#Minneapolis: qualcosa di brutto sta accadendo negli USA


Rosa Parks, Martin Luther King, Malcom X, James Howard Meredith, Angela Davis, Linda Brown, Nina Simone e tanti altri, sono i simboli della lotta di emancipazione degli afroamericani. Mai finita e con gli scontri di queste ore, ancor più viva.

Le proteste di Minneapolis, poi dilagate in tante zone degli Stati Uniti, vengono da lontano. Qui di seguito, grazie a Francesco Costa, un breve riassunto di quanto ancora c’è da fare..

Nonostante la Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti dichiari notoriamente che «tutti gli uomini sono stati creati uguali», i Padri fondatori pensavano a uomini con la pelle di un colore ben preciso.[….]

[….] Gli schiavi non erano considerati esseri umani: la loro condizione era ereditaria e perenne, e i singoli schiavi potevano essere scambiati, smembrati, venduti, mutilati, comprati, stuprati, dati in pegno, regalati.[….]

[….]Questo andazzo proseguì per molto tempo dopo la formale abolizione della schiavitù – seguita a una guerra nella quale centinaia di migliaia di persone erano morte pur di difenderla – grazie all’imposizione legale di una vera apartheid costruita allo scopo di continuare a trattare i neri come subumani, e isolarli dalla vita pubblica. «Separate but equal», stabilì la Corte suprema, ma di equal non c’era niente.[….]

[….]Nessuna vera emancipazione poteva essere consentita. Dopo aver impedito per secoli ai neri di imparare a leggere e scrivere, si stabilì che solo chi sapeva farlo poteva votare. Quando con il New Deal il governo federale si impegnò a sostenere il mercato immobiliare attraverso i mutui garantiti dallo Stato, stabilì che queste agevolazioni non sarebbero arrivate ovunque: i quartieri abitati in gran parte da afroamericani vennero evidenziati in rosso nelle mappe – da qui il nome che prese questa pratica, redlining – e non avrebbero percepito niente.[….]

[….]Ancora in pieno Novecento gli imprenditori afroamericani di successo venivano uccisi e derubati senza conseguenze, mentre chi osava ribellarsi veniva linciato[….]

[….]Il funzionamento del sistema giudiziario nel corso degli anni, per esempio, riflette ancora oggi questa asimmetria: non esiste un solo tipo di reato che non veda ancora una gigantesca sproporzione di pene e condanne a svantaggio dei neri[….]

[….]Nel frattempo le storie di neri uccisi dalla polizia a un posto di blocco o in mezzo alla strada circolano settimanalmente, senza conseguenze, e molti Stati continuano a cercare norme e cavilli per limitare la partecipazione degli afroamericani alle elezioni.[….]

brani tratti da Il Post – Francesco Costa

https://www.ilpost.it/2020/05/31/costa-storia-razzismo-stati-uniti/

L’Italia riapre: rassegna stampa della”ripartenza”


Oggi l’Italia è ripartita, strade piene, traffico in aumento, negozi in gran parte aperti. Come sarà la convivenza quotidiana ‘con il Covid’ e come il virus ha cambiato e cambierà il nostro modo di vivere? Diamo uno occhiata al panorama generale tramite una ‘rassegna stampa della ripartenza’.

Ad esempio, c’è rischio di contagiarsi all’aperto?

Il post.it

All’aperto le particelle del coronavirus (virioni) emesse con i droplet vengono rapidamente diluite nell’aria, e questo riduce la possibilità che se ne respirino quantità tali da essere pericolose. Un singolo virione non è sufficiente per causare un’infezione e viene facilmente distrutto dal sistema immunitario, prima che possa fare danni. Le ricerche sulla quantità oltre la quale i virioni del coronavirus possano causare un’infezione non sono ancora definitive, ma stimano comunque da alcune centinaia a diverse migliaia di singole particelle virali entro brevi tempi di esposizione.
Da il Post https://www.ilpost.it/2020/05/18/coronavirus-aria-aperta/

A proposito di Covid, c’è una prima buona notizia, riguarda il possibile vaccino:

L’azienda farmaceutica statunitense Moderna ha annunciato di avere ottenuto un primo importante risultato con il suo vaccino sperimentale contro il coronavirus. Nella Fase 1 di test su esseri umani, sembra che il vaccino sia riuscito a produrre una risposta immunitaria simile a quella che viene causata dal virus vero e proprio, ma naturalmente senza i rischi annessi di ammalarsi di COVID-19. Il risultato è importante, ma saranno necessarie ancora diverse fasi di test per definire efficace e sicuro il vaccino. Qui il resto: https://www.ilpost.it/2020/05/18/moderna-vaccino-coronavirus/

A proposito di vaccini, bisogna far presto, per non restare isolati e spendere troppo per le dosi:

Dal ministero spiegano a Open che il nostro paese non ha fatto accordi preventivi perché vogliamo che sia «un diritto di tutti». Ma così rischiamo di rimanere indietro. Qui il resto: https://www.open.online/2020/05/18/coronavirus-infuria-la-guerra-per-i-vaccini-e-litalia-rischia-di-essere-il-vaso-di-coccio/

Il Covid ha anche cambiato il mondo del lavoro, tra smart working e contratti a tempo determinato non rinnovati:

Come la crisi e l’emergenza sanitaria scatenate dalla pandemia di Coronavirus stanno cambiando il mondo del lavoro in Italia? Se l’è chiesto l’Anpal – Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro. In un quadro di shock economico che ha travolto «come una tempesta» il sistema nazionale e mondiale, il lockdown si è tradotto in un crollo dei contratti a tempo determinato: -200mila. Qui l’articolo: https://www.open.online/2020/05/18/coronavirus-come-cambia-il-lavoro-crollo-dei-contratti-a-tempo-determinato-e-abisso-di-disparita-di-genere-home-working/

Molte Nazioni europee intanto sembrano non volere usufruire del fondo salva Stati, la linea di credito MES per la sanità. Troppi rischi:

Il problema è duplice: da un lato il ricorso a questa linea di credito, soprattutto se effettuato in solitaria da uno dei paesi più deboli dell’eurozona, rischia di attirare le attenzioni non desiderate degli investitori. Questi ultimi potrebbero chiedersi come mai il paese in questione sia l’unico a utilizzare questa linea di credito, giungere alla conclusione che i suoi conti pubblici sono meno solidi di quanto appaiano e chiedere quindi in cambio un interesse maggiore per continuare a prestargli soldi. È l’effetto “stigma”, di cui in molti hanno parlato in queste settimane. Il risparmio sugli interessi permesso dal MES verrebbe compensato (se non superato) dall’aumento dei tassi sui titoli di stato.

L’altro problema è dovuto al fatto che il debito del MES è un debito senior, cioè che andrà rimborsato in maniera prioritaria rispetto alle altre emissioni. Come hanno scritto gli economisti Massimo Bordignon e Guido Tabellini, «un prestito senior con un tasso di interesse inferiore a quello di mercato causerà un rialzo del costo di emettere debito subordinato che arriverà a scadenza nello stesso periodo» Qui il resto: https://www.ilpost.it/2020/05/18/nessuno-vuole-mes/

Infine con la ripartenza di quasi tutte le attività, ha ripreso anche il calcio. Per ora solo in Germania. Tutti guardano alla BundesLiga per capire come ricominciare, in sicurezza:

La Germania è il paese europeo con le maggiori capacità di testare la popolazione per il coronavirus, e il suo sistema di laboratori ha la capacità di analizzare quasi un milione di test a settimana. La Bundesliga ha assicurato che non sottrarrà test alla popolazione, e che li pagherà tutti. Qui il resto: https://www.ilpost.it/2020/05/18/bundesliga-ripresa-ascolti/

Concludo questa ‘rassegna stampa di ripartenza’ con le speranze di una ripresa delle attività cinematografiche. Si guarda con ansia ai prossimi film in uscita ed al riscontro di pubblico, oggi ancora timoroso di recarsi in luoghi di assembramento come sono le sale cinematografiche:

Per questo motivo Tenet è diventato una sorta di portabandiera dell’intera industria cinematografica: se dovesse uscire e avere incassi soddisfacenti, se ne parlerebbe come del film da cui il cinema è ripartito; se così non dovesse essere, sarebbe un pessimo segno per l’intero settore. Tenet, tra l’altro, è un film che è praticamente impossibile immaginarsi in streaming anziché (o prima che) nei cinema: perché Nolan ha idee piuttosto chiare in merito, perché è costato troppo per poter rinunciare agli incassi dei botteghini e perché ha una trama che, a quanto ne sappiamo, soffrirebbe molto di ogni possibile spoiler. Qui l’articolo: https://www.ilpost.it/2020/05/18/tenet-nolan-luglio-coronavirus/

#Fase2: l’Italia riparte tra timori sanitari ed economici


Da domani si riparte. La Fase2 entra nel vivo con riaperture quasi totali di molti negozi e servizi.

Dal 18 maggio l’Italia riparte, dopo il lockdown per contenere i contagi da Coronavirus: via libera agli spostamenti all’interno della propria regione senza autocertificazione, si potranno incontrare anche gli amici, ma rimane il divieto di assembramenti, riaprono negozi, bar, ristoranti, parrucchieri ed estetisti. Mentre per spostarsi tra le regioni bisognerà aspettare il 3 giugno. 

Da Open.online

I dati del contagio pervenuti in questi ultimi giorni, a quasi due settimane dalle prime riaperture, sono incoraggianti. Calano nuovi malati e vittime. Sarà determinante però, da oggi in poi, tenere sotto controllo i valori ‘sentinella’ di ogni regione per valutare eventuali chiusure mirate e localizzate al fine di salvaguardare la salute dei cittadini e di limitare i danni economici di nuovi lock down.

Ma qual è la soglia? Il numero da cui iniziare a pensare alla temuta “seconda ondata”?[….]

La prima risposta è che non esiste un indicatore che da solo basti a segnare il ritono alla Fase 1. Esistono piuttosto una serie di alert, lampadine che si accendono su diversi indicatori e che insieme possono spingere regioni e governo a progettare nuovi lockdown. I parametri scelti sono contenuti in un decreto firmato dal ministro della Sanità Roberto Speranza il 30 aprile.

Si va dal numero di casi sintomatici notificati ogni mese alla percentuale di tamponi positivi, passando per il numero di nuovi focolai registrati a quello di accessi in Pronto soccorso con una classificazione riconducibile al Covid-19. Uno di quelli più chiari, e più importanti, è la percentuale di posti in terapia intensiva occupati da pazienti Covid-19. Una percentuale che non deve superare la soglia del 30% sul totale dei letti disponibili in questi reparti.

Da Open.online

L’esempio della Lombardia, regione in cui i numeri dell’epidemia sono ancora importanti, è lampante:

Come si legge nel grafico, quel 30%, che dovrebbe segnare il primo alert per la sospensione della Fase 2, corrisponde in Lombardia all’occupazione di 420 posti di terapia intensiva da parte di pazienti Covid-19. Una soglia sotto cui si è scesi l’8 maggio, quando questo indicatore è arrivato a 400. Al momento la percentuale di posti occupati da pazienti Covid-19 è poco meno del 20%: 19,14%.

Da Open.online
La curva dei nuovi contagi, giorno per giorno, da fine febbraio a ieri

I prossimi giorni saranno decisivi per capire se l’Italia potrà definitivamente uscire dall’emergenza sanitaria. Per l’emergenza economica invece ancora non è quantificabile esattamente la situazione.

Il governo con il DL Rilancio (QUI maggiori dettagli) ha stanziato 55 miliardi per aiutare imprese e lavoratori di tutti i settori. L’impressione però è che non basti ad evitare chiusure generalizzate ed impennata della disoccupazione.

Sullo sfondo le decisioni dell’Europa con MES, SURE, Recovery Fund e BEI come strumenti di tutela ed aiuto ai Paesi in difficoltà.

#SilviaRomano è libera


Finalmente una buona notizia, dopo tanto tempo.

«Lasciatemi respirare, devo reggere l’urto. Finché non sento la voce di mia figlia per me non è vero al 100%»: così ha detto Enzo Romani, il papà di Silvia rapita in Kenya nel novembre del 2018, che il premier Giuseppe Conte ha annunciato esser stata liberata. «Devo ancora realizzare, mi lasci ricevere la notizia ufficialmente da uno dei mie referenti» ha aggiunto. Sono in molti sui social a commentare con gioia la notizia della liberazione. 

https://www.ilmessaggero.it/italia/silvia_romano_liberata_festa_social_il_papa_lasciatemi_respirare_ultime_notizie_news-5217965.html

#Fase2: cosa si potrà fare da domani #4maggio


Oggi finisce il lockdown, il lungo periodo di chiusura che ci ha obbligato da metà marzo (fine febbraio per le prime zone rosse) a restare in casa. Già ieri in molti sono usciti per riappropriarsi degli spazi pubblici. La “confort zone” si conclude, si deve ripartire per evitare il collasso completo del Paese. Già adesso molti portano i segni dello stop forzato, cassa integrazione, fallimenti, licenziamento per i lavoratori a tempo determinato, saracinesche chiuse per sempre. Senza contare ovviamente le famiglie che hanno sofferto malattie e perdite. Forse avrebbe avuto più senso far ricominciare gradualmente le varie zone d’italia in base allo stato della epidemia. Si è scelto di ripartire tutti insieme, con precauzioni ed in modo parziale.

Da domani si apre la fase2 che, a mio avviso, si reggerà principalmente sul buonsenso di tutti noi. Uscire se necessario, visitare parenti e congiunti in modo intelligente, utilizzare i mezzi pubblici solo se strettamente utile, evitare rimpatriate tra amici, riunioni familiari e via dicendo.

Adesso tocca a noi gestire il futuro delle nostre comunità. Il liberi tutti potrebbe condannare presto il Paese a nuovi e più drammatici blocchi. Usiamo la testa e buona fortuna a tutti noi!

Fase2: QUI trovate tutti i chiarimenti in merito a cosa si potrà fare da domani.

💑 Possiamo andare a trovare i “congiunti”, ovvero “i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge)”, quindi NO amici;
⛹🏾‍♀️ Possiamo fare attività motoria e sportiva all’aperto, anche lontano da casa, ma sempre da soli (ammessi solo i conviventi);
🚴‍♀️ Possiamo andare in bici ma solo per fare attività motoria (oltre che per andare a lavoro, nella nostra residenza o nei negozi che proseguono l’attività di vendita);
🍔 Possiamo andare nella nostra pizzeria preferita per ritirare una pizza (prima erano ammesse solo le consegne a domicilio);
✈️ Possiamo rientrare presso la nostra residenza, abitazione o domicilio, anche in regioni diverse;
🎓 Possiamo fare esami e sedute di laurea, in presenza, non più solo online;
❌ Non possiamo fare passeggiate “non giustificate”, ammesse solo quelle necessarie per andare a fare la spesa, comprare un giornale o andare in farmacia;
❗️ Dobbiamo usare la mascherina in metro, bus e tram e ovviamente negli esercizi commerciali

Fabio Giuffrida, giornalista

#Covid19 in Europa: quasi 100mila morti in un solo mese


Nei prossimi mesi scopriremo il vero drammatico bollettino delle morti “dirette o indirette” per Covid_19. I primi dati parziali, su sette Nazioni europee, parlano di quasi 100mila morti in un mese.

(oltre i positivi, anche i pazienti che hanno contratto la malattia ma non sono stati tamponati e quelli deceduti per effetti collaterali del coronavirus: dai pazienti con infarti, ictus, aneurismi, o altre patologie, non visitati e soccorsi in tempo a causa degli ospedali pieni)

Primo grafico:
i dati dei decessi fotografati dagli Istituti di statistica nazionali tra marzo e aprile 2020 rispetto alla media degli ultimi quattro anni (2015-2019)

Secondo grafico:
La distanza che c’è tra le vittime in più che si contano quest’anno e i morti che ci vengono comunicati tutti i giorni dalla Protezione civile e dalle autorità degli altri Paesi. Il confronto fa emergere un numero: quello delle vittime non contemplate dai bollettini Covid-19

Fonte: Corriere della Sera
https://www.corriere.it/…/1c28ca00-88b3-11ea-96e3-c7b28bb4a…

Ricostruire l’Italia


Un murale di Banksy modificato per alludere alla pandemia di coronavirus (Naomi Baker/Getty Images)

Domani si festeggiano i 75 dal 25 aprile 1945, la Liberazione. L’Italia di allora di lì a poco sarebbe stata completamente liberata ed avrebbe iniziato il lento ma deciso cammino verso la Ricostruzione.

Sarebbe facile fare dei paragoni tra quei tempi e quelli di oggi. Descrivere questi ultimi mesi come una guerra, con vittime, vinti e vincitori, sino alla liberazione dal virus (o almeno il contenimento) e la ripresa della vita quotidiana, non è opportuno.

Le guerre sono eventi tragici ed unici, che producono devastazione e distruzione mentre noi siamo stati costretti, in buona parte, a rimanere confinati in casa, seduti comodamente sul divano, a guardare la tv. Chi ha perso la vita per un virus non può essere etichettato come ‘battuto’ in un guerra. No. Non abbiamo vissuto un conflitto bellico. Il dramma però è che la fase successiva alla pandemia potrebbe avere un destino simile ed anche più amaro di una fase post-bellica.

Un anziano sulla scalinata di Trinità dei Monti, durante l’emergenza Coronavirus. Roma 13 Aprile 2020. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Alla conclusione di una guerra c’è da ricostruire, fisicamente, non solo edifici, imprese, negozi, abitazioni ma anche strade ed infrastrutture. Vi sono posti di lavoro da occupare, posti di chi non c’è più e mestieri nuovi frutto della grande domanda in tanti settori.

Ecco, la fase post-virus non sarà così. Non ci sarà da “ricostruire” in senso stretto perché il lockdown non ha distrutto ‘fisicamente’ ma ha minato alle fondamenta decine di imprese e compromesso quasi irrimediabilmente settori cruciali per la nostra economia. Il Turismo e la Ristorazione, tanto per citarne due fondamentali, riprenderanno con difficoltà e per mesi, se non anni, avranno il fiato cortissimo.

Nel dopoguerra l’Italia e l’Europa riuscirono a farcela anche grazie alle sovvenzioni americane, il Piano Marshall. Oggi l’Europa prova ad auto-salvarsi stanziando dei fondi comuni che però vedono i Paesi del Nord in conflitto con quelli del Sud. Divisioni che potrebbero, in futuro, dare manforte ai nazionalismi già ben vivi in varie regioni d’Europa.

Tornando a noi, con molti settori in ginocchio, centinaia di imprese che non riapriranno, milioni di futuri disoccupati, fondi limitati e debito pubblico in esplosione, l’Italia ha davanti a sé un percorso estremamente difficoltoso. E’ tempo che lo Stato torni protagonista, aiutando industrie, fornendo sussidi a disoccupati, lavoratori ma non solo. Dovrà anche trovare il modo e le finanze per investire, aiutando e favorendo la riconversione di intere filiere. Una opportunità per “ricostruire” l’Italia, favorendo quel salto di qualità che ne consenta una crescita economica futura.

Dopo la fine dell’emergenza, se e quando finirà completamente, si sta aprendo il periodo della sofferenza, economica e sociale. Se la classe politica non avrà la maturità di mettere da parte i piccoli e meschini interessi di partito, guardando agli interessi della Nazione, la possibilità di farcela sarà fortemente ridotta ed anche lo stesso mondo politico, per non parlare dell’intero sistema democratico della Repubblica, potrebbe uscirne malconcio.

#Covid19: un caffè al bar? Non sarà più come prima…


Fase 2. Prendere un caffè in un bar, con barriera in plexiglass che separa dal barista e clienti (due al max) distanziati di un metro, con annessa fila chilometrica fuori dal negozio.

Prendere un caffè al bar era una operazione per socializzare con amici/conoscenti o un esercizio da compiere velocemente prima di andare al lavoro. Chi avrà la forza e la volontà di aspettare dieci minuti in fila per bere, in solitudine, un caffè o un cappuccino?

Capite bene che il fatturato dei bar, dopo la riapertura, crollerà miseramente e che questi esercizi commerciali andranno ripensati. (Consegna a casa con un pacchetto offerta tipo 2 capuccini e due brioche a 3 euro, oppure recapito direttamente negli uffici per stock di 5-10 caffè a volta). Al tempo stesso aumenteranno a dismisura gli acquisti di macchinette per il caffè espresso da utilizzare a casa.

Tutto questo sino alla creazione del vaccino, alla successiva diffusione su larga scala e di conseguenza alla estinzione del pericolo. Tempi tecnici, almeno un anno.

Quello del bar è un piccolo esempio per dire che la fase 2 non significa tornare alla normalità. Che commercianti, lavoratori, imprese avranno bisogno di sostegno e sussidi per mesi e mesi, se non per anni. Che tanti settori subiranno crisi pesanti, in alcuni casi fatali ma altri settori avranno balzi in avanti poderosi ed addirittura qualcuno nascerà dal nulla, per le nuove esigenze dovute al periodo.

Prepariamoci ad affrontare la più grande incognita della storia recente dalla fine delle guerre mondiali