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Molestie nel Cinema, scoppia lo scandalo anche in Italia?

11 novembre, 2017

brizzitornat

Harvey Weinstein. Scoppia lo scandalo anche in Italia?

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Politica italiana, chi vincerà le elezioni di marzo?

11 novembre, 2017

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Novembre 2017. Mancano poco più di quattro mesi alle elezioni politiche in Italia ed è arrivato il momento di fare il punto della situazione, anche alla luce della approvazione del Rosatellum bis, la legge elettorale che reintroduce i collegi uninominali dopo ben dodici anni.

Di politica scrivo poco ultimamente quindi il primo interrogativo è: dove eravamo rimasti? L’ultima grande novità nel panorama politico italiano è datata dicembre 2016. Un anno fa il governo Renzi veniva abbattuto dalla bocciatura del Referendum costituzionale. La riforma voluta dal Premier veniva chiaramente respinta dai cittadini. Renzi aveva quindi rassegnato le dimissioni ed era nato il governo Gentiloni, un Renzi bis senza il segretario PD.

Oggi Gentiloni governa una maggioranza sempre più rissosa, Bersani ed altri big del PD hanno lasciato il partito mentre ex forzisti come Verdini fanno oramai parte integrante della maggioranza.

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Infografica sul Rosatellum bis, la nuova legge elettorale 1/3 maggioritaria e 2/3 proporzionale

I sondaggi vedono il Centrodestra avanti. Berlusconi, Salvini, Meloni e frattaglie varie raccolgono il 35-36% dei consensi. Mancano 2-3 punti % per avere una maggioranza assoluta nel prossimo parlamento. La nuova legge elettorale assegna 1/3 dei seggi in base maggioritaria e visti gli schieramenti di oggi, il cdx potrebbe vincere buona parte di questi seggi, ottenendo un cospicuo premio di maggioranza. Una coalizione che arrivasse al 39-41% dei voti potrebbe avere quindi i numeri per governare senza altro sostegno. E l’unica parte politica, al momento  in grado di arrivare a tale obiettivo, è appunto il centrodestra a trazione Salvini-Berlusconi.

L’ex Cavaliere ha recuperato un po’ di consenso e viaggia attorno al 14-15%, più o meno quanto la Lega. E Berlusconi non ha calato ancora gli assi nella manica, ovvero la lista Animalista della Brambilla e le decine di liste civetta che si apparenteranno alla coalizione di destra per raccimolare quel 2-3% necessario ad avere più seggi.

Poi ci sono i 5 Stelle. Grillo sempre meno frontman del gruppo. Di Maio, eletto leader e capo politico del Movimento, sarà il volto dei grillini nella campagna elettorale. Malgrado la brutta figura fatta a Roma, i 5 stelle continuano ad avere un consenso stabile che li proietta come primo partito nazionale, un 26-27% che però da solo è politicamente sterile e non garantirà alcuna maggioranza in parlamento. Cosa che, secondo me, è il vero obiettivo dei pentastellati. Continuare a fare opposizione nella prossima legislatura, senza assumersi responsabilità.

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Risultati delle elezioni regionali siciliane. Voto disgiunto del csx su Cancelleri.

Veniamo al CentroSinistra. Una parola fuori luogo, per il momento. Non c’è infatti alcuna coalizione da poter essere definita di centrosinistra. Il PD renziano, sempre più spaccato al proprio interno, appare debole e destinato alla sconfitta. I sondaggi danno i dem attorno al 25%. Renzi continua ad essere ‘silente’, più o meno. Viaggia in treno per fare campagna elettorale ma il consenso del 2014 è oramai un ricordo. Un terzo del PD è fuori dal partito. Da Bersani a D’Alema passando per tanti altri semplici elettori. Circoli chiusi, feste dell’Unità semideserte. La ‘ditta’ è defunta ed anche big come Veltroni, che avevano appoggiato l’ascesa di Renzi, oggi si dimostrano perplessi. L’ultima batosta è arrivata dall’addio del Presidente del Senato Grasso, che si è dimesso dal gruppo PD accusando chiaramente la leadership renziana di aver snaturato il partito. Eppure Renzi tira dritto, convinto di poter risollevare le sorti del partito, anche dopo l’ennesima sconfitta in Sicilia, dove il candidato PD Micari ha perso male contro Cdx e 5 Stelle.

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A sinistra del PD c’è, come sempre, poca chiarezza e scarseggiano le offerte politiche. Pisapia sembra intenzionato a creare una lista con i radicali di Emma Bonino, i socialisti ed i Verdi per allearsi in coalizione con Renzi. Una sorta di ‘stampella’ liberalprogressista che bilanci il centrismo renziano e del probabile alleato Alfano.

MDP, gli ex dem Bersani e soci, flirtano con Sinistra Italiana e Civati per creare un listone progressista, magari guidato da Pietro Grasso, capace di intercettare i delusi del PD e qualche grillino di centrosinistra. Obiettivo superare il 3% di sbarramento, arrivando magari al 5-6%.

Infine c’è la galassia centrista. Dall’Udc di Casini ad Alfano, a Verdini ed altri. Quelli che reggono ancora il governo Gentiloni e che, probabilmente, finiranno alleati di Renzi se non torneranno all’ovile Berlusconiano.

Chi vincerà quindi la sfida di marzo 2018? Forse il centrodestra, forse sarà necessaria l’ennesima ‘grossa coalizione’ o forse saranno i populismi di Salvini, Meloni e Di Maio ad avere una maggioranza post-voto?

Mancano ancora alcuni tasselli nel puzzle elettorale, programmi, candidati, strategie, ‘colpi di scena’. E non è detto che le prossime elezioni diano un parlamento con una maggioranza chiara. Si potrebbe tornare a votare entro poco e forse Renzi conta proprio su quello. Perdere le elezioni di marzo per vincere quelle successive, dopo il caos.

Appuntamento qui su Candido per seguire la prossima campagna elettorale. Stay tuned…

 

#CasaMika migliora nella seconda edizione 

2 novembre, 2017


#CasaMika migliora nella seconda stagione. Scenette originali (come quella in cucina con Scamarcio) e video curiosi (come la storia del tunnel spazio temporale nel 1967). Due uniche pecche, Littizzetto un po’ fuori ruolo e la durata della puntata, troppo lunga. Per il resto bella trasmissione. Allegra, colorata, musicale, fresca. Un po’ come il padrone di casa: Mika, appunto.

Grasso lascia il PD in polemica con linea del partito 

27 ottobre, 2017


Il Presidente del Senato ha lasciato il Pd. Le sue motivazioni: È stata una scelta molto sofferta” rimarca Grasso parlando con i giornalisti a margine di un convegno al Senato sul tema della corruzione, “ho ritenuto di lasciare il Pd perché non mi riconosco più né nel merito né nel metodo. Ho voluto aspettare la votazione della legge elettorale per il rispetto del ruolo istituzionale che ho, che mi imponeva di mettere da parte i miei convincimenti e sentimenti per rispettare il mio ruolo. E quindi questo è stato fatto. Per tutta la mia vita – sottolinea Grasso – ho sempre rispettato le istituzioni e continuerò a farlo. Su questo posso rassicurare tutti”

Si parla di una sua possibile leadership del listone a sinistra del PD comprendente ex dem, Civati e Sinistra Italiana. Vedremo 

La Catalogna si proclama indipendente, la Spagna le toglie l’autonomia 

27 ottobre, 2017


Avvenimento storico. La Catalogna si proclama indipendente. La repubblica catalana durerà probabilmente solo qualche giorno. A breve Presidente e Governo saranno arrestati dalla polizia spagnola, il parlamento locale sarà sciolto e verranno indette nuove elezioni dove è alta la possibilità non vi siano partiti indipendentisti in corsa. Qual è il prezzo, a livello economico, sociale e storico per la Catalogna e la Spagna?

È ora di dirselo, l’uomo comune è una merda – Linkiesta.it

25 ottobre, 2017

“Per qualcuno la Ggente sarebbe l’ultima evoluzione del Popolo, quell’entità che è entrata a piedi uniti nella politica a partire dall’epoca delle rivoluzioni, ma forse è qualcosa di più complesso. Per cercare di definirlo Bianchi ne traccia tre grandi caratteristiche: il forte risentimento verso la cosiddetta Casta; la rabbia esasperata, indignata, ma soprattutto non imbrigliata in una ideologia di partito; e la tendenza a inventare e a credere a teorie del complotto e versioni alternative nei campi della storia, della geopolitica, della medicina.

Eppure, la sensazione che resta dopo la lettura dei reportage di Bianchi è che più che al popolo, questa gente somigli alla folla, quella entità che iniziò ad apparire nell’immaginario collettivo intorno alla metà dell’Ottocento, descritta nel celebre racconto di Edgar Poel’Uomo della folla. È probabilmente più da quella massa variegata ma indistinta, da quel flusso che figliò poi nel Novecento la società di massa dell’omologazione e dell’individualismo apolitico che nasce il gentismo e la gente.

Attorno ai popoli sono nate le nazioni, che anche se nell’ultimo mezzo secolo stanno dimostrando di essere arrivate al capolinea della loro utilità storica, restano la più grande invenzione politica della modernità occidentale. Attorno alla gente stanno crollando le democrazie. I popoli erigevano monumenti ai propri eroi e ci si raccoglieva intorno al momento delle proprie rivendicazioni politiche, la gente, che non ha nemmeno più grandi rivendicazioni da fare, la strada la teme, la guarda di sottecchi dalle finestre dei piani alti di qualche caseggiato popolare, covando rabbia, rancore, risentimento. Con il popolo una volta si poteva immaginare di costruire delle comunità, con la gente, ora, non si costruisce nulla, ma al contrario, si distrugge. “

 http://www.linkiesta.it/it/article/2017/10/24/e-ora-di-dirselo-luomo-comune-e-una-merda/35933/

Referendum Catalogna, il governo usa la forza contro i votanti 

1 ottobre, 2017


Brutte notizie della Catalogna. Il governo spagnolo reprime duramente il voto al referendum indipendentista. Scontri e feriti tra i catalani. 

L’esercizio di voto è sempre una bella cosa. Anche quando non ha valore. 

L’uso che Rajoy sta facendo delle istituzioni spagnole è invece  da regime dittatoriale. Se il referendum catalano non è valido perché impedire che la gente voti? Basta dichiararlo nullo il giorno dopo il voto e semmai agire con arresti nel momento in cui le istituzioni catalane utilizzassero la violenza per attuare di fatto l’indipendenza. Quel che sta facendo oggi, ovvero con cariche contro la gente, arrestando e minacciando chi partecipa al referendum, staccando internet per impedire il voto online è un atto grave che fa passare il governo spagnolo dalla parte del torto e rende vittime o eroi proprio i catalani.

Il Pp in realtà è la diretta emanazione della destra franchista e lo sta dimostrando oggi.
Dopo la celebrazione del referendum, a cui probabilmente sarebbe andato a votare meno della metà dei catalani, sarebbe seguita la dichiarazione d’indipendenza. Indipendenza senza valore ovviamente. La Spagna avrebbe avuto l’appoggio totale di Ue e enti internazionali. E la polizia catalana non credo proprio avrebbe sparato a qualcuno… 

Oggi invece i catalani sono vittime ed hanno la simpatia di tutta Europa e non solo. Un risultato frutto di chi ragiona con la pancia (Rajoy) e non con il cervello. Oggi il premier spagnolo è come Trump. E sta facendo precipitare le cose… Ahimè. Speriamo solo non ci scappi il morto altrimenti sarà guerra civile e la colpa sarà principalmente proprio del premier spagnolo
In sintesi il governo spagnolo sta vincendo la sfida burocratica con i catalani. Le azioni violente contro elettori e partecipanti al voto hanno però consegnato la vittoria morale proprio agli scissionisti.

Germania: Merkel vince ma è boom populismo 

24 settembre, 2017


CDU al 33%,peggior risultato dal 1949, SPD al 20%, peggior risultato di sempre. Merkel in testa ma c’è poco da festeggiare. L’alternativa per Germania AfD, partito populista xenofobo, è terzo, con percentuali altissime soprattutto ad est.

La SPD ha detto addio alla grande coalizione e sarà alla opposizione. Si profila una maggioranza CDU, Liberali e Verdi. Un percorso inedito e difficile. Vedremo 

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“Realmente amorevole è solo quanto unisce, e quanto unisce è solo quanto sovrastando domina” ; "La fede è ordine e l'ordine è fede" ; “Grande uomo è colui che impone agli altri il suo proprio sogno....” (Pessoa) ; “Cosa mi pesa del fatto che nessuno legga ciò che scrivo? Mi-scrivo per distrarmi dal vivere, e mi-pubblico perché il gioco ha la seguente regola. Se domani si perdessero tutti i miei scritti, ne avrei pena certo, ma, credo bene, non una pena violenta e folle, come sarebbe da supporre, visto che così svanirebbe tutta la mia vita. Ma in fondo non è che come è per una madre che ha perso il figlio, la quale mesi dopo non solo vive ancora ma è anche ancora la stessa” (Pessoa)

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