Processo Ruby: Berlusconi assolto, riflessioni


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L’italia ha pagato il suo prezzo. Ora via alle riforme. È lui tornerà al suo posto, statene certi.

I miei dubbi sulla sentenza del processo Ruby non sono relativi al reato di prostituzione. Berlusconi poteva non sapere si trattasse di una minorenne. Non capisco come si possa aver cassato il reato di concussione. La telefonata al commissariato. Non so se la sentenza sia frutto di un patto. Non lo so e non ci voglio credere. Penso, con quello che ho potuto leggere negli anni, che sia frutto di un errore. Almeno per quanto riguarda la concussione. Potete dirmi tutto quello che volete ma io esprimo dubbi e critiche su questa sentenza. Perchè anche i giudici sbagliano. Sono esseri umani ed in quanto tali sbagliano. Come lo hanno fatto con Tortora, con Priebke ed in tanti altri casi di cui sarebbe inutile parlare. (E per intenderci anche per la condanna di Berlusconi stesso nel Mediatrade. Se Confalonieri è stato assolto come si può condannare chi, come l’ex Premier, non era fattivamente a capo dell’azienda?)

Detto questo rispetto il verdetto ed attendo le motivazioni per avere più chiaro il quadro.

Il Concerto finale


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La Tv stava trasmettendo la diretta dalla Camera dei Deputati. In sottofondo si udivano gli applausi dell’aula. Il nuovo Presidente, appena eletto, si apprestava al giuramento ed al discorso inaugurale.

Lui invece se ne stava lì, in poltrona, nel suo studio. Molti lo attorniavano. Collaboratori, amici fedeli, vecchi e nuovi cortigiani. Si sperticavano in complimenti e segni di approvazione. Li ascoltava, annuiva, sorrideva ma il suo sguardo era proiettato verso il televisore.

Eccolo, il Capo dello Stato. Arrivato nello scranno della Presidenza della Camera, prendeva la parola e prestava il sacro giuramento. Come da articolo 91 della Carta Costituzionale, il Presidente pronunciava, con voce pacata e sottile, le parole magiche : « Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione ». La pacatezza, il suo marchio di fabbrica. Da sempre. Assieme alle innate capacità strategiche.

“Potevo esserci io al suo posto” pensava tra se, mentre il nuovo Presidente della Repubblica formulava il suo breve discorso. Al Quirinale ora c’era un uomo di sua fiducia. Da sempre fidato consigliere. Mai infedele, anche nei momenti di maggiore distanza. Lo aveva portato con se a Palazzo Chigi, gli aveva affidato la guida dei Servizi segreti. Il suo ruolo era stato spesso determinante per sedare beghe di partito e tra alleati di governo. Adesso avrebbe occupato la poltrona più alta. Ed avrebbe ‘vegliato’ su di lui, sui suoi interessi, sulla sua futura libertà.

Già, la libertà. Quella formale sarebbe tornata tra pochi giorni, allo scadere della pena. Ma non bastava. Alcuni magistrati rischiavano di regalare altri problemi in futuro. Problemi che sabbero stati presto risolti.

Entro poche settimane un nuovo Governo avrebbe visto la luce. Un Governo amico. Un volto nuovo alla guida. Una squadra rinnovata. La coalizione con cui era riuscito a vincere le elezioni, seppur ampia e rissosa, gli aveva assicurato di poter sistemare presto ogni cosa. Leggi, decreti e provvedimenti quasi immediati per bloccare le sentenze in arrivo, ridiscutere la condanna già scontata e modificare i regolamenti per permettere un suo eventuale ritorno a Palazzo Chigi.

Tempo. Era solo questione di tempo. Da sempre suo amico, gli avrebbe presto regalato la riabilitazione finale. Gli si inumidirono gli occhi, per un attimo.

Mentre il Capo dello Stato terminava di parlare ed un nuovo applauso copriva i commenti dei giornalisti presenti alla diretta parlamentare, il suo pensiero volgeva al futuro. Un futuro fatto di rivalse. Verso chi lo aveva dato per ‘finito’. La stampa nazionale ed internazionale, gli avversari politici, persino non pochi dei ‘suoi’.

Nella tv, sempre accesa, veniva ora inquadrato il leader dell’opposizione mentre stringeva la mano del capogruppo del suo partito. Eccolo lì. Giovane, carismatico, mediaticamente spendibile ma puntualmente sconfitto. Dalle beghe interne al proprio partito, dalla ampia ‘offerta politica’ fornita dalla coalizione vincitrice, dalla legge elettorale concordata e che lo aveva rilanciato politicamente.

Si alzò dalla poltrona e si diresse verso la finestra dello studio. La spalancò. Un caldo tepore primaverile lo avvolse. Guardò fuori. La vita caotica procedeva regolarmente. Traffico, persone indaffarate che correvano qua e la verso direzioni ignote. Alzò lo sguardo dalla strada verso il cielo. Il sole illuminava Roma. Ed anche il suo futuro. L’Italia si affidava di nuovo a Lui. Allo chansonnier. Per il concerto finale. Il suo e quello del suo Paese.

Berlusconi decaduto, non sconfitto


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La voce stanca, l’aspetto provato. I prodigi della chirurgia estetica non possono mascherare più di tanto l’età. Settantasette anni sono molti, soprattuto per chi li ha vissuti ‘ai limiti’, in ogni senso. Così si presenta Silvio Berlusconi, nel suo discorso di ‘congedo’ dalle istituzioni. Mentre Palazzo Madama prende atto della sua decadenza da senatore, il leader del Centrodestra si circoda dei suoi fedeli, del suo ‘pubblico’. Essere amato, è il suo imperativo ed il suo grosso limite. Da sempre. L’allergia verso i contestatori o chi la pensa diversamente, non è nel suo modo di essere. Il discorso è quello di sempre. Giudici, Sinistra, Corte Costituzionale, tutti contro di lui. Mai una ammissione, mai un ‘ho sbagliato’. Non è nel suo DNA.

Da oggi Silvio Berlusconi non è più senatore della Repubblica. Non pochi, a sinistra, brinderanno. C’è poco da festeggiare. Come scrissi già in occasione delle dimissioni da Palazzo Chigi, a novembre di due anni fa, l’Italia postberlusconiana si porta dietro una spaccatura verticale della società. Il Ventennio berlusconiano ha prodotto prima e cementato poi due grandi ‘fazioni’ politiche, ideologiche e sociali. Berlusconismo ed antiberlusconismo si sono sedimentati nelle coscienze di molti cittadini sino ad influenzarne anche le amicizie, le conoscenze ed i rapporti sentimentali. Il suo modo di fare politica permea oramai il Paese. Decenni vissuti sulle contrapposizioni, sull’odio e sulla delegittimazione, diventata ben presto reciproca, saranno difficili da estirpare. La stessa ‘cultura’ prodotta dal suo modo di fare è ben presente in ogni aspetto della vita quotidiana, nel modo stesso di concepire lo Stato, il rispetto delle regole, la serietà, l’onore ed i valori.

Berlusconi oggi decade ma non viene sconfitto. I suoi interessi sono troppo grandi per essere accantonati. Sarà possibile sanare le ferite di un Paese  ‘malato’ quando ‘la malattia’ è ancora in circolo?

Ben presto potremmo scoprire che si è chiusa solo una fase del berlusconismo. Quella ‘migliore’.

 

 

Berlusconi decaduto da senatore


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  • #decadence. Milano o Napoli. Quale procura spiccherà per prima il mandato di arresto?
  • 17:43: Decaduto. Un minuto di silenzio. Per il Paese, per tutti i danni che quest’uomo ha fatto all’Italia. E per quanti ancora ne potrà fare.
  • #decadence. Assedio dei berlusconiani sotto il Senato. La scena finale del Caimano?
  • Mantenere la dignità per i berlusconiani è troppo dura eh? Vediamo se e cosa riusciranno a combinare stasera, i loro trucchi sono noti, dal porcellum in poi.
  • #decadence. Strategia dei senatori berluscones, intervenire ad oltranza per posticipare la votazione. Quanto dura sta pagliacciata?
  • Berlusconi oggi decade ma non viene sconfitto. Il suo modo di fare politica permea oramai la nostra società. I suoi interessi sono troppo grandi per essere accantonati. Ben presto potremmo scoprire che si è chiusa solo una fase del berlusconismo. Quella ‘migliore’.
  • Il senato oggi vota la decadenza di un senatore che ha totalizzato quasi il 100% di assenze da inizio legislatura. Doveroso, direi. Dovrebbe essere fatto per tutti quelli che, eletti, non partecipano.

Decadenza: Berlusconi chiede la revisione del processo


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Il tichettìo dell’orologio si fa sempre più forte. Mancano meno di due giorni al voto del 27 novembre. Berlusconi rischia di non farcela, di essere ‘buttato fuori’ dal Parlamento. Le ultime mosse, la presentazione di 7 nuovi testimoni per chiedere la revisione del processo, le manovre di Casini per rimandare il voto sulla decadenza, altri trucchi che ancora non conosciamo. Le ultime frecce da tirare.

Decadenza Berlusconi, il voto sarà palese


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A sorpresa la giunta per il Senato vota 7 a 6 per il voto palese in aula sulla decadenza di Berlusconi. Linda Lanzillotta, ex Pd ora Scelta Civica ‘montiana’ si smarca dai ‘casiniani’ e vota con PD e 5 Stelle facendo saltare i nervi al PDL. Si accusa il Presidente del Senato Grasso:

Il telefono di Renato Schifani è bollente. Berlusconi non ha digerito lo schiaffo che è arrivato dalla giunta, e il capogruppo del Pdl è sotto pressione. Martedì, assicura ai suoi, alla ripresa dei lavori dell’aula, si alzerà e rivolgerà un violento j’accuse alla seconda carica dello stato. “E la guerriglia continuerà nei giorni successivi in termini che dobbiamo ancora valutare”, confida un autorevolissimo consigliere del Cav.

Alfano attacca il PD e difende a spada tratta Berlusconi. La tattica ‘democristiana’ è chiara. Difendere il capo sino alla inevitabile votazione finale. Poi, in caso di decadenza, andare da lui dicendo ‘abbiam fatto di tutto, visto? Ma non abbiamo potuto salvarti‘. Povero Alfano, crede davvero che Berlusconi si farà mettere da parte così facilmente. Altro che barricate, il Caimano tirerà fuori ogni strumento utile per salvarsi. Disposto a tutto, in ogni senso. Gli scheletri negli armadi di molti, non solo nel PDL, tremano.

In merito al voto di oggi. Da una parte è poco coerente modificare il regolamento in corso d’opera. Dall’ altra il potere di Berlusconi è immenso ed un voto segreto, tra ricatti e pressioni, gioca a suo favore.  Peraltro se posso essere d’accordo sul voto segreto per le autorizzazioni a procedere, la decadenza dovrebbe essere solo una presa d’atto. Il segreto per questo tipo di votazione è assurdo.

E comunque, in definitiva, “chi di ad personam ferisce, di contra personam perisce”

Berlusconi: rinvio a giudizio per la compravendita di senatori


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L’accusa più grave ed infame, aver corrotto dei parlamentari della Repubblica per far cadere un governo. Se verrà condannato dovrà marcire in prigione. Solo per questo il PD dovrebbe chiedere la defenestrazione di Berlusconi dal Parlamento.

Berlusconi, interdizione di due anni, spiragli per la decadenza


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Interdetto, Ma c’è il ricorso in Cassazione. La spaccatura di Scelta Civica, con la corrente Mauro-Casini in riavvicinamento al PDL, potrebbe favorire un esito positivo per la decadenza di Berlusconi. E poi c’è la revisione della Severino.
Altro che finito. Sta ancora li.