L’evoluzione dell’Uomo
Dopo la prima puntata dedicata alla formazione della Terra, oggi ci occupiamo dell’evoluzione umana
La storia dell’ uomo è ancora costellata di punti interrogativi perché ancora i ritrovamenti sono assai scarsi e, soprattutto, di non facile interpretazione. In base ai ritrovamenti fino ad ora compiuti, la storia evolutiva dell’uomo è stata più volte riveduta e modificata e, ancora oggi, non tutti gli studiosi sono d’accordo su quali siano stati i nostri antenati. Limitiamoci dunque a parlare degli ominidi, i nostri parenti più vicini…
AUSTRALOPITECHI 3,7 -1,2 MILIONI DI ANNI FA
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I resti del più antico ominide sono stati ritrovati recentemente in Etiopia; si tratta di Ardipithecus ramidus , vissuto diversi milioni di anni fa; aveva un viso dai caratteri scimmieschi ma già bipede, con arti inferiori. bacino e colonna vertebrale specializzati per la stazione eretta. Prima di questo ritrovamento, gli unici ominidi conosciuti, oltre all’uomo, erano gli australopitechi. Questi vissero tra i 3,7 e 1,2 milioni di anni fa, dunque su un lungo arco di tempo. Nonostante molte diversità, essi presentono alcune caratteristiche comuni che possiamo cosi riassumere nei cinque aspetti seguenti.
- bipedismo
- cervello piccolo
- tratti del viso molto scimmieschi
- dentatura arcaica
- dieta vegetariana
A queste conclusioni si è potuto giungere grazie a una serie di ritrovamenti, i più importanti dei quali sono le impronte di Laetoli e lo scheletro di Lucy (foto). Le prime, trovate in Tanzania, risalgono a circa 3,7 milioni di anni fa e dimostrano con sicurezza che già a quei tempi i nostri antenati erano in grado di camminare in posizione eretta. Il secondo ritrovamento, avvenuto in Etiopia, è davvero eccezionale perché si tratta di buona parte dello scheletro di un giovane donna di australopiteco, classificato come Australopithecus afarensis, vissuta 3 milioni di anni fa. Secondo alcuni studiosi l’uomo si sarebbe evoluto proprio da Australopithecus afarensis, la più antica delle diverse specie di australopitechi che sono state identificate.
HOMO ABILIS - 2 MILIONI DI ANNI FA
Il più antico fossile di ominide classificato come Homo ha circa 2,2 milioni di anni: si tratta dell’Homo abilis, detto così perché insieme alle sue ossa sono stati ritrovati rudimentali utensili in pietra, che denotano la capacità di costruire ed utilizzare strumenti. Homo abilis era praticamente contemporaneo degli australopitechi ma rispetto a loro aveva un cervello più sviluppato (600-800 cm3) ed era completamente bipede, in quanto aveva perso la capacità di arrampicarsi. Dallo studio della dentatura si è poi dedotto che questo nostro antenato era abituato a mangiare carne e dall’analisi dei reperti archeologici sappiamo che inizialmente si nutriva di carogne abbandonate dai predatori e che solo successivamente aveva imparato a cacciare. Alla capacità di procurarsi carne e di usare gli strumenti, si sono aggiunti:
- la capacità di costruire strumenti, grazie anche al pollice opponibile
- lo sviluppo di un’organizzazione sociale
- lo sviluppo del linguaggio, cioè di un sistema di comunicazione
- l’aumento del volume cerebrale.
HOMO ERECTUS - 1,5 MILIONI DI ANNI FA
Homo abilis rimase sulla scena per centinaia di migliaia di anni. Circa un milione e mezzo di anni fa fece la sua comparsa l’Homo erectus : egli era onnivoro, sapeva usare il fuoco, viveva nelle caverne e probabilmente aveva già un’organizzazione familiare. Aveva un cervello più sviluppato (800-1200 cm3) e soprattutto sapeva articolare dei suoni.
HOMO DI NEANDERTAL (250 MILA ANNI FA)
HOMO SAPIENS SAPIENS (200 MILA ANNI FA)
Le ultime tappe dell’evoluzione sono rappresentate dall’Homo sapiens (Uomo di Neandertal) e Homo sapiens sapiens (Uomo di Cro-Magnon). Il primo aveva notevole capacità cranica, addirittura superiore alla nostra (1300-1600 cm3, viveva nelle caverne, aveva sviluppato una forma di linguaggio parlato, andava a caccia e lavorava la selce per costruire utensili, ma soprattutto (è questa la novità) praticava il culto dei morti. Il secondo aveva una capacità cranica di 1600 cm3 e un’altezza notevole (180 cm); aveva inoltre sviluppato notevoli capacità artistiche e un sorprendente gusto estetico, come dimostrano gli affreschi trovati in Francia e Spagna.
si ringrazia: http://www.castellani.prato.it/archivio/origunuo/ipertext/htm/evoluomo.htm















































































































