Governo ‘civico’, programma smart e tra 6 mesi nuove elezioni


Credo proprio di aver votato PD per l’ultima volta. Il CentroSinistra è stato sconfitto in modo inequivocabile. Bersani lo ha ammesso oggi in conferenza stampa. Italia Bene Comune è arrivata davanti a tutti ma non ha avuto un successo netto. Ora è tempo di prendere delle decisioni.

Bersani dovrebbe fare un passo indietro ed aprire ad un governo ‘civico’ di area CentroSinistra con dentro personalità della cultura, delle professioni e delle istituzioni. Niente politici, niente ‘tecnocrati’. Società Civile, di questo ha bisogno il Paese, dopo il segnale chiaro lanciato con le elezioni.

Il Governo dovrebbe presentarsi al Senato con un miniprogramma che preveda tagli ai costi della politica, al numero dei parlamentari ed una riforma della legge elettorale. Poi di nuovo al voto, in settembre. Non ci sono alternative per salvare la Sinistra ed il Paese dal populismo grillin-berlusconiano.

In caso di mancanza di fiducia da Palazzo Madama si torni subito al voto con una coalizione ‘civica’ affidata ad una persona nuova. Non credo Renzi si prenderà la ‘croce’, la situazione è troppo disastrata, credo rimarrà alla finestra aspettando momenti migliori.

In cuor mio spero i vertici democratici decidano in questo senso. Dubito però sarà cosi. Temo un ‘governissimo’ in nome dell’Europa, tenuto sotto scacco da Berlusconi. Un esecutivo che distruggerà il CentroSinistra regalando definitivamente l’elettorato progressista a Beppe Grillo.

E’ chiaro comunque che ieri la Sinistra, come è stata concepita in questo Paese, è definitivamente morta. Cosa nascerà dalle sue ceneri non è dato sapere. Una Sinistra moderata renziana o una Sinistra populista grillina. Due modi di fare politica in cui non mi riconosco, per questo credo che il voto di ieri sia stato l’ultimo dato al PD.

Buona Fortuna, a  noi tutti, alla Sinistra, al Paese.

Berlusconi e Grillo vincitori, sconfitta la linea Bersani


Riflessioni post-voto:

I vincitori delle elezioni sono due. Il primo è Silvio Berlusconi che, con il 30% dei voti, ottiene una buona affermazione risultando determinante al Senato per formare una maggioranza di governo. Per Mediaset ed i Processi del Cav tutto andrà nel verso giusto. Nulla di imprevedibile, a dicembre lo scrivevamo:

Eppure uno zoccolo duro c’è. Tra dipendenti delle sue aziende, collaboratori, miracolati ,servitori ed ammiratori viscerali almeno il 15% dell’Italia è con Lui. Se saprà giocare bene le sue carte, unendo tutto il possibile, potrebbe arrivare anche ad avere dietro di se una coalizione dal 30%. Dio (o la Natura) ce ne scampi e liberi.

Il secondo vincitore è Beppe Grillo. Il Movimento 5 Stelle è il primo partito alla Camera ed ottiene una ottima performance al Senato dove sarà determinante. In tutta Italia i grillini sono vincono in molte regioni surclassando il CentroSinistra.

Bersani è il vero unico grande sconfitto. Il PD cede lo scettro ai grillini, ottiene per un soffio la maggioranza alla Camera e perde in molte regioni al Senato. Pur avendo sempre appoggiato Bersani, più volte avevamo espresso dubbi sulla campagna elettorale dimessa portata avanti dal CentroSinistra. La continua ricerca di convergenze con Monti, altro sconfitto dalle urne, non era gradita a molti ed alla lunga ha penalizzato i progressisti.  Vendola non brilla e si mantiene sul 3%.

Gianfranco Fini esce dal Parlamento dopo svariati decenni. Casini si lecca le ferite consolandosi con un seggio al Senato. Di Pietro rimane fuori da Montecitorio e con lui i comunisti di Ferrero e Diliberto.

Questo lo scenario politico che abbiamo di fronte. A questo punto la classe dirigente democratica dovrebbe trarre le conclusioni. Bersani dovrebbe fare un passo indietro rinunciando a formare un governo ed anticipando il Congresso del PD per cedere la segreteria politica. La sua strategia non ha funzionato purtroppo. La Sinistra Democratica è stata sconfitta, la palla ora passerà probabilmente a Renzi che sposterà al ‘centro’ il partito.

Dal punto di vista del Governo, il PD dovrebbe (e dico dovrebbe) evitare esecutivi bipartisan con montiani e berlusconiani. Dovrebbe presentarsi al Senato con un programma di 6 mesi che preveda una riforma elettorale ed il taglio di parlamentari e sprechi della politica per andare al voto a settembre, dopo le elezioni del Capo dello Stato. Lo dovrà fare cercando una convergenza con le altre forze presenti, grillini compresi, ad iniziare dal dialogo per l’elezione del Presidente della Repubblica. E’ l’unica ipotesi ragionevole per dare una chance al CentroSinistra nel prossimo futuro.

In realtà non andrà così. Il PD sosterrà un governo (Passera?) con parti del Pdl e Monti, cosi facendo porrà fine alla alleanza con Vendola e regalerà l’elettorato di Sinistra a Beppe Grillo. Non hanno coraggio, non lo hanno mai avuto e difficilmente lo tireranno fuori ora.

Buona fortuna a tutti, ne avremo bisogno.

Italiani incoscienti. Requiem per il Paese e per la Sinistra


Scrivo questo articolo alle ore 18.30 di lunedì 25 febbraio 2013. Non so come andrà a finire alla Camera dei deputati, si profila una vittoria del Centrodestra al Senato. Grillo sfonda in tutto il Paese.

Alla luce di quanto ho visto, letto e sentito mi sento di fare alcune riflessioni.

Non mi riconosco in questa Italia. Un Paese che decide di affidarsi a due comici, che ha deciso, oggi, di UCCIDERE la Sinistra. La sconfitta del Centrosinistra avrà due possibili sbocchi, il peggiore è che Grillo fagociti l’elettorato PD entro pochi mesi risultando l’unica opposizione a ‘sinistra’ di Berlusconi. Quello ‘migliore’ è che il PD si affidi a Renzi (ed al suo programma moderato) per tentare di rialzarsi. Due ipotesi che significano comunque la morte della Sinistra, come pensiero, come progetti, come tutela dei deboli e come realizzazione di un disegno progressista.

Il vero unico vincitore non è Grillo ma Berlusconi che rischia di vincere anche alla Camera, di eleggere un SUO Presidente della Repubblica il quale nominerà SUOI giudici alla Corte Costituzionale. Un anno fa lo davano per morto ed oggi il Cavaliere risorge, grazie al suo migliore alleato, ovvero Beppe Grillo.

Non mi si venga a dire che Bersani mancava di carisma, che la Sinistra era uguale alla Destra, che Movimento5Stelle è il nuovo etc. Non ci sono giustificazioni per un così grave atto di incoscienza commesso dagli Italiani. La pagheremo cara ed anche presto.

Non era mai successo, dal 1994, che Berlusconi potesse ambire alla conquista del Quirinale, che potesse controllare tutte le cariche dello Stato. Accade forse oggi. Per la prima volta. Da sempre.

Altro da scrivere non mi viene. Mi verrebbe voglia di cambiare Paese ma oramai credo di non avere più l’età per farlo. Auguro a tutti buona Fortuna, ne servirà tanta per uscire da un pantano in cui CONSAPEVOLMENTE ci hanno messo gli elettori di Grillo e quelli di Berlusconi.

‘E’ finito tutto, non c’è niente altro da dire’

Ultimi sondaggi ‘clandestini’ su Camera, Senato, Lazio e Lombardia!


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Ultimi sondaggi clandestini, youtrend per la Camera:

Dal suo istituto Ecumene Magistero e Gerarchia trapelano notizie che paiono collimare con quanto già affermato questa mattina da un altro illustre vaticanista.

Il gioviale cardinale di Piacenza, a capo dello schieramento progressista nella Cappella sistina, in questa rilevazione è accreditato del sostegno di 33-34 cardinali.

Quattro vescovi in meno appoggiano invece l’agiato prelato pelato di Monza e Brianza, che quindi dovrebbe attestarsi tra le 28 e le 29 preferenze

 

Campanello d’allarme per il serafico cardinale di Milano ex nunzio apostolico a Bruxelles, ma soprattutto per i suoi due più noti sostenitori, ovvero il brizzolato vescovo di Bologna e allo slanciato omologo di Montecarlo.  Insieme, i tre vescovi raccolgono tra i 10 e gli 11 cardinali elettori, mettendo a rischio di scomunica i sostenitori dei due vescovi bolognesi.  Cattive notizie anche per il barbuto inquisitore del Sant’Uffizio di Palermo, che è accreditato tra le 3 e le 4 preferenze, subito sotto la soglia per la scomunica (fissata, ricordiamo, a quattro voti)

Notapolitica sul voto alla Camera:

Nella corsa che si è disputata ieri, valida per la Manche de la Chambre, la scuderia Bien Comun vince abbastanza agevolmente: 32,7” all’arrivo e una gara condotta interamente in testa. Dietro, a poco più di quattro secondi, sfreccia Maison Liberté con i suoi 28 secondi complessivi e con Varenne di poco sopra i 20”. Terzo è il sorprendente cinque volte stellato Igor Brick che ritocca il suo record stagionale e ferma il cronometro a 20,7”. Ipson de la Boccon non se la passa benissimo ma riesce comunque a portare a casa un dignitoso 11,3″ e ad accedere al riparto dei sacchi di biada.

Bene anche il guatemalteco Galopin du Zacapa che, a differenza di molti altri ippodromi, qui supera l’ostacolo di sbarramento dei 4 secondi e chiude in 4,9”

Il voto al Senato:

Il processo è stato molto rallentato dai dati che affluivano dai singoli ippodromi regionali: questa Manche de le Senat, infatti, si deciderà soprattutto grazie ai tempi dei Grand Prix di Lombardia, Veneto, Sicilia, Puglia e Campania. Alla fine, non senza qualche protesta, i cronometristi hanno ufficializzato questi risultati:

Igor Brick (43 sacchi di biada)
Gebrazac
(19 sacchi di biada)
Fan Idole (131 sacchi di biada)
Ipson de la Boccon (28 sacchi di biada)
Freres Tricolor (1 sacco di biada)
Hirosaka (1 sacco di biada)
Groom de Bootz (18 sacchi di biada)
Varenne (64 sacchi di biada).

Il totale per scuderie è il seguente:
Maison Liberté
(86 sacchi di biada)
Bien Comun (150 sacchi di biada)
Ipson de la Boccon (28 sacchi di biada)
Igor Brick (43 sacchi di biada).

Con questi numeri, per garantirsi l’oro, Bien Comun ha assolutamente bisogno di chiedere in prestito alcuni sacchi di biada a Ipson de la Boccon oppure Pier le Smacchiateur dovrà intrufolarsi dentro la stalla di Igor Brick e sottrarre un po’ di biada al purosangue cinque volte stellato.

Il voto alle Regionali del Lazio:

Fan Zingar è destinato ad una vittoria piuttosto facile e finirà per sedersi sul trono che fu di Madame Polverenne. L’ex vincitore del Grand Prix Provinciale di Roma corre il miglio in 44,3” e può anche rallentare sul traguardo per esultare. Hirosace, infatti, è lontano e non supera un poco onorevole 32,2″. Dietro di loro è bagare per la terza piazza: la spunta lo stellato Igor Barillar che con 12,2” si aggiudica il bronzo. Medaglia di legno per Ipson de Bonjour che in questo mese di corse clandestine non è mai riuscita ad ingranare veramente: solo 9,6” per lei.

Le regionali Lombarde:

Groom de Maron è stanco, fiaccato dalle molte scaramucce con il compagno di mille trottate Varenne, e così sul finale rallenta, chiude in 38,9” e concede la vittoria al rivale Fan Ambrosòl. La corsa clandestina del Grand Prix du Pirellon corsasi ieri all’ippodromo di Spinòl è riassumibile tutto in questo sprint vinto dal cavallo civile che parte da sinistra con un tempo nemmeno così buono, 41 secondi.

Terzo posto per Igor Carcan (9.3″) che sfrutta la scia nazionale di Igor Brick e si porta a casa un meritato bronzo. Chiude desolatamente quarto Ispon de Albertin (8.1″): dopo essere stato il Varenne di Milano, viene oggi relegato al ruolo di rincalzo di Fan Ambrosol. I suoi tifosi, infatti, sono risultati decisivi per spingere il figlio d’arte ad una, sin qui insperata, affermazione.

Elezioni 2013: diretta LIVE


DIRETTA LIVE 2copia

Ci siamo, dalle 8 di questa mattina l’Italia vota per rinnovare il Parlamento e per eleggere i Governatori di Lazio, Lombardia e Molise. Noi seguiremo l’evento con una diretta no-stop sino a domani. Seguite i tweet del blog sul nostro profilo twitter.

twitter

DIRETTA VIA TWITTER(clicca qui per seguire)

15.10 Istituto Piepoli ISTANT POLL per la Rai: Pd e Sel fra il 35 e il 37%, Pdl e Lega fra il 29 e il 31%, il Movimento 5 Stelle fra il 19 e il 21%, la Lista Monti fra l’8 e il 10, Rivoluzione Civile fra il 2 e il 3%.

15.00 ISTANT POLL Tecné: CSX 34,5 % CDX 29% M5S 19% Scelta Civica 9,5% Rivoluzione Civile 3,5% . Camera Maggioranza (316 deputati) Csx 340, Scelta Civica Monti 46 Cdx 140 deputati M5s 91. SENATO: Csx 169 (158 maggioranza senato). Lombardia: in vantaggio minimo Csx 37,01 contro il 37 del Cdx.

23.00

Affluenza di votanti in calo di oltre il 7%% secondo il secondo rilevamento effettuato dal ministero dell’Interno. Alla Camera alle ore 22 i votanti sono risultati (dato parziale) il 55%, rispetto al 62,55% registrato nel 2008. In crescita invece i votanti alle Regionali: Lombardia +8,5%, Lazio +10%, Molise +2,1%

20.00

Definitivo: calo affluenza h 19 per le elezioni politiche. Ha votato il 46,8% contro il 49,21% 2008 (-2,41%)+++

13.30
In crescita invece i votanti alle Regionali: Lombardia +6,34%, Lazio +3,76%, Molise +1,36%.

13.00
Alla Camera percentuale del 14,94% rispetto al 16,51% del 2008. Crescita alle regionali di Lazio, Lombardia e Molise

Elezioni politiche e regionali: come si vota


 

E’ giunto il momento. Da domani mattina si apriranno i seggi per il rinnovo del Parlamento e per le Regionali di Lombardia, Lazio e Molise. Qui di seguito una piccola guida sulle consultazioni nazionali e locali.

Per cosa si vota:

CANDIDATI ALLA CAMERA E AL SENATO: Al Senato/Italia sono 5.275 i candidati, di cui 1.510 donne. Alla Camera/Itala 10.770, di cui 3.179 donne. Al Senato/Estero 67. Di cui 11 donne mentre alla Camera Estero i candidati sono 160, 40 le donne.

Gli elettori sul territorio nazionale sono

«per la Camera dei Deputati, 47.011.309, di cui 22.569.269 maschi e 24.442.040 femmine»

«per il Senato della

Repubblica 43.071.494, di cui 20.547.324 maschi e 22.524.170 femmine»

Saranno divisi in 61.597 sezioni. Eleggeranno 618 deputati e 209 sentatori.

Nella circoscrizione estero

«sulla base dei dati dell’apposito elenco definitivo, sono per la Camera dei Deputati 3.438.670 e per il Senato della Repubblica 3.103.887 che eleggeranno 12 deputati e 6 senatori»

Da polisblog.it:

Quando si vota
si vota domenica 24 Febbraio dalle ore 8 alle ore 22 e lunedì 25 Febbraio dalle ore 7 alle ore 15.

Chi vota
Potranno votare per eleggere i rappresentanti alla Camera dei Deputati (scheda di colore rosa) tutti i cittadini che hanno compiuto i 18 anni di età entro il giorno prima della votazione, presentandosi alla sezione del seggio elettorale con la propria tessera elettorale ed un documento d’identità valido. Chi non avesse ricevuto la tessera elettorale o l’avesse smarrita, potrà recarsi all’ufficio elettorale del proprio Comune di residenza che resterà aperto ininterrottamente durante l’orario del voto.

Potranno invece votare per eleggere i rappresentati per il Senato della Repubblica (scheda di colore giallo), tutti i cittadini italiani che hanno compiuto 25 anni di età entro il giorno prima della votazione.

Come si vota
In nessuna delle due schede è possibile esprimere una preferenza per un singolo candidato, ma si dovrà solo porre un ’segno’ sul simbolo della lista scelta. Qualsiasi altro ’segno’ o ’scritta’ sulle schede renderanno nullo il voto. Sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica è possibile esprimere una sola preferenza.

L’unica eccezione riguarda la Valle d’Aosta, nelle cui schede sarà prestampato il nome del rappresentante scelto dalle liste candidate. In questo caso l’elettore potrà porre un segno sia sul simbolo che sul nome del candidato.

Come si vota per le Regionali in Lazio, Lombardia e Molise:

Ciascun elettore, con la matita copiativa sulla scheda di colore verde, puo’:

  • votare solo per un candidato alla carica di presidente della Regione, tracciando un segno sul suo nome e/o, solo nel Lazio e nel Molise, sul simbolo della lista regionale. In questo caso il voto e’ valido solo per l’elezione del presidente e non si estende a nessuna lista provinciale.
  • Votare per un candidato alla carica di presidente della Regione e per una delle liste provinciali ad esso collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste. In tal caso l’elettore potra’ esprimere una preferenza per un candidato a consigliere regionale della lista provinciale votata scrivendone il cognome oppure il nome e cognome in caso di omonimia nell’apposito spazio.
  • Votare per un candidato alla carica di presidente della Regione e per una delle altre liste provinciali a esso non collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste (cosiddetto “voto disgiunto”). Anche in tal caso potra’ esprimere una preferenza per un candidato a consigliere regionale della lista provinciale votata scrivendone il cognome oppure il nome e cognome in caso di omonimia nell’apposito spazio.
  • Votare a favore solo di una lista provinciale; in tale caso il voto si intende espresso anche a favore del candidato presidente della Regione a essa collegato.

Elezioni regionali in Lazio, Lombardia e Molise: candidati e programmi


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Domenica e lunedi, oltre alle Politiche, si celebrano anche le elezioni regionali in Lazio, Lombardia e Molise. Nel Lazio si sfidano il Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, l’ex governatore Francesco Storace, la ‘finiana’ Giulia Bongiorno ed altri candidati:

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Il sito RomaToday ha rivolto alcune domande ai candidati Presidente, qui di seguito i temi principali su cui si sono confrontati:

Regionali Lazio 2013: candidati presidente e programmi a confronto

Rifiuti – L’emergenza rifiuti della Capitale si trascina ormai da molto tempo. Riuscirà la prossima amministrazione regionale a trovare la strada giusta per riportare tutto alla normalità? Qual’è il modello di gestione da sviluppare? Ecco tutte le proposte dei candidati.

Sanità – Tagli ai servizi, chiusura di ospedali e di posti letto, prosteste dei lavoratori. Come risollevare la sanità del Lazio ora commissariata? Ecco tutte le risposte dei candidati.

Grandi opere – Di competenza della Regione Lazio ci sono anche le infrastrutture e le “grandi opere”. Una di quelle in campo ormai da anni è la Roma-Latina. Quale posizione a riguardo? Ecco tutte le risposte dei candidati.

Costi della politica – Un punto all’ordine del giorno di tutti i programmi sono i tagli dei costi della politica. La politica costa troppo? Come ridurre questa spesa? Ecco tutte le risposte dei candidati.

Infine uno sguardo ‘oltre’ il voto. Quali ‘scenari’ post voto sono ritenuti possibili e quali invece vanno esclusi a prescindere? Ecco tutte le risposte dei candidati.

I sondaggi attribuiscono un netto vantaggio a Zingaretti, dato attorno al 40-42%, seguito da Storace con il 32-34%.

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In Lombardia è sfida all’ultimo voto tra Ambrosoli, CentroSinistra e Maroni, Centrodestra. Terzo incomodo il montiano Albertini. La battaglia lombarda risulterà determinante anche per il Senato:

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Alcune proposte dei candidati al Pirellone:

Apprendistato e start-up, Expo 2015 e agevolazioni fiscali alle imprese che investono e assumono. Sono diverse le strategie che i candidati alla presidenza della Regione Lombardia mettono in campo per far ripartire l’occupazione nella Regione.

Nel programma di Umberto Ambrosoli, candidato a presidente del centro-sinistra, si legge che il lavoro viene “prima di tutto, la priorità numero uno deve essere il lavoro”. “L’obiettivo che diamo è di recuperare 300mila posti di lavoro, portando al 70% di tasso di occupazione”, si sottolinea. Per questo motivo, servono “un piano speciale per l’occupazione femminile e per quella giovanile”. E ancora “un patto generazionale, con incentivi al nuovo apprendistato per l’inserimento dei nuovi giovani (150mila nuovi contratti) e riforma della prestazione professionale”, senza dimenticare la “semplificazione degli stage in azienda”.

Ma da non perdere, secondo Ambrosoli, è il ‘treno’ “dell’Expo 2015 come grande occasione di lavoro e di rilancio per tutta la Lombardia, con un patto per unire le forze le energie di governo, Regione e Comune di Milano e recuperare il ritardo accumulato dal centrodestra”. Al di là dell’Expo, poi, per il centro-sinistra, è necessario il “completamento di Brebemi, Iem e Pedemontana”. “Per il futuro, meno grandi opere e più piccoli opere utili, con maggiori ricadute sull’occupazione”, si avverte.

 Nel programma di Roberto Maroni, candidato al Pirellone del centro-destra, invece, è prevista “la promozione dell’apprendistato per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro; No tax-area per le imprese under 35 per 3 anni; un ‘fondo di sostegno per la creatività’ per incentivare i talenti'”.

 La coalizione di centro-destra punta “all’introduzione di bonus fiscali per i primi cinque anni alle imprese avviate dai giovani under 35 e lavoratori in cassa integrazione e mobilità che vogliono mettersi in proprio e sfruttare il proprio sapere e la propria esperienza”. “Per quanto riguarda il mondo artigiano introdurre incentivi e detrazioni per coloro che assumono giovani under 30 cui trasferire le conoscenze e le esperienze sugli antichi mestieri artigiani in via di estinzione”, si propone.

 Maroni punta a “garantire la ‘dote formazione’ per continuare a formare figure professionali adeguate alle nuove esigenze del mercato del lavoro, e garantire la ‘dote lavoro’ per tutta la vita professionale per realizzare un sistema che sostenga e accompagni i lavoratori nell’arco dell’intera vita professionale”. Nel programma, previsto anche l’incentivazione di “imprese che creano nuovi posti di lavoro attraverso un uso premiale della leva fiscale (Irap), in particolare per chi assume giovani e donne”.

 Alla “sperimentazione di nuovi modelli di ingresso al lavoro per i giovani” punta il programma di Gabriele Albertini, candidato per il movimento Lombardia Civica. Nuovi modelli da realizzare “in accordo con le associazioni datoriali e sindacali, in grado di superare le rigidità attuali, garantendo un apprendistato formativo per i diplomati e contratti di ingresso per i laureati sul modello dei vecchi Cfl e promozione della contrattazione decentrata e di secondo livello, per permettere la sperimentazione di nuove flessibilità e opportunità occupazionali per i giovani e le categorie più a rischio”.

 Nel programma dell’ex-sindaco di Milano, anche la “riduzione dell’Irap per le imprese che assumono giovani, donne e over 50 e per chi investe sulla formazione e sulla sicurezza sul lavoro”.

I sondaggi danno un testa a testa tra Ambrosoli e Maroni, dati embedue vicini al 40%.

Ed infine arriviamo al Molise, regione ‘dimenticata’ dai media durante questa campagna elettorale, schiacciata dalle importanti sfide di Lazio e Lombardia. I candidati:

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Il PD ‘lascia’ la piazza a Grillo mentre l’anziano Berlusconi da forfait per problemi di salute


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Mentre San Giovanni è affollata di gente per salutare il nuovo Capopopolo ‘a cinque stelle’ ed a Napoli il PDL chiude la campagna elettorale in piazza orfano di Berlusconi (messo ko da un problema agli occhi) , il PD ha fatto una scelta ‘differente’. Bersani ha chiuso la giornata al teatro Ambra Jovinelli a Roma. Porterà fortuna? Domani i giornali saranno tutti per Grillo ed il milione di persone a San Giovanni. Errore mediatico? Lo scopriremo solo lunedi sera.. forse.