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Migranti, un fenomeno dalle proporzioni storiche

6 settembre, 2015
Hundreds of migrants cross the river Danube in Budapest, Friday Sept, 4, 2015, after they decided to walk toward Austria. Thousands have been camped out at Budapest's Keleti train station for days, before they decided to try and reach their destination on foot. (AP Photo/Bela Szandelszky)

Hundreds of migrants cross the river Danube in Budapest, Friday Sept, 4, 2015, after they decided to walk toward Austria. Thousands have been camped out at Budapest’s Keleti train station for days, before they decided to try and reach their destination on foot. (AP Photo/Bela Szandelszky)

In questi giorni ho visto migranti marchiati sulla pelle con il numero del proprio treno.

Ho visto immagini di persone disperate, respinte alla frontiera dall’esercito, costrette quasi a lanciare i propri figli oltre gli sbarramenti, per salvare almeno loro.

Ho visto migranti camminare a piedi, per 180 chilometri. Da Budapest all’Austria. Neanche fosse il MedioEvo.

Ho visto foto di persone morte asfissiate, accatastate in un camion come fossero abiti vecchi da buttare.

Ho visto foto di cadaveri affogati in mare, per giungere sulle coste europee.

Poi ho visto quella. La fotografia più straziante. Un bimbo riverso sulla spiaggia, con indosso i suoi vestitini. Sembrava dormire. Ed invece no. Non c’era più. Quello era solo il suo corpicino, trasportato dell’acqua a riva.

Ciò che sta accadendo a ridosso delle frontiere dell’Europa è un avvenimento senza precedenti. Un evento che si studierà tra alcuni decenni sui libri di Storia. 4 milioni di siriani sono fuggiti dal loro Paese ed altri stanno scappando. Ma non solo loro. Libici, abitanti dell’Africa subsahariana ed altri continuano a riversarsi nel nostro continente. Non per tentare la fortuna. Per sfuggire alla morte ed alla persecuzione.

E non saranno certo i muri dell’Ungheria o le ruspe di Salvini a fermarli. In un momento storico che ricorda, per certi versi, altri periodi bui della nostra Storia, l’Europa è chiamata a grandi responsabilità. Politiche, per cercare di trovare un modo per stabilizzare quei territori ed evitare esodi biblici. Morali e Civili, dando accoglienza a chi scappa dalla morte.

La decisioni di questi mesi ricadranno su tutti noi nei prossimi decenni. Se non saremo pronti, verremo travolti. In tutti i sensi.

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3 commenti leave one →
  1. 6 settembre, 2015 2:31 pm

    Possiamo anche Noi avere paura di questo esodo? Ma c’è posto per tutti? Questo me lo chiedo. Bea

  2. 6 settembre, 2015 2:40 pm

    Sarà colpa di qualcuno?
    C’è ancora il Tribunale dell’Aia?
    Quarc

  3. candidonews permalink*
    6 settembre, 2015 2:46 pm

    Hai ragione Bea. Dobbiamo interrogarci sul problema. Per questo l’Europa ha il dovere di promuovere azioni concrete per evitare un esodo ancora più grande. Anche perché l’arrivo di tutti questi migranti risveglierà sicuramente i venti di razzismo presenti già ampiamente in molte Nazioni.

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