Foto: Paris


B60rcAdIEAA4pjxOggi, in onore della marcia repubblicana.

Nigeria, bimba kamikaze, una strage infinita


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Non solo Parigi, oggi:

un’esplosione a un affollato mercato di Maiduguri, capitale di Borno, uno stato del nord-est della Nigeria: nell’esplosione sono morte almeno venti persone, e molte altre sono rimaste ferite. Secondo quanto scrivono i principali siti di news internazionali – che citano testimoni oculari, fonti della polizia e testimoni all’ospedale di Maiduguri – a compiere l’attacco è stata una bambina di circa dieci anni.

Dieci anni, una bimba di dieci anni, in Nigeria, si è fatta esplodere in un mercato, uccidendo decine di persone. Probabilmente sempre Boko Haram ed il piano estremista per destabilizzare il Paese africano.

Nessun gruppo terrorista finora ha rivendicato l’attentato, ma tutti i giornalisti e gli esperti indicano come responsabile Boko Haram, il gruppo estremista islamico che vuole istituire un califfato in Nigeria. Da qualche mese Boko Haram ha iniziato a compiere attacchi suicidi fatti da donne: verso la fine dello scorso anno nello stesso mercato ci sono stati due attacchi compiuti da donne, che hanno ucciso decine di persone. La scorsa estate c’è stato un altro attacco suicida di una donna nella città di Kano. L’attacco di sabato, tuttavia, è stato probabilmente quello che ha coinvolto l’attentatrice più giovane di sempre.

Maiduguri si trova nella regione in cui Boko Haram sta cercando di rafforzare il suo potere: oltre allo stato di Borno, la regione comprende anche gli stati di Yobe e Adamawa. La scorsa settimana il gruppo ha attaccato Baga, una città a nord di Maiduguri. Passati diversi giorni dall’attentato, non è ancora chiaro quante persone siano state uccise: all’inizio si diceva 2000 morti.

L’attacco suicida di una bambina a un mercato in Nigeria

 

Si può (e si deve) evitare lo scontro di civiltà..


islam-europa-francia

Su Limes è stato pubblicato un articolo che mi vede abbastanza d’accordo, forse meno nella parte finale, ovvero sul  mitigare la satira per evitare scontri, ma globalmente è ciò che penso e di cui ho già scritto in passato. Vi invito a leggerlo. Uno stralcio:

“Fin dalle sue origini, l’Islam è stato attraversato ciclicamente da ondate di integralismo e di intolleranza, cui si sono alternate stagioni di grande apertura. Basti pensare ai kharigiti del primo secolo islamico che combattevano per un’ideologia purista e integralista.

Di converso, lo Stato islamico medievale, in alcune sue fasi, fu flessibile e tollerante. Cosa dire del sufismo che un tempo ispirava i musulmani alla pacifica convivenza? Una duttilità che si manifestò, peraltro, anche nel Novecento (almeno fino agli anni Settanta) quando in Medio Oriente le donne erano libere, ad esempio, di circolare senza il velo. Ecco perché oggi è indispensabile il contributo di musulmani che sappiano vincere le spinte intransigenti che si alimentano di un pensiero mitologico acritico, imposto mediante il monopolio culturale”

“In questi anni, i paesi occidentali hanno fatto poco o niente per aiutare la società civile musulmana a uscire dall’immobilismo e sostenere politicamente e finanziariamente l’intellighenzia islamica moderata. Una sfida che, visti i tempi, deve vedere in prima fila chi fa informazione raccontando la verità dei fatti, andando al di là di ogni genere di manicheismo”

Ed in effetti, anche io quattro anni fa scrivevo:

[…]”Cinquanta anni fa mangiavamo Kebab? usavamo la Kefiah per vestirci?”
[…]in una fase storica di declino della ‘civiltà europea ed occidentale’ non possiamo arroccarci in difesa, isolandoci dal mondo. Dovremmo cercare di favorire una integrazione lenta, costante ma omogenea, in modo tale che tra qualche secolo, quando ciò che oggi ci circonda sarà solo un lontano ricordo, nel nostro Continente avremo una Civiltà nuova frutto di un miscuglio di razze e culture precedenti. Maggiore sarà la somiglianza di tali culture, maggiormente indolore sarà il processo di mescolanza ed unione. […]

sarebbe utile aiutare i popoli arabi a modificare le loro culture in senso occidentale, ovvero incrementando le libertà civili e sociali. Come fare? Non certamente con le ‘bombe’ e nemmeno pagando i vari dittatori locali per ‘tenere buoni’ i loro popoli.

No, le vere ‘bombe’ devono essere rappresentate dai new media, dalle ‘parabole’ delle tv, da internet. Usare tali mezzi per far capire loro quanto sia bella la libertà di espressione, di pensiero, di opinione, di costume. Aiutarli ad affrancarsi dalla religione, favorendo la loro emancipazione culturale.[…]

http://temi.repubblica.it/limes/come-evitare-lo-scontro-di-civilta-dopo-la-strage-di-parigi/67596
https://candidonews.wordpress.com/2011/04/10/leuropa-il-futuro-nuove-culture-e-solite-paure/