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#AnnaMazzamauro choc: “picchiata da un attore durante le riprese di ‘Poveri ma ricchi'”

17 dicembre, 2017

L’attrice Anna Mazzamauro picchiata da un suo collega durante le riprese del film ‘Poveri ma Ricchi’. Dichiarazione choc dell’ex ‘signorina Silvani’ che non fa il nome dell’attore coinvolto nella vicenda. Nell’intervista a il Messaggero la Mazzamauro fornisce però alcuni dettagli che potrebbero far capire, analizzando le scene del film, l’identità dell’accusato.

Ne sentiremo parlare ancora nei prossimi giorni. Credo proprio di si…

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/quot-sono-stata-picchiata-nbsp-attore-nbsp-durante-riprese-163052.htm

A te è mai capitato di essere stata molestata o ricattata per una parte?

«Ho sempre fatto in modo che queste situazioni non mi accadessero. Anche quando ero ragazza e volevo fare questo lavoro a tutti i costi. Per giorni e giorni, mattina e pomeriggio, mi misi davanti alla sede del Piccolo di Milano per aspettare di parlare con Strehler. Ancora la sera, prima di addormentarmi, mi ringrazio per il successo che ho raggiunto da sola».

Se ti fosse accaduto saresti stata zitta o avresti parlato?

«Quando ho subìto una violenza, meglio dire quando sono stata picchiata sul set, sono stata zitta. Per paura. Capisco il terrore che una donna può provare. Sì, anche io che sembro sempre così forte e spavalda».

Picchiata sul set, da chi? Quando?

Poco più di un anno fa. Ero sul set di Poveri ma ricchi. Stavamo girando e io sarei dovuta entrare in scena mentre gli altri erano tutti insieme ad esultare. Chiesi a Brizzi quale sarebbe stato il mio momento. Mi rispose che, stando dietro la porta, l’avrei capito da sola. Così, tranquillamente mi misi ad aspettare».

Sospettavi qualcosa?

«Nulla. Una volta entrata in scena ho detto la mia battuta. Si è sovrapposta a quella di un attore. Che, senza dire nulla, mi ha strattonata e picchiata sull’orecchio. Mi è stato lacerato il menisco dell’orecchio e, da allora, quando sono in casa e non devo recitare sono costretta a portare il bite, una sorta di apparecchio in bocca».

Un attore ti ha picchiata mentre stavano riprendendo la scena? Quindi è tutto registrato?

«Esatto. È stato rivisto tutto. Brizzi mi è stato molto vicino. I rappresentanti della produzione mi hanno pregato di non far uscire la notizia per non danneggiare il film. Ero umiliata e triste. Sono andata all’ospedale. Mi è stato chiesto dal medico e dall’agente di denunciare ma, ho preferito tacere. E la stessa produzione che, adesso, si erge a moralista nei confronti di un autore al quale legalmente non è stato riconosciuto alcun peccato. Quando sono stata picchiata e ho mandato una civilissima ed educatissima lettera per mettere la produzione al corrente di quello che era accaduto non ho ricevuto neppure una telefonata».

Non hai parlato per paura? Tu un’attrice così affermata, una donna, diciamo, grande?

«Lo devo confessare, è chiaro. Una parte di me ha preferito ritirarsi. Quasi vergognarsi. Non riesco a perdonarmi. Alla fine delle riprese lui è venuto da me per ripetere che non ce l’aveva con me, che gli dovevo credere. E, se non gli avessi creduto, avrebbe mandato amici suoi a convincermi».

Ma poi hai accettato di fare il seguito di “Poveri ma ricchi” con lo stesso cast?  Comemai?

«Brizzi mi ha pregato, ne abbiamo parlato a lungo nel suo famigerato loft. Ho chiesto che il mio nome diventasse più grande sui manifesti e ho preteso un aumento. Credevo mi dicessero di no. E invece mi hanno detto sì. Il lavoro è lavoro, ho accettato. Ma ho fatto male. È stato difficile tornare sul set e lavorare con quell’attore con il quale non ho più scambiato una parola. Ho sempre pianto durante le riprese. Per fortuna Christian mi consolava»

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Sondaggio: chi voterai alle elezioni del 2018?

8 dicembre, 2017

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Poll: Chi votere alle prossime elezioni

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#Elezioni2018: Pisapia, Alfano, Grasso, tutte le novità politiche dell’ultimo mese

8 dicembre, 2017

Seconda puntata.

Ci eravamo lasciati un mese fa con nuvole nere sul PD e pieno sole per il centrodestra con incertezza su ciò che c’è a sinistra dei dem. A distanza di quattro settimane qualcosa è cambiato. In peggio, per Matteo Renzi ed il Partito Democratico.

Giuliano Pisapia ha gettato la spugna, l’ex sindaco di Milano voleva davvero (incredibile ma vero!) ricostruire un centrosinistra unito e quando ha capito (finalmente) che ciò non era possibile, ha deciso di abbandonare. Il suo Campo Progressista si scioglie, alcuni andranno nel PD ed altri con ex dem ora in Articolo1-Mdp. Il PD ‘perde’ anche un altro alleato. Angelino Alfano, pluriministro durante i governi Berlusconi-Monti-Letta-Renzi-Gentiloni, ha deciso di non ricandidarsi alle prossime elezioni.

In un colpo Renzi perde quindi i due ‘perni’ su cui avrebbe dovuto costruire una coalizione per provare a vincere le elezioni. Senza Alfano e Pisapia ,al centro ora restano Casini e gli altri centristi alfaniani ed a Sinistra i verdi, i socialisti, qualcuno di Campo Progressista e poi la lista +Europa di Emma Bonino. Centristi, lista progressista e partitino liberaleuropeista, ecco le tre piccole fragili assi portanti della coalizione che dovrà essere creata attorno al PD. Movimenti creati ad arte per raccimolare 4-5 punti % complessivi da portare in dote ai Dem. Il problema però sono proprio i Dem e la loro debolezza. Gli ultimi sondaggi infatti danno il PD al 23-24%, sempre più in basso. Quota 30% sembra quindi sempre più lontana per la coalizione di centro-sinistra.

Chi se la passa sempre meglio è invece il CentroDestra. Berlusconi, Salvini e Meloni, litigi a parte, sono decisi a fare squadra ed i sondaggi premiano tale ipotesi. Tra il 35 ed il 38% al momento. E Berlusconi ancora non ha iniziato il martellamento mediatico condito di promesse illusorie. Salvini e Meloni intanto continuano a beneficiare del clima anti-migranti che colpisce sempre più l’opinione pubblica italiana. Non è tutto rosa e fiori tra i due populisti destrorsi ovviamente. La lega ha imbarcato i sovranisti Alemanno e Storace, invisi a Meloni ed ai suoi. Bossi potrebbe lasciare il Carroccio per Forza Italia. Berlusconi poi si appresa a ricandidare tanti ‘impresentabili’ agli occhi di Lega e FDI ma il centrodestra, oramai abbiamo imparato, sa mettere da parte le divergenze per l’obiettivo comune della vittoria finale. Poi si vedrà. Il 38% accreditato dai sondaggi potrebbe far sperare addirittura una maggioranza assoluta in Parlamento. Difficile sarà poi governare, con le istituzioni europee contrarie, le speculazioni finanziarie e le forti divisioni interne alla coalizione. Ma questa è un’altra storia…

Novità a Sinistra del PD. Come anticipato un mese fa Pietro Grasso è ‘sceso in campo’ e sarà lui a guidare la Lista di Sinistra ‘Liberi ed Uguali’ formata da gli ex dem di MDP, Sinistra Italiana e Possibile. Un percorso nuovo ma che presenta alcune perplessità. Più che la nascita di nuovo movimento sembra di assistere all’ennesimo listino per superare lo sbarramento del 3% e consentire ad una classe dirigente fallimentare di poter continuare, seppur in fase ridotta, ad esistere ed auto alimentarsi. Vedremo con il tempo se LeU sarà davvero qualcosa di nuovo o sarà la nuova lista Tsipras o Arcobaleno. 

Infine i 5 stelle. Immobili. Di Maio candidato premier, Grillo sempre più defilato e null’altro da segnalare. Tranne l’accusa fatta dall’ex VicePresidente Biden di aver goduto di finanziamenti della Russia di Putin in chiave anti-occidentale. Barzellette, secondo me. Per il resto non sembrano avere alcuna chance per la vittoria finale, non avendo coalizioni da poter sfruttare per ottenere seggi maggioritari.

In tutto questo c’è un uomo al comando, Paolo Gentiloni. Arrivato a Palazzo Chigi proprio un anno fa, sembra essere l’unico a poter sperare di restare in sella nei prossimi mesi. Perché se a marzo 2018 non esce una maggioranza chiara, ci saranno mesi di trattative (probabilmente fallimentari) e lui sarà costretto a rimanere Premier chissà per quanto…

Appuntamento alle prossime settimane per future novità.

2018: addio PD, nasce la Lista Renzi 

26 novembre, 2017

 I fondi per la Lista Renzi crescono, mentre calano quelli del vecchio Pd, il contenitore senz’anima che Renzi ha usato, scalandolo, per creare un partito a sua immagine e somiglianza. Partito che prenderà piede nel 2018, dopo la sconfitta alle politiche. Tra un paio di anni ne riparleremo.

“C’è una strana tendenza iniziata in concomitanza alla sua ascesa ai vertici del Pd. Da quando Matteo Renzi è diventato segretario, le donazioni private ricevute dal partito sono calate di un terzo. Contemporaneamente sono quasi triplicate quelle incassate dalla sua fondazione(l’espresso) “

Molestie nel Cinema, scoppia lo scandalo anche in Italia?

11 novembre, 2017

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Harvey Weinstein. Scoppia lo scandalo anche in Italia?

Politica italiana, chi vincerà le elezioni di marzo?

11 novembre, 2017

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Novembre 2017. Mancano poco più di quattro mesi alle elezioni politiche in Italia ed è arrivato il momento di fare il punto della situazione, anche alla luce della approvazione del Rosatellum bis, la legge elettorale che reintroduce i collegi uninominali dopo ben dodici anni.

Di politica scrivo poco ultimamente quindi il primo interrogativo è: dove eravamo rimasti? L’ultima grande novità nel panorama politico italiano è datata dicembre 2016. Un anno fa il governo Renzi veniva abbattuto dalla bocciatura del Referendum costituzionale. La riforma voluta dal Premier veniva chiaramente respinta dai cittadini. Renzi aveva quindi rassegnato le dimissioni ed era nato il governo Gentiloni, un Renzi bis senza il segretario PD.

Oggi Gentiloni governa una maggioranza sempre più rissosa, Bersani ed altri big del PD hanno lasciato il partito mentre ex forzisti come Verdini fanno oramai parte integrante della maggioranza.

Rosatellum-Grafica

Infografica sul Rosatellum bis, la nuova legge elettorale 1/3 maggioritaria e 2/3 proporzionale

I sondaggi vedono il Centrodestra avanti. Berlusconi, Salvini, Meloni e frattaglie varie raccolgono il 35-36% dei consensi. Mancano 2-3 punti % per avere una maggioranza assoluta nel prossimo parlamento. La nuova legge elettorale assegna 1/3 dei seggi in base maggioritaria e visti gli schieramenti di oggi, il cdx potrebbe vincere buona parte di questi seggi, ottenendo un cospicuo premio di maggioranza. Una coalizione che arrivasse al 39-41% dei voti potrebbe avere quindi i numeri per governare senza altro sostegno. E l’unica parte politica, al momento  in grado di arrivare a tale obiettivo, è appunto il centrodestra a trazione Salvini-Berlusconi.

L’ex Cavaliere ha recuperato un po’ di consenso e viaggia attorno al 14-15%, più o meno quanto la Lega. E Berlusconi non ha calato ancora gli assi nella manica, ovvero la lista Animalista della Brambilla e le decine di liste civetta che si apparenteranno alla coalizione di destra per raccimolare quel 2-3% necessario ad avere più seggi.

Poi ci sono i 5 Stelle. Grillo sempre meno frontman del gruppo. Di Maio, eletto leader e capo politico del Movimento, sarà il volto dei grillini nella campagna elettorale. Malgrado la brutta figura fatta a Roma, i 5 stelle continuano ad avere un consenso stabile che li proietta come primo partito nazionale, un 26-27% che però da solo è politicamente sterile e non garantirà alcuna maggioranza in parlamento. Cosa che, secondo me, è il vero obiettivo dei pentastellati. Continuare a fare opposizione nella prossima legislatura, senza assumersi responsabilità.

Elegant man silhouette dancing jazz

Risultati delle elezioni regionali siciliane. Voto disgiunto del csx su Cancelleri.

Veniamo al CentroSinistra. Una parola fuori luogo, per il momento. Non c’è infatti alcuna coalizione da poter essere definita di centrosinistra. Il PD renziano, sempre più spaccato al proprio interno, appare debole e destinato alla sconfitta. I sondaggi danno i dem attorno al 25%. Renzi continua ad essere ‘silente’, più o meno. Viaggia in treno per fare campagna elettorale ma il consenso del 2014 è oramai un ricordo. Un terzo del PD è fuori dal partito. Da Bersani a D’Alema passando per tanti altri semplici elettori. Circoli chiusi, feste dell’Unità semideserte. La ‘ditta’ è defunta ed anche big come Veltroni, che avevano appoggiato l’ascesa di Renzi, oggi si dimostrano perplessi. L’ultima batosta è arrivata dall’addio del Presidente del Senato Grasso, che si è dimesso dal gruppo PD accusando chiaramente la leadership renziana di aver snaturato il partito. Eppure Renzi tira dritto, convinto di poter risollevare le sorti del partito, anche dopo l’ennesima sconfitta in Sicilia, dove il candidato PD Micari ha perso male contro Cdx e 5 Stelle.

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A sinistra del PD c’è, come sempre, poca chiarezza e scarseggiano le offerte politiche. Pisapia sembra intenzionato a creare una lista con i radicali di Emma Bonino, i socialisti ed i Verdi per allearsi in coalizione con Renzi. Una sorta di ‘stampella’ liberalprogressista che bilanci il centrismo renziano e del probabile alleato Alfano.

MDP, gli ex dem Bersani e soci, flirtano con Sinistra Italiana e Civati per creare un listone progressista, magari guidato da Pietro Grasso, capace di intercettare i delusi del PD e qualche grillino di centrosinistra. Obiettivo superare il 3% di sbarramento, arrivando magari al 5-6%.

Infine c’è la galassia centrista. Dall’Udc di Casini ad Alfano, a Verdini ed altri. Quelli che reggono ancora il governo Gentiloni e che, probabilmente, finiranno alleati di Renzi se non torneranno all’ovile Berlusconiano.

Chi vincerà quindi la sfida di marzo 2018? Forse il centrodestra, forse sarà necessaria l’ennesima ‘grossa coalizione’ o forse saranno i populismi di Salvini, Meloni e Di Maio ad avere una maggioranza post-voto?

Mancano ancora alcuni tasselli nel puzzle elettorale, programmi, candidati, strategie, ‘colpi di scena’. E non è detto che le prossime elezioni diano un parlamento con una maggioranza chiara. Si potrebbe tornare a votare entro poco e forse Renzi conta proprio su quello. Perdere le elezioni di marzo per vincere quelle successive, dopo il caos.

Appuntamento qui su Candido per seguire la prossima campagna elettorale. Stay tuned…

 

#CasaMika migliora nella seconda edizione 

2 novembre, 2017


#CasaMika migliora nella seconda stagione. Scenette originali (come quella in cucina con Scamarcio) e video curiosi (come la storia del tunnel spazio temporale nel 1967). Due uniche pecche, Littizzetto un po’ fuori ruolo e la durata della puntata, troppo lunga. Per il resto bella trasmissione. Allegra, colorata, musicale, fresca. Un po’ come il padrone di casa: Mika, appunto.

Grasso lascia il PD in polemica con linea del partito 

27 ottobre, 2017


Il Presidente del Senato ha lasciato il Pd. Le sue motivazioni: È stata una scelta molto sofferta” rimarca Grasso parlando con i giornalisti a margine di un convegno al Senato sul tema della corruzione, “ho ritenuto di lasciare il Pd perché non mi riconosco più né nel merito né nel metodo. Ho voluto aspettare la votazione della legge elettorale per il rispetto del ruolo istituzionale che ho, che mi imponeva di mettere da parte i miei convincimenti e sentimenti per rispettare il mio ruolo. E quindi questo è stato fatto. Per tutta la mia vita – sottolinea Grasso – ho sempre rispettato le istituzioni e continuerò a farlo. Su questo posso rassicurare tutti”

Si parla di una sua possibile leadership del listone a sinistra del PD comprendente ex dem, Civati e Sinistra Italiana. Vedremo 

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“Realmente amorevole è solo quanto unisce, e quanto unisce è solo quanto sovrastando domina” ; "La fede è ordine e l'ordine è fede" ; “Grande uomo è colui che impone agli altri il suo proprio sogno....” (Pessoa) ; “Cosa mi pesa del fatto che nessuno legga ciò che scrivo? Mi-scrivo per distrarmi dal vivere, e mi-pubblico perché il gioco ha la seguente regola. Se domani si perdessero tutti i miei scritti, ne avrei pena certo, ma, credo bene, non una pena violenta e folle, come sarebbe da supporre, visto che così svanirebbe tutta la mia vita. Ma in fondo non è che come è per una madre che ha perso il figlio, la quale mesi dopo non solo vive ancora ma è anche ancora la stessa” (Pessoa)

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