L’Italia riapre: rassegna stampa della”ripartenza”


Oggi l’Italia è ripartita, strade piene, traffico in aumento, negozi in gran parte aperti. Come sarà la convivenza quotidiana ‘con il Covid’ e come il virus ha cambiato e cambierà il nostro modo di vivere? Diamo uno occhiata al panorama generale tramite una ‘rassegna stampa della ripartenza’.

Ad esempio, c’è rischio di contagiarsi all’aperto?

Il post.it

All’aperto le particelle del coronavirus (virioni) emesse con i droplet vengono rapidamente diluite nell’aria, e questo riduce la possibilità che se ne respirino quantità tali da essere pericolose. Un singolo virione non è sufficiente per causare un’infezione e viene facilmente distrutto dal sistema immunitario, prima che possa fare danni. Le ricerche sulla quantità oltre la quale i virioni del coronavirus possano causare un’infezione non sono ancora definitive, ma stimano comunque da alcune centinaia a diverse migliaia di singole particelle virali entro brevi tempi di esposizione.
Da il Post https://www.ilpost.it/2020/05/18/coronavirus-aria-aperta/

A proposito di Covid, c’è una prima buona notizia, riguarda il possibile vaccino:

L’azienda farmaceutica statunitense Moderna ha annunciato di avere ottenuto un primo importante risultato con il suo vaccino sperimentale contro il coronavirus. Nella Fase 1 di test su esseri umani, sembra che il vaccino sia riuscito a produrre una risposta immunitaria simile a quella che viene causata dal virus vero e proprio, ma naturalmente senza i rischi annessi di ammalarsi di COVID-19. Il risultato è importante, ma saranno necessarie ancora diverse fasi di test per definire efficace e sicuro il vaccino. Qui il resto: https://www.ilpost.it/2020/05/18/moderna-vaccino-coronavirus/

A proposito di vaccini, bisogna far presto, per non restare isolati e spendere troppo per le dosi:

Dal ministero spiegano a Open che il nostro paese non ha fatto accordi preventivi perché vogliamo che sia «un diritto di tutti». Ma così rischiamo di rimanere indietro. Qui il resto: https://www.open.online/2020/05/18/coronavirus-infuria-la-guerra-per-i-vaccini-e-litalia-rischia-di-essere-il-vaso-di-coccio/

Il Covid ha anche cambiato il mondo del lavoro, tra smart working e contratti a tempo determinato non rinnovati:

Come la crisi e l’emergenza sanitaria scatenate dalla pandemia di Coronavirus stanno cambiando il mondo del lavoro in Italia? Se l’è chiesto l’Anpal – Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro. In un quadro di shock economico che ha travolto «come una tempesta» il sistema nazionale e mondiale, il lockdown si è tradotto in un crollo dei contratti a tempo determinato: -200mila. Qui l’articolo: https://www.open.online/2020/05/18/coronavirus-come-cambia-il-lavoro-crollo-dei-contratti-a-tempo-determinato-e-abisso-di-disparita-di-genere-home-working/

Molte Nazioni europee intanto sembrano non volere usufruire del fondo salva Stati, la linea di credito MES per la sanità. Troppi rischi:

Il problema è duplice: da un lato il ricorso a questa linea di credito, soprattutto se effettuato in solitaria da uno dei paesi più deboli dell’eurozona, rischia di attirare le attenzioni non desiderate degli investitori. Questi ultimi potrebbero chiedersi come mai il paese in questione sia l’unico a utilizzare questa linea di credito, giungere alla conclusione che i suoi conti pubblici sono meno solidi di quanto appaiano e chiedere quindi in cambio un interesse maggiore per continuare a prestargli soldi. È l’effetto “stigma”, di cui in molti hanno parlato in queste settimane. Il risparmio sugli interessi permesso dal MES verrebbe compensato (se non superato) dall’aumento dei tassi sui titoli di stato.

L’altro problema è dovuto al fatto che il debito del MES è un debito senior, cioè che andrà rimborsato in maniera prioritaria rispetto alle altre emissioni. Come hanno scritto gli economisti Massimo Bordignon e Guido Tabellini, «un prestito senior con un tasso di interesse inferiore a quello di mercato causerà un rialzo del costo di emettere debito subordinato che arriverà a scadenza nello stesso periodo» Qui il resto: https://www.ilpost.it/2020/05/18/nessuno-vuole-mes/

Infine con la ripartenza di quasi tutte le attività, ha ripreso anche il calcio. Per ora solo in Germania. Tutti guardano alla BundesLiga per capire come ricominciare, in sicurezza:

La Germania è il paese europeo con le maggiori capacità di testare la popolazione per il coronavirus, e il suo sistema di laboratori ha la capacità di analizzare quasi un milione di test a settimana. La Bundesliga ha assicurato che non sottrarrà test alla popolazione, e che li pagherà tutti. Qui il resto: https://www.ilpost.it/2020/05/18/bundesliga-ripresa-ascolti/

Concludo questa ‘rassegna stampa di ripartenza’ con le speranze di una ripresa delle attività cinematografiche. Si guarda con ansia ai prossimi film in uscita ed al riscontro di pubblico, oggi ancora timoroso di recarsi in luoghi di assembramento come sono le sale cinematografiche:

Per questo motivo Tenet è diventato una sorta di portabandiera dell’intera industria cinematografica: se dovesse uscire e avere incassi soddisfacenti, se ne parlerebbe come del film da cui il cinema è ripartito; se così non dovesse essere, sarebbe un pessimo segno per l’intero settore. Tenet, tra l’altro, è un film che è praticamente impossibile immaginarsi in streaming anziché (o prima che) nei cinema: perché Nolan ha idee piuttosto chiare in merito, perché è costato troppo per poter rinunciare agli incassi dei botteghini e perché ha una trama che, a quanto ne sappiamo, soffrirebbe molto di ogni possibile spoiler. Qui l’articolo: https://www.ilpost.it/2020/05/18/tenet-nolan-luglio-coronavirus/

#Fase2: l’Italia riparte tra timori sanitari ed economici


Da domani si riparte. La Fase2 entra nel vivo con riaperture quasi totali di molti negozi e servizi.

Dal 18 maggio l’Italia riparte, dopo il lockdown per contenere i contagi da Coronavirus: via libera agli spostamenti all’interno della propria regione senza autocertificazione, si potranno incontrare anche gli amici, ma rimane il divieto di assembramenti, riaprono negozi, bar, ristoranti, parrucchieri ed estetisti. Mentre per spostarsi tra le regioni bisognerà aspettare il 3 giugno. 

Da Open.online

I dati del contagio pervenuti in questi ultimi giorni, a quasi due settimane dalle prime riaperture, sono incoraggianti. Calano nuovi malati e vittime. Sarà determinante però, da oggi in poi, tenere sotto controllo i valori ‘sentinella’ di ogni regione per valutare eventuali chiusure mirate e localizzate al fine di salvaguardare la salute dei cittadini e di limitare i danni economici di nuovi lock down.

Ma qual è la soglia? Il numero da cui iniziare a pensare alla temuta “seconda ondata”?[….]

La prima risposta è che non esiste un indicatore che da solo basti a segnare il ritono alla Fase 1. Esistono piuttosto una serie di alert, lampadine che si accendono su diversi indicatori e che insieme possono spingere regioni e governo a progettare nuovi lockdown. I parametri scelti sono contenuti in un decreto firmato dal ministro della Sanità Roberto Speranza il 30 aprile.

Si va dal numero di casi sintomatici notificati ogni mese alla percentuale di tamponi positivi, passando per il numero di nuovi focolai registrati a quello di accessi in Pronto soccorso con una classificazione riconducibile al Covid-19. Uno di quelli più chiari, e più importanti, è la percentuale di posti in terapia intensiva occupati da pazienti Covid-19. Una percentuale che non deve superare la soglia del 30% sul totale dei letti disponibili in questi reparti.

Da Open.online

L’esempio della Lombardia, regione in cui i numeri dell’epidemia sono ancora importanti, è lampante:

Come si legge nel grafico, quel 30%, che dovrebbe segnare il primo alert per la sospensione della Fase 2, corrisponde in Lombardia all’occupazione di 420 posti di terapia intensiva da parte di pazienti Covid-19. Una soglia sotto cui si è scesi l’8 maggio, quando questo indicatore è arrivato a 400. Al momento la percentuale di posti occupati da pazienti Covid-19 è poco meno del 20%: 19,14%.

Da Open.online
La curva dei nuovi contagi, giorno per giorno, da fine febbraio a ieri

I prossimi giorni saranno decisivi per capire se l’Italia potrà definitivamente uscire dall’emergenza sanitaria. Per l’emergenza economica invece ancora non è quantificabile esattamente la situazione.

Il governo con il DL Rilancio (QUI maggiori dettagli) ha stanziato 55 miliardi per aiutare imprese e lavoratori di tutti i settori. L’impressione però è che non basti ad evitare chiusure generalizzate ed impennata della disoccupazione.

Sullo sfondo le decisioni dell’Europa con MES, SURE, Recovery Fund e BEI come strumenti di tutela ed aiuto ai Paesi in difficoltà.

#Covid19: più di 4000 morti, code ai supermarket, sospeso il Patto di stabilità


47.000 casi totali, quasi 700 morti solo ieri per un totale che sfonda quota 4000. Il dramma Coronavirus in Italia si può riassumere in queste cifre.

Nel frattempo le misure di distanziamento sociale mostrano falle, il Governo prova a correggere il tiro, inasprendo alcune restrizioni, le Regioni vorrebbero ancora di più ed ogni amministratore sembra procedere in ordine sparso, tra chi propone tamponi per tutti, chi vuol chiudere i supermarket nel weekend e chi pensa di chiudere le tabaccherie. E proprio nell’incertezza arrivano le code davanti agli alimentari.

I dati mostrano un rallentamento in alcune zone ma un boom in altre, dove evidentemente non sono state efficaci le misure restrittive intraprese sino ad oggi.

La pandemia prosegue anche nel resto d’Europa e nel mondo. Boom in Spagna, Germania e Francia. Anche negli Stati Uniti si aggrava il bilancio e New York ‘chiude’ tutto per arginare il virus.

Il Covid19 ci ha portato in guerra, una guerra invisibile e nella quale si procede a tentativi. Nel frattempo, oltre all’annullamento di tanti eventi sportivi (euro2020, il Giro, i campionati nazionali di calcio, le coppe europee, la formula 1 etc) saltano anche le regole comunitarie, giustamente direi. Stop al Patto di Stabilità UE, così da concedere ai vari Paesi di poter spendere il necessario per cercare di salvare l’economia. La BCE lancia il QE da 750 miliardi che, dopo le scellerate parole di Lagarde e di altri governatori europei, riporta gli spread sotto controllo (da 320 a 190, quello italiano).

Clinton vince la California ed ottiene la nomination Dem


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Vincendo la California nelle elezioni primarie, Hillary Clinton si è assicurata la nomination democratica alla prossima convention di luglio. Bernie Sanders non molla e resta in corsa, forse sperando in qualche scandalo che travolga l’ex first lady prima della adunata dem.

In realtà Clinton sarà nominata alla Presidenza. Il candidato alla vicepresidenza sarà fondamentale per convincere quei settori dell’elettorato, giovani soprattutto, che non sono convinti dalla sua candidatura. Una cosa appare certa. La sfida Trump-Clinton non è scontata e sarà incerta fino alla fine. I democratici sono stati capaci di eleggere, con successo, il primo Presidente nero. Riusciranno nell’impresa con la prima donna Presidente?

Il 2016 tra crisi internazionali, emergenze ed elezioni (USA in primis)


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Nel 2016 vi saranno molti appuntamenti importanti. Iniziando dalla politica.

Europa e resto del Mondo

La Spagna rappresenta una incognita. Germania ed Unione europea spingono per una grande coalizione PP-PSOE. Gli spagnoli però non sono abituati a tale scenario e non è detto che alla fine prevalgano altre scelte. Un governo di minoranza (popolare o di coalizione centro-destra) o un governo di Sinistra (con socialisti e progressisti sostenuti da Podemos). Il ricorso a nuove elezioni entro l’anno sembra non così scontato.

Dodici mesi di consultazioni. Elezioni presidenziali in Portogallo nel mese di gennaio. A Febbraio si darà il via alle primarie presidenziali negli Stati Uniti. Se la candidatura di Clinton appare solida, sul fronte repubblicano non è ancora chiaro chi potrà realmente prevalere tra il populismo di Trump e gli altri candidati. Sempre a febbraio elezioni parlamentari in Iran. Ad aprile tocca all’Irlanda. A giugno le presidenziali in Islanda. Poi due appuntamenti importanti. Le elezioni della Duma russa daranno il quadro della forza di Putin. A novembre infine la sfida delle sfide, le Presidenziali negli Stati Uniti decideranno il Comandante in Capo per i prossimi 4 anni. Duello Trump-Clinton?

In Europa il fronte anti-sistema sarà messo alla prova. Dal Governo Tsipras (di Sinistra) a quelli di Polonia ed Ungheria (di destra),a chi potrà far pesare i propri voti (Podemos). Gli altri (Le Pen, Salvini, Grillo, Farage) staranno a guardare. Il loro consenso sarà pari all’aumento delle emergenze (finanziaria, migratoria, sul terrorismo). E nel 2017 si vota in Francia.  Anche Angela Merkel potrebbe vivere periodi di tensioni interne, soprattutto in merito al tema immigrazione.

Il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, a 'Porta a Porta', il 21 gennaio 2014 a Roma. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Italia

Anche l’Italia avrà due appuntamenti elettorali importanti. Le comunali in primavera, con al voto città importanti come Roma, Napoli, Milano e Torino. E poi il referendum confermativo sulla Riforma Costituzionale voluta dal governo. Due banchi di prova importanti per Renzi. Se sul quesito referendario è scontato un ampio successo, le sfide locali potrebbero riservare sorprese, soprattutto sul fronte 5 Stelle. Molti guardano a Roma. Milano sarà probabilmente appannaggio di Sala (qualora prevalga nelle primarie). Napoli altra incognita. A Torino Fassino cerca il bis. Qualora il movimento candiderà personaggi credibili, potrebbe anche averla vinta in almeno un capoluogo.

Renzi, oramai etichettato da molti come ‘neoberlusconiano’ per le politiche liberalconservatrici attuate su Lavoro (Jobs Act), Scuola e Fisco (no tasse sulla prima casa per tutti) dovrebbe aggiustare il tiro ‘coprendosi’ a Sinistra. Sarà forse l’anno delle Unione Civili, dello Ius soli e dell’inasprimento dei provvedimenti contro i reati. Chissà se questo gioverà alla sua popolarità. Una cosa è certa. Il 2016 inizia nel segno del Premier, per mancanza di avversari. Forza Italia è in disfacimento, con Verdini che recluta parlamentari ogni giorno. Berlusconi non sembra poter fare nulla per arrestare la caduta ed insegue il nuovo leader del Centrodestra ovvero Matteo Salvini. Il populismo leghista paga ancora ed i temi nazionali ed internazionali (immigrazione, sicurezza, pericolo attentati) saranno determinanti per accrescerne ulteriormente il consenso. I 5 Stelle sono ancora in fase di ‘maturazione politica’ e le amministrative potrebbero far fare loro un importante salto di qualità o arrestarne il consenso. Il resto è nulla. A Sinistra del PD c’è il vuoto. Sel, ora Sinistra Italiana assieme ad ex PD, non sembra impensierire Renzi, così come Possibile di Civati. Anche il Centro è annichilito dal decisionismo renziano. Le scelte ‘progressiste’ sui diritti civili potrebbero però consegnare qualche elettore in più ad Alfano e soci.

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Fronti caldi nel Mondo

Infine l’instabilità sui fronti caldi del Pianeta. Dalla Siria all’Iraq passando per la Libia, lo Yemen (senza dimenticare l’Egitto). L’ISIS nel 2015, aldilà degli attentati organizzati nel Mondo, ha perso terreno in Siria ed Iraq. Curdi e coalizione internazionale hanno recuperato terreno. C’è da capire come si muoverà Al Baghdadi per conquistare consenso e finanziamenti e se il fronte anti-ISIS riuscirà a trovare un accordo duraturo tra i vari attori in gioco (ribelli, Assad, Curdi, Stati Uniti, Russia, Europa, Turchia etc).

In Europa si temono attentati in Italia, Germania e Gran Bretagna. Il Giubileo potrebbe essere una ghiotta occasione anche se la risposta occidentale sarebbe poi inevitabile ed il tutto potrebbe assumere i contorni di una Guerra Santa tra religioni, cosa che l’ISIS non credo abbia intenzione di intraprendere (dichiarazioni di facciata a parte). Bisogna però considerare anche le schegge impazzite del terrorismo, non controllabili.

Cina e Stati Uniti rischiano di scontrarsi ‘economicamente’ nel fronte asiatico. Le manovre cinesi negli arcipelaghi Spratly e Paracel (ricchi di petrolio, gas e snodo commerciale) indispettiscono Washington che cerca alleanze nei paesi vicini (Vietnam, Taiwan, Filippine, Brunei e Malaysia).

Sul fronte russo, se ancora ci sono tensioni per l’Ucraina e si dialoga in chiave ‘soluzione in mediorente’, nuove fonti di scontro sono in Europa. Il Montenegro aderirà alla Nato e Putin è fermamente contrario. Si profilano tensioni e piccole ripicche. Senza trascurare gli scontri con la Turchia, destinate ad inasprirsi.

In Venezuela, dopo la sconfitta di Maduro nelle elezioni parlamentari, la situazione potrebbe precipitare. Anche il Brasile non se la passa bene, con un procedimento di impeachment per la Presidente.

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Crisi umanitarie

Le crisi umanitarie non saranno assenti. Da quelle dei migranti in fuga dalle guerre (dipenderà dalla evoluzione in Libia, Siria, Iraq, Yemen, Sudan, Africa sub-sahariana) ad una possibile nuova emergenza in Nepal, devastato dal recente terremoto. Vi sono poi le emergenze umanitarie ‘dimenticate’ dai media. (El Salvador, Honduras e Guatemala su tutte, secondo Reuters) e quelle pronte ad esplodere (Congo e Burundi) o a riesplodere (Ucraina)

Accordi internazionali (e crisi finanziarie)

Alcuni accordi importanti stipulati nel 2015 (dal TTIP/TTP al nucleare iraniano, fino ad arrivare all’accordo sul clima) potrebbero avere sviluppi nell’anno appena iniziato o essere clamorosamente smentiti dai fatti o superati dagli eventi. Il prezzo del petrolio continuerà a scendere? Altre crisi finanziarie saranno destinate ad esplodere in Europa o nel resto del Pianeta?

Sport e Società

Il 2016 sarà anche un anno di Sport. A giugno gli Europei in Francia, ad agosto le Olimpiadi in Brasile. Ed a maggio si chiude la Serie A. Sarà una sfida a tre tra Inter, Juve e Napoli?

Per finire gli eventi nostrani. Facile prevedere nuovi scandali, arresti più o meno eccellenti. Inchieste più o meno clamorose. (Pensate a grandi eventi ed aspettatevi grandi casini, Giubileo in primis?). Solita cronaca nera e pollaio nei talk politici. E l’Oscar, Sanremo, Masterchef, Amici, X Factor? Chi vincerà le sfide più attese della Tv e del Cinema? Infine i lutti eccellenti. Chi ci lascerà nel 2016? Tra musicisti, attori, scrittori, economisti e politici la lista sarà composita. Nessuna previsione quest’anno però.

Pezzo lungo il mio, tante parole ma in realtà l’anno è tutto da scrivere (e da vivere). Ed il primo capitolo è già iniziato!

 

Siria, ISIS, Yemen, Al Qaida, un po’ di notizie sul perché è complicato..


yemen

Si vuole combattere lo Stato Islamico? Ottimo, si inizi a capire da dove arrivano armi e finanziamenti. La Stampa di oggi fornisce alcuni dati interessanti che fanno capire come sia complicato: (fonte)

SOLDI
-Il presidente turco Erdogan, intervenendo al summit sull’Energia a Istanbul, ha accusato Bashar al Assad di «acquistare sottobanco petrolio venduto da Isis, pagandolo a peso d’oro». Ciò significa che «Assad sfrutta il terrorismo per rimanere in piedi»

-Vladimir Putin ha consegnato ai leader presenti al G20 una lista di finanziatori privati di Isis: si tratta di cittadini di 40 Paesi, ma spiccano in particolare i turchi, sauditi e qatarini.

ARMI
-Il Centro di ricerche sugli armamenti nei conflitti, di base a Londra, afferma in un rapporto che le armi in possesso di Isis sono prodotte in Cina, Russia, Stati Uniti, Sudan e Iran. Includono almeno 656,4 milioni di equipaggiamento militare che gli Stati Uniti avevano lasciato all’Iraq e Isis ha catturato nelle basi militari così come ingenti forniture russe trovate nelle installazioni del regime di Assad

INTERESSI POLITICI DI SINGOLE NAZIONI
-Fra i diplomatici europei accreditati a Istanbul e Ankara circolano con insistenza sospetti su presunte complicità fra il governo turco e Isis. La tesi prevalente è che Ankara ha consentito a Isis di rafforzarsi al fine di rovesciare il regime di Assad

movimenti iraniani in Iraq: l’offensiva massiccia contro Isis nella provincia di Dyala ha avuto successo grazie al sostegno dei raid aerei di Teheran, ma dopo essere riusciti ad allontanare i jihadisti dalla propria frontiera sono stati sospesi, allentando la pressione militare. Lasciando supporre di voler usare Isis con più obiettivi: spaccare il fronte sunnita, guidato dalla rivale Arabia Saudita, e spingere Washington ad allearsi proprio con Teheran per combattere i jihadisti in Siria.

Ed ancora. Gli Stati Uniti condannano lo Stato Islamico. I Francesi hanno subìto un attentato sanguinoso. Ci sono forti indizi che l’Arabia Saudita finanzi l’ISIS.

Eppure (dati alla mano, fonte Sole24Ore) “Negli ultimi cinque anni i sauditi hanno acquistato sistemi d’arma da Washington per 100 miliardi di dollari, di cui 12 negli ultimi mesi, nonostante il Congresso abbia sottolineato la persistente violazione dei diritti umani e i crimini di guerra in Yemen” (Perché gli Stati Uniti condannano i bombardamenti sauditi in Yemen però poi forniscono le armi ai sauditi per bombardare lo Yemen)

E poi la Francia.La monarchia saudita e la principale cliente degli armamenti francesi che quest’anno, con l’acquisto di reattori nucleari per 12 miliardi di dollari, ha salvato l’Areva dal fallimento”

Capite bene che non se ne esce con il buonsenso se (come sempre) vi sono di mezzo affari ed alleanze.

Ed infine. Si parla molto dello Stato Islamico, della crisi siriana, delle divisioni tra ribelli, fedeli ad Assad e curdi, degli interessi divergenti di Russia e Stati Uniti . Poco si parla della guerra nello Yemen,  ma è determinante anch’essa. Anche lì, come in Siria, si scontrano due ‘fazioni’ e nel mezzo c’è Al Qaida che si rafforza (e sono i qaeidisti yemeniti i responsabili degli attentati francesi di gennaio): (Il Post)

Semplificando parecchio, in Yemen stanno combattendo due schieramenti: da una parte ci sono i ribelli houthi appoggiati dalle forze fedeli all’ex presidente yemenita Ali Abdullah Saleh e dall’Iran. Dall’altra c’è una coalizione di paesi guidata dall’Arabia Saudita che appoggia l’attuale presidente yemenita Abed Rabbo Mansour Hadi. Si sta combattendo per il controllo del paese, ma a dei costi molto alti: negli ultimi sei mesi sono rimasti uccisi circa 2mila civili e più di un milione di persone hanno dovuto lasciare le loro case. Sana’a, una delle città più belle di tutto il Medio Oriente, è in buona parte distrutta.
…..

La guerra in Yemen, hanno scritto diversi analisti nelle ultime settimane, potrebbe anche causare un rafforzamento di al Qaida. Al Qaida in Yemen (il cui nome completo è “al Qaida nella penisola arabica” – AQAP) è la divisione più potente di tutta l’organizzazione, quella che ha rivendicato, tra gli altri, l’attentato alla sede diCharlie Hebdo a Parigi dello scorso gennaio. Attualmente al Qaida controlla diversi territori nel sud-est dello Yemen

Grecia-Europa: continua lo scontro sul debito, sperando in un accordo


grecia
Tsipras difficilmente cederà alle misure dure che chiede l’Europa. E giustamente aggiungo io. Alla fine troveranno un accordo? Le banche elleniche sono in difficoltà, i cittadini stanno ritirando in massa forti somme di danaro per paura di fallimenti futuri. Il governo greco chiede tempo ed infatto è proprio quello che non ha, al momento.

Spread e disoccupazione, i numeri ‘finti’ più importanti di quelli reali


Disoccupazione-giovanile

Tre anni fa avevamo lo spread a 400 punti e la disoccupazione giovanile al 30%. Oggi lo spread è a 110 e la disoccupazione al 44. Cala un numero scritto su una tabella frutto di calcoli irreali, aumentano la disperazione e l’ansia di ragazzi e ragazze in carne ed ossa , con una vita vera, con sogni e speranze sempre più flebili.

Non sono un esperto di economia ne tanto meno un fanatico di statalismo, ideologie passate, credo però che qualcosa, negli ultimi trent’anni, sia andato storto. La vita è quella vera, fatta di persone e non quella fatta da numeri su una calcolatrice o giudizi di una agenzia di rating.