#HouseOfCards, #Fargo e #TheAffair trionfano ai #GoldenGlobes


Press Room - 72nd Golden Globe Awards

Kevin Spacey per House of Cards e The Affair. I trionfatori dei Golden Globes per le serie TV. Da segnalare anche la vittoria di Johane Frogat per Downton Abbey, Miniserie vittoriosa è Fargo.

Sul fronte Cinema vincono Boyhood  e The Grand Budapest Hotel. Boyhood premiato anche con Richard Linklater, miglior regia e Patricia Arquette, migliore attrice non protagonista 

Film e Telefilm in gara, in grassetto i premiati.

Miglior Miniserie o Film Tv
Fargo
The Missing
True Detective
The Normal Heart
Olive Kitteridge

Miglior Serie Commedia o musicale
Girls
Jane the Virgin
Orange Is the New Black
Silicon Valley
Transparent

Miglior serie Tv drammatica
Downton Abbey
The Affair
Game of Thrones
The Good Wife
House of Cards

Miglior attrice – serie TV Drammatica
Claire Danes – Homeland
Viola Davis – How to Get Away with Murder
Julianna Margulies – The Good Wife
Ruth Wilson – The Affair
Robin Wright – House of Cards

Miglio attore – serie TV Drammatica
Clive Owen- The Knick
Liev Schreiber- Ray Donovan
Kevin Spacey- House of Cards
James Spader- The Blacklist
Dominic West- The Affair

Miglior canzone originale
Big Eyes – Big Eyes (Lana Del Ray)
Glory – Selma (John Legend, COmmon)
Mercy Is – Noah (Patty SMith, Lenny kaye)
Opportunity – Annie
Yellow Flicker Beat – Hunger Games, Mockingjy Pt 1 (Lorde)

Miglior colonna sonora
Alexandre Desplat – Imitation Game
Yohan Yohanson – Theory of Everything
Trent Reznor – Gone Girl
Antonio Sanchez – Birdman
Hans Zimmer – Interstellar

Miglior attore non protagonista in una serie, mini-serie, o di un film tv
Matt Bomer- The Normal Heart
Alan Cumming-  The Good Wife
Colin Hanks – Fargo
Bill Murray- Olive Kitteridge
Jon Voight- Ray Donovan

Miglior attrice non protagonista di una serie, mini-serie, o di un film Tv
Uzo Aduba – Orange Is the New Black
Kathy Bates – American Horror Story: Freak Show
Johane Frogat – Downton Abbey
ALlison Janney – Mom
Michelle Monaghan – True Detective

Migliore attrice in una serie Tv commedia
Lena Dunham – Girls
Edie Falco – Nurse Jackie
Gina Rodriguez – Jane the Virgin
Julia Louis Dreyfuss – Veep
Taylor Schilling – Orange Is the New Black

Miglior Attore in una serie Tv Commedia
Don Cheadle – House of Lies
Ricky Gervais – Derek
Jeffrey Tambor – Transparent
Louis C.K. – Louie
William H. Macy – Shameless

Miglior attore in una mini-serie o film Tv
Martin Freeman – Fargo
Woody Harrelson- True Detective
Matthew McConaughey – True Detective
Mark Ruffalo- The Normal Heart
Billy Bob ThorntonFargo

Miglior attrice in una mini-serie o film Tv
Maggie Gyllenhaal- The Honorable Woman
Jessica Lange- American Horror Story: Freak Show
Frances McDormand- Olive Kitteridge
Frances O’Connor- The Missing
Allison Tolman- Fargo

Miglior film drammatico
Boyhood

Foxcatcher
The Imitation Game
Selma
The Theory of Everything

Miglior commedia o musical
Birdman
The Grand Budapest Hotel
Into the Woods
Pride
St. Vincent

Miglior attore drammatico
Steve Carell – Foxcatcher
Benedict Cumberbatch – The Imitation Game
Jake Gyllenhaal – Nightcrawler
David Oyelowo – Selma
Eddie Redmayne – The Theory of Everything

Miglior attrice drammatica
Jennifer Aniston – Cake
Felicity Jones – The Theory of Everything
Julianne Moore – Still Alice
Rosamund Pike – Gone Girl
Reese Witherspoon – Wild

Miglior attore – Commedia o Musicale
Ralph Fiennes – Grand Budapest Hotel
Michael Keaton – Birdman
Bill Murray – St. Vincent
Joaquin Phoenix – Inherent Vice
Christoph Waltz – Big Eyes

Miglior attrice – Commedia o Musicale
Amy Adams – Big Eyes
Emily Blunt – Into the Woods
Helen Mirren – The Hundred Foot Journey
Julianne Moore – Maps to the Stars
Quvenzhané Wallis – Annie

Miglior regista
Wes Anderson – Grand Budapest Hotel
David Fincher – Gone Girl
Ava Duvernay – Selma
Alejandro Gonzalez Innaritu – Birdman
Richard Linklater – Boyhood

Migliore attrice non protagonista
Patricia Arquette – Boyhood
Jessica Chastain – A Most Violent Year
Keira Knightley – The Imitation Game
Emma Stone – Birdman
Meryl Streep – Into the Woods

Miglior attore non protagonista
Robert Duvall – The Judge
Ethan Hawke – Boyhood
Edward Norton – Birdman
Mark Ruffalo – Foxcatcher
J.K. Simmons – Whiplash

Miglior film animato
Big Hero 6
The Book of Life
Boxtrolls
How to Train Your Dragon 2
The Lego Movie

http://www.bestmovie.it/news/golden-globes-2015-i-vincitori-della-72esima-edizione-grande-serata-per-boyhood-e-the-affair/344724/

I Presidenti: Giuseppe Saragat (1964-1971), la ‘Sinistra’ arriva al Colle!


Giuseppe Saragat
(1898-1988)

Presidente dal 1964 al 1972

Giuseppe_Saragat

Gente come te e come me, al Quirinale, se c’è una sommossa di destra, spara: se ce n’e una di sinistra, si spara.

Questa frase di Giuseppe Saragat, detta durante un colloquio con il leader socialista Pietro Nenni, fa capire quale sia l’estrazione politica del nuovo Capo dello Stato.

Laureato in Scienze Economiche e Commerciali, nel 1922 aderisce al Partito Socialista più che per convinzione ideologica per vicinanza alle classi economiche deboli e per rivalsa contro i ‘figli di papà’, come sostenne egli stesso.

Torinese, 67 anni, figlio di immigrati sardi, socialista riformista turatiano fin dal 1922, esiliato in Svizzera, Austria e Francia durante il fascismo, rientrato e arrestato dai nazisti nel 1943, presidente della Costituente nel 1946, ha avuto il coraggio di opporsi al fronte socialcomunista e a promuovere nel 1947 la scissione del Psi a Palazzo Barberini, appoggiando l’adesione dell’Italia alla Nato e al Piano Marshall.

Ma come si arrivò alla elezione del ‘socialfascista’ Saragat, così come veniva etichettato dai comunisti dal giorno della scissione socialdemocratica del 1947? Le posizioni strategiche, al momento delle dimissioni dell’infermo Antonio Segni, erano le seguenti.

La DC aveva pensato a Giovanni Leone, ex Presidente del Consiglio ed esponente della parte conservatrice del partito. La Sinistra socialista, socialdemocratica e repubblicana propose invece Giuseppe Saragat, già in corsa per l’elezione del 1962. Saragat era gradito anche all’ala ‘destra’ del PCI, capitanata da Giorgio Amendola.

Iniziate le votazioni per l’elezione, si capì subito che la candidatura Leone avrebbe avuto difficoltà. I franchi tiratori provenienti dalla ‘sinistra dc’ di Fanfani e Donat Cattin fecero mancare i numeri. Dopo quindici scrutini e l’interessamento ‘disperato’ del Vaticano, non ascoltato dai ‘sabotatori’, Giovanni Leone decise di sottrarsi al ‘supplizio cinese’ da lui stesso così definito e si ritirò dalla corsa al Quirinale.

Mentre le Sinistre sostenevano il candidato di bandiera Pietro Nenni, lo scontro era ancora una volta tutto interno alla DC. Destra contro Sinistra armate:

Nella notte, all’ennesima riunione di partito, volano parole grosse: da una parte i fanfaniani e forzanovisti di Donat-Cattin, che puntano a un’intesa con le sinistre; dall’altra i centristi di Scelba e la destra di Andreotti, che si oppongono a ogni cedimento verso i comunisti. La battaglia si chiude con un fumoso documento che pare orientato verso Saragat, ma non lo nomina mai, e men che meno indica la maggioranza che lo dovrà sostenere.

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Alla fine, grazie al lavoro del segretario PDSI Tanassi, alle convergenze non ufficiali di PCI e DC e grazie alla dichiarazione ‘capolavoro’ dello stesso Saragat (“Ho posto per la seconda volta la mia candidatura a presidente della Repubblica e mi auguro che sul mio nome vi sia la confluenza dei voti di tutti i partiti democratici e antifascisti) l’elezione è cosa fatta. Al 21esimo scrutinio, con 646 preferenze, votato da tutti i partiti tranne liberali e missini, Giuseppe Saragat venne eletto quinto Presidente della Repubblica. Il Time commentò : “Hanno scelto l’uomo migliore nel peggiore dei modi”

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Fedele alla sua dichiarazione ‘antifascista’ pre elezione, la Presidenza Saragat fu caratterizzata dalla valorizzazione della Resistenza, come elemento fondante della Repubblica. Egli cercò anche di favorire l’alleanza tra le sinistre socialiste e la Democrazia Cristiana ed appoggiò, fallendo, il tentativo di riunificazione tra PSI e PSDI.

Fedele all’alleanza occidentale, non risparmiò critiche agli Stati Uniti per “questa guerra del Vietnam che dura troppo a lungo e che dovete chiudere” , male accolta dalla Presidenza JohnsonSul fronte interno dovette poi affrontare il ‘Sessantotto’, l’inizio della strategia della tensione con attentati, morti e feriti.

Si dirà che, nei giorni burrascosi della contestazione e degli scontri di piazza , Saragat accarezzasse addirittura il proposito di improvvisarsi come “il De Gaulle italiano” con un pronunciamento per la Repubblica presidenziale, sul modello appena adottato in Francia dal generale suo idolo. Ma che i consiglieri l’avessero convinto a soprassedere

Grazie a Giuseppe Saragat il discorso di fine anno assunse  il significato del ‘bilancio annuale’ della stagione politica.

Le statistiche della Presidenza Saragat:

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Morì a Roma nel 1988. L’Unità, come estremo e forse tardivo riconoscimento, titolò “Oggi è morto un compagno!”

Fonti:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/13/quirinale-11-presidenti-saragat-chiamavano-barbera-voleva/561855/
http://www.polisblog.it/post/75691/i-presidenti-della-repubblica-giuseppe-saragat
http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/saragat.htm
Statistiche tratte da Repubblica.it