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‘Che Sanremo che fa’, il Festival di Fazio: le pagelle

23 febbraio, 2014

sanremo-2014-con-franca-valeri

Fabio Fazio ha voluto organizzare un Sanremo ‘della bellezza’, questo il tema di fondo del Festival di quest’anno, declinato sotto varie forme. In realtà ne è venuto fuori un ‘Che Sanremo che fa’ . Un misto tra Che tempo che fa e Vieni via con me. Due trasmissioni storiche di Fazio, oramai un po’ datate e sopratutto leggermente fuori contesto rispetto al classico varietà musicale sanremese.

Gli ascolti sono stati bassi. In buona parte per la parziale ripetitività di Fazio, ha inciso anche la concomitanza delle partite di Champions ed Europa League. Poca politica, spazio a cantanti di nicchia, alla tv della memoria ed a canzoni deludenti. Qui di seguito le mie pagelle sul Festival.

4. I siparietti tra Fazio e Letizia Casta. Imbarazzanti, ho detto tutto.

4,5. Gli acuti di Antonella Ruggero ed i vestiti di Giusy Ferreri. I non udenti, nel primo caso, ed i non vedenti nel secondo hanno avuto di che gioire.

5 Ligabue che ‘canta’ in dialetto. Uno dei peggiori inizi di sempre per il Festival.

5 La Scenografia. Sanremo ci ha abituato a ben altre rappresentazione. Il Palazzo settecentesco in ‘ristrutturazione’ non rende e non crea un effetto scenografico degno di nota.

5. Rocco Hunt ed il dialetto. Non consono a Sanremo.

5,5 Fabio Fazio. Nessuna novità, il solito menù misto tra noia, leziosità e voglia di ‘educare’. Buono per Che tempo che fa. Insufficiente per uno spettacolo nazionalpopolare come Sanremo.

5,5 Le Canzoni. A parte Arisa, Rubino, Gualazzi e Perturbazioni, il nulla.

6 Omaggi agli artisti scomparsi. De Andrè, Jannacci, Abbado, Dalla. Forse sarebbe stato meglio concentrarli tutti in una volta sola.

6 Crozza. Anche lui risulta abbastanza scontato. Non potendo parlare molto di politica si è dedicato maggiormente a rappresentare la ‘bellezza italiana’. Poco riuscito.

6,5 Luciana Littizzetto. La ‘solita’ Lucianina. Già vista, a tratti convicente, a tratti ripetititva. Quest’anno avremmo voluto vedere qualcosa in più.

6,5 Raffaella Carrà e Renzo Arbore. Gli spazi dedicati all’anniversario dei 60 anni della Tv risultano i più simili ad un varietà classico, quindi buoni per Sanremo. Sorvolo sulle gemelle Kessler ed il solito ‘balletto’.

7 Cat Stevens, Damien Rice e Rufus. Cantanti di nicchia, per un Sanremo dai costi contenuti ma, almeno in questo caso, di alta qualità.

7 Perturbazioni. Belle tutte e due le canzoni, forse addirittura meglio quella eliminata nella prima serata.

7.5 Il flash mob. Gli ‘Shai Fishman and the a cappella all stars’, trenta giovani che sorprendono tutti rompendo all’improvviso la monotonia del Festival. Forse il momento migliore di tutte le cinque serate.

8 Franca Valeri. 94 anni, sfiancata da una malattia degenerativa eppure fresca, lucida, simpatica come una ventenne.

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