Bilancio G20, le decisioni prese

Si è chiuso il vertice mondiale per capire come risolvere la crisi economica. Proviamo a tracciare un bilancio aiutandoci con un dettagliato articolo pubblicato su Il Messaggero

Raggiunto l’accordo sui paradisi fiscali, l’ultimo scoglio al G20 di Londra che aveva visto nascere contrasti tra Francia e Germania (favorevoli alla pubblicazione della lista) e Gb e Usa che avevano frenato sulla proposta. 
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Tra le misure decise dal G20 e comunicate dal premier britannico Gordon Brown, i piani di sostegno congiunturale che da qui a fine 2010 ammonteranno a livello globale a 5mila miliardi di dollari, l’aumento delle risorse del Fmi e della Banca mondiale di mille miliardi di dollari, «nuove regole» sui bonus e salari a livello globale e hedge fund sottoposti a regolamentazione.Ieri Barack Obama aveva insistito sulla necessità di maggiori stimoli per far ripartire l’economia mondiale. Ma Francia e Germania avevano bocciato la bozza chiedendo il varo, subito, di nuove regole per la finanza.governo italiano: «Stiamo preparando il cosiddetto ‘legal standard act’ che deve trovare il suo compimento al G8 della Maddalena».

Paradisi fiscali. I leader del G20 si sono accordati per «mettere fine ai paradisi fiscali» ha spiegato il premier britanico Brown, precisando che ci saranno sanzioni contro quei Paesi che non forniscono le informazioni richieste. La discussione si era concentrata su questioni come i criteri in base ai quali dovessere essere compilata la lista e chi dovesse procedere alla redazione. 

Deciso inoltre uno stimolo fiscale fino a 5.000 miliardi di dollari entro la fine del 2010 a sostegno della ripresa dell’economia mondiale.

Aumento delle risorse del Fmi. Le risorse del Fmi e della Banca mondiale saranno aumentate di mille miliardi di dollari e il Fondo dovrà presentare una serie di proposte per incrementare le già previste vendite di oro per aiutare i Paesi più poveri.

Ai Paesi più poveri i leaer del G20 hanno destinato 50 miliardi di dollari di aiuti.

Il tetto ai bonus dei manager di banche e istituzioni finanziarie. Stretta sul tema dopo lo scandalo Aig che ha visto una reazione decisa di Barack Obama. Il G20 stabilisce «nuove regole» sui bonus e salari a livello globale. I numeri uno delle istituzioni finanziarie, ha aggiunto Brown, saranno nominati sulla base del «merito».

Sul fronte regolamentazione si è discusso di un’inclusione degli hedge fund e della trasformazione dell’Fsf in un consiglio di monitoraggio del sistema finanziario globale con legami più stretti con l’Fmi.

Fondo per commercio globale. Sarà da 250 miliardi di dollari da mettere a disposizione nei prossimi due anni attraverso l’espansione del credito, il sostegno alle agenzie d’investimento e approcci multi-laterali delle banche attive nello sviluppo. Lo ha confermato alla BBC il ministro delle finanze del Regno Unito, Alistair Darling. Il fondo includerebbe i 50 miliardi chiesti dal presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick. 

«Non ripeteremo l’errore storico del protezionismo dei periodi passati»: questo solenne impegno contenuto nel comunicato finale del G20 di Londra. «La crescita del commercio mondiale – ricorda il G20 – ha sostenuto il continuo aumento del benessere per mezzo secolo, ma ora sta segnando una flessione per la prima volta in 25 anni. Il calo della domanda viene esacerbato dalle crescenti pressioni protezionistiche e da un calo del credito al commercio». Per queste ragioni è, quindi, «essenziale, per ritornare alla crescita globale, ritornare a un commercio a scambi e investimenti mondiali vigorosi per ritrovare la crescita a livello globale».

Nel documento Italia ottiene riferimento al G8. L’Italia ha chiesto ed ottenuto che il comunicato finale contenga riferimenti chiari ed espliciti al social summit di Roma appena svoltosi, con un forte richiamo ed attenzione alla dimensione umana della crisi. SI enfatizza la necessità di sostegno e protezione verso coloro che soffrono direttamente della crisi, in particolare per chi ha perso il lavoro. E probabile che Berlusconi abbia parlato di questo con Gordon Brown al suo arrivo al centro congressi: il premier, mentre i fotografi e le telecamere lo riprendevano, ha sottoposto a Brown un paio di paginette scritte a mano, leggendogliele in inglese. L’audio molto debole non ha consentito di cogliere la conversazione, ma si è sentita piuttosto chiaramente la parole «social». Brown ha annuito un paio di volte e poi sono scattate le foto di rito con la consueta stretta di mano davanti al logo del summit.

Discussioni tra Europa e Usa.

L’Italia si era schierata a fianco di Francia e Germania. Silvio Berlusconi aveva chiarito la posizione del

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