Senza emozioni

Sarà l’età che avanza, vado per i 35, sarà la profonda disillusione maturata nei confronti della politica, sta di fatto che non riesco proprio ad appassionarmi a questa campagna elettorale.

Ricordo il 1994, l’incertezza sulla vittoria e la paura di un trionfo di Berlusconi. Poi ci fu il 1996 e la grande speranza che l’Italia finalmente potesse cambiare. Arrivò il 2001 con la consapevolezza della sconfitta anche se la voglia di informarsi era comunque tanta. Il 2006 fu il momento della rivalsa, dell’ occasione per vincere seppur turbata da un sentimento di rabbia per una possibile (poi quasi realizzata) sconfitta al fotofinish. Nel 2008 si era certi di non poter vincere ma vi era anche la speranza (purtroppo rivelatasi vana) di un parlamento ingovernabile con annesso tramonto del berlusconismo.

Oggi, anno 2013, niente. Non provo niente.

Non c’è speranza, perchè chiunque vinca dovrà portare a termine i piani della UE con annessa diminuzione dei diritti e delle prospettive di vita per il futuro.

Non c’è entusiasmo, perchè qualora il CentroSinistra vinca dovrà comunque allearsi con i centristi e quindi vedrà annacquato ogni possibile provvedimento realmente progressista nel nome del Vaticano, di Confindustria e dei poteri forti che hanno sempre condizionato il Paese e che già sono abbastanza presenti nella stessa coalizione di Bersani.

Non c’è rabbia, perchè c’è poco da arrabbiarsi. L’Italia è in declino per colpa della classe politica ma anche di noi tutti che abbiamo contribuito a creare debito, ad accettare compromessi, ad essere ‘italiani’ nella peggiore accezione del termine.

Non c’è eccitazione, perche non ci sono nè condottieri nè leader in grado di riscaldare i cuori e nutrire l’anima. Di fronte a noi solo comici, imbonitori, grigi burocrati o uomini incapaci di comunicare alcuna emozione.

Ragionando meglio forse c’è spazio per un po’ di curiosità e di paura. Curiosità per la futura presenza di parlamentari del Movimento5Stelle; chissà cosa si inventeranno, se anche loro saranno logorati dalla politica magari passando di qua e di la a seconda delle convenienze.

Paura per un possibile successo di Berlusconi. In quel caso, eleggendo anche il Capo dello Stato e quindi i membri della Consulta, potrebbe davvero mettere la parola fine alla Seconda Repubblica, o meglio alla Repubblica democratica.

Buona elezione a tutti, sperando che almeno voi lettori troviate qualche motivo per essere convinti del voto.

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