Vittoria di Vendola, bocciata la linea D’Alema

Vendola ha vinto, anzi, ha STRAvinto. Bocciata la linea politica del PD, che appoggiava Boccia. Bocciato Massimo D’Alema, spesosi in prima persona per portare il candidato Pd alla vittoria nelle primarie.

Ieri sera il progetto del centrotrattinosinistra di cossighiana memoria subisce un arresto non di poco conto. La nuova strategia di D’Alema-Bersani, aprire all’Udc per creare una nuova coalizione in grado di battere le destre, ha raccolto solo il 27% dei consensi. Il 73% degli elettori pugliesi votanti alle primarie ha preferito confermare la fiducia a Nichi Vendola, leader del centrosinistra “classico”, senza Udc. Un uomo solo Vendola, sino a qualche settimana fa.

In estate sembrava correre tranquillamente verso la ricandidatura, era arrivata anche la benedizione di D’Alema. Poi lo stop, l’apertura del PD all’Udc, che aveva messo come condizione la “discontinuità” e quindi la necessità di un nuovo nome per la guida della Puglia.

Qui comincia la battaglia tra Vendola e D’Alema, plenipoteziario nella regione a cui è legato da decenni. Prima il pressing del PD sul governatore per la rinuncia alla ricandidatura. Poi, vista la indisponibilità dello stesso, la ricerca di un nome che potesse far convergere l’appoggio Udc. Emiliano, sindaco di Bari.

Sorvoliamo sul fatto che Emiliano stesso, rieletto solo pochi mesi prima, aveva piu volte negato una sua corsa per la Regione. L’udc approva, Vendola non si ritira, Emiliano non vuole dimettersi da Sindaco per candidarsi come governatore. Il leader di Sinistra e Libertà lo sfida al duello delle primarie. Confusione totale in casa democratica. Alla fine il primo cittadio barese rinuncia e si ritira. Una prima vittoria per Vendola.

D’Alema lancia Boccia, il burocrate di partito già sconfitto dal Presidente pugliese alle primarie di cinque anni prima. L’udc approva. Boccia si candida ufficialmente. Vendola a questo punto non puo certo tirarsi indietro e conferma la sua candidatura. Per evitare la spaccatura del centrosinistra il PD, che ha inventato le primarie è “costretto” a subirle e le perde inequivocabilmente. 73 a 27%. Fine della Storia.

Si potrà dire che il leader di Sinistra e Libertà è stato anche favorito dall’ennesimo scontro di correnti interno al PD, con l’opposizione veltronianfranceschiniana pronta a sostenerlo solo in chiave antibersani etc.

In verità il Pd avrebbe dovuto appoggiare Vendola da subito, non appena il governatore aveva manifestato l’intenzione di non rinunciare e di non ritirarsi. Ed invece no, D’Alema ha voluto strafare pur di varare l’accordo con l’udc, embrione di una futura alleanza nazionale. Ha voluto forzare la mano, Vendola si è appellato al popolo ed il popolo ha scelto. Bocciando in toto la linea D’Alema.

Che Bersani tragga le conseguenze e si allontani il prima possibile da baffino. Prima di essere risucchiato in un vortice mortale per la sua segreteria, gia fortemente indebolita dai pasticci appena conclusi in Lazio e Puglia.

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