Regionali, riflessioni pre-voto

Nel week-end piu di 40 milioni di italiani voteranno per il rinnovo di 13 amministrazioni regionali e svariate amministrazioni provinciali e comunali. Una sfida locale ? Non solo e sapete bene il perche….

…Silvio Berlusconi, sempre lui. Come possiamo non parlare dell’uomo che da 16 anni sta condizionando i destini della politica del nostro paese?

Vediamo un po di riassumere la situazione. Dopo aver vinto nel 2008, il Governo ha dichiarato molto ma fatto ben poco, apparte un po di maquillage in Campania ed in Abruzzo, la distruzione dello Statuto dei Lavoratori e della Scuola Pubblica, di decisioni concrete se ne sono viste poche. Nessun abbassamento delle tasse, nessuna spinta innovativa, nessuna riforma importante. Perche, direte voi, vista la ampia maggioranza in parlamento? Perche ci sono stati avvenimenti imprevisti come la crisi economica americana ed il terremoto in Abruzzo che hanno cambiato la agenda politica del Governo, diranno loro.

In verità il Governo è stato fermato dalla stessa sua maggioranza, apparentemente compatta quando si tratta di decisioni che riguardano gli interessi del Premier, decisamente eterogenea nel caso si debba prendere qualche decisione seria, e per seria non intendo le direttive pseudoxenofobe (medici spia, presidi spia, ronde, impronte digitali per gli immigrati, respingimenti etc)  prese per accontentare i deliri della Lega.

Le vere riforme non “partono” anche per i dissidi interni della maggioranza, composta da “aziendalisti” come i forzisti ed i Berlusconiani ex An ma anche dagli ex democristiani come Pisanu o dai “finiani” , recalcitranti nei confronti dei disegni politici del Premier, e cioè riforme costituzionali atte a “piegare” il nostro paese alle voglie autoritarie del Leader del PDL che progetta una giustizia totalmente assoggettata ai suoi voleri, una Repubblica Presidenziale o con poteri amplissimi per il Premier, uno stravolgimento degli organi di controllo, come la Consulta, che andrebbero depotenziate in favore di un totale asservimento nei confronti del Capo del Governo. Tutto questo non garba molto ad alcune correnti della maggioranza, le quali cercanodi prendere tempo sperando nella fine anticipata del Ventennio Berlusconiano. Speranze vane, secondo me.

In questo articolo lascerò stare i miei pensieri sul destino politico di Berlusconi e mi soffermerò solo su una analisi politica preventiva del risultato delle regionali.

Come dicevo prima, le elezioni di domani e dopodomani non avrebbero una importanza nazionale se non fosse che è Berlusconi stesso ad avere tutti gli interessi per renderle tali. Un rischio il suo, ma un rischio calcolato. E vi spiego il perche.

Inanzitutto il Governo in questo momento è gestito dall’asse Berlusconi-Lega, gli ultimi giorni di campagna elettorale hanno visto un miniduello interno alla maggioranza con i leghisti che, in caso di risultati ottimi in Lombardia, leggi sorpasso sul PDL, sono pronti a chiedere la poltrona di Sindaco di Milano per le prossime comunali 2011.

Nord, un test tutto interno alla maggioranza.

Tolto il Piemonte, unica regione in bilico, Lombardia e Veneto sono “questioni di famiglia” del centrodestra. Conteranno molto i risultati dei singoli partiti, PDL e Lega. La Lega Nord, in Lombardia, è passata dal 16% nel 2005 al 23 del 2009 riducendo da 19 a 9 punti % il distacco dal PDL. In Veneto il boom leghista è ancora piu evidente. Nel 2005 c’erano 15 punti di differenza, nel 2009 il PDL viaggiava attorno al 29% mentre la Lega era poco sopra il 28.

In questa tornata elettorale poi si prevedono % ancora maggiori per il partito di Bossi che, dato per scontato il sorpasso in Veneto, vede concretamente possibile un risultato simile anche in Lombardia non sottovalutando le performance in Piemonte. Cosa spinge ad un risultato simile? Probabilmente la debolezza del PDL, troppo impegnato nei litigi tra finiani e berlusconiani. Maggiore sarà il “travaso” da PDL a Lega, maggiore sarà la destabilizzazione della maggioranza, con i finiani sempre piu scontenti e Berlusconi costretto ad appiattirsi sempre di piu verso i leghisti, i quali saranno a loro volta portati ad alzare il “prezzo” politico della loro “fedeltà”.

D’altro canto, nelle opposizioni, il Partito Democratico e l’Udc dovranno verificare alcune cose. I primi sono chiamati a saggiare un eventuale recupero di voti dalla Idv, rispetto alle europee 2009. I secondi vedranno se la politica dell’isolazionismo, in Lombardia e Veneto, e del collaborazionismo con il PD, in Piemonte e Liguria, porta a risultati positivi o meno.

Centro. Continuerà il boom leghista?

Le regioni rosse rimarranno rosse. Ma con quale sfumatura? Tenderanno maggiormente al rosa oppure cominceranno ad assumere sfumature verdi?

Anche qui infatti torna il gioco la Lega. Nel 2008 in Emilia la lega valeva l’8% circa mentre nelle altre regioni rosse si attestava su % vicine al 2. Un anno dopo, europee 2009, nella regione di Bersani il partito di Bossi aveva % a due cifre, superiori all’11 mentre in Umbria Marche e Toscana aveva raddoppiato i voti aggiudicandosi tra il 4 ed il 5% dei consensi. Un vero boom. Continuerà? Altro fattore da tenere d’occhio.

Per il resto ci sarà da verificare la tenuta della nuova maggioranza marchigiana, orfana della Sinistra Radicale sostituita dall’Udc che quindi dovrà tenere conto del risultato elettorale per guardare a future alleanze nazionali con i democratici.

Il Lazio è un caso a parte. Il PDL non è presente nella provincia di Roma, che vale l’80% dei voti laziali. Sarà quindi interessante, aldilà della vittoria o meno della Polverini, notare la ripartizione dei voti Pdl negli altri partiti della coalizione. Data per scontata una percentuale superiore al 20% per la Lista Polverini, quanti pdellini voteranno Udc, Udeur e quanti invece la Destra di Storace?

D’altro canto, sul fronte del centrosinistra, la candidatura Bonino rafforza i radicali e potrebbe indebolire ulteriormente il già provato PD Laziale.

Sud, debacle annunciata per la Sinistra ma…

Calabria e Campania sono regioni amministrate dalla Sinistra e che, salvo sorprese dal fronte Campano, finiranno ambeude al centrodestra. Le divisioni non pagano e questo lo sanno anche nel PDL, visto che Vendola rischia seriamente la riconferma anche a casua del mancato accordo centrodestra-Udc in Puglia.

In Puglia, qualora Vendola non vincesse, qualcuno nel PD potrebbe stappare una bottiglia di spumante. Le mazzate ricevute dai dalemiani non si contano piu. Dalla sconfitta alle primarie 2005, alle candidature sbagliate di Frisullo e di altri politici locali, poi inquisiti, al goffo tentativo di disarcionare Vendola poco prima delle elezioni, alla debacle colossale nelle ennesime Primarie di due mesi fa. Siamo proprio sicuri che tutti i democratici remeranno in favore di Nichi?

Al tempo stesso in Campania si vocifera che il candidato a Governatore, il democratico  De Luca, stia preparando la candidatura a Sindaco di Napoli nel prossimo anno, sicuro oramai di aver perso la sfida per la guida della Regione, eppure alcuni sondaggi degli ultimi giorni dicono altro….

Ripercussioni Nazionali

Come detto in precedenza, se la Lega avrà un risultato importante nel Lombardo-Veneto e nelle Regioni Rosse presenterà poi il conto a Berlusconi, che quindi vedrà ancora piu stretta la sua maggioranza tra Lega da una parte e finiani dall’altra. Fibrillazioni in vista, anche perche oramai l’eventuale sconfitta della finiana Polverini sara addossata alla mancanza della lista PDL e non alla debolezza della candidata. Al contrario, in caso di vittoria della ex segretaria Ugl, Fini potrà avere qualche carta in piu nella futura partita con il Premier.

L’Udc testerà le “alleanze variabili” verificando dove guadagna, dove perde e dove è stabile a seconda se si presenta da sola (Lombardia, Veneto, Umbria, Toscana, Emilia, Puglia, Basilicata), con il PD (Liguria, Piemonte, Marche) o con il PDL (Lazio, Calabria e Campania).

Il PD sperimenterà l’effetto della Segreteria Bersani sull’elettorato. Si prevede un recupero di voti sulla Idv, che quindi dovrebbe cedere qualche punto percentuale. Maggiore successo avranno i democratici, maggiore sarà la autonomia di manovra di Bersani per costruire una coalizione alternativa alla Destra. Probabilmente una via di mezzo tra Ulivo ed Unione, i modelli sono quello piemontese (Centrosinistra+Udc+desistenza con Prc-Pdci), quello marchigiano(Centrosinistra + Udc al posto di Prc-Pdci) o quello pugliese, passato dal disegno dalemiano di un fronte progressista alleato all’Udc al sogno di ogni elettore medio della Sinistra e cioè il PD alleato alle Sinistra con l’Udc da solo pronto a fare concorrenza al CentroDestra.


Per le formazioni minori ci sono speranze nel Lazio, per i Radicali, nella Puglia,per Sinistra ecologia e Libertà e nelle Marche, dove Federazione della Sinistra e SeL sono alleate contro la svolta centrista del governatore uscente Spacca.

Previsioni

Ed ora veniamo alle “previsioni”. Pur non avendo le doti medianiche del Divino Otelma o le competenze tecniche dei vari Istituti Demoscopici, mi azzardo comunque a fornire qualche dato.

Nel Nord la destra vincerà in Piemonte Lombardia e Veneto. Alla Sinistra rimarrà la Liguria.

Nel Centro, Emilia romagna, Umbria Marche e Toscana andranno alla Sinistra. Il Lazio finirà, malgrado tutto, alla Destra.

Nel Sud, Basilicata e Puglia alla Sinistra, Calabria al PDL. Campania al fotofinish al centrodestra.

Totale 7-6 per il Centrosinistra. Un pareggio che consentirà a Berlusconi di gridare vittoria vista la riconquista di Piemonte e Lazio, oltre che di Calabria e Campania.

Potrebbe andare meglio, in caso di una bassa affluenza, in quel caso il Piemonte e forse anche il Lazio potrebbero rimanere alla Sinistra. (8-5 o 9-4) Ma potrebbe anche andare peggio, se l’affluenza sarà alta e quindi Berlusconi sarà riuscito nell’intento di mobilitare il suo elettorato, prevedo difficoltà anche in Puglia e forse in Liguria. (6-7 o 5-8).

Conclusioni

Una netta vittoria del centrodestra aprirà la strada alla fase 2 del Governo Berlusconi, le Riforme Costituzionali che ridisegneranno la Carta a sua immagine e somiglianza per poi essere votate tramite referendum confermativo e che, in caso affermativo, lo porteranno al controllo totale del destino del paese.

Un pareggio farà rimanere lo status quo, con qualche prova di forza limitata a Intercettazioni, Riforma della Giustizia e Par condicio

Una sconfitta, e cioè la tenuta del centrosinistra in Piemonte, Lazio e Puglia, potrebbe però significare l’inizio di una fase 2.0 “Alternativa” con Fini e Bossi ai ferri corti e Berlusconi costretto a logorarsi. In quel caso però il Premier, a mio modo di vedere, ha gia pronto il piano B. Rompere con Fini appiattendosi completamente su Bossi ed andare ad elezioni anticipate puntando tutto sull’asse PDL-Lega. In quel caso la palla passerà a Fini, se avrà il coraggio di formare un Comitato di Liberazione Nazionale assieme a tutte le Opposizioni forse l’Italia si salverà, altrimenti prepariamoci ad un governo perenne della Famiglia Berlusconi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...