#Coronavirus, dati ed info


Di Coronavirus non ho mai parlato nel blog per evitare sensazionalismi e perché sinceramente credevo potesse essere un fuoco di paglia. Ed invece non lo è. 1700 morti, 70.000 infettati (dai dati ufficiali, non si sa quanto attendibili), una mortalità molto più elevata della normale influenza ma lontana da pandemie come quelle di Sars ed Ebola.

Tramite IL POST, alcune info su come è nato e si è diffuso il virus

Da dove arriva il nuovo coronavirus?
Con i suoi 11 milioni di abitanti, Wuhan è la più grande città della Cina centrale. Il 31 dicembre 2019, la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan aveva inviato una segnalazione all’OMS, spiegando di avere registrato un certo numero di casi di polmonite con cause ignote. Le indagini avevano messo in evidenza un legame con un mercato di frutti di mare, pollame e altri animali selvatici vivi, ma una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Lancet mette in dubbio questa eventualità (i dati devono però ricevere ulteriori conferme). Una decina di giorni dopo la segnalazione, il Centro per il controllo delle malattie della Cina ha annunciato di avere identificato un nuovo coronavirus, studiando le polmoniti di Wuhan. I tempi di scoperta e segnalazione sono comunque ancora sotto analisi, per capire se si potesse fare prima e meglio.

Perché si parla tanto dei mercati di animali vivi?
In Cina sono molto diffusi mercati in cui si possono acquistare suini, pollame e diverse altre specie selvatiche di animali ritenuti prelibatezze per la cucina locale o utili per la medicina tradizionale, come i pipistrelli. La contiguità tra esseri umani e questi animali, unita alle scarse condizioni igieniche, fa aumentare il rischio che i virus passino da una specie animale agli esseri umani, mutando per adattarsi poi ai nuovi ospiti. Il sospetto è che qualcosa di analogo sia avvenuto in passato, con la SARS, e nelle settimane scorse con il passaggio del nuovo coronavirus agli esseri umani, probabilmente proprio dai pipistrelli. Anche per questo motivo, il governo cinese sta lavorando per mettere al bando, o almeno sospendere, le attività commerciali nei mercati di animali selvatici.

Le mascherine servono?
In Cina milioni di persone circolano da giorni con mascherine, di solito di tessuto e simili a quelle che si utilizzano in sala operatoria. Può essere una buona precauzione per le persone malate per ridurre i rischi di contaminazione, mentre non è certo che offrano qualche garanzia in più a chi non vuole entrare in contatto con il nuovo coronavirus. Gli esperti consigliano soprattutto di lavarsi spesso le mani e di evitare di portarsele alla bocca o di toccarsi gli occhi, senza averle lavate prima.

Alcune info sul Coronavirus.

Trovate tutte le FAQ a questo indirizzo:
http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioFaqNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=228

Cosa è la COVID-19?

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “COVID-19” (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata). Lo ha annunciato, l’11 febbraio 2020, nel briefing con la stampa durante una pausa del Forum straordinario dedicato al virus, il Direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. (Ministero della Salute)

Quali sono i sintomi di una persona infetta da un Coronavirus?

Dipende dal virus, ma i sintomi più comuni includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. 

Quanto è pericoloso il nuovo virus?

Come altre malattie respiratorie, l’infezione da nuovo coronavirus può causare sintomi lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, oppure sintomi più severi quali polmonite e difficoltà respiratorie. Raramente può essere fatale.Le persone più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e quelle con malattie pre-esistenti, quali diabete e malattie cardiache.

 Come si trasmette il nuovo Coronavirus da persona a persona?

Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le  goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.
  • In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale.
  • Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti.
  • Studi sono in corso per comprendere meglio le modalità di trasmissione del virus.

 Come si diffonde il nuovo Coronavirus?

Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto con le goccioline del respiro delle persone infette, ad esempio quando starnutiscono o tossiscono o si soffiano il naso. È importante perciò che le persone ammalate applichino misure di igiene quali starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso e lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche.

Quanto tempo sopravvive il nuovo Coronavirus sulle superfici?

Le informazioni preliminari suggeriscono che il virus possa sopravvivere alcune ore, anche se è ancora in fase di studio. L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina).

30 anni dal crollo del #MurodiBerlino, un anniversario malinconico


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Oggi si festeggiano i 30 anni del crollo del Muro, un evento che avrebbe anticipato di poco la dissoluzione del regime Sovietico. Apparentemente il trionfo della libertà sulla dittatura comunista. In realtà, soprattutto in Europa, la fine dell’equilibrio tra sistemi economici con la sconfitta di quello comunista, ha provocato un appiattimento su quello capitalista che ha prodotto un impoverimento della classe media e dei ceti meno abbienti con annessa limitazione dei diritti sociali. L’incapacità dei partiti politici, in special modo quelli di sinistra, di impedire tale tracrollo sociale ha lasciato praterie ai movimenti populisti, sovranisti e di matrice di destra xenofoba che diventano ogni giorno sempre più forti.

Spero che si possa interrompere questo pericoloso percorso storico altrimenti tra qualche decennio il 9 novembre ’89 non sarà più ricordato come il ritorno alla libertà del popolo della Germania est ma l’inizio della fine della democrazia europea….

La Storia della TV: anno 2000


Il nuovo numero della rubrica “Storia della TV” è dedicato all’anno 2000. Cifra tonda, fondamentale per la tv italiana.

Sconfitto il pericolo Millennium Bug, l’anno televisivo italiano iniziava con due produzioni ancora oggi in onda. Il 7 gennaio, su Rai1, faceva il suo esordio Don Matteo. La serie prodotta dalla Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction e con protagonista Terence Hill nei panni di un parroco di provincia impegnato a risolvere delitti e crimini è da subito un grande successo. Prodotto ancora ai nostri giorni, dopo 246 episodi, avrà una dodicesima edizione nel 2020.

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Mediaset rispose con un programma cult, C’è Posta per te. In onda dal 12 gennaio, lo show condotto da Maria De Filippi è diventato negli anni una vera e propria corazzata mediatica, capace di distruggere qualunque produzione concorrente. Lo sa bene la Rai, che oramai ha quasi abdicato al ruolo di regina del sabato sera autunno inverno. I diritti del format del programma, ideato in Italia da Maria De Filippi, sono stati acquisiti anche da altri paesi per realizzare delle edizioni locali della trasmissione.

Tornando alla fiction, Rai e Mediaset proseguirono la sfida con due produzioni di grande successo pur se dello stesso genere. Distretto di Polizia e La Squadra. Ambedue nati nel 2000, il primo, ambientato a Roma, ha avuto ben 11 stagioni. Il secondo, girato a Napoli, è stato prodotto sino al 2007.

Il duello tra i due colossi televisivi italiani non ha risparmiato il ‘sacro’. Nel 2000 infatti furono girate ben due fiction su Padre Pio. Mediaset si affidò a Sergio Castellitto, Rai preferì Michele Placido. Due sceneggiati di grande successo nell’anno successivo alla beatificazione del presbiterio italiano.

In TV, oltre al filone consolidato delle fiction, si sono avuti anche degli esperimenti interessanti. Uno su tutti fu Libero, il programma di scherzi telefonici di Rai2, ideato da Giovanni Benincasa e condotto per alcune stagioni da Teo Mammuccari. Buoni ascolti, diventato presto ‘cult’ tra i giovanissimi, ha favorito l’impennata nella carriera del conduttore romano. Prodotto sino al 2007. Sempre su Rai2, nello stesso anno, nasceva Stracult, un programma di cinema che analizzava appunto i cult movie del cinema popolare e che viene trasmesso ancora oggi. Una bella passerella per il grande schermo ‘minore’ e per tanti attori malvisti inizialmente e poi rivalutati.

Se spostiamo il mirino sulle serie tv non si può non citare Dawson’s Creek, il nuovo teen drama “figlio di Beverly Hills” e che faceva il suo esordio ‘in chiaro’, in Italia, a gennaio. Sei stagioni, 128 episodi, per un telefilm adolescenziale che ha lasciato il segno. Così come, per certi versi, ha fatto anche Sex and the City, trasmesso per la prima volta nel nostro Paese proprio nel 2000 e che ha contribuito ad un rinnovamento narrativo nella serialità americana ‘al femminile’, proseguita poi con Desperate Housewife ed altre produzioni di genere.

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Capitolo Cinema. La 72ª edizione della cerimonia di premiazione degli Oscar, il 26 marzo 2000, certificava il trionfo di American Beauty, il dramma diretto da Sam Mendes si aggiudicava, tra gli altri, i premi come miglior Film, miglior regia e miglior attore protagonista, quel Kevin Spacey magistrale nel ruolo di un ossessionato Lester Burnham e che anni dopo vivrà sulla propria pelle uno scandalo devastante.

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Due film campioni di incassi dell’anno furono Il Gladiatore, il colossal  storico che ha consacrato il già noto Russell Crowe ed X-men, diretto da Bryan Singer, che contribuì a rafforzare il genere Cinecomics, poi esplosi a fine decennio con le produzioni Marvel.

In Italia segnalo il bel film di Marco Tullio Giordana, i Cento Passi, dedicato alla vita e all’omicidio di Peppino Impastato, giornalista ed attivista impegnato nella lotta alla mafia.

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E mentre la Lazio vinceva il suo secondo scudetto della Storia, su Canale5, il 22 maggio, veniva trasmesso per la prima volta un nuovo format poi diventato di culto. Chi vuol essere Miliardario. Gerry Scotti si apprestava a condurre la la versione italiana del format inglese Who Wants To Be a Millionaire? Tredici edizioni, l’ultima, celebrativa, proprio qualche mese fa.

Il 2000 nella musica può essere riassunto in una parola. Anastacia. L’esordio bomba della cantautrice statunitense fu di quell’anno. I’m Outta Love, uscito ad inizio 2000 in Usa e poi arrivato in primavera anche in Europa. Milioni di copie vendute, hit dell’anno in testa per settimane in molte classifiche nazionali, il brano ha consacrato l’artista americana nel mondo.

Qui di seguito la classifica dei brani più venduti in Italia nell’anno 2000:

I'm outta love - Anastacia [#1, 2000/01]
Freestyler - Bomfunk MC's [#1, 2000/01]
It's my life - Bon Jovi [#1]
Move your body - Eiffel 65 [#1, 1999/00]
Vamos a bailar - Paola e Chiara [#1]
Too much of Heaven - Eiffel 65 [#1]
Music - Madonna [#1, 2000/01]
Sex bomb - Tom Jones & Mousse T [#1, 1999/00]
American pie - Madonna [#1]
Lady (hear me tonight) - Modjo [#1, 2000/01]

Tornando al piccolo schermo, nell’anno della creazione del dipartimento Teche della Rai, sempre nella azienda di Viale Mazzini, Pippo Baudo conduceva Novecento. Il programma era nato dal successo di Giorno dopo Giorno, quiz di Rai3 che aveva segnato il ritorno in Rai di Baudo dopo la parentesi Mediaset di fine anni 90.

La trasmissione raccontava fatti e personaggi italiani del novecento alla presenza di testimoni e storici. La formula prevede un talk-show condotto da Baudo e la partecipazione di due coppie del mondo dello spettacolo e della cultura che si sfidano in un quiz relativo ai temi della trasmissione

(Wikipedia)

Uno spettacolo gradevole, come solo Pippo Baudo sapeva fare e che ebbe una buona affermazione sulla terza rete, palcoscenico insolito per il conduttore siciliano e per il genere proposto. Ho così tanto apprezzato il programma da aver scelto lo stesso titolo per la rubrica sulla storia del programmi televisivi italiani, Novecento appunto.

Sul fronte sportivo, oltre al successo della Lazio in campo nazionale, la Francia vinse gli Europei di calcio grazie ad un golden goal di Trezeguet proprio sull’Italia di Zoff. Fortemente criticato da Berlusconi, il commissario tecnico lasciò l’incarico. In Formula Uno, Michael Schumacher riportò, dopo 21 anni, il titolo piloti in casa Ferrari.

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L’autunno, negli Stati Uniti, fu segnato da una delle elezioni presidenziali più incerte di sempre, che avrebbe poi visto prevalere di pochissimi voti il governatore George Bush su il vicepresidente uscente Al Gore. In Italia invece su fu un autunno ‘culinario’. Nel mezzogiorno di Rai1 arrivava infatti Antonella Clerici con la prima edizione del fortunatissimo La Prova del cuoco. Anche la Rai sceglieva il cooking show, di lì a poco tutta la tv ne sarebbe stata contagiata.

Menzione ‘culturale’ per Ulisseil piacere della scoperta, è del 2000 la prima puntata, dedicata agli Etruschi, del programma televisivo documentaristico ideato da Piero Angela ed Alberto Angela, e condotto da quest’ultimo. 19 edizioni, più di 200 puntate e soprattutto la promozione su Rai1 di quest’anno con un buon riscontro di pubblico. Segno che la qualità e la cultura pagano, anche in prima serata.

L’ultimo anno del XX secolo si concluse con ascolti record per un nuovo genere di programma. Il reality show. A settembre, su Canale5, prese il via il Grande Fratello, basato sul format olandese Big Brother, generato anche dal clamore che scaturì dal film The Truman Show, il reality per eccellenza ebbe un grosso successo in Europa e soprattutto in Italia. 16 milioni di spettatori videro l’ultima puntata del dicembre 2000.

Spiare le reazioni di ragazzi sconosciuti chiusi assieme in una casa fu un gran colpo di genio degli olandesi e soprattutto ha generato un filone televisivo oramai predominante. Assieme ai talent, i reality hanno davvero cambiato la televisione, contribuendo a mandare in pensione il genere di spettacolo di varietà che per tanti anni ha caratterizzato il nostro piccolo schermo. Una evoluzione del linguaggio tv che è forse più una involuzione, una perdita di qualità in cambio di ‘vicinanza’ alla gente comune. Il famoso quarto d’ora di notorietà di Andy Warhol che diventa un vero e proprio modo di fare televisione. E chissà con quali altre e temibili evoluzioni future.

Maltempo, una strage: piu di 20 morti in una settimana


Più di 20 morti per il maltempo in una settimana. Dal Veneto alla Sicilia, dal Lazio alla Campania, dalla Valle d’Aosta al Trentino. Colpito tutto il Paese. Il solo cambiamento climatico non può giustificare un bollettino così tragico.