#Midterm 2018: per Trump sarà vittoria o sconfitta?


Donald Trump a un comizio per Marsha Blackburn e altri candidati Repubblicani a Chattanooga, Tennessee, 4 novembre
(Alex Wong/Getty Images)

Stanotte sapremo se Donald Trump avrà vinto ancora oppure se diventerà l’ennesimo Presidente ‘anatra zoppa’ ovvero senza maggioranza in Congresso e quindi limitato nel suo operato per i prossimi due anni di mandato.

L’economia americana è in netta ripresa ma Trump continua a non avere una grande popolarità. C’è anche da dire che i sondaggi danno in recupero il GOP rispetto ai Dem, così come fu nel 2016 e sappiamo bene come finì allora.

Aggiungo che, in caso di sconfitta repubblicana in Congresso, Trump potrà accusare proprio i Dem per eventuali scarsi risultati nei prossimi anni e ciò potrebbe giocare in suo favore nelle Presidenziali del 2020.

Secondo gli osservatori, la Camera dovrebbe finire ai Dem, il Senato dovrebbe rimanere ai GOP (repubblicani). Domani mattina, ora italiana, il verdetto. Qui di seguito una breve guida tratta da IL POST:

Come per tutte le elezioni di rilievo nazionale, i siti e i giornali americani hanno dedicato molte risorse allo sviluppo di modelli statistici per prevedere i risultati, con grandi pressioni dopo quanto successo due anni fa con l’elezione di Donald Trump. Attualmente, gli esperti concordano che i Democratici abbiano più possibilità di riprendere il controllo della Camera (7 possibilità su 8) e i Repubblicani di mantenere il Senato (4 possibilità su 5). Gli stessi esperti, reduci dalle critiche del 2016, stanno però ricordando che queste previsioni contemplano la possibilità che i Democratici vincano in entrambe le Camere, o che i Repubblicani mantengano il controllo del Congresso.

Viste le centinaia di distretti alla Camera, i giornali si sono concentrati soprattutto nel racconto di alcuni dei 35 seggi del Senato in ballo: il più fotogenico di tutti è stato sicuramente quello del Texas, dove si sfidano due politici molto diversi nelle idee e nel modo di porsi, il Democratico Beto O’Rourke e il Repubblicano Ted Cruz. Tra i governatori, il caso di cui si è parlato di più è stato quello della Georgia, dove la Democratica Stacey Abrams proverà a diventare la prima governatrice afroamericana degli Stati Uniti, contro il Repubblicano Brian Kemp, accusato di aver limitato in molti modi l’accesso al voto delle minoranze; ma anche in Florida c’è una sfida importante, e il Democratico Andrew Gillum viene dato per leggermente favorito.

#Usa2018: elezioni di #midterm, #Trump rischia?


Tra qualche giorno negli Stati Uniti si vota per le elezione di medio termine. Verrà rinnovata tutta la Camera dei Rappresentanti ed un terzo del Senato. Si eleggono anche 36 governatori statali su 50.

Trump rischia di perdere la maggioranza al Congresso. Una delle due camere infatti probabilmente avrà una maggioranza democratica. In Senato, dove vengono rinnovati una trentina di seggi eletti nel 2012, i repubblicani possono sperare di mantenere la maggioranza.

Le sfide più interessanti

Avrete sentito parlare della sfida tra Ted Cruz e Beto O’Rourke per il Senato, in Texas, ma le partite interessanti sono davvero tante. Il Guardian ne ha raccolte alcune: ci trovate anche la Florida, dove è apertissima sia per il Senato (con l’uscente democratico Bob Nelson e il governatore in carica Rick Scott) sia per il governatore (lì il candidato democratico è il sindaco progressista di Tallahassee Andrew Gillum).

Elezioni Catalogna: vittoria agli indipendentisti, è ora di trattare con Madrid


Vincono ancora gli indipendentisti. 70 seggi e maggioranza assoluta anche se..

Anche se il primo partito è Ciudadanos, unionista. Anche se il fronte per l’indipendenza non arriva al 50% e si ferma attorno al 48. Anche se i 3 partiti che vogliono l’indipendenza sono divisi tra loro. Anche se i due leader dei partiti autonomisti sono uno in carcere e l’altro in esilio a Bruxelles.

Un dato è certo, il Partito Popolare del premier spagnolo Rajoy esce sconfitto dalle urne catalane e questo potrebbe avere ripercussioni in ambito nazionale. E’ ora che Madrid inizi a trattare con Barcellona per una maggiore autonomia, come vogliono i socialisti ed anche Podemos. Vedremo nei prossimi mesi se si riuscirà a formare una maggioranza in regione o se saranno costretti a tornare al voto presto.

La Catalogna si proclama indipendente, la Spagna le toglie l’autonomia 



Avvenimento storico. La Catalogna si proclama indipendente. La repubblica catalana durerà probabilmente solo qualche giorno. A breve Presidente e Governo saranno arrestati dalla polizia spagnola, il parlamento locale sarà sciolto e verranno indette nuove elezioni dove è alta la possibilità non vi siano partiti indipendentisti in corsa. Qual è il prezzo, a livello economico, sociale e storico per la Catalogna e la Spagna?