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Zingaretti si candida alla guida del PD, finalmente!

7 luglio, 2018

Finalmente Zingaretti. L’unica speranza per un centrosinistra progressista. Daje Nicola!

Il Presidente della regione Lazio guarda a sinistra ed ai civici. Bene così, l’unica speranza per rinascere è tornare indietro, cancellando gli anni renziani e guardando a sinistra, ai movimenti civici, alle persone comuni. Sarà un percorso lungo e durerà anni ma almeno la strada sembra esserci. A Renzi si dia un bel programma tv, così il suo ego sarà appagato.

Zingaretti, Sala, Pizzarotti, De Magistris, Saviano. Forse il Pd ha capito da dove iniziare a costruire un modello di CentroSinistra sostenibile. Non sarà facile mettere insieme tante anime diverse ma sicuramente è già una buona base per ricostruire un campo largo che archivi definitivamente il renzismo.

Cos’ha fatto la sinistra contro le disuguaglianze?
«La sinistra ha accettato il terreno del pensiero unico: mercato, meritocrazia, competizione, narcisismo, consumismo. Al massimo è riuscita a declinare un liberismo progressista. Oggi la spinta liberista ha portato al fallimento delle società occidentali; e anche la sinistra si è trovata senza la terra sotto i piedi. Non si possono riproporre vecchie ricette. Ma l’innovazione — parola inflazionata — va indirizzata verso la giustizia, contro le disuguaglianze. Altrimenti i frutti del crollo del liberismo vengono raccolti dalle forze populiste, di destra, antieuropee. E per l’Italia questo è particolarmente pericoloso”

Qui il resto dell’intervista:

Qui e qui altre news interessanti:

Che Zingaretti stia facendo la cosa giusta lo si capisce anche da chi lo avversa. Uno su tutti, Orfini!

 

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Razzismo crescente: l’unica arma è la parola

7 luglio, 2018

Immagine presa da VersiliaToday : https://www.versiliatoday.it/2018/06/29/al-rogo-gay-negri-viareggio-si-risveglia-svastiche-w-salvini/

Scrivo un post lungo ma vi prego di leggerlo. L’immagine allegata è emblematica. Una scritta che dice molto di più di quel che sembra.

In Italia i razzisti, gli intolleranti, sono molti. Per anni la maggioranza di loro è stata silente, si sentiva pressoché isolata e quindi borbottava ma senza grande clamore. Oggi i razzisti in Italia si sentono autorizzati a vomitare tutto il loro odio.

Non ci sono solo teste rasate con la svastica tatuata. L’odio c’è ed è radicato anche in persone insospettabili. È presente tra le madri di famiglia che lavorano, gli anziani vicini di casa, i colleghi in ufficio, i ragazzi e le ragazze che vanno a scuola, in quasi ogni categoria sociale.

Molti di loro, tanto per dirne una, ignorano quanti siano i migranti in Italia (il numero di chi arriva è in calo da anni, 16.000 nei primi sei mesi del 2018 contro i più di 70.000 del 2017). Sanno solo ciò che i media riportano, ovvero le dichiarazioni di questo o quel politico che, pur sapendo la verità, sparge falsità per scopi di partito. Per non parlare delle fake news che, dai social, arrivano in modo virale a milioni di persone.

Il vero pericolo quindi è la diffusione di ostilità verso le minoranze che autorizza poi i facinorosi ad atti di aggressione ed intimidazione, non solo verso migranti, gay, rom ma anche verso gli italiani che non li considerano un problema.

I razzisti sono tra noi ed oggi sono più forti, per via dei cambiamenti socio economici che hanno generato nuovi poveri e di conseguenza anche nuovi capri espiatori. Come nel 1933 in Germania.

C’è da rabbrividire a pensare come finì allora.

L’unica arma che abbiamo quindi è la parola. Informare il prossimo, parlare con chi non la pensa come noi anche a costo di discussioni. Non riusciremo a far cambiare idea ai razzisti ma forse potremo aprire gli occhi alla maggioranza silenziosa che si fa influenzare da chi alza di più la voce.

#GovernoConte: La settimana più pazza della Repubblica

1 giugno, 2018

Sta terminando la settimana più pazza della Repubblica. Riassunto:

Domenica
Conte riceve l’incarico. La lista dei ministri è pronta ma c’è l’intoppo Savona all’economia. Mattarella dice no, Salvini e Di Maio si impuntano e Conte è costretto a ritirarsi. Mattarella convoca Cottarelli per un nuovo incarico mentre Di Maio e Meloni minacciano l’impeachment per il Capo dello Stato.

Lunedi
Cottarelli incaricato, clima di tensione, 5 stelle, lega e forza Italia annunciano voto contrario al governo del tecnico e DI Maio e Salvini vanno a sfogarsi da Barbara D’urso. Si annunciano manifestazioni contro Mattarella per il 2 giugno.

Martedì
Anche il Pd abbandona il premier incaricato, non voterà a favore ma si asterrà. Lo spread vola. Nel pomeriggio Cottarelli è atteso per la lista dei Ministri, arriva al Quirinale ma poi va via. Si spargono voci di rinuncia ed elezioni direttamente a luglio. Inizia a diffondersi la notizia di un ritorno di fiamma tra grillini e leghisti. Meloni annuncia di voler entrare nel governo Di Maio Salvini. Cottarelli prende tempo.

Mercoledì
Di Maio abbandona l’impeachment e si dice disposto a collaborare con Mattarella per una soluzione. La proposta del leader pentastellato, in accordo con il Capo dello stato è quella di spostare Savona in altro ministero. Salvini prende tempo per pensare.

Giovedì
Giornata di trattative tra lega e 5 stelle. Spread si abbassa. Si inserisce Meloni per un possibile ingresso nel governo. Alla fine c’è l’accordo. Fdi è fuori, Savona agli affari europei. Cottarelli rimette l’incarico e Mattarella convoca Conte che finalmente dà la lista del ministri

Venerdì
Giuramento del governo. Conte è premier, Salvini e Di Maio vice. Inizia l’avventura dell’esecutivo e si chiude la settimana più pazza della Repubblica.

Riflessioni sul nuovo Governo e sull’OPA di Salvini ai 5 stelle

1 giugno, 2018

I 5 stelle:

Ce l’hanno fatta. Dopo quasi un decennio di denunce i 5 stelle arrivano al potere. Presidenza del consiglio, vicepremier, Lavoro e Sivluppo economico, Giustizia, Infrastrutture, Salute, Beni Culturali. Ora hanno il comando del Paese e possono iniziare ad attuare quel cambiamento da sempre chiesto, ponendo fine alla corruzione ed al malgoverno denunciato sino a ieri. Sarà così? Sarà stato un bluff? Lo scopriremo presto, finalmente.

I Ministri:

  • Moavero Milanesi, già ministro per le politiche europee con Ciampi e Monti, già candidato di Monti in Scelta Civica, sarà ministro degli Esteri del governo pentaleghista. Bel salto carpiato
  • Tria, il ministro dell’economia, ha scritto il programma di Forza Italia.
  • Fontana alla Famiglia. Sarà una stagione politica difficile per i diritti civili. Spero non diventi drammatica. Lorenzo Fontana, ministro della Famiglia, è anti abortista e contro le unioni civili. I 5 stelle, con Istruzione e Famiglia, hanno deciso di dare i diritti civili alla lega e quindi di far tornare indietro il paese di decenni. Vedremo quanta libertà di manovra avranno questi signori. Le premesse sono pessime.

 

Strategie, Salvini pronto all’assalto ai voti dei 5 stelle.

Brevi riflessioni a caldo sul quadro politico. Visto ciò che è accaduto in questi giorni, c’è il serio pericolo che il governo si trasformi in un abbraccio mortale della lega ai pentastellati, con Salvini pronto a staccare la spina non appena avrà la sicurezza di aver preso un consenso sufficiente dai 5 stelle.

Prende fiato il Pd che può pensare di riorganizzarsi nei prossimi mesi. Renzi è comunque ingombrante e non si farà da parte facilmente.

PD e Fi faranno opposizione comune a 5 stelle e lega. Qualora il governo proceda bene, non è detto che le coalizioni restino così come sono oggi.

E’ nato il governo Conte, Di Maio e Salvini vicepremier

1 giugno, 2018

Dopo una settimana di travaglio e 90 giorni di crisi, è nato il governo pentaleghista. Presiede il professore Giuseppe Conte. La lista dei ministri:

 

Luigi Di Maio, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali
Matteo Salvini, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Interno

Ministeri senza portafoglio
Riccardo Fraccaro, incarico per i Rapporti col Parlamento e la Democrazia Diretta
Giulia Bongiorno, incarico per la Pubblica Amministrazione
Erika Stefani, incarico per gli Affari regionali e le Autonomie
Barbara Lezzi, incarico per il Sud
Lorenzo Fontana, incarico per la Famiglia e le Disabilità
Paolo Savona, incarico per gli Affari Europei

Ministri con Portafoglio
Enzo Moavero Milanesi, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Alfonso Bonafede, Ministro della Giustizia
Elisabetta Trenta, Ministro della Difesa
Giovanni Tria, Ministro dell’Economia e delle Finanze
Gian Marco Centinaio, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Danilo Toninelli, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Marco Bussetti, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Alberto Bonisoli, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Giulia Grillo, Ministro della Salute

Giancarlo Giorgetti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con funzione di Segretario del Consiglio dei ministri.

#Crisi drammatica: #Conte rinuncia, #Mattarella chiama #Cottarelli, ira #Di Maio- #Salvini

29 maggio, 2018

 

Tre giorni tra i più drammatici della Repubblica.

Domenica

Salvini e Di Maio non cedono su Savona all’Economia, Mattarella non cede nel chiedere la sua testa e di conseguenza la lista dei ministri del governo Conte viene respinta. Ira di 5 stelle e Lega, Di Maio evoca l’impeachment per il Capo dello Stato. Mattarella chiama Cottarelli al Quirinale per l’incarico di Premier.

Lunedì

Cottarelli riceve l’incarico mentre borsa e spread sono in sofferenza. Annuncia che se otterrà la fiducia si farà la finanziaria e si voterà ad inizio 2019, in caso si non fiducia al voto tra settembre ed ottobre. Il differenziale schizza sopra i 250 e piazza affari crolla. Continuano le polemiche su Mattarella. Di Maio invita a manifestare per il 2 giugno, giorno della festa della Repubblica. Salvini lo segue, invitando il 2 ed il 3 gli italiani in piazza. Il Pd risponde indicendo una manifestazione di solidarietà con il capo dello Stato per il 1° giugno.

Martedì

Mercati agitati, lo spread in mattinata sopra i 300 punti, Milano in caduta libera. Il PD annuncia astensione sul governo Cottarelli che, quindi, non avrà alcuna forza politica pronta a votare la fiducia. In Senato inizia il ‘processo’ a Mattarella, con i 5 stelle che accusano e la Presidente Casellati che fatica a tenere l’aula. Nel frattempo quasi tutte le forze politiche iniziano a paventare elezioni a fine luglio. Cottarelli arriva al Quirinale ma al contrario di come si attendeva, non scioglie la riserva e prende altro tempo per consegnare la lista dei Ministri. Voci dicono di difficoltà a reperire personalità disposte a fare il ministro solo per poche settimane.

E domani si annuncia un’altra giornata di fuoco, per un fase drammatica che l’Italia non ricordava forse dagli anni di piombo.

#Conte premier del governo #gialloverde di Di Maio e Salvini

23 maggio, 2018

Verso un governo 5 Stelle – Lega?

13 maggio, 2018

Tanto tuonò che piovve. La mossa della disperazione di Mattarella, ovvero varare un governo del Presidente per gestire il 2018 oppure per andare al voto entro qualche settimana senza Gentiloni a Palazzo Chigi, ha avuto il suo effetto. Far nascere la possibilità di un governo Di Maio-Salvini. Con il placet di Berlusconi, la Lega ha potuto iniziare un dialogo stretto con i grillini ed il patto per l’esecutivo sembra essere vicino. Ieri poi per Berlusconi c’è stato il colpo di teatro, ovvero la cancellazione della incandidabilità. Il Cavaliere torna a pieno titolo nell’agone politico e già qualcuno parla di dimissioni di un parlamentare forzista per consentire la sua elezione ed il contemporaneo ritorno in Parlamento.

Il nuovo scenario ha reso euforico il leader di Forza Italia, che guarda con rinnovato ottimismo al futuro e crede di poter far ‘schiantare’ l’alleato Salvini ed il rivale Di Maio. Il governo nascente, già redarguito da Mattarella, potrebbe durare poco. Questo si augura Berlusconi. E questo si augura anche Renzi. I due grandi sconfitti del 4 marzo confidano nel fallimento dell’alleanza grillin-leghista per potersi riproporre agli elettori come ‘usato sicuro’. Ben presto sapremo chi avrà ragione.

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