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Mondiali: finale Germania-Argentina, la storia

13 luglio, 2014

world-cup-final

Ci siamo, ultimo atto dei mondiali brasiliani. I verdeoro sono crollati anche nella finalina. 3-0 dall’Olanda, ottima terza. La Germania ha piegato gli olandesi in semifinale solo ai rigori ed ora si trova davanti l’Argentina di Messi, non il sopravvalutato Brasile. Sarà un’altra storia. La vedremo stasera.

I precedenti storici, le due finali:

Messico 1986, Argentina-Germania 3-2

29 giugno 1986, all’Estadio Azteca di Città del Messico: lì per la prima volta le due contendenti si sono giocate la Coppa del Mondo in una finale a dir poco elettrizzante. Doppio vantaggio dell’Albiceleste con Brown e Valdano, quindi pareggio della Germania con Rummenigge e Völler prima del goal decisivo di Burruchaga, lanciato a infilare Schumacher da un passaggio di Maradona, eletto miglior giocatore del torneo non solo per quella prodezza

Italia 1990, Germania-Argentina 1-0

questa volta è la Germania (appena riunita) a imporsi con un rigore di Brehme all’84°, fischiato dall’arbitro messicano Mendéz subito dopo aver ignorato nell’altra area un intervento più che sospetto su Dezotti

Le altre sfide recenti:

Germania 2006, con i padroni di casa che superano nei quarti la Seleccion per 4-2 dopo i calci di rigore. Dopo 120 minuti il match si era infatti chiuso sull’1-1, con vantaggio argentino al 49° con Ayala e pareggio tedesco all’80° di un certo… Klose. Altra curiosità che ci collega a Brasile 2014: all’indomani delle due decisive parate finali, l’allora portiere Lehmann dichiarò infatti di avere nascosto nei calzoncini un fogliettino pro-memoria proprio come quello estratto da Romero di fronte ai tiratori olandesi.Ultimo capitolo prima della nuova pagina della storia del calcio da scrivere domenica al Maracanà:

3 luglio 2010, quarti di finale in Sudafrica e netto 4-0 per la Germania con le marcature dell’ormai ritirato Friedrich, ma pure di Müller e (doppietta) dell’onnipresente Klose.

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“Realmente amorevole è solo quanto unisce, e quanto unisce è solo quanto sovrastando domina” ; "La fede è ordine e l'ordine è fede" ; “Grande uomo è colui che impone agli altri il suo proprio sogno....” (Pessoa) ; “Cosa mi pesa del fatto che nessuno legga ciò che scrivo? Mi-scrivo per distrarmi dal vivere, e mi-pubblico perché il gioco ha la seguente regola. Se domani si perdessero tutti i miei scritti, ne avrei pena certo, ma, credo bene, non una pena violenta e folle, come sarebbe da supporre, visto che così svanirebbe tutta la mia vita. Ma in fondo non è che come è per una madre che ha perso il figlio, la quale mesi dopo non solo vive ancora ma è anche ancora la stessa” (Pessoa)

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