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Gli errori di Virginia Raggi e l’inadeguatezza dei 5 Stelle

4 settembre, 2016

Virginia Raggi, Ansa-2

“Ci sono stati degli errori formali dovuti magari alla necessità di fare in fretta, che era agosto, fa caldo…”
(Salvatore Romeo, capo della segreteria del Sindaco Raggi)

“non prendo spessissimo i mezzi, ma mi sembra che non sia così male’.
(Fantasia, il nuovo capo di Atac)

Oltre a queste dichiarazioni ‘sorprendenti’ di membri della giunta Raggi, qui di seguito tutti gli errori della Sindaca:

In sole 24 ore, infatti, si sono dimessi la capo di gabinetto Ranieri, l’assessore al Bilancio e alle Partecipate Minenna, l’amministratore unico di Ama Solidoro (nominato da questa giunta meno di 30 giorni fa), il dg di Atac Rettighieri e l’amministratore unico Brandolese.

Appena le agenzie hanno battuto la notizia, sono scoppiate analisi e retroscena che provavano a spiegare quanto accaduto.

Cerchiamo però di tirare le fila rispondendo a qualche quesito che continua a percorrere la Rete.

1. La nomina della Ranieri è stata revocata dalla sindaca? No. Come afferma la Ranieri stessa, il post della sindaca alle 4 del mattino del 1 settembre è successivo alla consegna delle dimissioni, presentate a quanto sembra la sera del 31;

2. Il parere dell’Anac è stata la causa scatenante? Nì. Il parere dell’Anac ha fatto traboccare il vaso. Faccio notare che il tutto è alquanto singolare visto che l’autorità si dovrebbe occupare di appalti e, comunque sia, bisognava interpellarla prima della nomina. Non dopo. Oltretutto c’è un ruolo ben poco sottolineato dell’avvocatura capitolina che aveva dato via libera prima della delibera di nomina della Ranieri (evidentemente sbagliando);

3. Minenna perché si è dimesso? Questo punto è stato chiarito da lui stesso sulla sua pagina Facebook. Riassumendo, ha deciso di dimettersi perché, caduta la Ranieri, per lui erano cadute le garanzie di un lavoro stabile in Campidoglio. Aveva ravvisato un “deficit di trasparenza” nella gestione del caso della ormai ex capo di gabinetto;

4. Minenna aveva troppo potere? È stato un errore della sindaca concederglielo, allora. Non è che Minenna arriva e decide quali deleghe prendersi. A meno che a firmare gli atti a Palazzo Senatorio non sia qualcun altro…

5. In tutto questo trambusto c’entrano Raffaele Marra e Salvatore Romeo? Anche qui, nì. Sono due personaggi sui quali si è scritto molto ed è indubbio che, stando vicini alla sindaca, abbiano attirato le antipatie di molti in virtù anche del loro passato (Marra, per esempio, a causa del suo rapporto lavorativo con Alemanno). Forse uno dei due ha “premuto il grilletto” confezionando la richiesta all’Anac (magari Romeo, la cui nomina a capo segreteria era stata osteggiata dalla Ranieri per possibili illeciti penali). Vedremo;

6. Solidoro, presunto “amico” di Minenna, si è dimesso per solidarietà con l’ex assessore? Ah sicuramente. O, perlomeno, ha ritenuto opportuno non continuare. Si dirà: ha fatto bene perché era stato scelto da Minenna. Sì ma la sindaca si può opporre e non fare sua quella nomina, invece di estraniarsene appena il super assessore al Bilancio si dimette;

7. Si stava pensando da tempo di sostituire Rettighieri e Brandolese all’Atac e si è voluto trovare un appiglio per farlo? Sì e a confermarlo sono proprio alcuni consiglieri del Movimento, che ammettono qui su Facebook come si stessero cercando già dei sostituti. La rapidità con la quale è stato indicato Manuel Fantasia al posto di Brandolese la dice lunga. Il perché, invece, di questa inimicizia nei confronti della vecchia dirigenza è stato descritto splendidamente da Vincenzo Bisbiglia sulle pagine de il Tempo di oggi, dove si parla di rapporti tra l’assessora Meleo e il presidente della Comissione mobilità Stefàno con alcuni esponenti di sigle sindacali di Atac;

8. “Tutte queste sono piccolezze nei confronti di quanto è stato fatto in passato”. Questa è l’affermazione/domanda che mi fa più ridere. Se non altro perché non entra nel merito delle questioni e rimanda “la palla” in tribuna. Bella prova di obiettività.
(Matteo Marini)

In questo status sono riassunte tutte le manovre, gli errori, le scelte discutibili che rendono la giunta Raggi inadeguata dopo soli due mesi di governo. E senza aver preso chissà quali decisioni. L’onestà non serve se c’è l’incompetenza. Onestà non basta se oltre alla incompetenza c’è anche l’arroganza di decidere quando non si ha la capacità di poterlo fare. Non rompete più le scatole con ‘chi c’era prima allora?’ chi c’era prima oggi non c’è, ci sono i 5 stelle e stanno dimostrando di essere inaffidabili. Come si sapeva bene.

Adesso i 5 stelle sono al 30%, sarà interessante assistere al crollo di consensi quando scatteranno le prime inchieste su amministratori ed esponenti politici importanti. Quando si è alla opposizione è facile gridare ‘ladri’. Diverso è sporcarsi le mani tutti i giorni. Scendere a compromessi con questo o quel ‘potere forte’. Onestà onestà onestà! Gridano da sempre. Non basta l’onestà in politica. Serve anche competenza. Cosa che manca, salvo opportune eccezioni, ai pentastellati.

I 5 stelle sono un concentrato di arroganza, supponenza ed integralismo. Ora, alla prova di governo in una città grande e complicata come Roma, sono andati in tilt. Sbagliano nomine e poi parlano di complotti. Un grande bagno di umiltà serve a questa gente. Umiltà utilità umiltà, il nuovo slogan di Dibba e soci.

Sempre più contento di non averli votati. E mai li voterò. E dico di più preferisco dare il voto ad una persona che ha sbagliato ed pagato i conti con la giustizia piuttosto che ad un sedicente onesto, incompetente e gonfio di arroganza come un pallone.

E basta dire ‘chi c’era prima allora ?’ Adesso ci siete voi e siete inadeguati.

Per la mia amata Roma, già violata da cricche e affaristi per tanti anni, prego solo che questi personaggi riescano, con umiltà, a trarre insegnamento dai propri errori, iniziando ad agire con raziocinio, affidandosi a chi ne sa di più. Altrimenti che si torni a votare il prima possibile. Chiunque è meglio di un incompetente.

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