Skip to content

Storia italiana: Fanfani, Moro, Segni e la nascita del Centro-Sinistra (1963-1976)

4 giugno, 2016

centrosinistra copia

Nell’articolo iniziale sulla Storia della Prima Repubblica avevamo trattato il periodo tra il 1958 ed il 1963, corrispondente alla III Legislatura parlamentare e che vide passare gradualmente il governo italiano dal Centrismo ‘degasperiano’ al CentroSinistra, allargando la compagine di governo al Partito Socialista Italiano di Pietro Nenni. Oggi diamo una occhiata all’intera stagione del CentroSinistra in Italia, che va dall’ingresso organico del PSI negli esecutivi (1963) alla fine della stagione politica, conclusa nel 1976.

Antefatto. I Governi Fanfani (1960-1963)

Un primo appoggio esterno dei socialisti fu dato ai Governi di Amintore Fanfani, tra il 1960 ed il 1963. Governi importanti per i numerosi provvedimenti varati. Il terzo governo Fanfani (1960-1962), dopo gli scontri di piazza avvenuti durante l’esecutivo precedente di Fernando Tambroni, ottenne la fiducia grazie alla astensione dei socialisti. Si dibattè a lungo se fosse arrivato o meno il momento di un ingresso a pieno titolo del PSI nel governo. Nel frattempo il Presidente del Consiglio ottenne l’appoggio degli Stati Uniti alla nascita del ‘Centrosinistra’, Kennedy infatti non si dichiarò contrario a patto che il PSI ‘rinunciasse al legame con l’Unione Sovietica’. Il segretario DC Aldo Moro pose le basi per avere il consenso da parte del suo partito. La DC, con l’80% dei voti, diede il via libera alla alleanza. Nel febbraio 1962 Fanfani si dimise e varò un nuovo governo. I Socialisti erano ancora fuori, si astennero durante la fiducia ma in realtà il IV Governo Fanfani, in carica per 485 giorni dal febbraio ’62 al giugno ’63 fu, di fatto, il primo governo di CentroSinistra d’Italia. Lo fu nei provvedimenti più che nella compagine governativa. Nessun ministro Socialista ma leggi ‘di Sinistra’. Durante il mandato di questo esecutivo infatti vennero varate riforme importanti, in senso progressista (fonte wikipedia) :

  • 23 marzo 1962. Aumento delle pensioni: un +30% che porta le pensioni medie a circa centomila lire l’anno.

    13 aprile 1962. Viene eliminata la censura sulle opere liriche e di prosa. Rimane su quelle cinematografiche, sui varietà e su quelle televisive.

    14 luglio 1962. Si avvia un‘imponente opera di urbanizzazione del Paese, tramite l’esproprio generale di terre ai Comuni.

    27 novembre 1962. Viene approvata alla Camera la nazionalizzazione dell’energia elettrica.

    31 dicembre 1962. Viene istituita la scuola media unica ed elevato l’obbligo scolastico a 14 anni di età.

    1º febbraio 1963. Viene ridotta la leva militare: da 18 mesi a 15 mesi.

Elezione di Segni a Capo dello Stato (maggio 1962)

La politica però è fatta di compromessi e proprio per far ‘accettare’ all’ala destra della Democrazia cristiana una formula di governo che vedesse coinvolti i socialisti, Fanfani e Moro, ovvero Presidente del Consiglio e Segretario democristiano, dovettero ‘concedere’ la Presidenza della Repubblica ad un rappresentante della destra, ovvero l’allora Ministro degli Esteri (ed ex Premier) Antonio Segni.  Non fu una impresa facile. Tra il Capo dello Stato uscente, il democristiano di sinistra Giovanni Gronchi, che provò a ricandidarsi, ed altri nomi ‘di disturbo’ votati da parte della Sinistra DC, si arrivò al nono scrutinio ma alla fine Segni fu eletto, anche grazie al sostegno di missini e monarchici. Una elezione sul filo, con il solo 51,9% dei consensi in aula.

2 maggio 1962. Alle elezioni per il Presidente della Repubblica, viene eletto Antonio Segni, col supporto del correntone democristiano, del Msi e dei monarchici.

Segni, moderato e conservatore, avrebbe dovuto essere un Presidente di garanzia per l’avvio del CentroSinistra organico con la partecipazione al governo del PSI. Ma non fu proprio così.

Elezioni 1963

A febbraio del 1963 si concluse la III legislatura ed il 28 aprile si svolsero le consultazioni. Le elezioni politiche videro un calo di 4 punti della DC, passata dal 42 al 38%, probabilmente raccolti in gran parte dal Partito Liberale, che raddoppiò i voti dal 3,5 al 7%, fortemente contrario ad un accordo con i socialisti. Il PCI guadagnò 2,5 punti attestandosi al 25%, stabile il PSI al 13,8%.

Moro e Nenni provarono ad accordarsi per la nascita del Governo ma la corrente di Sinistra dei socialisti, guidata da Lombardi, si oppose al programma contrattato dai due leader e l’accordo di governo sfumò, posticipando il tutto a dicembre ’63. Nei sei mesi successivi si cercò la formula giusta per varare il CentroSinistra. In questo periodo il Governo venne retto da Giovanni Leone, a guida di un monocolore DC, il cosiddetto governo ‘balneare’ che si reggeva sulle astensioni. “ La fiducia ebbe questa votazione: (255 sì, 225 no, ma ben 119 astensioni da Psi, Psdi, Pri ed altri)”

Al 35° congresso del PSI Lombardi e Nenni ricomposero le loro differenze così che il PSI, di strettissima maggioranza, approvò la mozione di partecipazione ad un governo presieduto da Moro.

moro nenni

Il Primo Governo Moro (dicembre 1963- giugno 1964)

Il 4 dicembre nacque il governo Moro con la partecipazione diretta dei socialisti, che tornano al governo dopo diciassette anni. A Pietro Nenni va la vicepresidenza del Consiglio. Il socialista Antonio Giolitti fu messo al Bilancio mentre Lombardi rifiutò incarichi ministeriali. Inizia così il centro-sinistra: una fase fondamentale della storia d’Italia. Nel programma concordato, vi sono: l’adozione della programmazione economica, l’istituzione delle regioni, le riforme per la scuola e quelle per l’urbanistica e per l’agricoltura.

Il PSI pagò caro l’ingresso nell’esecutivo. Al momento di porre la fiducia, infatti, alcuni parlamentari socialisti manifestano il loro disaccordo (25 deputati e 13 senatori escono dall’aula) e fondarono il nuovo Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP).

Il Governo Moro durò solo sette mesi. Le tensioni interne tra i due partiti principali aumentarono, il quadro economico critico si scontrava con le ‘riforme costose’ previste dal programma dell’esecutivo, l’asse ‘conservatrice’ tra Ministro del Tesoro Colombo ed il Governatore di Bankitalia Carli ‘contro’ il Ministro del Bilancio socialista Giolitti, la riforma urbanistica concordata dai Socialisti che prevedeva espropri e regolamentazioni dell’edilizia per far fronte alla crescita incontrollata degli anni del ‘boom’, lo scontro sull’istruzione privata:

rumor

Proprio su quest’ultimo provvedimento Moro fu messo in minoranza e cadde: (da wikipedia)

  • 27 maggio 1964. I provvedimenti governativi suscitano la crisi: il ministro socialista del Bilancio, Antonio Giolitti, dice di non essere d’accordo e di prevedere un aggravamento della situazione; anche il collega democristiano del Tesoro, Emilio Colombo, afferma di prevedere un collasso dell’economia a causa dell’eccessivo aumento dei salari rispetto al reddito. Pochi giorni dopo, ad avallare questa situazione è il governatore della Banca d’Italia, Guido Carli, il quale afferma che a pagarne le conseguenze sarebbe stato l’intero sistema produttivo.

  • 25 giugno 1964. Il governo cade su un provvedimento che riguarda l’istruzione privata. Solo 7 voti di scarto determinano il rifiuto del progetto governativo di assegnare fondi per 149 milioni di lire (una cifra irrisoria, ma gli oppositori la prendono come questione di principio). Nel calderone ci sono anche la tassa sulle automobili, l’aumento della benzina e soprattutto il nuovo piano urbanistico pensato dal ministro socialista Giovanni Pieraccini.

  • 26 giugno 1964. Lo scontro è infuocato: socialisti, socialdemocratici, repubblicani, ma anche una parte della stessa Dc non sostengono i provvedimenti. Il governo non può più stare in piedi e Moro si dimette.

de lorenzo espresso

Cade il Moro I, Segni ed il Piano Solo (giugno-luglio 1964)

Nei mesi precedenti e nei giorni successivi alla crisi di Governo, al Quirinale il Presidente Segni, che mal vedeva le continue richieste socialiste e la possibilità di una linea politica governativa sempre più progressista, cercò delle soluzioni alternative. Anche altri settori dello Stato non vedevano di buon occhio la prosecuzione dell’esperienza di CentroSinistra. Tra questi il Capo dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni De Lorenzo. Egli progettò un Piano di intervento armato. Il cosiddetto Piano Solo.

Il progetto si proponeva di assicurare all’Arma dei Carabinieri (il cui comandante generale era al tempo il generale Giovanni De Lorenzo) il controllo militare dello Stato per mezzo dell’occupazione dei cosiddetti «centri nevralgici» e, soprattutto, prevedeva un progetto di «enucleazione», cioè il prelevamento e il conseguente rapido allontanamento di 731 persone considerate pericolose del mondo della politica e del sindacato

 

Il Presidente della Repubblica, allarmato dalla possibile prosecuzione della politica di CentroSinistra si consultò più volte con De Lorenzo:

Segni, temendo gravi rischi di destabilizzazione per la democrazia italiana, si consultò ripetutamente con i comandanti delle Forze Armate, in particolare con il capo del SIFAR, il generale Giovanni De Lorenzo (comandante dell’Arma dei Carabinieri)[3]. Contemporaneamente, il 15 luglio – fatto inedito ed irripetuto per un comandante militare[senza fonte] – De Lorenzo fu convocato ufficialmente dal Capo dello Stato Antonio Segni, nel corso delle consultazioni per la nomina del nuovo governo. Immediatamente dopo, venne consultato anche il Capo di Stato maggiore della Difesa generale Aldo Rossi[1].

Durante la crisi, dalla fine di giugno a fine luglio, vi furono forti scontri tra il Presidente del Consiglio ed il Capo dello Stato. Moro riproponeva un governo di CentroSinistra con dentro i Socialisti, Segni arrivò a minacciare un governo di tecnici sostenuto dai militari! L’uomo cui Segni prevedeva di dover far riferimento per l’affidamento delle funzioni di governo sarebbe stato il presidente del Senato Cesare Merzagora. Personalità che aveva il gradimento anche di De Lorenzo, per un esecutivo di emergenza che limitasse la democrazia.

LEspresso_copertine

Accordo con il PSI, Governo Moro II, dimissioni Segni (giugno-luglio 1964)

A metà luglio Moro e Nenni trovarono un accordo per proseguire l’esperienza di collaborazione. Il PSI rilasciò prudenti comunicati di rinuncia ad alcune richieste di riforme che prima aveva avanzato come prioritarie. Il 22 luglio nasce quindi il secondo Governo Moro, i socialisti perdono l’area lombardiana, maggiormente progressista. Anche Antonio Giolitti, non soddisfatto dagli accordi, rinuncia al Ministero del Bilancio e lascia l’esecutivo.

Il 7 agosto, giorno dopo il pieno insediamento del Governo con la fiducia delle due Camere, Moro si recò al Quirinale con il Ministero degli Esteri Giuseppe Saragat. Dopo una accesa discussione, durante la quale sembrò essere rimproverato al Capo dello Stato una inopportuna ingerenza, Antonio Segni venne colto da malore. “La supplenza del Quirinale fu assunta dal presidente del Senato Cesare MerzagoraQualche mese dopo, perdurando la condizione di impedimento, Segni si dimise definitivamente e al suo posto fu eletto Giuseppe Saragat”

Il tentativo di golpe, mai palesato, venne fuori nel 1967 grazie ad alcuni articoli L’Espresso diretto da Eugenio Scalfari. De Lorenzo fu rimosso da rimosso dal suo incarico allo Stato Maggiore dell’Esercito. Ci furono cause tra De Lorenzo ed il giornale, inchieste parlamentari ed indagini. Alla fine la verità ‘processuale’ fu un tentativo maldestro ma illegittimo di De Lorenzo (perché approntato all’insaputa dei responsabili governativi e delle altre forze dell’ordine e affidato unicamente ai carabinieri)

1964-1968. Il CentroSinistra delude le aspettative.

I governi Moro, tra il 1964 ed il 1968, vedono deludere la aspettative e la spinta innovatrice viene meno. Non si ripetono le riforme chiave del periodo 1962-1964. Il PSI, dopo aver subìto la scissione a sinistra del PSIUP, si riunisce all’ala ‘destra’ uscita nel 1947 ovvero al PSDI dando vita al Partito Socialista Unitario. Le elezioni del ’68 sono un emerito fallimento per la riunificazione socialista. La percentuale del 20% data dalla somma di PSI e PSDI del 1963 lascia spazio ad un misero 14,5%. Boom del PSIUP che ottiene nel il 4,5%. Socialisti e socialdemocratici decidono così di dividersi nuovamente, pur rimanendo al governo.

Con il 1968 arrivano anche le proteste studentesche e successivamente della classe operaia:

Nel 1968 esplode la contestazione studentesca. La società del miracolo economico, infatti, ha promesso benessere e successo per tutti, che in realtà non può offrire. Di qui il rifiuto, anche da parte dei giovani di estrazione sociale piccolo e medio borghese, dei valori e dei modelli figli del miracolo stesso. Alla società consumistica di massa i giovani studenti contrappongono l’alternativa del collettivismo, da realizzare attraverso una rivoluzione culturale e l’instaurazione di una controcultura. In questo quadro, l’autorità e i valori della famiglia diventano i principali bersagli dei contestatori. Mentre da un punto di vista ideologico i miti di riferimento sono l’antifascismo, la dottrina marxista (ma solo dopo un’attenta revisione dei tratti originari) e l’antimperialismo (ma non più con riferimento all’URSS, bensì alle rivoluzioni contadine e culturali sul modello cinese o vietnamita).

proteste

Il ’68 e la fine del CentroSinistra. (1968-1976)

Tra il 1968 ed il 1972, anche sulla spinta delle contestazioni esplose nel Paese, vi fu una nuova spinta riformatrice che si concretizzò nell’approvazione dello statuto dei lavoratori, nell’attuazione delle regioni, nei referendum e negli interventi in tema di divorzio. Governi Leone, Rumor e Colombo. Era comunque il crepuscolo del CentroSinistra.

La crisi del modello di società esistente in quegli anni, la tendenza alla lottizzazione e all’accaparramento di fette di potere da parte dei partiti di governo, la fine del periodo di massima espansione dell’economia e l’inizio dei processi inflazionistici, i nuovi temi ‘progressisti’ portati avanti da alcune frange minoritarie della popolazione, la crescente preoccupazione di parte della destra rispetto ad una deriva di Sinistra, l’incapacità di DC, PSI e PCI di intercettare tale malcontento, i conflitti internazionali come la guerra in Vietnam, misero le basi per l’esplosione del terrorismo dando il via agli “anni di piombo”. Stragi, scontri armati tra frange estreme di destra e di  sinistra, schegge impazzite dei servizi segreti.

Ad inizio ’72 i socialisti uscirono dal governo e si andò, per la prima volta dal 1946, ad elezioni anticipate. I risultati furono penalizzanti per il PSI che scendeva sotto il 10%.

20131230_referendum_divorzio-manifesti

PSI e DC tornarono a collaborare tra il 1973 ed il 1976, nei Governi Rumor e Moro. La campagna sul referendum per l’abrogazione del divorzio vide però i due partiti contrapporsi in una lunga e logorante battaglia, vinta poi dal fronte progressista con la vittoria del NO alla abrogazione della legge.

“Il terrorismo nero progrediva nell’attuazione della strategia della tensione con violenze e stragi (in particolare nel 1974 quelle dipiazza della Loggia a Brescia e dell’Italicus). Dall’altra parte cominciarono a seminare terrore anche le Brigate Rosse con sequestri e processi proletari. Oltre a ciò la situazione economica era stagnante, particolarmente gravata dalla crisi petrolifera del 1973″

Nel 1972 Enrico Berlinguer era stato eletto alla segretaria PCI ed i comunisti venivano visti come una nuova forza con la quale interloquire anche dal punto di vista del governo.  Il 1976 avrebbe posto fine alla stagione del CentroSinistra e messo le basi per un nuovo periodo storico politico. Le elezioni anticipate riservarono sorprese e solo grazie al voto ‘utile’ di alcuni elettori missioni e liberali la DC non perse il primato sul PCI.

Stava per profilarsi quel ‘Compromesso Storico’ che avrebbe avuto in Moro e nello stesso Berlinguer i due massimi fautori. Ma questa è un’altra storia.

fonti
https://books.google.it/books?id=WbwvPvkbGUYC&pg=PA135&lpg=PA135&dq=notte+di+san+gregorio+1963&source=bl&ots=Ffh_1wcNq2&sig=sNHk0cips0fv69XoO9FG-aW2VBE&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwity_fJjY7NAhVEwBQKHW5hC0QQ6AEIJzAC#v=onepage&q=notte%20di%20san%20gregorio%201963&f=false

https://it.wikipedia.org/wiki/Piano_Solo

https://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_italiane_del_1976

http://www.storiaxxisecolo.it/larepubblica/repubblica6.htm

 

No comments yet

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Oggi ho scelto di essere felice

Il mio manuale sopravvivenza all'età più turbolenta della vita

Antonella semplicemente natura

In questo blog potete fare un viaggio nella natura per riscoprire pregi, qualità e benefici delle piante benefiche. Capire come sentirsi meglio e in forma giovando dei loro poteri curativi e principi nutritivi per condurre una vita migliore.

Tratti e spunti

#illustrazionidapasseggio - Marco Guzzini blog

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Stupido è chi lo stupido è

Questo non è un blog porno!

Aromadi80

Storie, recensioni e curiosità del decennio più patinato.

ourexcelsior

"La creatività è contagiosa, trasmettila" Albert Einstein

Fiscomania

Consigli utili per districarsi nel labirinto fiscale

Roberto Chessa

live your dream

Raccontare dischi

La passione di leggere tra le canzoni

MIKI-TRAVELLER

PROFUMI E CULTURE DA ALTRI PAESI

Un Artista Minimalista

Italian visual artist, writer and musician

jojovertherainbow

There's no places like home

In compagnia di una penna

Ciò che il mio sguardo cattura, la mia penna libera

Il nuovo mondo di Galatea

Diario ironico dal mitico nordest

cielo e terra

“Realmente amorevole è solo quanto unisce, e quanto unisce è solo quanto sovrastando domina” ; "La fede è ordine e l'ordine è fede" ; “Grande uomo è colui che impone agli altri il suo proprio sogno....” (Pessoa) ; “Cosa mi pesa del fatto che nessuno legga ciò che scrivo? Mi-scrivo per distrarmi dal vivere, e mi-pubblico perché il gioco ha la seguente regola. Se domani si perdessero tutti i miei scritti, ne avrei pena certo, ma, credo bene, non una pena violenta e folle, come sarebbe da supporre, visto che così svanirebbe tutta la mia vita. Ma in fondo non è che come è per una madre che ha perso il figlio, la quale mesi dopo non solo vive ancora ma è anche ancora la stessa” (Pessoa)

sherazade2011

Con te conversando, dimentico ogni tempo e le stagioni e i loro mutamenti: tutte mi piacciono allo stesso modo. (Milton)

annadalfabbro

eyeglass frames blogger

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: