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Gli Stati Nazionali: Spagna, nascita ascesa e declino di un impero

21 agosto, 2014

 

Il percorso storico sulla nascita dei Grandi Stati Nazionali, dopo aver trattato di Francia ed Inghilterra, si sposta in Spagna, altro Stato fondamentale nella storia Europea e Mondiale.

La storia della Spagna si può dividere in due periodi: 1) dominazione araba (711-1212), che dopo il 1212 riuscì a conservare solo il regno di Granata: il resto venne riconquistato dai cristiani di Spagna; 2) dominazione cristiana (1212-1492), in cui la Spagna presenta quattro regni: Navarra, Portogallo, Castiglia e Aragona.

Breve storia sino al 700 dc

Abitato sin da epoche remote, il territorio dell’attuale Spagna fu colonizzato nel 1° millennio a.C. dai Fenici, dai Celti, dai Greci e dai Cartaginesi. Fu quindi conquistato dai Romani nel 3°-2° secolo a.C. In parte cristianizzato sin dal 1° secolo d.C., esso fu invaso al principio del 5° secolo da varie popolazioni germaniche tra le quali emersero i Visigoti, che diedero vita a un vasto regnoromano-barbarico nella Penisola Iberica.

Dominio musulmano sulla penisola iberica

Nel 711 la Spagna fu conquistata da popolazioni arabe di religione musulmana provenienti dall’Africa del Nord. Nell’arco di pochi anni tali popolazioni posero fine al dominio dei Visigoti e conquistarono gran parte del territorio spagnolo, dando poi vita a una civiltà fiorente dal punto di vista economico e culturale.

conquista_islamica_spagna_800

Nel corso del tempo, tuttavia, la dominazione musulmana andò frammentandosi e indebolendosi, anche per l’offensiva dei potenti regni cristiani che si affermarono nella penisola, primi fra tutti la Castiglia e l’Aragona.

La dominazione cristiana (1212-1492), in cui la Spagna presenta quattro regni: Navarra, Portogallo, Castiglia e Aragona.

reconquistaLa reconquista cristiana e la fine del dominio musulmano

Il processo di reconquista cristiana della Spagna, che ebbe un momento decisivo nella sconfitta dei musulmani nella battaglia di Las Navas de Tolosa (1212), si concluse nel 1492 con la caduta del regno arabo di Granada.

1492: nasce la Spagna

A partire da quella data i due sovrani Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia, uniti in matrimonio dal 1469, unificarono il territorio spagnolo, dando vita a una moderna struttura statale e amministrativa. Sempre nell’anno 1492, a seguito della scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo, gli Spagnoli iniziarono a costruire un immenso impero coloniale nelle Americhe.

Spagna musulmana e Reconquista (cartina)

Ascesa di un impero mondiale

Nei decenni successivi la Spagna conobbe un periodo di splendore, alimentato soprattutto dai flussi di metalli preziosi provenienti dal Nuovo Mondo. Dopo l’ascesa al trono di Carlo I d’Asburgo (1516), divenuto poi – come Carlo V – imperatore del Sacro Romano Impero (1519), la Spagna diventò parte (fino al 1556) di una delle più grandi e potenti formazioni politiche dell’epoca, l’impero degli Asburgo. Negli stessi anni – gli anni della Riforma protestante – essa fu uno dei baluardi del cattolicesimo e, in seguito, della Controriforma, distinguendosi tra l’altro nella persecuzione e nella repressione di musulmani ed ebrei.

Gli anni degli Asburgo

Gli Asburgo furono la dinastia regnante in Spagna tra il Cinquecento e il Seicento. L’imperatore Carlo V (Carlo I di Spagna) ereditò, dai suoi antenati un enorme complesso territoriale senza paragone nella storia, che si estendeva dalle Filippine al Messico e dai Paesi Bassi al Stretto di Magellano. Oltre all’espansione oceanica e alla conquista di alcuni Stati, come il Ducato di Milano, fu il risultato dell’eredità di quattro casate: quella di Borgogna, Austria, Aragona e Castiglia. Gli Stati europei posti sotto la sovranità di Carlo V, sia nella penisola iberica che al di fuori di essa, mantennero generalmente le proprie libertà civiche e le proprie istituzioni parlamentari pur essendo strettamente vincolati fra di loro da una forma di fedeltà dinastica alla casa regnante degli Asburgo che solo le guerre di religione riuscirono temporaneamente ad intaccare.

Alla morte di Carlo V, allorquando l’eredità venne divisa tra il fratello Ferdinando e il figlio Filippo la casa degli Asburgo si divise si parla di due rami: uno principale, quello di Spagna, e uno cadetto, cui toccarono la dignità imperiale e i domini d’Austria.

Declino spagnolo

L’egemonia della Spagna, confermata dall’esito di una lunga serie di guerre contro la Francia nella penisola italiana (1494-1559), cominciò a entrare in crisi durante il regno di Filippo II (1556-98), che ereditò dal padre Carlo V la corona di Spagna, divenuta autonoma. Ebbe allora inizio una fase di declino, che divenne ancora più evidente nel 17° secolo. Lo dimostrarono, nonostante la temporanea annessione del Portogallo (1580-1640), la rivolta dei Paesi Bassi del 1566, la clamorosa sconfitta della flotta spagnola, l’Invencible Armada, a opera dell’Inghilterra nel 1588 e le molteplici guerre in cui la Spagna si trovò coinvolta nei decenni successivi, dalla guerra dei Trent’anni (1618-48) sino alla guerra di Successione spagnola (1701-14).

Tra le ragioni del declino spagnolo ebbe un peso decisivo la strutturale arretratezza del paese, che non riuscì a trarre dalle sue immense ricchezze coloniali l’impulso a una efficace modernizzazione economica e sociale, e che entrò in crisi quando i flussi di metalli preziosi provenienti dal Nuovo Mondo iniziarono a diminuire in modo consistente. Nello stesso senso agì il rigido tradizionalismo culturale, sociale e religioso delle classi dirigenti spagnole.

http://www.treccani.it/enciclopedia/storia-della-spagna_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/

http://www.homolaicus.com/storia/moderna/monarchie_nazionali/formazione_monarchie.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_Spagna

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“Realmente amorevole è solo quanto unisce, e quanto unisce è solo quanto sovrastando domina” ; "La fede è ordine e l'ordine è fede" ; “Grande uomo è colui che impone agli altri il suo proprio sogno....” (Pessoa) ; “Cosa mi pesa del fatto che nessuno legga ciò che scrivo? Mi-scrivo per distrarmi dal vivere, e mi-pubblico perché il gioco ha la seguente regola. Se domani si perdessero tutti i miei scritti, ne avrei pena certo, ma, credo bene, non una pena violenta e folle, come sarebbe da supporre, visto che così svanirebbe tutta la mia vita. Ma in fondo non è che come è per una madre che ha perso il figlio, la quale mesi dopo non solo vive ancora ma è anche ancora la stessa” (Pessoa)

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