Prima fila: Mary Poppins Returns (2018), una sfida persa


MARY POPPINS RETURNS: UNA OCCASIONE PERSA

In questi giorni di festa, come molti di voi, ho visto il sequel di Mary Poppins, tratto dal secondo libro della scrittrice P. L. Travers e ne sono rimasto profondamente deluso.

Cast stellare, fotografia e scenografie salvano la pellicola, assieme al simbolo che il film stesso rappresenta ovvero un omaggio alla storica bambinaia magica della nostra infanzia. Il resto è da cestinare.

I brani musicali, complice il pessimo doppiaggio italiano, non rimangono in mente ed anzi, a tratti, restano di difficile comprensione. La sceneggiatura è molto debole ed è facile comprendere perché i libri successivi di PL Travers non abbiano mai raggiunto il successo del primo.

Se Emily Blunt porta a casa il risultato, così non si può dire del suo collega Miranda, bravo si ma non abbastanza espressivo e coinvolgente.

La pellicola di Marshall avrebbe dunque potuto essere assemblata in modo decisamente migliore, il tutto sembra essere stato fatto con troppa fretta ed il risultato è un film scontato, a tratti noioso, poco coinvolgente, in sintesi: una occasione persa.

Si intuisce chiaramente il fine commerciale dell’operazione, sfruttando un marchio di sicuro successo come ‘Mary Poppins’.

In definitiva ciò che è mancato è l’amore. Il sentimento che portò Walt Disney ad insistere per decenni al fine di avere i diritti dalla Travers per poter trasformare il libro tanto amato dalle sue bimbe in un film meraviglioso ed irripetibile.

Peccato.

Voi lo avete visto? Vi è piaciuto?

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Primafila #cult: La finestra sul cortile (1954)


​4 agosto 1954, esce sugli schermi americani ‘La finestra sul cortile‘ (Rear Window) di Alfred #Hitchcock. Il thriller con James Stewart, Grace Kelly e Raymond Burr è entrato a far parte dell’olimpo cinematografico. In Italia arrivò nel 1955.

Due curiosità. Gli appartamenti che di vedono dalla finestra del protagonista, il fotoreporter Jefferies, sono in realtà un set. Creati per il film, alcune abitazioni erano complete di allaccio di luce, gas ed acqua e furono abitate dagli attori che partecipavano alla produzione.

La finestra sul cortile non fu proiettata per trent’anni. Hitchcock acquistò i diritti per cederli alla figlia e si dovette attendere il 1983 per poterlo rivedere in sala.

Uno dei miei film preferiti. Lo metto tra i primi dieci.

In prima fila: La Bella e la Bestia, il film


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Beauty and the Beast. Genere: drammatico, fantastisco, sentimentale, musical. Regia di Bill Condon. Con Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Kevin Kline, Josh Gad, Ewan McGregor.

Molto fedele al cartone, un viaggio nel mondo incantato di Belle e del Principe trasformato in mostro da un sortilegio. I brani musicali in italiano fanno perdere molto alla pellicola. Emma Watson un po’ fuori luogo, a mio giudizio. Prenderà qualche statuetta ai prossimi Oscar. Nel complesso, un bel film.

Voto *3/5

Prima fila: #LaLaLand


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(genere: commedia, drammatico, musical, sentimentale) Regia di Damien Chazelle. Con Ryan Gosling, Emma Stone, J. K. Simmons, Finn Wittrock, Sandra Rosko, Sonoya Mizuno

Un inno all’arte ed al sacrificio per ottenere i propri obiettivi. Un musical ispirato alle grandi produzioni hollywoodiane del passato ed ambientato ai nostri giorni. Colorato, divertente al punto giusto, LaLaLand scorre piacevolmente. Emma Stone molto espressiva, scenografia e fotografia da Oscar. 14 nomination per le statuette più preziose del Cinema, premi anche ad Emma Stone, Damien Chazelle, alla colonna sonora ed alla canzone City Of Stars.

Voto *4/5

Prima fila: Il diritto di contare


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Il diritto di contare (Hidden Figures). Regia di Theodore Melfi. Con Taraji P. Henson, Octavia Spencer, Janelle Monáe, Kevin Costner, Kirsten Dunst

Cosa voleva dire essere donna e nera nell’America segregazionista di inizio anni 60. Tra sessismo, razzismo e voglia di emergere, prendendo il giusto riconoscimento per i propri meriti. Pellicola notevole, un po’ romanzata ma davvero piacevole da vedere. Consigliato.

Voto *4/5

Prima fila: Lo chiamavano Jeeg Robot


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(Azione) Regia di Gabriele Mainetti. Con Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli.

Enzo Ceccotti è un uomo mediocre, senza alcun talento. Abita in periferia. Si guadagna da vivere con piccoli furti e proprio per sfuggire alle forze dell’ordine, si tuffa nel Tevere e viene a contatto con sostanze radioattive. Si risveglia con una forza sovrumana. Capisce di avere ‘il potere’ ed inizia ad usarlo nell’unico modo che conosce, ovvero infrangendo la legge. Una ragazza, che capisce la sua natura e lo accomuna all’eroe dei cartoni Jeeg Robot, riuscirà a cambiarlo. Un ‘cattivo’ cercherà in tutti i modi di annientarlo.

Il film è ben riuscito. Fuori dai soliti schemi del Cinema italiano. Una sorta di Romanzo Criminale in salsa fumettistica. L’Italia scopre il suo Supereroe. In una Roma preda di bande di criminali e di terroristi, Jeeg Robot avrà la sua rivincita sulla vita.

Bravo Santamaria, bravissima Ilenia Pastorelli.

Voto: *4/5

Prima fila: “To Rome with love” (2012)


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(Titolo originale Nero Fiddled. Commedia, 2012) Di Woody Allen. Con Woody Allen, Alec Baldwin, Roberto Benigni, Penelope Cruz, Judy Davis

Un film di Woody Allen, girato ed ambientato a Roma. Anno 2012. Si può dire tranquillamente come To Rome with Love sia una delle pellicole meno riuscite nella storia recente del regista americano. Tante le forzature volute. I personaggi italiani sembrano usciti da un film degli anni 50, tranne l’attore interpretato da Albanese (per lui abiti in stile 70). La colonna sonora è piena zeppa di canzoni retrò, cominciando da Modugno, in apertura. Perfino i nomi sono stereotipati. Michelangelo, Leonardo.. mancano Raffaello e Dante per fare filotto. Tolti tutti questi luoghi comuni resta ben poco. Le diverse storie intrecciate nella trama non hanno la minima forza. Dalla giovane coppia italiana separata per motivi fortuiti che finisce per cornificarsi a vicenda, allo studente americano che incontra un architetto di ritorno nella capitale, allo stesso Allen regista d’opera che scopre un talento nel futuro consuocero italiano, a Benigni cittadino qualsiasi improvvisamente diventato un vip paparazzato. Il tutto davvero poca cosa, se si esclude la bella fotografia che rende giustizia ai luoghi simbolo di Roma. Insomma, un passo falso su cui stendere un velo pietoso. Per citare un’opera ricorrente nel film, una vera ‘pagliacciata’.

una stella su cinque

*1/5

Prima fila: “Giovani si diventa”


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Titolo originale ” While We’re Young” (2015). Di Noah Baumbach. Con Ben Stiller, Naomi Watts, Adam Driver, Amanda Seyfried, Charles Grodin

Josh e Cornelia (Ben Stiller e Naomi Watts) sono una coppia di quarantenni. Lui documentarista in crisi, lei produttrice. La loro vita scorre lenta e tranquilla, quasi monotona. Grazie ad un incontro fortuito (o presunto tale)  fanno amicizia con una giovane coppia di ventenni, Jamie e Darby. Jamie condivide la passione di Josh per i documentari e ben presto i quattro iniziano a frequentarsi assiduamente. I quarantenni diradano così i rapporti con gli amici coetanei dedicandosi sempre più ai giovani conoscenti e sconvolgendo totalmente la loro vita. Ma Jamie è ambizioso, punta in alto e non tutto è come sembra. I valori di due ‘generazioni’ diverse prima o poi arriveranno a confrontarsi e non sarà piacevole.

gio

Un film dolce ed amaro allo stesso tempo. Ventenni vs quarantenni. Usi ed abitudini diverse. La voglia di ‘giovanilismo’ dei secondi contrapposta alla riscoperta del ‘vintage’ per i primi. Ben Stiller meno “sfigato” del solito, più maturo. Bravi anche Naomi Watts ed Adam Driver. Alcuni personaggi e situazioni presenti nella pellicola avrebbero potuto essere comunque sviluppati maggiormente.

tre stelle su cinque

*3/5*