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#Elezioni2018: riflessioni sparse sui risultati

6 marzo, 2018

Risultati, alcune riflessioni sparse:

  • I nuovi Partiti della Nazione sono il Movimento 5 stelle e la Lega. O meglio non c’è più un Partito nazionale ma l’Italia è spaccata in due. Al Nord il centrodestra a trazione Lega, al Sud i 5 Stelle.
  • Il successo della Lega nel centro sud conferma la poca memoria degli italiani che non ricordano gli insulti di Salvini ai meridionali. Votare per chi ti insulta è da pazzi. Ma questo è successo.
  • Una prima analisi dice che le regioni rosse non esistono più. Parte dell’elettorato Pd si è spostato sui 5 stelle. Di questo la dirigenza dem che verrà dopo Renzi  dovrà tenerne conto
  • Se sei il più grande partito di centrosinistra e fai politiche economiche di centro o di destra è naturale che molti elettori di sinistra non ti votino più. Se sei un partito di sinistra nato come cartello elettorale per riciclare la dirigenza fallimentare degli ex e post comunisti, è altrettanto naturale che gli elettori di sinistra preferiscano astenersi o votare 5 stelle. Queste elezioni mi sembra abbiano lanciato un messaggio abbastanza chiaro a PD e LeU.
  • Renzi ha annunciato le dimissioni ma le darà tra qualche settimana (o mesi) dopo la formazione del governo, gestendo la fase iniziale della legislatura. Questo per costringere il Pd a non dialogare con i 5 stelle. È sempre lo stesso. Egocentrico fino alla fine.
  • La Serracchiani lascia la segreteria in contrasto con le dimissioni ‘congelate’ del segretario. Calenda prende la tessera Pd per scalare il partito e Renzi, furioso, decide di non andare alle consultazioni future preferendo andare a sciare. Il partito rischia di spaccarsi, malgrado le manovre renziane.
  • Fossi il segretario Pd proporrei al centrodestra di astenersi, facendo nascere il governo 5 stelle. Per dare un segnale alle tante persone che hanno votato per un cambiamento. Dopodiché ogni provvedimento del governo andrà discusso in Parlamento, vista la inesistente maggioranza.
  • Infine nel momento più buio del CentroSinistra, un’unica speranza per il futuro e per una nuova coalizione unitaria, dialogante e progressista: Nicola Zingaretti.

Ed ora qualche ipotesi di sviluppi futuri:

  • Renzi non si ritirerà. Davanti a se ha due strade, secondo me. La prima è far eleggere un segretario ‘manovrabile’ che possa gestire il partito nei prossimi mesi, contando su nuove elezioni a breve e cercando di ritagliare per il Pd il ruolo che avrebbe voluto già adesso, ovvero l’ago della bilancia per futuri governi. Una eminenza grigia, alla Andreotti, questo potrebbe essere il futuro di Renzi, sperando in un nuovo ingresso a Palazzo Chigi qualora se ne crei l’occasione.
  • Seconda ipotesi, qualora nel partito vi fossero resistente, uscire dal PD fondando un nuovo movimento, come fatto da Macron, contando sullo sfaldamento di Forza Italia, così da avere sotto mano un partito di centro liberaldemocratico tale da essere sempre in ballo per il governo.
  • Questa seconda ipotesi ha ragion d’essere con il risultato del centrodestra. Forza Italia è dietro alla Lega e già alcuni colonnelli forzisti si riposizionano verso Salvini. Finirà che l’opa salviniana fagociterà buona parte di Forza Italia, lasciando ciò che resta a Renzi. Non mi stupirei di un Berlusconi futuro sponsor del partito centrista renziano.
  • Ciò che rimarrà del PD potrebbe raccogliere LeU ed altri settori a sinistra, formando un partito progressista, ovviamente minoritario. Un po’ ciò che è rimasto del PS francese nel dopo Macron.
  • Fra un  paio d’anni, potremmo avere tre grandi blocchi, il partito centrista renziano post berlusconiano, una Lega che ha inglobato Forza Italia ed i 5 stelle in mezzo, con a sinistra un piccolo partito democratico progressista. Molto dipenderà dalla piega che prenderà la nuova legislatura da poco iniziata.

 

 

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4 commenti leave one →
  1. 7 marzo, 2018 6:51 am

    Rieccomi! Il risultato delle elezioni era prevedibile. Negli ultimi mesi del governo Gentiloni, PD e Forza Italia si accordarono su una legge elettorale che era fatta apposta per far fuori Grillo, e preparare il terreno ad un secondo governo di larghe intese tra loro 2. Tuttavia, entrambi i partiti non hanno tenuto conto di un fattore molto importante: gli elettori non sopportano di giocare con un mazzo truccato. Di conseguenza hanno volutamente evitato di dare voti a PD e Forza Italia, e così i seggi ottenuti dai 2 partiti non bastano per fare la maggioranza.
    Altrettanto controproducente è stato il ricatto dell’Unione Europea, che ha minacciato a più riprese delle conseguenze nefaste sui mercati in caso di voto euroscettico: gli italiani erano già abbastanza infuriati con Bruxelles, non c’era proprio bisogno di fomentarli ulteriormente mettendogli una pistola alla tempia. Il popolo italiano preferisce essere povero ma libero, piuttosto che meno povero ma servo.
    Anche se me lo aspettavo, non sono contento di questo risultato. Oggi la vera contrapposizione non è tra destra e sinistra, ma tra vecchi partiti e antipolitica: io sono sul primo fronte, quindi non posso vedere di buon occhio l’ascesa dei grillini. Mi consolo pensando che almeno ha avuto l’effetto positivo di portare ad un nuovo declino di Renzi: non lo sopporto più da tempo, quindi è una delle poche persone al mondo che mi porta a gioire per le disgrazie altrui.
    Le mie considerazioni ti trovano d’accordo?

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  2. 7 marzo, 2018 7:42 am

    La cosa ti dispiace?

    Mi piace

  3. candidonews permalink*
    7 marzo, 2018 8:05 am

    Credo i temi della immigrazione e la delusione verso il centrosinistra abbiano fatto molto. Una parte di elettori PD ha votato 5 stelle. Se la sinistra non troverà modo di rispondere alle paure ed ai bisogni delle persone, credo sparirà. In tutta Europa non solo da noi..

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  4. candidonews permalink*
    7 marzo, 2018 8:46 am

    Ovvio, io sono di sinistra. Preferirei si tornasse a rispondere ai bisogni della popolazione piuttosto che varare governi con Berlusconi, Verdini e soci.

    Mi piace

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