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Stato Islamico, tra bombardamenti Usa e rischio attentati

28 settembre, 2014

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Mentre siamo al quarto ostaggio decapitato ed alcune nazioni, tra cui la Francia, sembrano aver sventato futuri attentati di matrice islamica, da qualche giorno gli Stati Uniti, assieme ai loro alleati, stanno bombardando le zone della Siria sotto il controllo dello Stato Islamico:

Nella notte tra lunedì 22 e martedì 23 settembre gli Stati Uniti e alcuni suoi alleati hanno compiuto i primi attacchi aerei contro lo Stato Islamico (IS) in Siria. Gli obiettivi più colpiti sono state alcune zone di confine tra Iraq e Siria, da diversi mesi sotto il controllo dell’IS, e la città siriana di Raqqa, considerata la capitale del Califfato islamico. È la prima volta dall’inizio della guerra civile siriana che gli Stati Uniti intervengono direttamente in Siria

La coalizione che sostiene gli attacchi è molto ampia. “Più di 40 Stati” annuncia Barack Obama. Tra di essi molte Nazioni del mondo Arabo, tra qui Iraq, Giordania, Arabia Saudita, Emirati Arabi. Anche l’Italia partecipa naturalmente:

Italia. Ha mandato 2,5 milioni di dollari in armi, tra cui mitragliatrici, granate e un milione di munizioni, oltre che aiuti umanitari. L’Italia non ha in programma di prendere parte agli attacchi aerei, ma ha offerto aiuto nel rifornimento degli aerei.

Ma chi c’è ‘dietro l’ISIS’? Come ha potuto prendere piede in così pochi mesi conquistando territori vasti di ben due Stati, Iraq e Siria?

Molti hanno cominciato a chiedersi anche “chi ci fosse dietro” all’IS, anche in modo un po’ cospirazionista, e quali fossero gli stati che gli hanno garantito appoggio finanziario; qualcuno ha anche sostenuto – in linea con le posizioni del governo iraniano – che dietro all’ascesa dell’IS ci fossero gli Stati Uniti. In realtà molte delle ipotesi circolate non sono state finora verificate da fonti credibili. Quello che si sa è che l’IS è un gruppo che si finanzia per la maggior parte con le risorse che ricava dal territorio che controlla, e in misura minore con donazioni private. A oggi non c’è alcuno stato del Medio Oriente che ne sostenga l’azione, almeno apertamente; e non lo fa nemmeno l’organizzazione terroristica più forte e conosciuta, al Qaida. L’IS ha sviluppato sistemi di finanziamento “autonomi” e innovativi, che gli hanno permesso di imporsi in alcune zone dell’Iraq e della Siria, due stati con dei governi che per diverse ragioni hanno perso il controllo del loro territorio.

C’è infine chi dice che gli attacchi Usa contro l’ISIS non stiano facendo altro che rafforzare ancor di più il potere degli estremisti del Califfato dando loro una impronta mondiale mentre prima erano solamente interessati al loro piccolo territorio tra Siria ed Iraq:

Molti hanno cominciato a chiedersi anche “chi ci fosse dietro” all’IS, anche in modo un po’ cospirazionista, e quali fossero gli stati che gli hanno garantito appoggio finanziario; qualcuno ha anche sostenuto – in linea con le posizioni del governo iraniano – che dietro all’ascesa dell’IS ci fossero gli Stati Uniti. In realtà molte delle ipotesi circolate non sono state finora verificate da fonti credibili. Quello che si sa è che l’IS è un gruppo che si finanzia per la maggior parte con le risorse che ricava dal territorio che controlla, e in misura minore con donazioni private. A oggi non c’è alcuno stato del Medio Oriente che ne sostenga l’azione, almeno apertamente; e non lo fa nemmeno l’organizzazione terroristica più forte e conosciuta, al Qaida. L’IS ha sviluppato sistemi di finanziamento “autonomi” e innovativi, che gli hanno permesso di imporsi in alcune zone dell’Iraq e della Siria, due stati con dei governi che per diverse ragioni hanno perso il controllo del loro territorio.

Qui di seguito i 4 Stati in cui è divisa, al momento, la Siria:

“Nella fotografia scattata alla fine dell’estate 2014 si stagliano quattro Sirie: una Siria sotto l’egemonia del regime della famiglia presidenziale degli Asad; un’altra dominata dai jihadisti dello Stato Islamico (Is); una terza in mano alle opposizioni armate; e una quarta controllata dalle milizie curde.

La Siria degli Asad incarna sempre più la dimensione urbana della Siria che fu: da sud a nord, con la retrovia costiera e montagnosa, le forze lealiste estendono la loro autorità da Dar‘å ad Aleppo, fino a Latakia e Tartus passando per Homs.

La Siria dei jihadisti venuti dall’Iraq e da ogni angolo del pianeta, invitando al jihåd decine di migliaia di siriani disperati, si inerpica lungo l’Eufrate e mette radici nella dimensione desertica della Siria storica.

La Siria ribelle tenta di resistere di fronte all’avanzata dello Stato Islamico e degli Asad ed è ancora espressione, come la Siria curda, della dimensione rurale della Siria moderna.”

Fonti:

http://www.ilpost.it/2014/09/14/minaccia-isis/

http://www.ilpost.it/2014/09/27/coalizione-isis-italia/

http://www.ilpost.it/2014/09/26/chi-finanzia-isis/

http://temi.repubblica.it/limes/le-quattro-sirie/66537?ref=fbpe

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