Addio ad #AntonelloFalqui, l’uomo che inventò il #Varietà


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A 94 anni è scomparso Antonello Falqui, ideatore di tanti programmi televisivi del passato. Il Musichiere, Canzonissima, Teatro 10, Milleluci, Studio Uno, Dove Sta Zazà: Antonello Falqui è stato il Varietà, quello che molti ricordano con malinconia, una tv gentile, garbata e “colorata” (malgrado il bianco e nero).

Qui di seguito le puntate della mia rubrica Novecento dedicate ad alcuni programmi di Falqui:

La Storia della TV: anno 2000


Il nuovo numero della rubrica “Storia della TV” è dedicato all’anno 2000. Cifra tonda, fondamentale per la tv italiana.

Sconfitto il pericolo Millennium Bug, l’anno televisivo italiano iniziava con due produzioni ancora oggi in onda. Il 7 gennaio, su Rai1, faceva il suo esordio Don Matteo. La serie prodotta dalla Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction e con protagonista Terence Hill nei panni di un parroco di provincia impegnato a risolvere delitti e crimini è da subito un grande successo. Prodotto ancora ai nostri giorni, dopo 246 episodi, avrà una dodicesima edizione nel 2020.

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Mediaset rispose con un programma cult, C’è Posta per te. In onda dal 12 gennaio, lo show condotto da Maria De Filippi è diventato negli anni una vera e propria corazzata mediatica, capace di distruggere qualunque produzione concorrente. Lo sa bene la Rai, che oramai ha quasi abdicato al ruolo di regina del sabato sera autunno inverno. I diritti del format del programma, ideato in Italia da Maria De Filippi, sono stati acquisiti anche da altri paesi per realizzare delle edizioni locali della trasmissione.

Tornando alla fiction, Rai e Mediaset proseguirono la sfida con due produzioni di grande successo pur se dello stesso genere. Distretto di Polizia e La Squadra. Ambedue nati nel 2000, il primo, ambientato a Roma, ha avuto ben 11 stagioni. Il secondo, girato a Napoli, è stato prodotto sino al 2007.

Il duello tra i due colossi televisivi italiani non ha risparmiato il ‘sacro’. Nel 2000 infatti furono girate ben due fiction su Padre Pio. Mediaset si affidò a Sergio Castellitto, Rai preferì Michele Placido. Due sceneggiati di grande successo nell’anno successivo alla beatificazione del presbiterio italiano.

In TV, oltre al filone consolidato delle fiction, si sono avuti anche degli esperimenti interessanti. Uno su tutti fu Libero, il programma di scherzi telefonici di Rai2, ideato da Giovanni Benincasa e condotto per alcune stagioni da Teo Mammuccari. Buoni ascolti, diventato presto ‘cult’ tra i giovanissimi, ha favorito l’impennata nella carriera del conduttore romano. Prodotto sino al 2007. Sempre su Rai2, nello stesso anno, nasceva Stracult, un programma di cinema che analizzava appunto i cult movie del cinema popolare e che viene trasmesso ancora oggi. Una bella passerella per il grande schermo ‘minore’ e per tanti attori malvisti inizialmente e poi rivalutati.

Se spostiamo il mirino sulle serie tv non si può non citare Dawson’s Creek, il nuovo teen drama “figlio di Beverly Hills” e che faceva il suo esordio ‘in chiaro’, in Italia, a gennaio. Sei stagioni, 128 episodi, per un telefilm adolescenziale che ha lasciato il segno. Così come, per certi versi, ha fatto anche Sex and the City, trasmesso per la prima volta nel nostro Paese proprio nel 2000 e che ha contribuito ad un rinnovamento narrativo nella serialità americana ‘al femminile’, proseguita poi con Desperate Housewife ed altre produzioni di genere.

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Capitolo Cinema. La 72ª edizione della cerimonia di premiazione degli Oscar, il 26 marzo 2000, certificava il trionfo di American Beauty, il dramma diretto da Sam Mendes si aggiudicava, tra gli altri, i premi come miglior Film, miglior regia e miglior attore protagonista, quel Kevin Spacey magistrale nel ruolo di un ossessionato Lester Burnham e che anni dopo vivrà sulla propria pelle uno scandalo devastante.

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Due film campioni di incassi dell’anno furono Il Gladiatore, il colossal  storico che ha consacrato il già noto Russell Crowe ed X-men, diretto da Bryan Singer, che contribuì a rafforzare il genere Cinecomics, poi esplosi a fine decennio con le produzioni Marvel.

In Italia segnalo il bel film di Marco Tullio Giordana, i Cento Passi, dedicato alla vita e all’omicidio di Peppino Impastato, giornalista ed attivista impegnato nella lotta alla mafia.

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E mentre la Lazio vinceva il suo secondo scudetto della Storia, su Canale5, il 22 maggio, veniva trasmesso per la prima volta un nuovo format poi diventato di culto. Chi vuol essere Miliardario. Gerry Scotti si apprestava a condurre la la versione italiana del format inglese Who Wants To Be a Millionaire? Tredici edizioni, l’ultima, celebrativa, proprio qualche mese fa.

Il 2000 nella musica può essere riassunto in una parola. Anastacia. L’esordio bomba della cantautrice statunitense fu di quell’anno. I’m Outta Love, uscito ad inizio 2000 in Usa e poi arrivato in primavera anche in Europa. Milioni di copie vendute, hit dell’anno in testa per settimane in molte classifiche nazionali, il brano ha consacrato l’artista americana nel mondo.

Qui di seguito la classifica dei brani più venduti in Italia nell’anno 2000:

I'm outta love - Anastacia [#1, 2000/01]
Freestyler - Bomfunk MC's [#1, 2000/01]
It's my life - Bon Jovi [#1]
Move your body - Eiffel 65 [#1, 1999/00]
Vamos a bailar - Paola e Chiara [#1]
Too much of Heaven - Eiffel 65 [#1]
Music - Madonna [#1, 2000/01]
Sex bomb - Tom Jones & Mousse T [#1, 1999/00]
American pie - Madonna [#1]
Lady (hear me tonight) - Modjo [#1, 2000/01]

Tornando al piccolo schermo, nell’anno della creazione del dipartimento Teche della Rai, sempre nella azienda di Viale Mazzini, Pippo Baudo conduceva Novecento. Il programma era nato dal successo di Giorno dopo Giorno, quiz di Rai3 che aveva segnato il ritorno in Rai di Baudo dopo la parentesi Mediaset di fine anni 90.

La trasmissione raccontava fatti e personaggi italiani del novecento alla presenza di testimoni e storici. La formula prevede un talk-show condotto da Baudo e la partecipazione di due coppie del mondo dello spettacolo e della cultura che si sfidano in un quiz relativo ai temi della trasmissione

(Wikipedia)

Uno spettacolo gradevole, come solo Pippo Baudo sapeva fare e che ebbe una buona affermazione sulla terza rete, palcoscenico insolito per il conduttore siciliano e per il genere proposto. Ho così tanto apprezzato il programma da aver scelto lo stesso titolo per la rubrica sulla storia del programmi televisivi italiani, Novecento appunto.

Sul fronte sportivo, oltre al successo della Lazio in campo nazionale, la Francia vinse gli Europei di calcio grazie ad un golden goal di Trezeguet proprio sull’Italia di Zoff. Fortemente criticato da Berlusconi, il commissario tecnico lasciò l’incarico. In Formula Uno, Michael Schumacher riportò, dopo 21 anni, il titolo piloti in casa Ferrari.

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L’autunno, negli Stati Uniti, fu segnato da una delle elezioni presidenziali più incerte di sempre, che avrebbe poi visto prevalere di pochissimi voti il governatore George Bush su il vicepresidente uscente Al Gore. In Italia invece su fu un autunno ‘culinario’. Nel mezzogiorno di Rai1 arrivava infatti Antonella Clerici con la prima edizione del fortunatissimo La Prova del cuoco. Anche la Rai sceglieva il cooking show, di lì a poco tutta la tv ne sarebbe stata contagiata.

Menzione ‘culturale’ per Ulisseil piacere della scoperta, è del 2000 la prima puntata, dedicata agli Etruschi, del programma televisivo documentaristico ideato da Piero Angela ed Alberto Angela, e condotto da quest’ultimo. 19 edizioni, più di 200 puntate e soprattutto la promozione su Rai1 di quest’anno con un buon riscontro di pubblico. Segno che la qualità e la cultura pagano, anche in prima serata.

L’ultimo anno del XX secolo si concluse con ascolti record per un nuovo genere di programma. Il reality show. A settembre, su Canale5, prese il via il Grande Fratello, basato sul format olandese Big Brother, generato anche dal clamore che scaturì dal film The Truman Show, il reality per eccellenza ebbe un grosso successo in Europa e soprattutto in Italia. 16 milioni di spettatori videro l’ultima puntata del dicembre 2000.

Spiare le reazioni di ragazzi sconosciuti chiusi assieme in una casa fu un gran colpo di genio degli olandesi e soprattutto ha generato un filone televisivo oramai predominante. Assieme ai talent, i reality hanno davvero cambiato la televisione, contribuendo a mandare in pensione il genere di spettacolo di varietà che per tanti anni ha caratterizzato il nostro piccolo schermo. Una evoluzione del linguaggio tv che è forse più una involuzione, una perdita di qualità in cambio di ‘vicinanza’ alla gente comune. Il famoso quarto d’ora di notorietà di Andy Warhol che diventa un vero e proprio modo di fare televisione. E chissà con quali altre e temibili evoluzioni future.

Il calo verticale di #Tale&Quale


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Non è piacevole scrivere un articolo critico verso un programma che si è apprezzato per molto tempo. Eppure succede. E’ il caso dello show musicale condotto da Carlo Conti. Non è chiaro se per motivi di riduzione del budget o per una serie di sfortunate coincidenze ma la nuova stagione di Tale&Quale rischia di passare alla storia come la meno riuscita.

Il problema principale è il cast ovviamente. Non particolarmente indovinate le partecipazioni di alcuni personaggi. Ed eccezione di Agostino Penna, Sara Facciolini e Lidia Schillaci, gli altri non rendono al meglio. Molti peraltro i volti sconosciuti ai più. Anche le gag tra Panariello e Salemme non convincono, ripetitive. Il tutto risulta davvero troppo autoreferenziale. L’auditel avvalora questa tesi. Di puntata in puntata calano spettatori e share:

Fonte wikipedia

Forse, dopo nove edizioni, è il caso di far ‘riposare’ il format per un po’, sostituendolo magari con la versione NIP, delle persone comuni, di cui vedremo un assaggio nell’ultima puntata di questa stagione.

Il #TG3 cambia #sigla e logo.


Il telegiornale della terza rete Rai, diretto da Giuseppina Paterniti, modifica la sua ‘immagine’. Da oggi nuova sigla e nuovo logo, che potete vedere nella immagine.

Qui di seguito, per gli appassionati, tutte le sigle del Tg3 dal 1979, anno di nascita di Rai3, ad oggi.

Inizia la nuova stagione Tv, tanti programmi in partenza


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Palinsesti autunnali ai nastri di partenza! Da lunedì 9 torna la programmazione regolare di molti programmi televisivi. Da Uno Mattina a Mattino 5, da La Vita in diretta, in cui troveremo Lorella Cuccarini ed Alberto Matano, a Pomeriggio 5 della immarcescibile Barbara D’Urso. Nuova stagione anche per Porta a Porta, per Mattina in Famiglia, con Monica Setta e Tiberio Timperi al sabato e Domenica In con Mara Venier dal 15 settembre.

Confermati i principali show degli scorsi anni, da Tale e Quale al GFVip passando per L’Isola, Temptation Island Vip, X factor, Live non è la D’Urso, Fratelli di Crozza sino ad arrivare a Che tempo che fa, traslocato in estate su Rai2.

La7 conferma in blocco i programmi di informazione, dagli speciali di Mentana, a L’Aria che tira, passando per Non è l’Arena, Atlantide, Piazzapulita, Dimartedì, Ottoemezzo, PropagandaLive.

Concentriamoci sulle novità, alcune in arrivo a settembre, altre più avanti:

  • Eurogames: il vecchio Giochi senza frontiere, riveduto e corretto, condotto da Alvin e Ilary Blasi. (Canale5)
  • Amici Celebrities, la versione Vip del talent più famoso, sarà condotto da Michelle Hunziker, affiancata da Maria De Filippi nelle prime puntate (Canale5)
  • Domenica Ventura: il ritorno di Simona Ventura al calcio, sempre sulla seconda rete Rai, prima di Quelli che. Una scommessa. (Rai2)
  • Maledetti Amici Miei, il programma comico con protagonista Giovanni Veronesi, Rocco Papaleo, Sergio Rubini, Alessandro Haber, Max Tortora e Margherita Buy. (Rai2)
  • Assemblea Generale, che segna il ritorno di Serena Dandini sulla terza rete dopo, affiancata da Filippo Timi (Rai3)
  • Eden, Licia Colò sbarca sulla rete di Cairo con un programma sulla natura e sulle emergenze ambientali. Nella primavera 2020. (La7)
  • Ho qualcosa da dirti, in onda dal lunedì al venerdì, condotto da Enrica Bonaccorti. I protagonisti in ogni puntata dovranno svelare qualcosa a qualcuno. (Tv8)
  • L’assedio, Daria Bignardi torna in tv dopo quattro anni con un talk costituito da interviste a vip e gente comune (Nove)

#Amadeus condurrà il 70esimo #Festival di #Sanremo


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Sanremo 2020 è stato affidato ad Amadeus, che sarà anche direttore artistico. Il conduttore nato a Ravenna avrà la responsabilità del Festival numero 70. Si preannunciano novità a breve. Fiorello e Jovanotti in primis.

NovecentoTV: #AriaFresca, lo show comico anni 90


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Il termometro segna temperature da record, il caldo ci attanaglia e quindi è tempo di Aria Fresca! Vi invito a fare un viaggio con me nel passato della tv iniziando da una trasmissione all’insegna della leggerezza.

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Si chiamava così lo show comico degli anni 90 che ha lanciato molti comici di oggi ed ha dato la notorietà nazionale anche al presentatore per eccellenza, Carlo Conti.

La sigla del programma

Aria Fresca nacque dopo il successo di Vernice fresca, varietà comico in onda sul circuito CinqueStelle tra 1989 ed il 1993 e da cui ereditò quasi tutto il cast. Trasmesso dapprima sulla tv locale toscana Teleregione, approdò nel 1996 sulla rete nazionale VideoMusic ed infine su Telemontecarlo.

Ideato da Carlo Conti, che era in scena anche come spalla di quasi tutti i comici, ha contribuito a lanciare personaggi come Giorgio Panariello, Emanuela Aureli, Niki Giustini, Graziano Salvatori, Cristiano Militello, Andrea Cambi , Massimo Ceccherini, Walter Santillo, Katia Beni ed altri.

Panariello in Mario il bagnino
Emanuela Aureli
Cristiano Militello

La regia era firmata da Leonardo Scucchi e Andrea Biagini. Il successo fu così grande che Carlo Conti venne richiamato in Rai negli anni successivi per condurre due programmi in prima serata in estate su Rai 1 (Su le mani e Va ora in onda), i quali erano direttamente ispirati ad Aria Fresca e vedevano la presenza di Panariello e di altri comici della precedente trasmissione.

Fonte: Wikipedia

20 anni senza #Corrado


L’8 giugno di venti anni fa ci lasciava Corrado. “Lo scognomato” come lo definiva Totò. Un protagonista della mia infanzia e dell’adolescenza attraverso bei programmi come Il pranzo è servito e La Corrida. Corrado è stato anche molto altro, da l’amico del Giaguaro a Canzonissima passando per tante altre trasmissioni di successo, rimanendo nella storia nel 1945 quando, dai microfoni della radio, annunciò la fine della seconda guerra mondiale.

Uomo mite, ironico, mai volgare ma pungente, con il suo garbo ha rappresentato la tv più bella, sia nelle emittenti pubbliche che in quelle private. Sarà per sempre, assieme a Fabrizio Frizzi, nel cassetto dei ricordi di un piccolo schermo ideale quanto mai difficile da ritrovare nel presente.

Ciao Corrado!

PS: Qui di seguito alcuni articoli di Candido dedicati alle trasmissioni di Corrado: