#SerialAddicted: Moonlighting

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Torna Serial Addicted, la rubrica radiofonica, ora in versione ‘blog’ per parlare delle serie TV, vecchie o nuove. Dopo House of Cards, oggi torniamo negli ani ’80, con un telefilm ‘cult’ dell’epoca.

E’ bene che sappiate una cosa. Frank Underwood non si è inventato nulla. Il suo modo di parlare ai telespettatori guardando in camera, durante le puntate di House of Cards , il creare una complicità con chi è aldilà dello schermo, non è del tutto originale. Uno dei primi telefilm che ha usato questo tipo di linguaggio innovativo è stato proprio Moonlighting.

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Ideato da Glenn Gordon Caron, il serial poliziesco ha lanciato uno dei grandi attori della Hollywood di oggi, Bruce Willis. Prodotto dalla ABC dal 1985 al 1989, cinque stagioni per un totale di 67 episodi, Moonlighting è entrata di diritto tra le serie cult americane. Sembra che Caron, nel creare il telefilm, si sia ispirato a La Signora del Venerdì, pellicola di Howard Hawks del 1940, con Cary Grant e Rosalind Russel.

La storia è quella di Maddie Hayes, interpretata dall’affascinante Cybill Shepherd (già vista in Taxi Driver), una ex top model truffata dal suo manager, che si trova costretta per motivi economici a dedicarsi ad una delle poche proprietà rimaste intatte dal saccheggio del suo collaboratore. Ovvero una agenzia investigativa. E lì trova lui, David Addison (Willis), direttore della Blue Moon e ‘fannullone’ impenitente. Sarà lei a rimetterlo in riga, cercando di far ‘fatturare’ sul serio l’agenzia. Tra loro inizia quindi un rapporto complicato, un odio iniziale poi diventato complicità sino a sbocciare in amore.

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La serie non è però il classico poliziesco cupo e serio. Le avventure di David e Maddie sono ricche di ironia, battute fatte di doppi sensi, malintesi e humour. Una sorta di Ally McBeal ante litteram. Il cast è arricchito anche dalla presenza di Allyce Beasley nel ruolo di Agnes Topesto, centralinista un po’ imbranata ma dal cuore grande, il cui personaggio acquisterà importanza con il passare delle puntate.

Il tema musicale della serie, curato da Lee Holdridge è cantato Al Jarreau , cantante jazz statunitense. Il brano è stato uno dei più amati e apprezzati, anche dal punto di vista delle vendite, nella storia dei telefilm americani.

Golden Globe Award 1986: Migliore attrice di una serie commedia per Cybill Shepherd ed Emmy Award 1987: Miglior attore per Bruce Willis, la serie terminò principalmente a causa degli impegni lavorativi dei due attori ma in parte anche per via dei litigi della Shepherd con Glenn Gordon Caron in merito al ruolo del suo personaggio. In Italia Moonlighting  è stata trasmessa prima da Rai2 ed in seguito anche da Rete4, con il nome ‘Agenzia Luna Blu’

Tra le curiosità l’incontro sul set tra Bruce Willis ed una giovanissima Demi Moore, che anni dopo sarebbe diventata sua moglie. In un episodio, girato interamente in bianco e nero, partecipò anche il celebre regista Orson Welles, morto poi 5 giorni prima della messa in onda della puntata. Moltissime le altre guest star, da Tim Robbins a Whoopi Goldberg, da Pierce Brosnan a Mark Harmon, poi protagonista della serie crime NCIS.

 

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