Addio a Claudio Ferretti


Ieri è scomparso Claudio Ferretti. Il giornalista romano è per me, da sempre, associato ai ricordi della adolescenza. Già da sedicenne ero interessato al mondo della tv e dei media ed una delle mie trasmissioni preferite dell’epoca era proprio la “sua” Telesogni. Andava in onda, in tarda mattinata, su Rai3 a metà anni ’90 e trattava di Televisione.

Con l’ausilio di Umberto Broccoli, la simpatia di Marina Morgan, le news di Adriana Retacchi e di Maria Rosaria De Medici, la genialità di un giovanissimo Enrico Lucci e la collaborazione della affascinante Gabriella Farinon, Telesogni era un piccolo gioiellino. Potrei considerarla antesignana dell’odierna ed altrettanto interessante, TvTalk.

#Mixer, un programma che ha fatto Storia


Sabato scorso, il Tg2 Dossier ha omaggiato, con uno speciale, una delle trasmissione storiche della Rai, a quarant’anni dalla sua nascita. Sto parlando di Mixer. Andata in onda a partire dal 21 aprile 1980 su Rai2 e dal 1996 al 1998 su Rai3, Mixer era un rotocalco televisivo di attualità politica, culturale e di spettacolo.

Strutturato come un contenitore di “cento minuti di TV” suddivisi in vari segmenti, è ricordato soprattutto per i faccia a faccia di Minoli con personaggi celebri della politica, della cultura e della società. Famosi, tra i tanti, quelli con Berlinguer, Craxi e Gianni Agnelli. Ricco di scoop giornalistici, ha contribuito in modo importante ad innovare lo stile dei programmi televisivi di informazione del nostro Paese.

Mixer, nel corso degli anni, ha avuto anche diversi spin-off tematici, ha utilizzato per la prima volta in tv i sondaggi di opinione ed ha lanciato alcuni personaggi, come Milena Gabanelli, Sveva Sagramola, Bianca Berlinguer e Massimo Giletti, poi diventati celebri nel panorama televisivo italiano.

Parlando di Mixer, Minoli racconta:

Era nato il telecomando, bisognava entrare nel mondo della concorrenza” “E così abbiamo pensato a questa formula di un programma concepito come un palinsesto verticale, in cui a cambiare canale eravamo noi, anticipando lo spettatore, proponendo ogni quindici minuti una cosa diversa“.

Il conduttore ha recentemente riprodotto il format storico nel preserale della domenica di La7, dal 2016 al 2018 con il nome Faccia a Faccia. Resta alla memoria l’ironica imitazione di Minoli fatta dal comico Corrado Guzzanti nella trasmissione satirica Avanzi


Addio ad #AntonelloFalqui, l’uomo che inventò il #Varietà


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A 94 anni è scomparso Antonello Falqui, ideatore di tanti programmi televisivi del passato. Il Musichiere, Canzonissima, Teatro 10, Milleluci, Studio Uno, Dove Sta Zazà: Antonello Falqui è stato il Varietà, quello che molti ricordano con malinconia, una tv gentile, garbata e “colorata” (malgrado il bianco e nero).

Qui di seguito le puntate della mia rubrica Novecento dedicate ad alcuni programmi di Falqui:

La Storia della TV: anno 2000


Il nuovo numero della rubrica “Storia della TV” è dedicato all’anno 2000. Cifra tonda, fondamentale per la tv italiana.

Sconfitto il pericolo Millennium Bug, l’anno televisivo italiano iniziava con due produzioni ancora oggi in onda. Il 7 gennaio, su Rai1, faceva il suo esordio Don Matteo. La serie prodotta dalla Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction e con protagonista Terence Hill nei panni di un parroco di provincia impegnato a risolvere delitti e crimini è da subito un grande successo. Prodotto ancora ai nostri giorni, dopo 246 episodi, avrà una dodicesima edizione nel 2020.

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Mediaset rispose con un programma cult, C’è Posta per te. In onda dal 12 gennaio, lo show condotto da Maria De Filippi è diventato negli anni una vera e propria corazzata mediatica, capace di distruggere qualunque produzione concorrente. Lo sa bene la Rai, che oramai ha quasi abdicato al ruolo di regina del sabato sera autunno inverno. I diritti del format del programma, ideato in Italia da Maria De Filippi, sono stati acquisiti anche da altri paesi per realizzare delle edizioni locali della trasmissione.

Tornando alla fiction, Rai e Mediaset proseguirono la sfida con due produzioni di grande successo pur se dello stesso genere. Distretto di Polizia e La Squadra. Ambedue nati nel 2000, il primo, ambientato a Roma, ha avuto ben 11 stagioni. Il secondo, girato a Napoli, è stato prodotto sino al 2007.

Il duello tra i due colossi televisivi italiani non ha risparmiato il ‘sacro’. Nel 2000 infatti furono girate ben due fiction su Padre Pio. Mediaset si affidò a Sergio Castellitto, Rai preferì Michele Placido. Due sceneggiati di grande successo nell’anno successivo alla beatificazione del presbiterio italiano.

In TV, oltre al filone consolidato delle fiction, si sono avuti anche degli esperimenti interessanti. Uno su tutti fu Libero, il programma di scherzi telefonici di Rai2, ideato da Giovanni Benincasa e condotto per alcune stagioni da Teo Mammuccari. Buoni ascolti, diventato presto ‘cult’ tra i giovanissimi, ha favorito l’impennata nella carriera del conduttore romano. Prodotto sino al 2007. Sempre su Rai2, nello stesso anno, nasceva Stracult, un programma di cinema che analizzava appunto i cult movie del cinema popolare e che viene trasmesso ancora oggi. Una bella passerella per il grande schermo ‘minore’ e per tanti attori malvisti inizialmente e poi rivalutati.

Se spostiamo il mirino sulle serie tv non si può non citare Dawson’s Creek, il nuovo teen drama “figlio di Beverly Hills” e che faceva il suo esordio ‘in chiaro’, in Italia, a gennaio. Sei stagioni, 128 episodi, per un telefilm adolescenziale che ha lasciato il segno. Così come, per certi versi, ha fatto anche Sex and the City, trasmesso per la prima volta nel nostro Paese proprio nel 2000 e che ha contribuito ad un rinnovamento narrativo nella serialità americana ‘al femminile’, proseguita poi con Desperate Housewife ed altre produzioni di genere.

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Capitolo Cinema. La 72ª edizione della cerimonia di premiazione degli Oscar, il 26 marzo 2000, certificava il trionfo di American Beauty, il dramma diretto da Sam Mendes si aggiudicava, tra gli altri, i premi come miglior Film, miglior regia e miglior attore protagonista, quel Kevin Spacey magistrale nel ruolo di un ossessionato Lester Burnham e che anni dopo vivrà sulla propria pelle uno scandalo devastante.

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Due film campioni di incassi dell’anno furono Il Gladiatore, il colossal  storico che ha consacrato il già noto Russell Crowe ed X-men, diretto da Bryan Singer, che contribuì a rafforzare il genere Cinecomics, poi esplosi a fine decennio con le produzioni Marvel.

In Italia segnalo il bel film di Marco Tullio Giordana, i Cento Passi, dedicato alla vita e all’omicidio di Peppino Impastato, giornalista ed attivista impegnato nella lotta alla mafia.

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E mentre la Lazio vinceva il suo secondo scudetto della Storia, su Canale5, il 22 maggio, veniva trasmesso per la prima volta un nuovo format poi diventato di culto. Chi vuol essere Miliardario. Gerry Scotti si apprestava a condurre la la versione italiana del format inglese Who Wants To Be a Millionaire? Tredici edizioni, l’ultima, celebrativa, proprio qualche mese fa.

Il 2000 nella musica può essere riassunto in una parola. Anastacia. L’esordio bomba della cantautrice statunitense fu di quell’anno. I’m Outta Love, uscito ad inizio 2000 in Usa e poi arrivato in primavera anche in Europa. Milioni di copie vendute, hit dell’anno in testa per settimane in molte classifiche nazionali, il brano ha consacrato l’artista americana nel mondo.

Qui di seguito la classifica dei brani più venduti in Italia nell’anno 2000:

I'm outta love - Anastacia [#1, 2000/01]
Freestyler - Bomfunk MC's [#1, 2000/01]
It's my life - Bon Jovi [#1]
Move your body - Eiffel 65 [#1, 1999/00]
Vamos a bailar - Paola e Chiara [#1]
Too much of Heaven - Eiffel 65 [#1]
Music - Madonna [#1, 2000/01]
Sex bomb - Tom Jones & Mousse T [#1, 1999/00]
American pie - Madonna [#1]
Lady (hear me tonight) - Modjo [#1, 2000/01]

Tornando al piccolo schermo, nell’anno della creazione del dipartimento Teche della Rai, sempre nella azienda di Viale Mazzini, Pippo Baudo conduceva Novecento. Il programma era nato dal successo di Giorno dopo Giorno, quiz di Rai3 che aveva segnato il ritorno in Rai di Baudo dopo la parentesi Mediaset di fine anni 90.

La trasmissione raccontava fatti e personaggi italiani del novecento alla presenza di testimoni e storici. La formula prevede un talk-show condotto da Baudo e la partecipazione di due coppie del mondo dello spettacolo e della cultura che si sfidano in un quiz relativo ai temi della trasmissione

(Wikipedia)

Uno spettacolo gradevole, come solo Pippo Baudo sapeva fare e che ebbe una buona affermazione sulla terza rete, palcoscenico insolito per il conduttore siciliano e per il genere proposto. Ho così tanto apprezzato il programma da aver scelto lo stesso titolo per la rubrica sulla storia del programmi televisivi italiani, Novecento appunto.

Sul fronte sportivo, oltre al successo della Lazio in campo nazionale, la Francia vinse gli Europei di calcio grazie ad un golden goal di Trezeguet proprio sull’Italia di Zoff. Fortemente criticato da Berlusconi, il commissario tecnico lasciò l’incarico. In Formula Uno, Michael Schumacher riportò, dopo 21 anni, il titolo piloti in casa Ferrari.

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L’autunno, negli Stati Uniti, fu segnato da una delle elezioni presidenziali più incerte di sempre, che avrebbe poi visto prevalere di pochissimi voti il governatore George Bush su il vicepresidente uscente Al Gore. In Italia invece su fu un autunno ‘culinario’. Nel mezzogiorno di Rai1 arrivava infatti Antonella Clerici con la prima edizione del fortunatissimo La Prova del cuoco. Anche la Rai sceglieva il cooking show, di lì a poco tutta la tv ne sarebbe stata contagiata.

Menzione ‘culturale’ per Ulisseil piacere della scoperta, è del 2000 la prima puntata, dedicata agli Etruschi, del programma televisivo documentaristico ideato da Piero Angela ed Alberto Angela, e condotto da quest’ultimo. 19 edizioni, più di 200 puntate e soprattutto la promozione su Rai1 di quest’anno con un buon riscontro di pubblico. Segno che la qualità e la cultura pagano, anche in prima serata.

L’ultimo anno del XX secolo si concluse con ascolti record per un nuovo genere di programma. Il reality show. A settembre, su Canale5, prese il via il Grande Fratello, basato sul format olandese Big Brother, generato anche dal clamore che scaturì dal film The Truman Show, il reality per eccellenza ebbe un grosso successo in Europa e soprattutto in Italia. 16 milioni di spettatori videro l’ultima puntata del dicembre 2000.

Spiare le reazioni di ragazzi sconosciuti chiusi assieme in una casa fu un gran colpo di genio degli olandesi e soprattutto ha generato un filone televisivo oramai predominante. Assieme ai talent, i reality hanno davvero cambiato la televisione, contribuendo a mandare in pensione il genere di spettacolo di varietà che per tanti anni ha caratterizzato il nostro piccolo schermo. Una evoluzione del linguaggio tv che è forse più una involuzione, una perdita di qualità in cambio di ‘vicinanza’ alla gente comune. Il famoso quarto d’ora di notorietà di Andy Warhol che diventa un vero e proprio modo di fare televisione. E chissà con quali altre e temibili evoluzioni future.

NovecentoTV: #Festivalbar, l’estate in musica!


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Siamo in piena estate e nelle radio scorrono i classici ‘tormentoni’, i brani più ‘gettonati‘. Non molti sapranno che il termine ‘gettonato’ deriva da un programma tv, una trasmissione storica che, ahimè, manca da qualche anno sul piccolo schermo. Sto parlando del FESTIVALBAR!

Il concorso canoro ideato da Vittorio Salvetti nel 1964 fu concepito come una gara tra le canzone dell’estate, la misurazione delle preferenze del pubblico veniva effettuata tramite gli ascolti rilevati dai gloriosi Jukebox, diffusi nei bar di tutto il belpaese. Da lì il nome ‘festival-bar’. Ad ogni jukebox era applicato un contatore che segnalava quante volte un brano veniva suonato. A fine estate veniva effettuato il conteggio delle preferenze, delle cosiddette ‘gettonature’ (visto che l’apparecchio faceva partire i brani tramite l’immissione di un gettone) e veniva decretato il vincitore. Solo la serata finale veniva trasmessa in TV, su Rai2. La location ‘storica’ è stata per anni l’Arena di Verona.

Il Festivalbar è anche altro, ovviamente. Gli anni ’60 e ’70 scorrono veloci ed il rilancio avviene con il passaggio della kermesse alla Fininvest. Con l’arrivo a Canale 5 prima ed Italia1 poi, viene modificato il regolamento, piegandolo maggiormente alle esigenze degli sponsor e quindi la kermesse, diventato un festival itinerante nelle piazze d’Italia, premia i brani con maggiore passaggio nelle radio e nelle tv ed in base alle vendite.

Gli anni ’80 e ’90 segnano il grande successo del Festivalbar, dando popolarità a molti cantanti e lanciando conduttori come Amadeus, Fiorello, Gerry Scotti, Alessia Marcuzzi e Michelle Hunziker.

Il primo vincitore è stato Bobby Solo con Credi in me, 1964. Gli ultimi i Negramaro con Parlami d’amore, 2007. In mezzo Perdono di Caterina Caselli, Stasera mi butto di Rocky Roberts, Acqua Azzurra, Acqua Chiara di Battisti, Piccolo Uomo di Mia Martini, Ti Amo di Umberto Tozzi, Non sono una signora di Loredana Bertè, l’Estate sta finendo dei Righeira, Ti pretendo di Raf , Mare Mare di Luca Carboni e tanti altri.

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Oggi, in estate, ci sono i Music Award di Rai1 o i Battiti Live ripresi da Italia 1 ma 12 anni senza il Festivalbar sono sinceramente troppi. A quando un revival?

NovecentoTV: #AriaFresca, lo show comico anni 90


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Il termometro segna temperature da record, il caldo ci attanaglia e quindi è tempo di Aria Fresca! Vi invito a fare un viaggio con me nel passato della tv iniziando da una trasmissione all’insegna della leggerezza.

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Si chiamava così lo show comico degli anni 90 che ha lanciato molti comici di oggi ed ha dato la notorietà nazionale anche al presentatore per eccellenza, Carlo Conti.

La sigla del programma

Aria Fresca nacque dopo il successo di Vernice fresca, varietà comico in onda sul circuito CinqueStelle tra 1989 ed il 1993 e da cui ereditò quasi tutto il cast. Trasmesso dapprima sulla tv locale toscana Teleregione, approdò nel 1996 sulla rete nazionale VideoMusic ed infine su Telemontecarlo.

Ideato da Carlo Conti, che era in scena anche come spalla di quasi tutti i comici, ha contribuito a lanciare personaggi come Giorgio Panariello, Emanuela Aureli, Niki Giustini, Graziano Salvatori, Cristiano Militello, Andrea Cambi , Massimo Ceccherini, Walter Santillo, Katia Beni ed altri.

Panariello in Mario il bagnino
Emanuela Aureli
Cristiano Militello

La regia era firmata da Leonardo Scucchi e Andrea Biagini. Il successo fu così grande che Carlo Conti venne richiamato in Rai negli anni successivi per condurre due programmi in prima serata in estate su Rai 1 (Su le mani e Va ora in onda), i quali erano direttamente ispirati ad Aria Fresca e vedevano la presenza di Panariello e di altri comici della precedente trasmissione.

Fonte: Wikipedia

20 anni senza #Corrado


L’8 giugno di venti anni fa ci lasciava Corrado. “Lo scognomato” come lo definiva Totò. Un protagonista della mia infanzia e dell’adolescenza attraverso bei programmi come Il pranzo è servito e La Corrida. Corrado è stato anche molto altro, da l’amico del Giaguaro a Canzonissima passando per tante altre trasmissioni di successo, rimanendo nella storia nel 1945 quando, dai microfoni della radio, annunciò la fine della seconda guerra mondiale.

Uomo mite, ironico, mai volgare ma pungente, con il suo garbo ha rappresentato la tv più bella, sia nelle emittenti pubbliche che in quelle private. Sarà per sempre, assieme a Fabrizio Frizzi, nel cassetto dei ricordi di un piccolo schermo ideale quanto mai difficile da ritrovare nel presente.

Ciao Corrado!

PS: Qui di seguito alcuni articoli di Candido dedicati alle trasmissioni di Corrado:

Novecento80: #ProntoRaffaella, il primo show del mezzogiorno Rai


Secondo numero di Novecento80, edizione 2017. Oggi parliamo di Pronto, Raffaella?, il primo show del mezzogiorno di Rai1. Per la prima volta la Rai si cimentava in un programma della tarda mattinata, mandando in pensione il ‘monoscopio’ ed accendendo le luci su una fascia oraria mai sperimentata prima. Il tutto per combattere la concorrenza sempre più forte di Fininvest che da anni presidiava il settore con Corrado (Il pranzo è servito) e Mike Bongiorno (Bis).

Si dedise quindi di affidare la nuova fase sperimentale ad un volto noto al pubblico della prima rete pubblica, quello di Raffaella Carrà. La conduttrice romagnola esordì il 3 ottobre 1983 e per il programma fu subito grande successo. Fortunatissima la sigla, Fatalità, ancora oggi ricordata tra i principali brani cantati dalla artista.

Diviso in vari segmenti, interviste, spazi comici (in cui si vedeva un giovanissimo Fabio Fazio) , balletti (coreografati da Sergio Japino) e filmati, per la prima volta si diede spazio al pubblico da casa con il quiz telefonico. Si doveva indovinare il quantitativo esatto di alcuni oggetti in un contenitore. Per molte settimane nessuno indovinò il numero dei fagioli inseriti nel barattolo, creando un tale clamore che il segmento è passato alla storia come ‘il gioco dei fagioli’.

Lo studio proponeva una ambientazione tipicamente casalinga, raffigurando un salotto con sullo sfondo una terrazza a grandi finestre che riproduceva la vista su Roma.

Lo show, ideato da Gianni Boncompagni e scritto anche da Giancarlo Magalli, arrivò a punte di 14 milioni di telespettatori e vide tra gli ospiti intervistati dalla Carrà anche Madre Teresa di Calcutta, in una delle rare apparizioni tv.

Carrà lasciò il programma nel 1985, sostituita da Enrica Bonaccorti in Pronto, chi gioca? sino al 1987 e poi da Giancarlo Magalli in Pronto, è la Rai? nel 1988.