Prima fila: Mary Poppins Returns (2018), una sfida persa


MARY POPPINS RETURNS: UNA OCCASIONE PERSA

In questi giorni di festa, come molti di voi, ho visto il sequel di Mary Poppins, tratto dal secondo libro della scrittrice P. L. Travers e ne sono rimasto profondamente deluso.

Cast stellare, fotografia e scenografie salvano la pellicola, assieme al simbolo che il film stesso rappresenta ovvero un omaggio alla storica bambinaia magica della nostra infanzia. Il resto è da cestinare.

I brani musicali, complice il pessimo doppiaggio italiano, non rimangono in mente ed anzi, a tratti, restano di difficile comprensione. La sceneggiatura è molto debole ed è facile comprendere perché i libri successivi di PL Travers non abbiano mai raggiunto il successo del primo.

Se Emily Blunt porta a casa il risultato, così non si può dire del suo collega Miranda, bravo si ma non abbastanza espressivo e coinvolgente.

La pellicola di Marshall avrebbe dunque potuto essere assemblata in modo decisamente migliore, il tutto sembra essere stato fatto con troppa fretta ed il risultato è un film scontato, a tratti noioso, poco coinvolgente, in sintesi: una occasione persa.

Si intuisce chiaramente il fine commerciale dell’operazione, sfruttando un marchio di sicuro successo come ‘Mary Poppins’.

In definitiva ciò che è mancato è l’amore. Il sentimento che portò Walt Disney ad insistere per decenni al fine di avere i diritti dalla Travers per poter trasformare il libro tanto amato dalle sue bimbe in un film meraviglioso ed irripetibile.

Peccato.

Voi lo avete visto? Vi è piaciuto?

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#AnnaMazzamauro choc: “picchiata da un attore durante le riprese di ‘Poveri ma ricchi'”


L’attrice Anna Mazzamauro picchiata da un suo collega durante le riprese del film ‘Poveri ma Ricchi’. Dichiarazione choc dell’ex ‘signorina Silvani’ che non fa il nome dell’attore coinvolto nella vicenda. Nell’intervista a il Messaggero la Mazzamauro fornisce però alcuni dettagli che potrebbero far capire, analizzando le scene del film, l’identità dell’accusato.

Ne sentiremo parlare ancora nei prossimi giorni. Credo proprio di si…

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/quot-sono-stata-picchiata-nbsp-attore-nbsp-durante-riprese-163052.htm

A te è mai capitato di essere stata molestata o ricattata per una parte?

«Ho sempre fatto in modo che queste situazioni non mi accadessero. Anche quando ero ragazza e volevo fare questo lavoro a tutti i costi. Per giorni e giorni, mattina e pomeriggio, mi misi davanti alla sede del Piccolo di Milano per aspettare di parlare con Strehler. Ancora la sera, prima di addormentarmi, mi ringrazio per il successo che ho raggiunto da sola».

Se ti fosse accaduto saresti stata zitta o avresti parlato?

«Quando ho subìto una violenza, meglio dire quando sono stata picchiata sul set, sono stata zitta. Per paura. Capisco il terrore che una donna può provare. Sì, anche io che sembro sempre così forte e spavalda».

Picchiata sul set, da chi? Quando?

Poco più di un anno fa. Ero sul set di Poveri ma ricchi. Stavamo girando e io sarei dovuta entrare in scena mentre gli altri erano tutti insieme ad esultare. Chiesi a Brizzi quale sarebbe stato il mio momento. Mi rispose che, stando dietro la porta, l’avrei capito da sola. Così, tranquillamente mi misi ad aspettare».

Sospettavi qualcosa?

«Nulla. Una volta entrata in scena ho detto la mia battuta. Si è sovrapposta a quella di un attore. Che, senza dire nulla, mi ha strattonata e picchiata sull’orecchio. Mi è stato lacerato il menisco dell’orecchio e, da allora, quando sono in casa e non devo recitare sono costretta a portare il bite, una sorta di apparecchio in bocca».

Un attore ti ha picchiata mentre stavano riprendendo la scena? Quindi è tutto registrato?

«Esatto. È stato rivisto tutto. Brizzi mi è stato molto vicino. I rappresentanti della produzione mi hanno pregato di non far uscire la notizia per non danneggiare il film. Ero umiliata e triste. Sono andata all’ospedale. Mi è stato chiesto dal medico e dall’agente di denunciare ma, ho preferito tacere. E la stessa produzione che, adesso, si erge a moralista nei confronti di un autore al quale legalmente non è stato riconosciuto alcun peccato. Quando sono stata picchiata e ho mandato una civilissima ed educatissima lettera per mettere la produzione al corrente di quello che era accaduto non ho ricevuto neppure una telefonata».

Non hai parlato per paura? Tu un’attrice così affermata, una donna, diciamo, grande?

«Lo devo confessare, è chiaro. Una parte di me ha preferito ritirarsi. Quasi vergognarsi. Non riesco a perdonarmi. Alla fine delle riprese lui è venuto da me per ripetere che non ce l’aveva con me, che gli dovevo credere. E, se non gli avessi creduto, avrebbe mandato amici suoi a convincermi».

Ma poi hai accettato di fare il seguito di “Poveri ma ricchi” con lo stesso cast?  Comemai?

«Brizzi mi ha pregato, ne abbiamo parlato a lungo nel suo famigerato loft. Ho chiesto che il mio nome diventasse più grande sui manifesti e ho preteso un aumento. Credevo mi dicessero di no. E invece mi hanno detto sì. Il lavoro è lavoro, ho accettato. Ma ho fatto male. È stato difficile tornare sul set e lavorare con quell’attore con il quale non ho più scambiato una parola. Ho sempre pianto durante le riprese. Per fortuna Christian mi consolava»

Primafila #cult: La finestra sul cortile (1954)


​4 agosto 1954, esce sugli schermi americani ‘La finestra sul cortile‘ (Rear Window) di Alfred #Hitchcock. Il thriller con James Stewart, Grace Kelly e Raymond Burr è entrato a far parte dell’olimpo cinematografico. In Italia arrivò nel 1955.

Due curiosità. Gli appartamenti che di vedono dalla finestra del protagonista, il fotoreporter Jefferies, sono in realtà un set. Creati per il film, alcune abitazioni erano complete di allaccio di luce, gas ed acqua e furono abitate dagli attori che partecipavano alla produzione.

La finestra sul cortile non fu proiettata per trent’anni. Hitchcock acquistò i diritti per cederli alla figlia e si dovette attendere il 1983 per poterlo rivedere in sala.

Uno dei miei film preferiti. Lo metto tra i primi dieci.

In prima fila: La Bella e la Bestia, il film


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Beauty and the Beast. Genere: drammatico, fantastisco, sentimentale, musical. Regia di Bill Condon. Con Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Kevin Kline, Josh Gad, Ewan McGregor.

Molto fedele al cartone, un viaggio nel mondo incantato di Belle e del Principe trasformato in mostro da un sortilegio. I brani musicali in italiano fanno perdere molto alla pellicola. Emma Watson un po’ fuori luogo, a mio giudizio. Prenderà qualche statuetta ai prossimi Oscar. Nel complesso, un bel film.

Voto *3/5

Prima fila: #LaLaLand


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(genere: commedia, drammatico, musical, sentimentale) Regia di Damien Chazelle. Con Ryan Gosling, Emma Stone, J. K. Simmons, Finn Wittrock, Sandra Rosko, Sonoya Mizuno

Un inno all’arte ed al sacrificio per ottenere i propri obiettivi. Un musical ispirato alle grandi produzioni hollywoodiane del passato ed ambientato ai nostri giorni. Colorato, divertente al punto giusto, LaLaLand scorre piacevolmente. Emma Stone molto espressiva, scenografia e fotografia da Oscar. 14 nomination per le statuette più preziose del Cinema, premi anche ad Emma Stone, Damien Chazelle, alla colonna sonora ed alla canzone City Of Stars.

Voto *4/5

Prima fila: Il diritto di contare


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Il diritto di contare (Hidden Figures). Regia di Theodore Melfi. Con Taraji P. Henson, Octavia Spencer, Janelle Monáe, Kevin Costner, Kirsten Dunst

Cosa voleva dire essere donna e nera nell’America segregazionista di inizio anni 60. Tra sessismo, razzismo e voglia di emergere, prendendo il giusto riconoscimento per i propri meriti. Pellicola notevole, un po’ romanzata ma davvero piacevole da vedere. Consigliato.

Voto *4/5