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Primarie New Hampshire, vincono Sanders e Trump

11 febbraio, 2016

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Sanders vince anche in New Hampshire. Ma la vera svolta sarà tra tre settimane. Il Super Tuesday, quando voteranno molti stati assieme. Ed in tutti sembra essere nettamente in testa Clinton. La vittoria di Bernie però può indebolire molto la leadership della ex first Lady. Sul fronte GOP vince Trump, secondo Kasish, terzo Cruz e crolla Rubio. La situazione è incerta con vari candidati che non prevalgono nettamente uno sull’altro. Anche Carson, Bush, Christie possono recuperare. Su tutto l’incognita Bloomberg. Se l’ex sindaco di New York si candiderà davvero le carte saranno rimescolate e pescando sia dai Dems che dal GOP potrebbe rimettere in discussione tutto rafforzando le ali estreme dei due partiti. Non vorrei finisse con Bloomberg indipendente, Sanders e Trump. Perché probabilmente vincerebbe il primo.

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Parte Sanremo 2016, il bis per Carlo Conti

7 febbraio, 2016

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Martedì ha inizio il Festival numero 66. Secondo consecutivo per Carlo Conti, in veste di conduttore e direttore artistico. Sarà  affiancato da Gabriel Garko, Madalina Ghenea e Virginia Raffaele. “Ho fatto un bel piatto senza ospiti clamorosi” ha dichiarato il presentatore toscano. In effetti la lista delle star attese sull’Ariston non è molto ricca. Ramazzotti e Pausini a parte si segnala solo Elton John a livello internazionale. Alla kermesse parteciperanno anche Elisa, i Pooh, Maitre Gims, famoso per la hit radiofonica Est-ce que tu m’aimes ?

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I cantanti

Passando ai cantanti, anche quest’anno i talent la fanno da padrone. Una ricca nidiata proveniente da Amici: Deborah Iurato, che sarà in gara con Giovanni Caccamo. Poi i Dear Jack, al secondo posto nella finale, che parteciperanno con la nuova ‘voce’ Leiner (visto in X factor). Alessio Bernabei, ex front man dei Dear Jack stessi.  Annalisa e Valerio Scanu chiudono la lista.

Da X factor invece arrivano NoemiLorenzo Fragola (vincitore dell’ottava edizione del talent) e Francesca Michielin (vincitrice della quinta). Infine una curiosità, sul palco di Sanremo si esibiranno anche ben quattro giudici provenienti da X factor: Elio, Morgan, Arisa ed Enrico Ruggeri.

Tornano anche due vecchie glorie della musica italiana, Patty Pravo e gli Stadio. Ed ancora, Irene Fornaciari, gli Zero Assoluto, Neffa, Dolcenera, Rocco Hunt e Clementino. 

Le nuove proposte
Parte in pole Chiara dello Iacovo, già vista nel talent di Rai2 The Voice.

  • Mahmooud: Dimentica
  • Cecile: N.E.G.R.A.
  • Chiara dello Iacovo: Introverso
  • Ermal Meta: Odio le favole
  • Francesco Gabbani: Amen
  • Irama: Cosa resterà
  • Miele: Mentre ti parlo
  • Michael Leonardi: Rinascerai
Il programma delle serate (da Radioitalia.it)

Martedì 9 febbraio, 10 Campioni presenteranno le loro canzoni e sul palco saliranno tre super-ospiti:Laura Pausini, Elton John e l’artista franceseMaître Gims che sta spopolando con il brano “Est-ce que tu m’aimes ? (Pilule Bleue)”.

Mercoledì 10, toccherà agli altri 10 Big e alle prime quattro Nuove Proposte. Per quanto riguarda i super-ospiti, sarà la volta di Eros Ramazzotti che festeggerà i 30 anni dalla sua vittoria all’Ariston con “Adesso tu”.

Giovedì 11, la serata verrà inaugurata da altre quattro Nuove Proposte mentre i Campioni porteranno delle cover. Gli ospiti saranno i Pooh e Guglielmo Scilla, il protagonista della fiction tv “Baciato dal sole”.

Venerdì 12, i 20 Big in gara riproporranno i loro pezzi e, al termine delle esibizioni, cinque andranno al televoto per l’eliminazione. Verrà inoltre annunciato il vincitore delle Nuove Proposte e l’ospite saràElisa che, sullo stesso palco dove 15 anni fa vinse con “Luce (tramonti a Nord-Est)“, canterà il suo nuovo singolo “No hero”.

Sabato 13, verrà comunicato il brano che si è salvato grazie al televoto, i 16 Campioni rimasti in gara riproporranno ancora una volta le loro canzoni, verranno comunicati i tre finalisti e, infine, verrà eletto il vincitore. Gli ospiti della finale saranno Renato Zero, Giuseppe Fiorello e Cristina D’Avena.

Gli ascolti

il primo Festival di Carlo Conti ha registrato una media di 10.837.000 spettatori, per uno share medio del 48,64%: due milioni e nove punti percentuali in più rispetto all’edizione 2014, la seconda della coppia Fazio-Littizzetto. Lo share più alto delle ultime edizioni (sia Bonolis che Clerici, Morandi ed il Fazio 2013 si erano mantenuti sul 47%), Riuscirà a migliorare ancora? Dipenderà dalla concorrenza delle altre reti, generaliste e non.

I 5 Stelle fanno dietrofront sul DDL Cirinnà

6 febbraio, 2016

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I centristi che minacciano di uscire dalla maggioranza, il PD in difficoltà al proprio interno con la corrente cattolica, il M5S che prima dichiara di votare compatto il DDL Cirinnà e poi si vede sconfessato da Grillo che impone la libertà di coscienza perchè nel movimento ‘ci sono sensibilità diverse’ (leggi i voti di fasci e leghisti che i grillini hanno intercettato in questi anni)

Come avevo annunciato non c’era la minima fiducia nella approvazione della legge sulle Unioni Civili, ancora più sconfortato oggi. E la delusione più grande è per il Movimento 5 Stelle che si conferma un ‘blob’ senza contenuti nato solo ‘contro’ qualcosa e che quando deve prendere decisioni per ‘qualcuno’ si rivela inutile.

Sarà molto dura far passare il DDL, staremo a vedere

#Iowa, partono le primarie americane

1 febbraio, 2016

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Da stanotte, con i caucus in Iowa, parte la sfida presidenziale. Favoriti Clinton e Trump, possibili sorprese Sanders e Cruz. Ma nel GOP c’è chi scommette ancora su Jeb Bush, Rubio e Kasich. Vi invito a leggere lo speciale del Il Post, riportato qui sotto. Per capire meglio di cosa si sta parlando.

Il Post – 

Iniziano le primarie americane

Il percorso che porterà il 20 gennaio 2017 all’insediamento di un nuovo presidente degli Stati Uniti – e prima, l’8 novembre del 2016, alla sua elezione – è cominciato ufficialmente: il primo febbraio, infatti, iniziano le primarie del Partito Democratico e del Partito Repubblicano. Si comincia dall’Iowa, com’è tradizione, e benché l’intero processo di selezione dei candidati si definisca tradizionalmente “primarie”, quelle dell’Iowa non sono vere primarie ma caucus. Le primarie vanno avanti formalmente fino a giugno, ma di norma tra febbraio e marzo diventa evidente quale sia il candidato più forte e destinato a vincere: in entrambi i partiti, però, la situazione è oggi molto incerta. Il voto in Iowa sarà quindi il primo momento in cui mesi di comizi, proposte, polemiche, sondaggi contraddittori e confronti televisivi si tradurranno finalmente in qualcosa di concreto, e capiremo un po’ di più cosa potrà succedere l’8 novembre.

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Perché si comincia dall’Iowa
L’Iowa è uno stato americano del Midwest, piuttosto piccolo e poco popolato: è poco più grande della Grecia, in termini di superficie, ma ha meno di un terzo degli abitanti della Grecia. La sua città più grande, la capitale Des Moines, conta circa 200.000 abitanti e in questo periodo dell’anno è coperta di neve. Anche dal punto di vista politico l’Iowa formalmente non conta granché: alle elezioni presidenziali assegna solo 6 “grandi elettori” su 538. E allora perché si comincia da lì?

La risposta è piuttosto banale: perché negli ultimi cinquant’anni si è sempre fatto così. Ma è una tradizione a cui nel tempo sono state trovate delle motivazioni razionali. Cominciare a votare in uno stato piccolo, infatti, permette a tutti i candidati di avere una chance, anche a quelli con meno risorse: per un candidato con meno soldi e volontari è più facile vincere in Iowa che in Texas o in California; e dall’altra parte una vittoria in Iowa può permettere a un candidato con poche risorse di trovare quella spinta economica, mediatica e di consensi – il cosiddetto “momentum”, nel gergo della politica americana – necessaria per vincere anche altrove.

Inoltre lo stato in cui si vota subito dopo l’Iowa è il New Hampshire, dove le primarie arrivano il 9 febbraio: Iowa e New Hampshire insieme sono abbastanza politicamente variegati da essere un interessante punto di partenza; i partiti – e quindi i loro strateghi, consulenti, funzionari – li conoscono molto bene e sanno ormai come muoversi da quelle parti, mentre cambiare calendario presenterebbe per loro molti rischi e incertezze.

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La situazione tra i Democratici
I principali candidati sono due: Hillary Clinton, ex first lady, ex senatrice ed ex segretario di Stato, e Bernie Sanders, senatore del Vermont. Clinton conserva da mesi un solido vantaggio nei sondaggi nazionali, ma in Iowa la situazione è ben più equilibrata: negli ultimi tre mesi Sanders ha recuperato oltre 20 punti percentuali completando una sorprendente rimonta nei primi giorni di gennaio. Oggi Sanders e Clinton sono separati da pochissimi punti percentuali, praticamente dentro il margine di errore. L’ultimo sondaggio del Des Moines Register, il principale giornale dell’Iowa, considerato molto affidabile, vede Clinton avanti di tre punti percentuali.

Clinton rimane la favorita per la vittoria finale della nomination tra i Democratici, ma l’exploit di Sanders – che ha 74 anni e posizioni molto di sinistra, si definisce “socialista” e raduna grandi folle a ogni suo comizio – ha fatto venir fuori i limiti di una candidata vista ancora troppo come espressione dell’establishment, considerata troppo moderata sull’economia, criticata per i suoi rapporti con Wall Street e che fatica a suscitare l’entusiasmo degli elettori, soprattutto tra i più giovani.

La situazione tra i Repubblicani

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Anche tra i Repubblicani non sono mancate le sorprese. L’ex governatore della Florida Jeb Bush, dato per favorito sei mesi fa, non è mai riuscito a ottenere grandi consensi tra gli elettori a giudicare dai sondaggi; ed è emersa invece in modo sorprendentemente durevole la candidatura di Donald Trump, ricco imprenditore del settore immobiliare e dei casinò, con toni e posizioni particolarmente estremiste sull’immigrazione e sulla sicurezza nazionale: negli scorsi mesi Trump ha proposto, tra le altre cose, di vietare l’ingresso nel paese a tutte le persone di religione musulmana – anche se cittadine americane – e di costruire un muro al confine col Messico per non far più passare immigrati.

A giudicare dai sondaggi, i candidati Repubblicani che possono vincere in Iowa sono due: oltre a Donald Trump, l’altro che sembra messo bene è il senatore del Texas Ted Cruz, figlio di immigrati cubani e noto per la sua retorica abrasiva anti-establishment (è detestato anche da molti Repubblicani) e per avere la posizione più di destra possibile praticamente su qualsiasi tema. Cruz ha rimontato molti punti a Trump nei sondaggi sull’Iowa e oggi Trump conserva un vantaggio significativo ma limitato.

La situazione tra i Repubblicani resterà comunque incerta a prescindere dal risultato dell’Iowa, perché diversi analisti e giornalisti sostengono da mesi che né Trump né Cruz potrebbero davvero vincere le elezioni presidenziali di novembre: storicamente gli elettori a un certo punto rivolgono le loro attenzioni verso candidati più “moderati” ed eleggibili, e quando non lo fanno i candidati estremisti a novembre prendono delle gran scoppole (successe per esempio a Barry Goldwater, candidato Repubblicano alle presidenziali del 1964, sconfitto duramente dal presidente Lyndon Johnson). I candidati considerati più “eleggibili” tra i Repubblicani sono, oltre a Jeb Bush, il senatore della Florida Marco Rubio, il governatore del New Jersey Chris Christie e il governatore dell’Ohio John Kasich: in Iowa lotteranno per arrivare terzi, e poi cercheranno di arrivare il più in alto possibile nelle successive primarie in New Hampshire.

Cosa succede dopo
L’Iowa è appunto soltanto l’inizio. Le primarie proseguono poi il 9 febbraio in New Hampshire, il 20 in Nevada, il 27 in South Carolina. Il primo marzo, poi, c’è il cosiddetto Super-Tuesday: si vota in dieci stati – quattordici per i Repubblicani – nello stesso giorno. A quel punto dovremmo avere le idee più chiare su chi saranno i candidati che l’8 novembre si contenderanno la presidenza degli Stati Uniti d’America.

#FamilyEveryDay

30 gennaio, 2016

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Oggi, a Roma, c’è il Family Day. Un milione di persone sceso da tutta Italia e riunitosi al Circo Massimo per affermare un concetto: no alle unione civili ed alla stepchild adoption (l’adozione da parte del partner del genitore biologico). Il MedioEvo cala sulla Capitale. Tour organizzati delle chiese, anziani messi su pullman con la promessa di 50 euro ed una gita a Roma. Anche questo è stato il family day odierno.

A tutto ciò, sabato scorso, aveva ben risposto la comunità ‘matura’ del nostro Paese. Chi si batte perché anche le unioni dello stesso sesso abbiano un riconoscimento giuridico. Ufficializzare il proprio amore. Tutto qui. Ed erano un milione anche in quella occasione. In 100 piazze d’Italia (ed alcune città all’estero). Uniti per l’Amore, di tutti.

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27 gennaio: la Memoria

27 gennaio, 2016

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Stasera torna #XFiles!

26 gennaio, 2016

THE X-FILES: L-R: David Duchovny and Gillian Anderson. The next mind-bending chapter of THE X-FILES debuts with a special two-night event beginning Sunday, Jan. 24 (10:00-11:00 PM ET/7:00-8:00 PM PT), following the NFC CHAMPIONSHIP GAME, and continuing with its time period premiere on Monday, Jan. 25 (8:00-9:00 PM ET/PT).  ©2015 Fox Broadcasting Co.  Cr:  Frank Ockenfels/FOX

13 anni dopo tornano Mulder e Scully.  David Duchovny e Gillian Anderson riprendono i ruoli che li hanno resi famosi in tutto il mondo. La nuova stagione di X files inizia oggi, sui canali FOX del bouquet Sky. Chissà se riuscirà a ripetere i fasti di un tempo.

#‎Friends‬ & ‪#‎TheBingBangTheory

25 gennaio, 2016

Friends

‪#‎Friends‬ & ‪#‎TheBingBangTheory‬ in una sola foto! ‪#‎SerialAddicted‬

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