Serena Bortone, Oggi è un altro (bel) giorno!


La stagione televisiva si avvia alla conclusione e vorrei soffermarmi su un personaggio tv in particolare: Serena Bortone. La conduttrice romana, proveniente da Agorà su Rai3, quest’anno ha dovuto confrontarsi con il pomeriggio quotidiano di Rai1, lasciato in eredità da Caterina Balivo.

Il suo nuovo programma, Oggi è un altro giorno, partito in sordina a settembre, è cresciuto piano piano, conquistando fette di pubblico e passando da meno del 10% di share al 14 con punte di oltre il 15%, alternando l’attualità e la politica a temi più leggeri.

La conduzione “empatica” di Bortone aiuta gli ospiti intervistati ad entrare in sintonia con il pubblico. Gli innesti di Massimo Cannoletta, Memo Remigi, Jessica Morlacchi, Lino Banfi e di altri “affetti stabili” ha contribuito poi ad accrescere l’atmosfera di familiarità.

Bella novità, da riconfermare assolutamente nel palinsesto TV.

#Salvini, #Fico, #Calenda, acque agitate nella politica


🔵Salvini sembra aver dato “due mesi” a Draghi per la famosa discontinuità (sostegno a partite iva, riaperture) dopodiché potrebbe fare marcia indietro ed uscire dal Governo

🟡Fico potrebbe essere il prossimo candidato giallorosso a Sindaco di Napoli. PD e 5 Stelle potrebbero eleggere Fassino o Franceschini a Montecitorio (perché non un FDI visto che una Camera dovrebbe andare all’opposizione ed ora Casellati è in maggioranza)

🔴A Roma è buio pesto sul candidato PD. Gualtieri? Primarie? Zingaretti? Raggi non si ritira e quindi nella capitale i giallorossi saranno divisi. Intanto Calenda va per la sua strada sperando di far la fine di Bonino 2010 (con il csx senza candidato alle regionali che alla fine appoggiò la leader radicale)Voi cosa ne pensate? Come finirà?

#EnricoLetta candidato alla segreteria #PD



Enrico Letta sarà il nuovo segretario del PD, oramai quarto partito dietro Lega, Fratelli d’Italia e Movimento 5 stelle. Riuscirà a risollevare le sorti dei Dem? Ed in che modo, privilegiando l’alleanza giallorossa, come fatto da Zingaretti o cercando nuove alleanze al centro? E soprattutto sarà un segretario di transizione oppure si candiderà al prossimo congresso?

E mentre anche il sindaco di Milano Sala abbandona i dem per aderire ai Verdi europei, il PD risente della crisi interna e perde due punti, quasi altrettanti ne guadagna il Movimento. È oramai abbastanza chiaro come i due elettorati siano sempre più amalgamati .In futuro, con una linea centrista i dem potrebbero recuperare voti da Calenda Renzi e Bonino ma ne perderebbero altrettanti a Sinistra, molti dei quali rischiano di andare proprio ai 5 stelle, che probabilmente troveranno una alleanza con LeU, la Sinistra ed i Verdi.

Zingaretti, che oggi apre la giunta ai grillini con Roberta Lombardi assessora, avrebbe dovuto rimanere per traghettare definitivamente i Dem nel nuovo centrosinistra giallorosso, purtroppo l’uscita di scena del governatore del Lazio lascia il PD nel guado. Letta in passato fu aspramente criticato da Grillo e dal Movimento e questo potrebbe avere pesanti ripercussioni sulla alleanza.

Personalmente sono tra quel 2% in uscita ma non nell’1,4 che vira sui grillini. Torno dove sono stato dal 2013 al 2019, nel limbo.

#Zingaretti si dimette, PD nel caos (di nuovo)


In un mese ha fatto fuori Conte e Zingaretti, la strategia di Renzi per riprendersi il PD allargandolo al centro liberale sembra prendere corpo. Addio giallorossi, addio coalizione progressista. Il futuro è il centrodestra a trazione sovranista o il centro liberale di Bonaccini, Renzi e Gori. Torniamo al 2014.

Fossi stato in Zingaretti però, li sfiderei al congresso. Per mettere tutti davanti alla realtà.

È dal 2007 che si parla di un PD da riformare. In realtà il contenitore c’è, il problema sono i contenuti ed è lì che il centrosinistra latita, diviso tra una corrente liberale che vorrebbe archiviare il socialismo novecentesco ed una anima progressista annichilita dal crollo delle ideologie e dall’avvento di nuove tematiche incapace di ripensarsi e trovare la quadra.

Si va avanti così dal 1989 più o meno. Nel frattempo la forbice tra i ricchi e gli altri è aumentata, i diritti sociali sono stati ridotti, i tagli al welfare ed alla sanità hanno reso più fragili i deboli, nuove emergenze si sono affacciate, altri settori della popolazione sono stati espulsi dal sistema e la situazione non sembra migliorare.

Muovetevi!

Nasce il #GovernoDraghi, la lista dei Ministri


Draghi ha giurato stamattina.

Alla lega, con Giorgetti al Mise, un ministero pesantissimo a livello economico, soprattutto in tema Recovery. Al PD Lavoro, Cultura e Difesa. Forza Italia con ministri “meno importanti”. Ai 5 stelle gli Esteri e poco più. Speranza confermato per LeU. Renzi tiene solo un ministero minore.

8 dicasteri ai giallorossi. 7 al centrodestra più IV. Gli altri ai tecnici.Un governo di larghe intese che, nomi alla mano, non solo non entusiasma ma fa storcere il naso, come minimo. Adesso bisogna leggere il programma per capire in quale direzione andrà l’esecutivo Draghi. Se sarà solo un governo ponte verso l’elezione al Quirinale dell’ex Presidente BCE oppure se potrà arrivare a fine legislatura (in quel caso punto su Cartabia prima presidente donna). Quale sarà l’indirizzo economico e sociale? Ci sarà ancora spazio per le riforme istituzionali, legge elettorale in primis? Quali saranno i viceministri, importanti per riequilibrare?Personalmente l’inizio è sotto tono.

Ho la netta sensazione che tutti i progressisti rimpiangeranno presto il Governo Conte, pur con i limiti che aveva manifestato. A livello umano invece, pur non essendo un tifoso di Giuseppe Conte, alla freddezza quasi robotica del nuovo Presidente del Consiglio preferiró sempre l’empatia dell’ex inquilino di Palazzo Chigi.

Qui sotto la lista dei Ministri, tratta da il corriere.it

Dario Franceschini, ministro della Cultura

Dario Franceschini, 62 anni, del Pd, già ministro della Cultura nel governo Conte bis, è stato confermato da Draghi (qui la biografia)

Andera Orlando, ministro del Lavoro

Andrea Orlando, 52 anni, del Pd, vicesegretario del Pd, è il nuovo ministro del Lavoro (qui la biografia)

Marta Cartabia, ministra della Giustizia

Marta Cartabia, 57 anni, già presidente della Corte Costituzionale, è la nuova ministra della Giustizia (qui la biografia)

Luciana Lamorgese, ministra dell’Interno

Luciana Lamorgese, 67 anni, già ministra dell’Interno nel governo Conte bis, è stata confermata (qui la biografia).

Federico D’Incà, ministro dei rapporti con il Parlamento

Federico D’Incà , 45 anni, 5 Stelle, già ministro per i rapporti con il Parlamento con Giuseppe Conte, è stato confermato (qui la biografia)

Vittorio Colao, ministro dell’Innovazione tecnologica e transizione digitale

Vittorio Colao, 59 anni, manager, è il nuovo ministro all’Innovazione tecnologica e alla transizione digitale (qui la biografiaqui il suo colloquio con Ferruccio de Bortoli in cui spiegava: «Ecco perché le tasse per l’ambiente sono giuste»)

Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione

Renato Brunetta, 70 anni, di Forza Italia, è il nuovo ministro della Pubblica amministrazione: è stato titolare dello stesso dicastero con Silvio Berlusconi (qui la biografia)

Mariastella Gelmini, ministra degli Affari regionali e Autonomie

Mariastella Gelmini , 47 anni, di Forza Italia, è la nuova ministra degli Affari regionali e delle Autonomie (qui la biografia)

Mara Carfagna, ministra al Sud e Coesione Territoriale

Mara Carfagna, 45 anni, Forza Italia, è la nuova ministra al Sud e alla Coesione territoriale (qui la biografia)

Fabiana Dadone, ministra alle Politiche giovanili

Fabiana Dadone, 37 anni, 5 Stelle, ex ministra della Pubblica amministrazione con Giuseppe Conte, è la nuova ministra alle Politiche giovanili (qui la biografia)

Elena Bonetti, ministra alle Pari opportunità e alla famiglia

Elena Bonetti , 46 anni, Italia viva, ex titolare del ministero della Famiglia con Giuseppe Conte, è titolare dello stesso dicastero (cui è affidato anche il dossier delle pari opportunità) con Draghi (qui la biografia)

Erika Stefani, ministra alla Disabilità

Erika Stefani, 49 anni, Lega, è la nuova ministra alla Disabilità (qui la biografia)

Massimo Garavaglia, ministro del Turismo

Massimo Garavaglia, 52 anni, Lega, è ministro del Turismo (qui la biografia)

Luigi Di Maio, ministro degli Esteri

Luigi Di Maio , 34 anni, 5 Stelle, è confermato al ministero degli Esteri (qui la biografia)

Lorenzo Guerini, ministro della Difesa

Lorenzo Guerini, 54 anni, Pd, è confermato al ministero della Difesa (qui la biografia)

Daniele Franco, ministro dell’Economia e delle Finanze

Daniele Franco , 67 anni, è ministro dell’Economia e delle Finanze (qui la biografia)

Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico

Giancarlo Giorgetti, 54 anni, Lega, è ministro dello Sviluppo economico (qui la biografia)

Stefano Patuanelli, ministro all’Agricoltura

Stefano Patuanelli , 46 anni, 5 Stelle, è il nuovo ministro delle Politiche agricole (qui la biografia)

Roberto Cingolani, ministro alla Transizione ecologica

Roberto Cingolani , 60 anni, è titolare del nuovo ministero alla Transizione ecologica (qui la biografia)

Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e Trasporti

Enrico Giovannini , 63 anni, è ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (qui la biografia)

Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione

Patrizio Bianchi, 68 anni, è il nuovo ministro dell’Istruzione (qui la biografia)

Cristina Messa, ministra dell’Università

Cristina Messa, 59 anni, è la nuova ministra dell’Università e della Ricerca(qui la biografia)

Roberto Speranza, ministro della Salute

Roberto Speranza , 42 anni, Leu,è confermato al ministero della Salute (qui la biografia)

Roberto Garofoli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Roberto Garofoli, 54 anni, è il nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (qui la biografia)

Mattarella chiama Draghi, iniziate le consultazioni


Fallito il mandato esplorativo di Fico, nato dopo le dimissioni di Giuseppe Conte, la maggioranza giallorossa si è spaccata. Mattarella ha quindi chiamato Mario Draghi, ex Governatore di Bankitalia e BCE, per formare un governo “dei migliori” che guidi il Paese nell’affrontare le numerose emergenze in atto, dalla pandemia, al piano vaccinale, al Recovery Found, alla crisi economica. Le consultazioni, vedono PD, centristi, Renzi e Forza Italia favorevoli. La Lega possibilista, i 5 stelle titubanti e Meloni contraria. Domani Draghi riceverà le delegazioni di Lega e 5 Stelle. Grillo è venuto a Roma proprio per parlare con il Presidente del consiglio.

Al momento il vero vincitore della crisi è Matteo Renzi, ha scalzato Conte da Palazzo Chigi, ha incrinato la coalizione giallorossa, si è aperto un ruolo nel “nuovo centro liberale” che si riunirà sotto il governo Draghi. Lo stesso Conte si è dichiarato a favore del nuovo Premier ed ha detto che si impegnerà per far proseguire l’alleanza tra PD, 5 Stelle e LEU, come auspicato da Nicola Zingaretti.

Per esprimere un giudizio sul futuro governo Draghi bisognerà attendere la fine delle consultazioni, la lista dei ministri e la dichiarazione programmatica in Parlamento. Inutile parlare oggi. Da cittadino progressista, spero che il Governo non sia sbilanciato su Confindustria, che tuteli i più deboli, che non accantoni le riforme sui diritti civili. Pandemia, Recovery e crisi economica sono i tre temi principali su cui sarà più facile raccogliere ampi consensi. L’esecutivo però dovrà affrontare anche tutto il resto. Vedremo