Assordanti silenzi ed inopportune celerità.

Una settimana fà il capogruppo del Pdl Gasparri aveva definito il CSM una “Cloaca”. Nel week-end il ministro delle Riforme Umberto Bossi ha duramente attaccato l’inno d’Italia. Ieri il Capo dello Stato ha denunciato la spettacolarizzazione dei processi, alludendo con molta probabilità anche alle ultime intercettazioni Saccà-Berlusconi o alle fantomatiche rivelazioni sul ministro Carfagna. Oggi, ad un solo giorno dalla approvazione del Lodo Alfano, ecco la tempestiva promulgazione del provvedimento da parte del Presidente della Repubblica.

Personalmente condivido le riserve espresse da Napolitano in relazione alla divulgazione di atti che dovrebbero rimanere secretati. Sono però molto perplesso, direi anche dispiaciuto, dall’assordante silenzio Presidenziale seguito agli attacchi di Gasparri e Bossi. Il Capo dello Stato è anche il Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura,  o meglio  della “Cloaca” come ama definirla il capogruppo Pdl Gasparri. Il Capo dello Stato è garante della Costituzione e difensore dell’unità Nazionale, unità nuovamente minata dal Ministro della Repubblica Bossi. Sarebbe stato opportuno intervenire anche in queste occasioni e non solo per sindacare sul comportamento della magistratura, che sicuramente in alcuni casi si è resa responsabile di mancanze ma che è tuttora sotto attacco da parte della maggioranza di governo.

Cosi come sembra essere quantomeno frettolosa la pubblicazione del Lodo Alfano, senza neanche attendere ventiquattro ore dalla approvazione parlamentare. Un provvedimento discutibile, a rischio di costituzionalità e che rimane pur sempre una “anomalia” presente in pochissimi paesi del mondo. Sarebbe stato piu opportuno prendersi maggior tempo per esaminare la legge.

La stagione delle Riforme condivise, signor Presidente, nasce anche dal rispetto reciproco e dalla condivisione di alcuni valori. Eludere alcuni problemi, assecondare le mire di chi governa, a prescindere dalla giustezza delle stesse, non faciliterà il processo di dialogo tra le varie forze politiche, al contrario rischia solo di dare maggiore forza a chi ha intenzione di “ridisegnare” il paese a sua immagine e somiglianza. Una immagine aberrante, da contrastare con tutti i mezzi che la democrazia ci consente.

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