ma la relazione fornisce anche altre informazioni utili all’indagine: «Nell’anno 2004 si avviava altresì una analoga indagine finalizzata alla migliore allocazione delle risorse finanziarie che man mano si sarebbero rese disponibili per la messa in sicurezza sismica degli edifici e delle infrastrutture di carattere strategico e rilevante. Anche tale attività vedeva il pieno coinvolgimento di tutti i soggetti proprietari di immobili, in una prima fase per l’individuazione e la caratterizzazione di massima degli edifici, e in una fase successiva per il reperimento della documentazione tecnica disponibile e per il supporto tecnico-logistico durante l’esecuzione dei sopralluoghi. Sulla base dei risultati di detta attività e delle priorità discendenti, negli anni 2005-2007 sono stati definiti (con fondi sia regionali che attribuiti dalle Ordinanze della presidenza del Consiglio dei ministri 3602/2004 e 3505/2005) due distinti programmi di verifica sismica delle strutture censite, attribuendo ai soggetti proprietari risorse per le verifiche di adeguatezza sismica rispetto alla nuova normativa». L’obiettivo è specificato: verifiche nel territorio regionale su circa 280 edifici e su circa 100 ponti e viadotti. Palazzi e infrastrutture che in molti casi non hanno retto al terremoto di dieci giorni fa.

Fiorenza Sarzanini
17 aprile 2009

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L’Aquila, l’Ospedale che non doveva aprire

Pubblicato da candidonews su 15 Aprile, 2009

L’Ospedale de L’Aquila, lesionato durante il sisma, non solo non aveva il certificato di agibilità ma non era neanche stato accatastato. Ora si scoprono le nefandezze tutte italiane. Tratto da Polisblog.it, la traduzione di un articolo de El Pais ed il commento.

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“Il terremoto ha portato alla luce, ancora una volta, il meglio e il peggio dell’Italia. Grazie alla solidarietà e al lavoro di migliaia di volontari è stato possibile trovare una sistemazione e prendersi cura di 55mila sfollati e 1.500 feriti. Ma, d’altra parte, l’illegalità e la mancanza di controlli sono all’origine del crollo di molti edifici di recente costruzione.

Tra questi, l’ospedale San Salvatore, l’opera pubblica più importante realizzata in Abruzzo negli ultimi decenni, che non avrebbe dovuto neanche aprire. Il centro, infatti, non era stato accatastato e non aveva ottenuto l’agibilità”.

Domanda: chi ha realizzato l’ospedale? Dice qualcosa il nome Impregilo?

Si, sempre lei, la stessa della Salerno-Reggio Calabria, la multinazionale indagata per l’inceneritore di Acerra, l’azienda regina del cemento che guarda caso ha vinto l’appalto per il Ponte sullo stretto.

Se andate sul sito dell’Impregilo e digitate “ospedali” nel search, voilà, spunta anche l’ospedale dell’Aquila. Chi ha fatto il nome dell’impresa? Perchè mi pare di avere sentito questo nome da quei cattivoni di Anno zero e pochissimi altri…

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Quanto era bella la mia Onna

Pubblicato da candidonews su 14 Aprile, 2009

La cronaca di una tragedia, vista da un giornalista che ha perso i suoi due figli sotto le macerie

Quanto era bella la mia Onna

Giustino Parisse, i figli e il paese distrutto: tutto è finito quella notte

di Giustino Parisse

Un anziano fra le macerie di Onna Un anziano fra le macerie di Onna

Quanto era bella Onna quella notte, prima dello scossone orrendo. La luna rischiarava i vicoli: via dei Calzolai, via Oppieti, via dei Martiri, via Ludovici, via della Ruetta, via delle Siepi. Dentro, mille anni di storia e milioni di storie: uomini e donne che quel piccolo paese in fondo alla Valle dell’Aterno avevano costruito e amato. In quella orrenda notte abbiamo perso tutto: le vite umane, le case, il nostro paese.

Non sentirò più gli odori: da bambino a ogni passo c’era una stalla. Sotto gli animali, sopra gli uomini. Nei giorni di festa i profumi del pomodoro fresco per fare il sugo rallegrava il palato ancor prima di consumare il pasto. E poi le voci, la colonna sonora di un paese di gente semplice. Quella notte dopo lo scossone orrendo le voci non c’erano più. La luna rischiarava il silenzio. Il dolore tanto forte da spezzare le corde vocali. Quella notte era una bella notte. Nella mia casa c’erano due angeli, erano nel loro lettino. Riposavano. Attendevo già il rumorio di un mattino normale. Quando si alzavano per contendersi il bagno. La mamma che li chiamava: sbrigatevi, è tardi, la scuola vi attende. L’ultima carezza, l’ultima rassicurazione.

L’orrendo scossone. La corsa verso quelle camerette, il grido spezzato: papà, papà. Domenico arrivo, arrivo. Resisti, resisti. Polvere, sassi, disperazione. Dall’altra parte della casa il grido della mamma: Maria Paola è qui. Lo sento. Un barlume: arrivo ad aiutarti. No, è solo speranza. L’orrendo scossone non perdona. Nella notte, sul tetto che non è più un tetto, l’abbraccio di un padre e una madre. Quella casa che diventa una tomba, la tomba dei sogni, la tomba dei tuoi figli per i quali hai lottato e poi quella notte scopri che li hai solo portati nel baratro. E’ la tua storia che finisce, è la tua casa che sparisce, il tuo paese che non c’è più. Poi le luci del giorno beffarde. C’è il sole, sullo sfondo brilla il Gran Sasso. Gli uccelli cantano la primavera. Tu sei lì, a guardare il vuoto. Arrivano gli amici, i soccorsi. E inizia il rosario della morte: Gabriella, Luana, Berardino, Susanna, Fabio e poi ancora, ancora e ancora: fino a 38. Era quella la mia gente, è quella la mia gente anche nella morte.

I miei bambini estratti dalle macerie. Nemmeno il coraggio di guardarli. La morte non deve avere un volto. La vita deve trionfare: il ricordo è del sorriso, degli occhi pieni di gioia, non del ghigno mortale di una faccia disfatta. Mamma che si salva: il volto insanguinato non lo riconosco. Papà è ancora seppellito sotto una montagna di macerie. Si lavora per portarlo via. Poi vado via anche io, fuggo dall’orrore. Fuggo dalla mia storia. Fuggo dalla mia vita. Tutto finisce nella notte dell’orrendo scossone. Non sento la radio, non guardo la tv. Poi, qualche sera dopo, incrocio con gli occhi l’immagine della chiesa parrocchiale: lì si sono sposati mia madre e mio padre, lì sono stato battezzato, lì ho pregato con la mia gente la statua della Madonna delle Grazie. Mi dicono che devono portarla via. Era nella sua nicchia dalla fine del 1400, quando la mano ispirata dell’artista Carlo dell’Aquila l’a veva modellata. Siam peccatori ma figli tuoi, Maria di Grazie prega per noi: il canto è risuonato milioni di volte, almeno venti generazioni di onnesi hanno toccato quella statua, l’hanno baciata e hanno sfiorato quel bambino Gesù che stringe forte forte fra le manine un uccellino. La Madonna se ne va, depositata dentro un container. Terremotata anche lei. Tornerà, sì tornerà, quando le macerie risorgeranno.

Via dei Martiri non c’è più: nel 1944 la mano cattiva dell’uomo l’a veva resa simbolo della sofferenza, dell’uomo che si accanisce sull’ uomo. Diciassette onnesi, la mia gente, annientati dalla follia di una guerra senza senso. Quella strage mi ha perseguitato per trenta anni: ho cercato di capire, di spiegare, di dare una ragione a quella violenza tanto assurda. Ho sperato anche di dare uno spunto per cercare giustizia. Oggi via dei Martiri piange altri morti: stavolta l’assurdo è il tremendo scossone. Tanti anni fa scavando nella storia del mio paese mi sono imbattuto nelle carte dell’a rchivio parrocchiale. Mi colpì una data: 2 febbraio 1703. Il parroco di quel giorno scrisse: ora sesta, orrendo scossone, la chiesa parrocchiale per intercessione di San Piero Apostolo è rimasta in piedi, una sola persona è morta.

Nel 1753 fu costruito il campanile, intorno una scritta a ricordo del parroco che lo aveva fatto realizzare: Beneditus Pezzopan, Unda prepositus. Due giorni fa i vigili del fuoco hanno preso la campana grande recuperata fra le macerie del campanile. L’hanno fatta suonare nella tendopoli. Sarà rinascita? Alla mia gente dico andate avanti, io non so se ce la farò, non so nemmeno come sono riuscito e scrivere questi pochi pensieri. Grazie alla mia seconda famiglia: gli amici e colleghi del Centro. Grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato e confortato in questi giorni. Quanto era bella Onna quella notte prima dello scossone orrendo.

(14 aprile 2009)

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5 per mille ai terremotati, un bluff?

Pubblicato da candidonews su 11 Aprile, 2009

Nota del ministero dell’Economia

“Cinque per mille” all’Abruzzo

Attivate le procedure per introdurre il terremoto nell’elenco delle causali di destinazione

ROMA – Il governo ha deciso di aprire un altro canale per sostenere le popolazioni che hanno subito danni durante il terremoto in Abruzzo. Il 5 per mille all’interno della dichiarazione dei redditi potrà infatti essere destinato anche ai terremotati d’Abruzzo. «Il Ministro dell’Economia e Finanze Giulio Tremonti – si legge in una nota di via XX Settembre – ha attivato presso il ministero le procedure per introdurre il terremoto dell’Abruzzo nell’elenco delle causali di destinazione per il 5 per mille».

11 aprile 2009

http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_11/tremonti_terremoto_fd7ccfda-26b6-11de-ba4e-00144f02aabc.shtml

AGGIORNAMENTI:

A quanto pare questa idea di Tremonti sembra essere una vera e propria trovata pubblicitaria.

Riporto da polisblog:

L’ultima trovata pubblicitaria è il 5 per mille da devolvere ai terremotati abruzzesi del ministro dell’Economia Giulio Tremonti; il consulente di Emergency Gianpaolo Concari l’ha definita “inquietante e demagogica”, ed è stato anche magnanimo. Questa trovata spot infatti rischia di danneggiare migliaia di associazioni, alcune delle quali sono pienamente impegnate anche in Abruzzo.

Visto l’impatto emotivo e mediatico della situazione abruzzese, come è naturale che sia, questo gesto rischia di essere una condanna, e forse è questa la volontà del governo. Sempre Concari in più fa notare che i “soldi per il terremoto in realtà ce ne sono già adesso si possono infatti anticipare e quindi smobilizzare i soldi dell’8 per mille

 

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Focus Abruzzo – Per non dimenticare

Pubblicato da candidonews su 11 Aprile, 2009

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La tragedia abruzzese è la notizia del momento, verrà però il giorno in cui si spegnerrano i riflettori dei media e le popolazioni terremotate torneranno ad esser sole, con il loro dolore e lo smarrimento di chi dall’oggi al domani ha perso tutto e non sa cosa accadrà in futuro. E’ per questo che il blog lancia l’iniziativa “Focus Abruzzo – per non dimenticare”. Il progetto consiste nel creare una rete di blogger che non lasci cadere nel dimenticatoio quel che è accaduto in Abruzzo ed anzi mantenga un obiettivo costantemente puntato sulla fase di ricostruzione, segnalando eventuali ritardi, inadempienze, denunce delle popolazioni locali. Un modo per rendersi utili quando i grandi mezzi di informazione avranno altro di cui occuparsi. Un modo per continuare a dare voce a chi, la notte del 6 aprile scorso, ha visto la sua vita cambiare per sempre.

Chi è invitato a partecipare

L’iniziativa “Focus Abruzzo – Per non dimenticare” è rivolta a tutti i blogger

La finalità

Creare una rete di blogger al fine di mantenere una informazione costante sulla fase di emergenza per i terremotati dell’Abruzzo e soprattutto su quella di ricostruzione delle zone disastrate.

Come partecipare

Partecipare è semplice, basta postare un messaggio di adesione qui di seguito ed iscrivere il proprio blog al gruppo http://it.groups.yahoo.com/group/focusabruzzo/

Come portare avanti l’iniziativa

Dal momento dell’iscrizione i blogger si impegnano nel cercare  informazioni, interviste, news relative alla fase di ricostruzione del territorio abruzzese ed a scrivere degli articoli sul proprio blog. Ogni articolo scritto sul proprio  blog  relativo all’Abruzzo andrà segnalato agli altri blogger utilizzando il gruppo:

http://it.groups.yahoo.com/group/focusabruzzo/

Cosi facendo gli altri iscritti potranno ricevere notizie utili da pubblicare nei rispettivi blog per tenere aggiornata l’opinione pubblica nei prossimi mesi ed eventualmete negli anni a venire.

Contenuto degli articoli:

Gli iscritti all’iniziativa si impegnano nel citare, sottoforma di link negli articoli segnalati, le fonti dalle quali prendono informazioni. Ogni blogger è responsabile di ciò che scrive ed è insindacabile giudizio di ogni utente iscritto al gruppo quello di pubblicare o meno gli articoli segnalati dagli altri utenti.

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Di seguito, per chi vuole,  rendo disponibili alcuni banner dell’iniziativa da poter utilizzare nei rispettivi siti.

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L’iniziativa è attiva anche su Facebook: (cliccare sull’immagine seguente)

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