Gli Anni neri della Repubblica: sotto inchiesta il PSI milanese, dimissioni di Cossiga, la strage di Capaci

Nel primo ‘capitolo’ de Gli anni neri della Repubblica abbiamo parlato dell’inizio di Mani Pulite. E’ ora di proseguire con la storia….

A maggio, ad elezioni celebrate, esplose la vera e propria Tangentopoli. Vengono indagati i vertici milanesi del PSI. Avvisi di garanzia per Tognoli e Pillitteri, ex sindaci di Milano, accusati di aver preso soldi da Mario Chiesa, l’uomo che ha fatto scoppiare lo scandalo.

Intanto il Paese si trovava ad affrontare anche un vuoto di potere ai vertici della Repubblica. Il 26 aprile il Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, si dimise quando alla scadenza del mandato mancavano due mesi. Iniziava così la corsa al Quirinale, si faceva il nome di Spadolini ma in realtà la poltrona piu ambita era contesa dal segretario Dc Forlani e dal Presidente del Consiglio uscente Giulio Andreotti.

Dalla politica alla cronaca. Il 12 marzo, a Palermo: veniva ucciso dalla mafia Salvo Lima, deputato della Democrazia cristiana al Parlamento europeo, ex sindaco di Palermo e capo della locale corrente andreottiana. Un avvertimento che preludeva una delle piu gravi stragi mafiose d’Italia.

Il 23 maggio, una tonnellata di tritolo sventrava l’autostrada Palermo-Capaci. Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta venivano assassinati. Era la vendetta di Cosa Nostra per le condanne del Maxiprocesso. Iniziava la guerra tra la Mafia e lo Stato.

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