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Il NO è il frutto avvelenato del renzismo..

5 dicembre, 2016

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Era una riforma pasticciata. Fatta da un Premier arrogante che ha personalizzato la sfida pensando di vincere facile. Come tutti gli egocentrici però non ha calcolato il dissenso crescente al suo operato. È una sconfitta pesante.

Riforma costituzionale bocciata quindi. Renzi si dimette. Oggi non è un buongiorno per l’Italia. E lo dico da votante del No. Costretto ad esprimere quel voto dalla poca chiarezza della riforma. Non per antipatia o opposizione al Premier. Ho provato sinceramente a farmela piacere perché avevo bene in mente che poteva essere una occasione di cambiamento. Ho intravisto cose buone ma quelle importanti erano davvero onestamente poco chiare. Il Paese si è espresso. Hanno votato a favore solo gli over 54. Tutte le altre fasce d’età e di reddito e di istruzione hanno detto No. Persino due elettori PD su 10 si sono opposti.

Fossi in Renzi mi chiederei il perché. E la risposta non può solo essere quella del ‘voler opporsi a tutto’. Una riforma più chiara e limpida, fatta di pochi punti, capace di creare consenso e non contrapposizione avrebbe tolto voce a molti nel fronte populista e convinto tanti indecisi come me che questa volta, sinceramente, a parte il giudizio sul governo, una occasione a Renzi volevano davvero darla.

Qui di seguito due schemi che dimostrano come il NO al referendum sia stato trasversale. Con Renzi solo gli ultra 50enni ed i pensionati.

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Renzi annuncia le dimissioni 

5 dicembre, 2016

#Referendum, in vantaggio il NO 

5 dicembre, 2016

#Austria, exit-poll: il verde Van Der Bellen Presidente!

4 dicembre, 2016

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Sembra aver vinto di nuovo. Il verde Van Der Bellen,  secondo gli exit poll, avrebbe vinto anche il nuovo ballottaggio presidenziale contro il populista di destra Hofer.

#Referendum, oggi si decide il futuro della Costituzione (e di Renzi)

4 dicembre, 2016

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Stasera si decide. Gli italiani dovrebbero scegliere se approvare o meno la riforma voluta dal Governo e dal Parlamento. In realtà la consultazione ha assunto il valore di un Referendum pro o contro Renzi. Il Premier stesso ha cercato questo epilogo, almeno inizialmente, quando era sicuro di vincere. Poi ha cambiato strategia sino a tornare, nel finale, a drammatizzare lo scontro.

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il Referendum ha avuto anche il merito, o il demerito, di far tornare in auge personaggi ‘dimenticati’ dai media, come D’Alema e Bersani. Ha coalizzato tutte le opposizioni populiste, dalla lega di Salvini a Fratelli d’Italia di Meloni, da Forza Italia al Movimento 5 Stelle. Infine ha dato voce anche alla Sinistra minoritaria, quella ridotta al lumicino negli ultimi anni, frammentata e divisa da rivalità ed alla ricerca principamente di singole rivalse piuttosto che impegnata a trovare un percorso unitario e soprattutto credibile. Tutti uniti da un unico nemico. Renzi.

Dalle 23 di oggi sapremo chi “vincerà”. Gli scenari sono vari, provo a fare delle ipotesi:

VINCE IL SI

Renzi ed il governo sono rafforzati. Davanti a se il Premier ha due opzioni. Continuare la legislatura sino all’epilogo naturale, febbraio 2018, provando a correggere l’Italicum come promesso oppure andare al voto nel 2017 per capitalizzare la vittoria. Molto dipenderà, in questo caso, dall’ampiezza del SI (come risultato e come affluenza al voto). Più alto sarà il consenso alla Riforma, più alte saranno le possibilità di ricorso alle urne anticipatamente. Possibili dimissioni post finanziaria per dare vita ad un governo ancor più renzi-centrico.

VINCE IL NO

Renzi si dimette, molto probabile. Anche qui le opzioni sono diverse. Con la bocciatura della riforma, la Camera verrebbe eletta con l’Italicum, con maggioranza a chi vince il ballottaggio mentre il Senato avrebbe il ‘Consultellum’ ovvero il proporzionale. Questo renderebbe impossibile avere una maggioranza certa in tutte e due i rami del Parlamento, obbligando Mattarella a cercare di varare un governo di ‘scopo’ per approvare la ‘finanziaria’ e varare una legge elettorale armonica per le due camere.

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Chi potrebbe essere il Premier di un governo del genere? La prima opzione è Renzi stesso. Un bis della durata di qualche mese o poco più. La durata però potrebbe arrivare anche a fine legislatura, mancando solo 14 mesi alla scadenza. Anche qui molto dipenderà dalle proporzioni della vittoria del NO. Una vittoria ‘risicata’ con bassa affluenza potrebbe dare maggiore spazio a Renzi. Sia per far sopravvivere questo stesso governo, magari dopo un passaggio in parlamento con nuova fiducia. Sia per un Renzi bis o Renzi II, allargato all’ALA di Verdini o ad altri singoli parlamentari, che usasse il tempo rimasto per correggere l’Italicum e fare provvedimenti ‘pre-elettorali’, un po’ come anticipato nelle ultime settimane.

In caso di affermazione netta del NO allora Renzi potrebbe decidere di ribaltare il tavolo. Dimissioni ed indicazione di andare a votare immediatamente, ad inizio 2017, con questa legge elettorale o al massimo con una correzione per il Senato, essendo però indisponibile a ricoprire il ruolo di Premier ‘traghettatore’. In quel caso potrebbe nascere un esecutivo tecnico al solo scopo di guidare il Paese alle urne.

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RENZI

Dato per scontato il rafforzamento della sua leadership se vince il SI, mi soffermo ad analizzare eventuali sviluppi dopo una possibile ampia vittoria del NO.

Decisamente improbabili le dimissioni di Renzi anche da segretario PD. Non penso lo farà mai ed anzi, in caso di rivolta interna futura che riuscisse ad estrometterlo dalla segreteria, egli molto probabilmente provvederà a creare un nuovo movimento incamerando i centristi e chi vorrà collaborare.

Renzi è nato per il potere e non lo lascerà molto facilmente. Ma ha capacità strategiche che i leader del centrosinistra non hanno mai avuto. Silvio è il suo esempio, con la differenza che non ha ‘zavorre’ come aziende o interessi economici personali da difendere. Berlusconi è ‘sceso’ in politica perché obbligato dalla situazione delle sue aziende e dal rischio di problemi giudiziari. Renzi fa politica per il potere. E quindi, forse, è anche più pericoloso del Cavaliere.

Presidenziali Francia: Hollande non si ricandiderà

1 dicembre, 2016

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Hollande getta la spugna ed annuncia in Tv che non si ricandiderà alle Presidenziali. Una scelta quasi obbligata per cercare di salvare il suo partito, i socialisti, da una disfatta già scritta ma ancora più probabile in caso di sua candidatura.

Le primarie del PS si celebreranno tra qualche settimana e Hollande rischiava seriamente di essere sconfitto già in quella sede dai suoi avversari interni. Primo tra tutti il Premier Valls. Nel frattempo i Repubblicani hanno bocciato Sarkozy e Juppè dando fiducia a Fillon, ex Primo ministro ai tempi di Sarkò all’Eliseo. Conservatore nei valori e liberista in economia Fillon sembra il più papabile per la vittoria finale, in un ballottaggio con Marine Le Pen. Più lontani i socialisti, oramai ridotti al lumicino. Chissà che la rinuncia del Presidente possa cambiare il destino segnato della sinistra francese.

Si chiude Novembre, il mese dei cambiamenti…

30 novembre, 2016

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Sta arrivando. Lo si sente nell’aria, più fredda del solito. Negli odori, per strada. Fumi di riscaldamenti accesi, profumi di mandarini sbucciati da poco. L’Autunno sta per lasciarci e presto il Generale Inverno prenderà possesso del Tempo e del Clima.

Novembre si chiude, come ogni anno. Questo mese è spesso coinciso con dei cambiamenti importanti, nella mia vita. La scomparsa di mia madre, il 22 di oramai dodici anni fa. Con la conclusione della sua esistenza, terminava per me un capitolo fondamentale. Presto sarebbero arrivate scelte cruciali per crescere, in ogni aspetto.

Poi c’è il 17 novembre del 2007. Nasce Candido. Sono nove anni che curo il blog e tra alti e bassi riesco ancora a dare un senso a questo spazio virtuale.

Infine il 9, lo scorso anno. Il cambio della sede lavorativa. 14 anni di vita quotidiana si concludevano e l’arrivo nella nuova sede ha prodotto, a cascata, una sequenza di cambiamenti che oggi mi fanno vedere il mondo, il ‘mio mondo‘, sotto una luce diversa. E non solo questo. Ho incontrato una persona importante davvero, grazie alle decisioni prese in risposta a quei cambiamenti.

Novembre. Mese di svolte. Fondamentali.

#Referendum, Si o No?

30 novembre, 2016

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Una brutta campagna, quella per il Referendum. Davvero brutta. Se ne sono lette di tutti i colori. Al netto di dichiarazioni allarmistiche, se vince il Si non sarà dittatura della maggioranza e se vince il NO non sarà crisi senza ritorno. Ed in entrambi i casi probabilmente avremo Renzi a Palazzo Chigi per i prossimi mesi. Basta convincersi di questo per decidere serenamente come votare domenica al referendum costituzionale.

serraUna bella analisi di Michele Serra. Abbastanza lucida. Se vincerà il NO non sarà un giudizio reale sulla riforma ma su Matteo Renzi, il suo governo e la sua presunzione. Dopo il terrorismo psicologico pro-Si degli ultimi dieci giorni, dalle dichiarazioni allarmate degli organi internazionali alle dichiarazioni di voto di persone come Prodi, distanti molto da Renzi ma comunque a favore della riforma, io credo che il Si possa farcela. Di poco. Qualora vinca il NO comunque non sarà solo per Salvini e Grillo ma anche perché questa riforma non convince ed il premier ha fatto di tutto per farne una questione personale. Renzi contava sul credito che aveva ad inizio anno ma poi il malcontento è cresciuto ed il quadro internazionale è cambiato.

Oggi ho scelto di essere felice

Il mio manuale sopravvivenza all'età più turbolenta della vita

Antonella semplicemente natura

In questo blog potete fare un viaggio nella natura per riscoprire pregi, qualità e benefici delle piante benefiche. Capire come sentirsi meglio e in forma giovando dei loro poteri curativi e principi nutritivi per condurre una vita migliore.

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“Realmente amorevole è solo quanto unisce, e quanto unisce è solo quanto sovrastando domina” ; "La fede è ordine e l'ordine è fede" ; “Grande uomo è colui che impone agli altri il suo proprio sogno....” (Pessoa) ; “Cosa mi pesa del fatto che nessuno legga ciò che scrivo? Mi-scrivo per distrarmi dal vivere, e mi-pubblico perché il gioco ha la seguente regola. Se domani si perdessero tutti i miei scritti, ne avrei pena certo, ma, credo bene, non una pena violenta e folle, come sarebbe da supporre, visto che così svanirebbe tutta la mia vita. Ma in fondo non è che come è per una madre che ha perso il figlio, la quale mesi dopo non solo vive ancora ma è anche ancora la stessa” (Pessoa)

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Con te conversando, dimentico ogni tempo e le stagioni e i loro mutamenti: tutte mi piacciono allo stesso modo. (Milton)

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