NovecentoTV: #Festivalbar, l’estate in musica!


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Siamo in piena estate e nelle radio scorrono i classici ‘tormentoni’, i brani più ‘gettonati‘. Non molti sapranno che il termine ‘gettonato’ deriva da un programma tv, una trasmissione storica che, ahimè, manca da qualche anno sul piccolo schermo. Sto parlando del FESTIVALBAR!

Il concorso canoro ideato da Vittorio Salvetti nel 1964 fu concepito come una gara tra le canzone dell’estate, la misurazione delle preferenze del pubblico veniva effettuata tramite gli ascolti rilevati dai gloriosi Jukebox, diffusi nei bar di tutto il belpaese. Da lì il nome ‘festival-bar’. Ad ogni jukebox era applicato un contatore che segnalava quante volte un brano veniva suonato. A fine estate veniva effettuato il conteggio delle preferenze, delle cosiddette ‘gettonature’ (visto che l’apparecchio faceva partire i brani tramite l’immissione di un gettone) e veniva decretato il vincitore. Solo la serata finale veniva trasmessa in TV, su Rai2. La location ‘storica’ è stata per anni l’Arena di Verona.

Il Festivalbar è anche altro, ovviamente. Gli anni ’60 e ’70 scorrono veloci ed il rilancio avviene con il passaggio della kermesse alla Fininvest. Con l’arrivo a Canale 5 prima ed Italia1 poi, viene modificato il regolamento, piegandolo maggiormente alle esigenze degli sponsor e quindi la kermesse, diventato un festival itinerante nelle piazze d’Italia, premia i brani con maggiore passaggio nelle radio e nelle tv ed in base alle vendite.

Gli anni ’80 e ’90 segnano il grande successo del Festivalbar, dando popolarità a molti cantanti e lanciando conduttori come Amadeus, Fiorello, Gerry Scotti, Alessia Marcuzzi e Michelle Hunziker.

Il primo vincitore è stato Bobby Solo con Credi in me, 1964. Gli ultimi i Negramaro con Parlami d’amore, 2007. In mezzo Perdono di Caterina Caselli, Stasera mi butto di Rocky Roberts, Acqua Azzurra, Acqua Chiara di Battisti, Piccolo Uomo di Mia Martini, Ti Amo di Umberto Tozzi, Non sono una signora di Loredana Bertè, l’Estate sta finendo dei Righeira, Ti pretendo di Raf , Mare Mare di Luca Carboni e tanti altri.

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Oggi, in estate, ci sono i Music Award di Rai1 o i Battiti Live ripresi da Italia 1 ma 12 anni senza il Festivalbar sono sinceramente troppi. A quando un revival?

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NovecentoTV: #AriaFresca, lo show comico anni 90


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Il termometro segna temperature da record, il caldo ci attanaglia e quindi è tempo di Aria Fresca! Vi invito a fare un viaggio con me nel passato della tv iniziando da una trasmissione all’insegna della leggerezza.

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Si chiamava così lo show comico degli anni 90 che ha lanciato molti comici di oggi ed ha dato la notorietà nazionale anche al presentatore per eccellenza, Carlo Conti.

La sigla del programma

Aria Fresca nacque dopo il successo di Vernice fresca, varietà comico in onda sul circuito CinqueStelle tra 1989 ed il 1993 e da cui ereditò quasi tutto il cast. Trasmesso dapprima sulla tv locale toscana Teleregione, approdò nel 1996 sulla rete nazionale VideoMusic ed infine su Telemontecarlo.

Ideato da Carlo Conti, che era in scena anche come spalla di quasi tutti i comici, ha contribuito a lanciare personaggi come Giorgio Panariello, Emanuela Aureli, Niki Giustini, Graziano Salvatori, Cristiano Militello, Andrea Cambi , Massimo Ceccherini, Walter Santillo, Katia Beni ed altri.

Panariello in Mario il bagnino
Emanuela Aureli
Cristiano Militello

La regia era firmata da Leonardo Scucchi e Andrea Biagini. Il successo fu così grande che Carlo Conti venne richiamato in Rai negli anni successivi per condurre due programmi in prima serata in estate su Rai 1 (Su le mani e Va ora in onda), i quali erano direttamente ispirati ad Aria Fresca e vedevano la presenza di Panariello e di altri comici della precedente trasmissione.

Fonte: Wikipedia

20 anni senza #Corrado


L’8 giugno di venti anni fa ci lasciava Corrado. “Lo scognomato” come lo definiva Totò. Un protagonista della mia infanzia e dell’adolescenza attraverso bei programmi come Il pranzo è servito e La Corrida. Corrado è stato anche molto altro, da l’amico del Giaguaro a Canzonissima passando per tante altre trasmissioni di successo, rimanendo nella storia nel 1945 quando, dai microfoni della radio, annunciò la fine della seconda guerra mondiale.

Uomo mite, ironico, mai volgare ma pungente, con il suo garbo ha rappresentato la tv più bella, sia nelle emittenti pubbliche che in quelle private. Sarà per sempre, assieme a Fabrizio Frizzi, nel cassetto dei ricordi di un piccolo schermo ideale quanto mai difficile da ritrovare nel presente.

Ciao Corrado!

PS: Qui di seguito alcuni articoli di Candido dedicati alle trasmissioni di Corrado:

Novecento80: #ProntoRaffaella, il primo show del mezzogiorno Rai


Secondo numero di Novecento80, edizione 2017. Oggi parliamo di Pronto, Raffaella?, il primo show del mezzogiorno di Rai1. Per la prima volta la Rai si cimentava in un programma della tarda mattinata, mandando in pensione il ‘monoscopio’ ed accendendo le luci su una fascia oraria mai sperimentata prima. Il tutto per combattere la concorrenza sempre più forte di Fininvest che da anni presidiava il settore con Corrado (Il pranzo è servito) e Mike Bongiorno (Bis).

Si dedise quindi di affidare la nuova fase sperimentale ad un volto noto al pubblico della prima rete pubblica, quello di Raffaella Carrà. La conduttrice romagnola esordì il 3 ottobre 1983 e per il programma fu subito grande successo. Fortunatissima la sigla, Fatalità, ancora oggi ricordata tra i principali brani cantati dalla artista.

Diviso in vari segmenti, interviste, spazi comici (in cui si vedeva un giovanissimo Fabio Fazio) , balletti (coreografati da Sergio Japino) e filmati, per la prima volta si diede spazio al pubblico da casa con il quiz telefonico. Si doveva indovinare il quantitativo esatto di alcuni oggetti in un contenitore. Per molte settimane nessuno indovinò il numero dei fagioli inseriti nel barattolo, creando un tale clamore che il segmento è passato alla storia come ‘il gioco dei fagioli’.

Lo studio proponeva una ambientazione tipicamente casalinga, raffigurando un salotto con sullo sfondo una terrazza a grandi finestre che riproduceva la vista su Roma.

Lo show, ideato da Gianni Boncompagni e scritto anche da Giancarlo Magalli, arrivò a punte di 14 milioni di telespettatori e vide tra gli ospiti intervistati dalla Carrà anche Madre Teresa di Calcutta, in una delle rare apparizioni tv.

Carrà lasciò il programma nel 1985, sostituita da Enrica Bonaccorti in Pronto, chi gioca? sino al 1987 e poi da Giancarlo Magalli in Pronto, è la Rai? nel 1988.

Novecento80: #SuperclassificaSHOW, il TeleGattone musicale di Canale5


Novecento80, edizione 2017. Torna la rubrica vintage estiva sulla TV anni’80. Come non iniziare con una trasmissione cult dell’epoca? Eccoci quindi a parlare di Superclassifica Show

Programma televisivo sulla musica, presentato da Maurizio Seymandi. In onda settimanalmente, informava sulle classifiche di vendita dei dischi ed era abbinata al settimanale Tv Sorrisi e canzoni. 

Superclassifica, ideata come risposta delle tv private alla trasmissione della Rete 1 della RAI Discoring , in onda per la prima volta a settembre del 1977 su Telemilano58, la futura Canale5 berlusconiana e su un circuito di televisioni locali, a partire dal 1980 fu trasmessa sulla neonata Canale 5 ottenendo un grande successo.

Indimenticabile la sigla che aveva come protagonista Oscar, il Telegattone simbolo del programma e dei Premi TV organizzati negli anni successivi da Fininvest (il Telegatto).

Nello show si snocciolava la classifica degli album più venduti della settimana ed era presentata da DJ Super X, una palla stroboscopica adattata a volto umano tramite il cromakey che tramite un microfono leggeva le posizioni dei brani. Nella trasmissione erano presenti anche interviste ai cantanti.

Più di 900 puntante. Tutto finì nel 1995 quando, per andare incontro alle nuove esigenze dei giovani, la tramissione venne rivoluzionata: fine della collaborazione con TV sorrisi e canzoni, Seymandi lasciò il testimone a Gerry Scotti ed il nome cambiò in SUPER. Negli anni successivi vi furono altre modifiche, lo spostamento su Italia1 ed altri conduttori, sino alla chiusura nel 2001. Nel 2013 fu ‘riesumata’ per qualche puntata su Italia2.

 

La Storia della TV italiana: anni ’50


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La Storia della Televisione, in Italia. Una rubrica nuova ed anche un progetto ambizioso,  tramite il quale cercherò di trasportarvi indietro nel tempo per capire cosa è stata la Tv nel nostro Paese. Dal 1954, primo anno della Tv italiana, arrivando ai nostri giorni.

Un passo indietro ulteriore è necessario. Anno 1925, l’inventore scozzese John Logie Baird costruì il primo prototipo realmente funzionante di televisore. Negli anni 30 in varie nazioni d’Europa si sperimentarono le prime trasmissioni tv. Dall’Inghilterra alla Francia passando per la Germania nazista. Anche in Italia Mussolini si mosse in tal senso:

venne emanata una legge (9 gennaio 1936) che stabiliva il passaggio dei programmi dell’EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) sotto il controllo del Ministero della Stampa e Propaganda del governo fascista. Le prime trasmissioni sperimentali iniziarono nel 1939 a Torino con l’EIAR.

Nel 1944 l’EIAR divenne RAI (Radio Audizioni Italiane, poi Radio Televisione) per proseguire le sperimentazioni rallentate dalla guerra. Arriviamo quindi al 3 gennaio 1954, la data in cui la Tv si ‘accese’ anche in Italia.

Il primo annuncio, dato in diretta da Fulvia Colombo:

L’Italia del 1954 è ‘rurale’, quasi il 40% dei lavoratori è impiegato nel settore agricolo, più del 30% è nell’industria e solo il 28% è nel terziario. Il reddito pro-capite nel 1950 era tornato ai livelli ante guerra.

La TV quindi rappresenta una vera e propria finestra sul mondo. E per molti anche l’occasione per imparare l’italiano.

Il palinsesto del primo giorno di programmazione:

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Inizialmente la Tv non era poi così diffusa. 80.000 televisori ad inizio 1954, soprattutto per via dei prezzi esorbitanti. Il costo di un televisore era proibitivo (250.000 lire per un apparecchio), equivaleva al reddito annuo di una famiglia di ceto medio. Ecco perché si ebbe uno sviluppo nei bar delle “sale tv” dove ci si recava per assistere collettivamente alle trasmissioni.

Inizialmente la tv viene vista solo in Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Umbria e Lazio. Ma già alla fine del ’54 la quota di popolazione servita supera il 48%. Nel ’61 raggiunge il 97% degli italiani. e la rete di trasmissione non copriva tutto il territorio.

La sigla del primo Telegiornale:

Ma cosa trasmetteva la TV nel 1954? Il volto della RAI dei primi anni ’50 non poteva che essere lui. Mike Bongiorno.

Il conduttore italo-americano ha l’onore di aver presentato la prima trasmissione televisiva ovvero Arrivi e partenze. Alle ore 14.30 del 3 gennaio, subito dopo l’inaugurazione ufficiale della nascente televisione italiana.

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Bongiorno, che era stato scelto personalmente dal direttore generale della Rai Vittorio Veltroni (padre del politico Walter Veltroni), intervistava personaggi italiani e stranieri in partenza o in arrivo negli aeroporti e nei porti italiani. L’altro intervistatore del programma era Armando Pizzo giornalista Rai.

La trasmissione segnò il debutto di Antonello Falqui, che ne era il regista.

Inizialmente i programmi duravano quasi 4 ore. Nei primi 10 anni di vita gli abbonamenti crebbero costantemente: dai 24.000 del ’54 a oltre 6 milioni nel ’65. Nello stesso periodo il cinema subì un notevole calo nel numero di biglietti venduti.

E mentre negli Stati Uniti nascevano da subito network privati, per i quali non si pagava canone, nell’Europa post bellica l’unico ente in grado di sostenere le ingenti spese per le trasmissioni risultava essere lo Stato.

E se negli altri Paesi europei la Tv poteva contare su un pubblico mediamente scolarizzato, in Italia il mezzo televisivo, oltre che ‘intrattenere’ venne pensato anche per ‘educare’ la popolazione, dove l’analfabetismo era ancora alto. Nel 1954 parlava correntemente l’italiano solo il 20%della popolazione (quasi il 13% è analfabeta).

Nel 1958 nacque quindi il progetto di Telescuola.

un programma televisivo sperimentale della RAI realizzato con il sostegno del Ministero della Pubblica Istruzione diretto a consentire il completamento del ciclo di istruzione obbligatoria ai ragazzi residenti in località prive di scuole secondarie [..] Telescuola fu un’esperienza umana e didattica straordinaria che in sei anni avrebbe permesso di entrare in contatto con gruppi di ascolto sparsi in piccoli centri di tutta Italia, contribuendo, di fatto, all’alfabetizzazione del Paese. Si possono citare tra i conduttori un giovanissimo Luciano Rispoli

Il progetto fu poi integrato nel 1960 dal programma ‘Non è mai troppo tardi‘. Un ‘Corso di istruzione popolare per il recupero dell’adulto analfabeta’ condotto dal maestro e pedagogo Alberto Manzi, il cui fine era quello di insegnare a leggere e a scrivere agli italiani che non ne erano ancora in grado, pur avendo superato l’età scolare. Vere e proprie lezioni.

Ma sul Programma Nazionale, ovvero l’unico canale Tv, c’era ben altro. Il teatro al venerdì sera ma anche programmi comici. Un, due, tre ad esempio, condotto da Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi. Andato in onda dal gennaio 1954 al 1959, era strutturato in forma di sketch e parodie.

E poi i quiz con lo ‘storico’ Lascia o Raddoppia, condotto da Mike Bongiorno, in onda dal 1955 al 1959. Successo clamoroso, tanto da essere trasmesso anche nei cinema. Vediamo un piccolo estratto da un video dell’Istituto Luce:

Grande popolarità riscosse anche Il Musichiere, programma musicale che rese famoso il conduttore romano Mario Riva.

I concorrenti, seduti su di una sedia a dondolo, dovevano ascoltare l’attacco di un brano musicale e, una volta riconosciutolo, precipitarsi a suonare una campanella a dieci metri di distanza per avere diritto a dare la propria risposta, accumulando gettoni d’oro per il montepremi finale. Il montepremi si conquistava indovinando il “motivo mascherato”, eseguito all’apertura di una cassaforte che conteneva la vincita.

I motivi musicali erano eseguiti dall’orchestra di Gorni Kramer e da due cantanti: Nuccia Bongiovanni e Johnny Dorelli. Quest’ultimo fu poi sostituito da Paolo Bacilieri.

In onda dal 1957 sino al 1960, quando Riva morì tragicamente in un incidente.

Ma la Tv degli anni 50 visse anche di ‘eventi’. Come il Festival della Canzone Italiana. Sanremo. Nato nel 1951, dal 1954 venne trasmesso anche in Tv, riscuotendo grande successo, sino ad arrivare al record dei 30 milioni di telespettatori incollati davanti al televisore per assistere alla performance di Domenico Modugno, con il suo ‘Nel blu dipinto di blu’, vincitore del Festival 1958.

Sempre nel 1958 ecco lo show per eccellenza. Dalla Radio sbarca in Tv ‘Canzonissima‘, il torneo musicale che vede protagonisti i più importanti cantanti nazionali. La prima edizione condotta da Renato Tagliani con Tognazzi, Agus, Walter Chiari, Lauretta Masiero e Corrado Pani. Rimarrà in onda, anche con nomi diversi, sino al 1976.

Nel 1957 arriva anche la pubblicità. Carosello, il programma composto da brevi filmati seguiti da messaggi pubblicitari. Volti noti della tv e cartoni animati aiutarono gli italiani ad entrare nell’epoca del ‘consumismo’. In onda tutti i giorni per dieci minuti, dalle 20.50 alle 21. E dopo Carosello ‘tutti i bimbi a nanna’.

Non mancava lo Sport, con la Domenica Sportiva, in onda sino dalle prime ore della Tv, nel gennaio 1954. Altro programma di successo fu Campanile sera. In onda dal 1959 per tre stagioni e condotto dall’onnipresente Mike Bongiorno assieme a Renato Tagliani ed Enzo Tortora.

Fu il primo esempio di “gioco collettivo” in quanto veniva data la possibilità di giocare al pubblico che partecipava alla trasmissione e a quello da casa.[…] l meccanismo del gioco era semplice. Si trattava in pratica di un quiz, con domande rivolte a concorrenti di un paese del Nord Italia e di una località del Sud, alle quali venivano abbinate anche prove atletiche. In questo modo il pubblico veniva a conoscenza della realtà dei piccoli paesi italiani ed infatti il filmato che dava inizio alla puntata del quiz descriveva il paesaggio e la realtà produttiva dei comuni in gara.

Successo clamoroso. Il format fu venduto anche all’estero e fu ispirazione per il successivo Giochi senza frontiere.

Infine, la Tv degli anni ’50, in pieno stile democristiano, era anche ricca di censure. Ne ricordiamo due in particolare:

[..] il famoso caso della soppressione del varietà La piazzetta nel 1956 per la ballerina Alba Arnova che, andando in scena in diretta con una calzamaglia color carne diede l’impressione (per via del bianco e nero) di essere nuda, o la sospensione del varietà Un, due, tre e l’allontanamento dei conduttori Raimondo Vianello ed Ugo Tognazzi colpevoli di aver parodiato una caduta di cui era stato protagonista il presidente della repubblica Giovanni Gronchi;

 Termina così il primo numero de La Storia della TV, dedicato agli anni ’50. Il primo decennio vide il vorticoso sviluppo del mezzo televisivo, sia nella distribuzione presso la popolazione, sia nella creatività di autori, conduttori e maestranze.

Gli anni ’60 riserveranno tante sorprese. Dalla nascita di un secondo canale, al varo di nuovi programmi, accompagnando gli italiani in un periodo non facile per il Paese e per il Mondo intero. Ma ne parleremo nel prossimo numero.

Stay tuned…

Fonti
wikipedia, da cui sono tratti gli estratti ed i virgolettati.

Novecento80: Deejay Television – 1983


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Oggi parliamo di Deejay Television. Una trasmissione musicale andata in onda negli anni 80 sugli schermi Fininvest. Da una idea di Claudio Cecchetto, nel giugno 1983 inizia la programmazione, ogni sabato dopo le 22.30 su Canale 5. Poco dopo DT diventa appuntamento quotidiano, dopo le 14.00 per mezz’ora.

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Video musicali del periodo, ecco la principale novità televisiva. Sulla scia di MTV. Ma Deejay Television ha lanciato soprattutto tanti volti noti del piccolo schermo. Da Fiorello ad Amadeus, da Gerry Scotti a Linus, Albertino, Jovanotti, Kay Rush, Leonardo Pieraccioni.

Da wikipedia:

Nelle prime edizioni i videoclip si riferivano soprattutto a brani pop britannici e statunitensi, in seguito si diede più spazio alla musica italiana. I videoclip venivano trasmessi in varie elaborazioni: fra queste, Sing a Song era una specie di karaoke in cui nel video veniva mostrato in sovrimpressione il testo della canzone, mentre i brani in lingue diverse dall’italiano venivano trasmessi anche in versione Story, nella quale compariva il testo tradotto.

Negli anni il programma perse sempre di più la connotazione esclusivamente musicale per diventare un quiz prima ed un notiziario dopo.

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The disc-jockeys Linus and Jovanotti wearing sun glasses, leaning on a desk in Deejay Television studios; between them a dummy. Milan (Italy), 1988.

Negli anni seguenti la trasmissione iniziò a modificarsi radicalmente: prima diventò un breve quiz musicale presentato da Amadeus (il suo primo programma a quiz), poi, nell’ultima edizione, diventò una specie di notiziario musicale (presentato nuovamente da Linus), con uno spazio dedicato ai videoclip molto più limitato. È in questa edizione che fa la sua comparsa Leonardo Pieraccioni in studio da Milano e poi a Ibiza con Fiorello e Amadeus.

Il programma chiuse nel 1990. Restano i video su Youtube e le tante stelle TV scoperte in quegli anni.

Novecento80: ‘Giochi senza Frontiere’ (1988)


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L’estate è tempo di Giochi. Da quelli Olimpici ai Campionati Mondiali o Europei di Calcio. Sino a qualche anno fa però ci si poteva divertire in Tv con uno show che prendeva tutto il buono dello sport traducendolo in un programma da mandare in onda. Mi riferisco a Giochi Senza Frontiere (JSF). Trasmesso da Rai1 dal 1988 al 1999, JSF aveva avuto anche una prima ‘serie’ datata addirittura 1965.

 

Nato da una idea del Presidente francese Charles De Gaulle, per fortificare i rapporti di amicizia tra Francia e Germania, Giochi senza Frontiere ha avuto ben 30 edizioni tra il 1965-1982 e con la seconda serie dal 1988 al 1999. Presentatore ‘storico’ è Ettore Andenna, già alla guida del programma nel 1978 e poi di nuovo dal 1991 al 1996.

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Il meccanismo dei giochi:

Si trattava, in sostanza, di una serie di prove di abilità in cui le squadre si affrontavano tra di loro, conquistando dei punti che poi sarebbero andati a comporre la classifica generale. Ogni nazionale poteva giocare un jolly nella prova in cui si sentiva più forte, raddoppiando così il punteggio. Tutte le squadre, a turno, erano costrette a saltare una prova per giocare il fil rouge, una gara individuale affrontata da un unico concorrente per nazione.

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Un modo per passare una serata divertendosi, ‘tifando’ la propria Nazione ma anche una occasione per promuovere, attraverso il gioco, lo spirito di unità dell’Europa.  Il successo è stato clamoroso. Sia nella prima serie sia in quella andata in onda negli anni 80 e 90. Ad oggi alcune Tv europee stanno cercando di riproporre il progetto, per ora senza successo. Chissà in futuro. L’Europa di oggi appare spesso come un ‘gigante burocratico senza anima’. Avremmo tutti bisogno di un po’ di spirito europeo e magari un programma tv in estate potrebbe aiutare in questo senso.

Curiosità:  negli anni novanta le squadre partecipanti erano tra le altre quelle di Malta, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovenia, tutti paesi successivamente entrati nell’Unione europea. Nel 1992 invece partecipò anche la Tunisia, Nazione non europea.

 

Fonte:

http://www.lettera43.it/gossip/cine-tivu/giochi-senza-frontiere-otto-curiosita-sul-programma_43675232478.htm
https://it.wikipedia.org/wiki/Giochi_senza_frontiere