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Storia: il Governo Tambroni ed il CentroSinistra

22 aprile, 2015

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Per capire meglio le vicende storiche del nostro Paese credo sia opportuno andare a riprendere alcuni eventi politici che hanno caratterizzato la Prima Repubblica. Ho scelto di cominciare con la nascita del Centrosinistra. Questa forma di governo nacque a cavallo tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60.

i protagonisti di quel periodo. Da sinistra Amintore Fanfani, il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, Fernando Tambroni

I protagonisti di quel periodo. Da sinistra Amintore Fanfani, il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, Fernando Tambroni

I principali attori che portarono a tale scenario furono cinque. Giovanni Gronchi, Presidente della Repubblica dal 1955. Amintore Fanfani, segretario della Dc dal 1954. Fernando Tambroni, Ministro dell’Interno dal 1955 ed Arturo Michelini, segretario del Movimento Sociale Italiano. Senza contare Aldo Moro, esponente di primo piano della Democrazia Cristiana.

Anno 1958. L’Italia era governata da undici anni da una coalizione ‘centrista’ incentrata sulla Democrazia Cristiana. Dal 1947, anno di uscita di PCI e PSI dai governi di unità nazionale, la DC aveva varato diversi esecutivi all’insegna di una politica di centro. Dopo le elezioni del ’58, anche grazie alla ‘spinta’ data dal Capo dello Stato Gronchi, il partito di maggioranza relativa cerca nuove forme di governo.

Il 1° luglio 1958 nacque così un esecutivo presieduto da Amintore Fanfani e costituito da una alleanza DC-PSDI. Sulla carta il primo governo di ‘Centrosinistra’, in realtà la prima esperienza di tale formula si verificherà due anni più tardi. La Camera si esprime con 295 sì, 287 no e 9 astenuti. Fanfani però conserva anche la segreteria DC e questo, unito alla possibilità di allargare il consenso al PSI, agita molto le varie correnti della Democrazia Cristiana.

Per Fanfani infatti non sarà vita facile. Il suo partito continuerà ad osteggiare il segretario. Ad ottobre, in Sicilia, viene eletto Presidente della Regione un democristiano non indicato dal Premier. A dicembre il Governo viene battuto sulla tassa del gas liquido per auto e sulla soprattassa per la benzina; poi ancora sulla legge che liberalizza i mercati all’ingrosso. Si apre la crisi, che coinvolge l’esecutivo ma tutta la Dc più in generale. Infine a gennaio 1959, per via di contrati con il Presidente del Consiglio relativi alla legge sul Codice della Strada, si dimette il Ministro dei Trasporti, esponente del suo stesso partito. E’ la fine. Fanfani è costretto alle dimissioni, defenestrato dalla stessa DC. Lascia anche la segreteria del partito.

Mentre Aldo Moro diviene nuovo segretario DC, Antonio Segni succede a Fanfani a Palazzo Chigi. Il suo governo ottiene anche l’appoggio, seppur non determinante, del MSI. Il Movimento Sociale Italiano, nato nel 1946, in quel momento governa in molte giunte del Centro-Sud, tra le quali Napoli, Catania, Bari e Pescara. Il tutto grazie alla politica ‘conservatrice’ del segretario Arturo Michelini. Alla sua corrente ‘governista’ e filoborghese si opponeva Giorgio Almirante, esponente della parte più ‘sociale’ del MSI, quella legata alla Repubblica di Salò.

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Quando il governo Segni cade, per via della possibilità di aprire ad un appoggio socialista, Gronchi vara un Governo ‘del Presidente’ mettendone alla testa un suo fedelissimo. Fernando Tambroni, già Ministro dell’Interno in precedenti esecutivi ed esponente della ‘sinistra’ democristiana.

Tambroni, nelle intenzioni del Capo dello Stato, doveva presentarsi alle Camere per iniziare un cammino che avrebbe dovuto portare ad una virata a Sinistra, con un appoggio esterno del PSI di Pietro Nenni. Ebbene, accadde il contrario.

Nel marzo 1960 il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi assegna a Tambroni l’incarico di formare un governo. Questi, esponente della sinistra democristiana e già ministro degli Interni, avrebbe dovuto guidare un governo di transizione verso una maggioranza di centrosinistra.
Tuttavia, il discorso con il quale, il 6 aprile, Tambroni si presenta alle Camere per chiedere la fiducia, è tutt’altro che ispirato alle indicazioni di Gronchi e della segreteria DC: non compare infatti alcun riferimento all’apertura ai socialisti, viene espresso un indirizzo politico ispirato al binomio “legge e ordine”, e non viene fatto cenno del carattere transitorio del governo. In questo modo Tambroni riesce a ottenere la fiducia per la prima volta grazie ai 24 voti del Movimento Sociale Italiano, determinando uno spostamento a destra degli equilibri politici e favorendo il tentativo del partito neofascista di uscire dall’isolamento in cui fin dalla sua nascita era stato relegato.

E’ la svolta. Quel che doveva essere un governo di transizione verso il CentroSinistra diviene un esecutivo di Centro-Destra appoggiato in modo determinante dai neofascisti. A Sinistra è la rivolta. Ed anche la DC non approva quel tipo di alleanza. Tanto da costringere Tambroni alle dimissioni, prima di passare in Senato. Si tenta con un nuovo esecutivo ma alla fine l’ex ministro dell’Interno ottiene la fiducia anche di Palazzo Madama.

Il 21 marzo il governo monocolore democristiano proposto da Tambroni ottenne la fiducia della Camera, per soli tre voti di scarto (300 sì e 297 no), con il determinante appoggio dei deputati missini. La circostanza causò l’abbandono dei ministri appartenenti alla sinistra della DC Bo, Pastore e Sullo.

L’11 aprile, dietro esplicito invito del proprio partito, il governo rassegnò le dimissioni che furono respinte dal presidente Giovanni Gronchi, anzi ricevendo l’invito a presentarsi al Senato per completare la procedura del voto di fiducia.

Il 29 aprile, sempre con l’appoggio dei missini e con pochi voti di scarto (128 sì e 110 no), il governo Tambroni ottenne la fiducia del Senato.

Il governo viene osteggiato da molti, all’interno del Parlamento e nell’intero Paese. Tambroni va avanti per la sua strada e concede al MSI , quasi come ‘baratto’ per l’appoggio in Parlamento, la possibilità di celebrare il proprio Congresso a Genova. Medaglia d’oro per la Resistenza al nazi-fascismo, la città insorge.

Poche settimane dopo, infatti, la vera spallata al progetto di Tambroni proviene dal moto di protesta popolare. Tutto parte da Genova, dove il governo ha autorizzato lo svolgimento del congresso nazionale dell’MSI. Di fronte al tentativo dei neofascisti di tenere il loro congresso nella città medaglia d’oro della Resistenza, il 30 giugno la popolazione scende in piazza; scoppiano violenti scontri fra manifestanti e forze dell’ordine che si protraggono per quattro giorni. Di fronte alla dura reazione della polizia le manifestazioni si allargano ad altre città, provocando numerosi morti.

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I morti negli scontri e le successive polemiche si uniscono al coro di proteste contro l’esecutivo. Il Premier cerca di respingere in ogni modo le critiche ma, quando anche la stessa DC lo sfiducia, è costretto a capitolare. il 19 luglio Tambroni dà le dimissioni.

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Il 5 agosto 1960 giura il nuovo Governo di Amintore Fanfani, formato da DC, PSDI e PRI e con l’astensione del PSI. E’ la nascita del primo CentroSinistra, che si concretizzerà con importanti provvedimenti come la nazionalizzazione dell’energia elettrica, l’aumento del 30% delle pensioni, l’avviamento di un’imponente opera di urbanizzazione del Paese, l’eliminazione della censura sulle opere liriche e di prosa. L’appoggio esterno del PSI durerà sino al 1963, quando con Aldo Moro, i socialisti entreranno a pieno titolo del Governo, rimanendoci, tranne qualche breve interruzione, sino al 1994.

Fonti:

http://www.treccani.it/scuola/lezioni/in_aula/storia/governo_tambroni/di_maggio.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Governo_Tambroni

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