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Il governo vara la #Manovradelpopolo, più ombre che luci

30 settembre, 2018

Questa immagine dice tutto sui 5 stelle. Autoreferenzialità. Pensano di fare il giusto e se ne compiacciono. Poco importa che per trovare i soldi per la manovra del popolo saranno tagliate detrazioni e servizi sociali che ad oggi aiutano proprio quelli a cui pensano di fare un favore.

L’autoreferenzialità che oggi è la loro forza, domani, quando si vedranno i danni che le loro proposte hanno provocato, sarà la loro condanna. Così come fu per Renzi.

E chi se ne gioverà sarà il loro compagno di merende, Salvini, che ben si guarda da certe sceneggiate, solleticando invece gli istinti più bassi della gente, paura, rabbia etc.

Il tempo, credo, mi darà ragione. Il dramma è cosa sarà rimasto del Paese quando anche gli italiani saranno coscienti del problema.

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#Biblioteca: Parole in disordine (Alena Graedon)

23 settembre, 2018

Parole in disordine, di Alena Graedon, Bompiani editore.

In un futuro distopico in cui la vita dipende da aggeggi tecnologici collegati alla mente delle persone, le parole rischiano l’estinzione.

Libro interessante. Lo consiglio.

Crisi europea, cosa ci aspetta nel futuro?

15 settembre, 2018

Amici, vi chiedo un po’ di pazienza per leggere ciò che ho scritto. Mi piacerebbe avere la vostra opinione.

CRISI EUROPEA, COSA CI ASPETTA?

Stiamo vivendo un periodo di crisi ma quel che ci aspetta in futuro, temo, sarà ancor più drammatico. Le democrazie europee dal dopoguerra in poi si sono rette su un sistema capitalistico ‘misto’ ovvero una sintesi tra il capitalismo liberista americano ed il controllo totale dello stato attuato dai sovietici. Avevamo libertà di impresa ma una forte presenza dello Stato in molti settori produttivi.
Ed è questo connubio che, a mio giudizio, ha permesso la pace e la prosperità europea. Un sistema costoso, in parte finanziato da USA ed URSS attraverso fondi più o meno ‘limpidi’.

Con la fine del duopolio mondiale, il sistema è andato progressivamente modificandosi, modellandosi sul solo riferimento rimasto ovvero il capitalismo liberista, peggiorato dagli anni 80 con la bolla finanziaria. In Europa abbiamo avuto liberalizzazioni e privatizzazioni, il primo passo verso le riforme successive ovvero i tagli al sistema sociale, pensioni, lavoro, scuola e salute. Questi 4 pilastri dello Stato Sociale sono gradualmente venuti meno e buona parte della popolazione ha visto ridursi diritti, finanze e prospettive.

In parte il consumismo e l’abbattimento dei prezzi dovuto al diffondersi del capitalismo spinto ha ‘temperato’ gli animi delle persone. È stato possibile avere accesso a beni e servizi prima inesistenti o appannaggio di pochi (smartphone, vacanze, attività varie, formazione) e questo ha rallentato la fase in cui siamo oggi.

L’ascensore sociale è comunque sceso continuamente ed il divario tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri è cresciuto dagli anni novanta in poi.

Arriviamo alla crisi del 2008, la grande crisi del capitalismo finanziario nato negli anni 80, partita negli USA e piombata poi anche in Europa, dove ha lasciato segni indelebili. Le Nazioni, per far fronte alla crisi hanno dovuto sostenere le banche, oramai il vero stato sociale che mantiene in vita le imprese, ed hanno scaricato molti costi sulla popolazione, tagliando ancora il welfare.

Ed eccoci ai nostri tempi, dieci anni dopo la Grande Crisi economica, i tagli prodotti hanno provocato un ennesimo impoverimento della popolazione europea. Tutto questo ha generato rabbia, sfiducia e paura che hanno prodotto, complice l’acuirsi del fenomeno migratorio, l’esplosione dei populismi.

La totale sfiducia nei partiti tradizionali, giustamente o ingiustamente incolpati della situazione attuale, produce necessariamente lo spostamento delle masse verso i populisti, i quali, anche grazie ai nuovi media sempre più social, aumentano paure ed insicurezze, proponendosi come la panacea di tutti i mali e fornendo nuovi capri espiatori nelle minoranze (oggi gli immigrati, ieri gli ebrei).

A cosa porterà tutto questo? Tutto sembra far supporre che l’incapacità dei partiti tradizionali di far fronte ai problemi da loro creati negli anni passati darà come risultato la vittoria dei populisti (sovranisti) ed un cambiamento radicale dei modelli democratici europei. In cambio di sicurezza sociale, le persone rinunceranno ai diritti civili, iniziando da quelli delle minoranze, che ovviamente sentono meno vicini. E pian piano si passerà a svuotare di potere le istituzioni democratiche, passando dalle democrazie alle democrature, sul modello russo, ungherese o turco. Una parvenza di democrazia condita dalle elezioni ma spogliata di tutti quei pesi e contrappesi che tutelano opposizioni e minoranze. Possiamo definire questa come la fase due.

La fase tre è, se possibile, ancora peggiore. Le singole nazioni europee, oggi collaborative ed unite da valori comuni, domani torneranno ad essere rivali. I sovranisti sono chiamati tali proprio perché, nell’immaginario collettivo, tendono a fare gli interessi della singola nazione che governano. Non è quindi illogico pensare che prima o poi due o più Nazioni avranno interessi divergenti e ciò creerà conflitto. Dal conflitto alla guerra il passo è breve, anche perché non vi saranno più istituzionali sovranazionali in grado di sedare tali conflitti.

La fase quattro sarà la ricostruzione. Meno persone da sfamare, più lavoro per nuove imprese e futura crescita economica. E si tornerà al dopoguerra del secolo scorso. Bisognerà vedere però chi finanzierà la ricostruzione. Chi staccherà gli assegni? Ancora Usa e Russia?

Per impedire questo scenario apocalittico, secondo me, c’è una sola alternativa. I partiti tradizionali e le istituzioni europee devono invertire la tendenza sui diritti sociali. Se le persone avranno più sicurezza per il futuro, non vedranno una minaccia nel migrante o nel diverso e non si affideranno al primo che capita. E la forza dei populismi verrà meno. L’unica speranza è che aprano gli occhi anche se non è facile riprendere il controllo di un sistema economico e sociale oramai allo sbando. Buona fortuna a noi tutti amici. Ne avremo bisogno.

Investitori esteri in fuga e Salvini cerca la rottura prima di essere abbattuto dallo spread

24 agosto, 2018

Quattro indizi che ci fanno capire cosa accadrà da qui a qualche mese:

1. Negli ultimi mesi si sta verificando una fuga degli investitori esteri dai titoli di stato italiani
2. Il governo continua a minacciare l’UE senza avere la forza per poterlo fare
3. Giorgetti ha più volte detto che si teme l’avvio di una forte speculazione finanziaria tra settembre ed ottobre, durante il varo della finanziaria
4. Salvini alza sempre più il tiro contro tutto e tutti in merito ai migranti, cercando palesemente la rottura con parte dei 5 stelle e con il capo dello stato

È abbastanza chiaro come il leader della lega stia cercando di mandare in crisi il governo prima che il governo venga abbattuto dalle turbolenze finanziarie o sia costretto ad accantonare le promesse irrealizzabili di flat tax e nazionalizzazioni varie.

Rompere prima di essere sbugiardato. Gli riuscirà? Vedremo.

Zingaretti si candida alla guida del PD, finalmente!

7 luglio, 2018

Finalmente Zingaretti. L’unica speranza per un centrosinistra progressista. Daje Nicola!

Il Presidente della regione Lazio guarda a sinistra ed ai civici. Bene così, l’unica speranza per rinascere è tornare indietro, cancellando gli anni renziani e guardando a sinistra, ai movimenti civici, alle persone comuni. Sarà un percorso lungo e durerà anni ma almeno la strada sembra esserci. A Renzi si dia un bel programma tv, così il suo ego sarà appagato.

Zingaretti, Sala, Pizzarotti, De Magistris, Saviano. Forse il Pd ha capito da dove iniziare a costruire un modello di CentroSinistra sostenibile. Non sarà facile mettere insieme tante anime diverse ma sicuramente è già una buona base per ricostruire un campo largo che archivi definitivamente il renzismo.

Cos’ha fatto la sinistra contro le disuguaglianze?
«La sinistra ha accettato il terreno del pensiero unico: mercato, meritocrazia, competizione, narcisismo, consumismo. Al massimo è riuscita a declinare un liberismo progressista. Oggi la spinta liberista ha portato al fallimento delle società occidentali; e anche la sinistra si è trovata senza la terra sotto i piedi. Non si possono riproporre vecchie ricette. Ma l’innovazione — parola inflazionata — va indirizzata verso la giustizia, contro le disuguaglianze. Altrimenti i frutti del crollo del liberismo vengono raccolti dalle forze populiste, di destra, antieuropee. E per l’Italia questo è particolarmente pericoloso”

Qui il resto dell’intervista:

Qui e qui altre news interessanti:

Che Zingaretti stia facendo la cosa giusta lo si capisce anche da chi lo avversa. Uno su tutti, Orfini!

 

Razzismo crescente: l’unica arma è la parola

7 luglio, 2018

Immagine presa da VersiliaToday : https://www.versiliatoday.it/2018/06/29/al-rogo-gay-negri-viareggio-si-risveglia-svastiche-w-salvini/

Scrivo un post lungo ma vi prego di leggerlo. L’immagine allegata è emblematica. Una scritta che dice molto di più di quel che sembra.

In Italia i razzisti, gli intolleranti, sono molti. Per anni la maggioranza di loro è stata silente, si sentiva pressoché isolata e quindi borbottava ma senza grande clamore. Oggi i razzisti in Italia si sentono autorizzati a vomitare tutto il loro odio.

Non ci sono solo teste rasate con la svastica tatuata. L’odio c’è ed è radicato anche in persone insospettabili. È presente tra le madri di famiglia che lavorano, gli anziani vicini di casa, i colleghi in ufficio, i ragazzi e le ragazze che vanno a scuola, in quasi ogni categoria sociale.

Molti di loro, tanto per dirne una, ignorano quanti siano i migranti in Italia (il numero di chi arriva è in calo da anni, 16.000 nei primi sei mesi del 2018 contro i più di 70.000 del 2017). Sanno solo ciò che i media riportano, ovvero le dichiarazioni di questo o quel politico che, pur sapendo la verità, sparge falsità per scopi di partito. Per non parlare delle fake news che, dai social, arrivano in modo virale a milioni di persone.

Il vero pericolo quindi è la diffusione di ostilità verso le minoranze che autorizza poi i facinorosi ad atti di aggressione ed intimidazione, non solo verso migranti, gay, rom ma anche verso gli italiani che non li considerano un problema.

I razzisti sono tra noi ed oggi sono più forti, per via dei cambiamenti socio economici che hanno generato nuovi poveri e di conseguenza anche nuovi capri espiatori. Come nel 1933 in Germania.

C’è da rabbrividire a pensare come finì allora.

L’unica arma che abbiamo quindi è la parola. Informare il prossimo, parlare con chi non la pensa come noi anche a costo di discussioni. Non riusciremo a far cambiare idea ai razzisti ma forse potremo aprire gli occhi alla maggioranza silenziosa che si fa influenzare da chi alza di più la voce.

#GovernoConte: La settimana più pazza della Repubblica

1 giugno, 2018

Sta terminando la settimana più pazza della Repubblica. Riassunto:

Domenica
Conte riceve l’incarico. La lista dei ministri è pronta ma c’è l’intoppo Savona all’economia. Mattarella dice no, Salvini e Di Maio si impuntano e Conte è costretto a ritirarsi. Mattarella convoca Cottarelli per un nuovo incarico mentre Di Maio e Meloni minacciano l’impeachment per il Capo dello Stato.

Lunedi
Cottarelli incaricato, clima di tensione, 5 stelle, lega e forza Italia annunciano voto contrario al governo del tecnico e DI Maio e Salvini vanno a sfogarsi da Barbara D’urso. Si annunciano manifestazioni contro Mattarella per il 2 giugno.

Martedì
Anche il Pd abbandona il premier incaricato, non voterà a favore ma si asterrà. Lo spread vola. Nel pomeriggio Cottarelli è atteso per la lista dei Ministri, arriva al Quirinale ma poi va via. Si spargono voci di rinuncia ed elezioni direttamente a luglio. Inizia a diffondersi la notizia di un ritorno di fiamma tra grillini e leghisti. Meloni annuncia di voler entrare nel governo Di Maio Salvini. Cottarelli prende tempo.

Mercoledì
Di Maio abbandona l’impeachment e si dice disposto a collaborare con Mattarella per una soluzione. La proposta del leader pentastellato, in accordo con il Capo dello stato è quella di spostare Savona in altro ministero. Salvini prende tempo per pensare.

Giovedì
Giornata di trattative tra lega e 5 stelle. Spread si abbassa. Si inserisce Meloni per un possibile ingresso nel governo. Alla fine c’è l’accordo. Fdi è fuori, Savona agli affari europei. Cottarelli rimette l’incarico e Mattarella convoca Conte che finalmente dà la lista del ministri

Venerdì
Giuramento del governo. Conte è premier, Salvini e Di Maio vice. Inizia l’avventura dell’esecutivo e si chiude la settimana più pazza della Repubblica.

Riflessioni sul nuovo Governo e sull’OPA di Salvini ai 5 stelle

1 giugno, 2018

I 5 stelle:

Ce l’hanno fatta. Dopo quasi un decennio di denunce i 5 stelle arrivano al potere. Presidenza del consiglio, vicepremier, Lavoro e Sivluppo economico, Giustizia, Infrastrutture, Salute, Beni Culturali. Ora hanno il comando del Paese e possono iniziare ad attuare quel cambiamento da sempre chiesto, ponendo fine alla corruzione ed al malgoverno denunciato sino a ieri. Sarà così? Sarà stato un bluff? Lo scopriremo presto, finalmente.

I Ministri:

  • Moavero Milanesi, già ministro per le politiche europee con Ciampi e Monti, già candidato di Monti in Scelta Civica, sarà ministro degli Esteri del governo pentaleghista. Bel salto carpiato
  • Tria, il ministro dell’economia, ha scritto il programma di Forza Italia.
  • Fontana alla Famiglia. Sarà una stagione politica difficile per i diritti civili. Spero non diventi drammatica. Lorenzo Fontana, ministro della Famiglia, è anti abortista e contro le unioni civili. I 5 stelle, con Istruzione e Famiglia, hanno deciso di dare i diritti civili alla lega e quindi di far tornare indietro il paese di decenni. Vedremo quanta libertà di manovra avranno questi signori. Le premesse sono pessime.

 

Strategie, Salvini pronto all’assalto ai voti dei 5 stelle.

Brevi riflessioni a caldo sul quadro politico. Visto ciò che è accaduto in questi giorni, c’è il serio pericolo che il governo si trasformi in un abbraccio mortale della lega ai pentastellati, con Salvini pronto a staccare la spina non appena avrà la sicurezza di aver preso un consenso sufficiente dai 5 stelle.

Prende fiato il Pd che può pensare di riorganizzarsi nei prossimi mesi. Renzi è comunque ingombrante e non si farà da parte facilmente.

PD e Fi faranno opposizione comune a 5 stelle e lega. Qualora il governo proceda bene, non è detto che le coalizioni restino così come sono oggi.

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