La Giunta del Piemonte verso l’annullamento?


Sembra che in Piemonte, tra qualche settimana, verrà dichiarata nulla la giunta Cota e che quindi si tornerà a votare per il Governatore della regione. In pole, per il PD, c’è Chiamparino.

Via Dagospia:

5 – Occhio al Piemonte. Dal Lazio al Piemonte. Chiamparino è in pista. Nel Pd in molti credono che a ottobre la giunta di Roberto Cota verrà dichiarata defunta per il problema delle liste e delle firme false e che per questo si voterà di nuovo. Non si sa ancora quando ma si sa già che il Partito democratico, per quel ruolo, ha un unico candidato: l’ex sindaco di Torino.

Regionali, riflessioni su vincitori e vinti…


Dove eravamo rimasti? Qualche giorno fa pronosticavo i seguenti risultati:

Nel Nord la destra vincerà in Piemonte Lombardia e Veneto. Alla Sinistra rimarrà la Liguria.Nel Centro, Emilia romagna, Umbria Marche e Toscana andranno alla Sinistra. Il Lazio finirà, malgrado tutto, alla Destra.Nel Sud, Basilicata e Puglia alla Sinistra, Calabria al PDL. Campania al fotofinish al centrodestra. Totale 7-6 per il Centrosinistra. Un pareggio che consentirà a Berlusconi di gridare vittoria vista la riconquista di Piemonte e Lazio, oltre che di Calabria e Campania.

Pronostico rispettato, purtroppo. Anche se è stato il Piemonte e non la Campania a ballare sino all’ultimo minuto. Elenco di seguito alcuni risultati e considerazioni sparse.

La Lega Nord incrementa ulteriormente, rispetto alle gia strabilianti europee, diventa primo partito nel Veneto, con piu di 10 punti di vantaggio sul PDL, riduce a 5 i punti di svatanggio in Lombardia ed aumenta consensi anche in Piemonte, dove invece cala il Popolo delle Libertà. Il partito di Bossi arriva al 13 in Emilia Romagna e cresce in tutte le altre regioni del Nord e del Centro. Allo stesso tempo il PDL perde consensi nel Nord, non ne guadagna nel CentroSud, in Veneto diventa l’alleato minore della Lega.

Il CentroSinistra, perse Piemonte e Lazio per poche decine di migliaia di voti, si trova solo 7 regioni nel bottino. Liguria e Puglia sono le uniche “conferme” rispetto alle zone “rosse” per eccellenza. Il Partito Democratico rimane piu o meno stabile, considerate le liste civiche e la presenza dell’Api, il movimento rutelliano, in alcune regioni. La Idv cala qualche punto al Nord in favore delle Liste Grillo, che rubacchiano anche alla Sinistra Radicale.

Il fattore Udc incide solo marginalmente in Liguria mentre non ha alcun effetto in Piemonte, dove i centristi cedono consensi dimostrando una non obbedienza del loro elettorato agli “ordini” di scuderia. Stessa cosa accade nelle Marche, anche li l’Udc perde una parte dei voti. Nelle regioni in cui è alleato con il centrodestra, Campania e Calabria, il partito di Casini rimane stabile o aumenta di poco i voti. Da bocciare anche la corsa solitaria che fa perdere consensi sia nel centro italia sia in Puglia.  Tutto sommato quindi l’alleanza Pd-centristi non s’ha da fare, non rende ai primi, danneggia i secondi.

Un dato politico, l’astensione, che secondo gli analisti avrebbe dovuto colpire maggiormente il centrodestra, si redistribuisce probabilmente tra i due principali schieramenti.

Un altro dato politico, che dovrebbe far riflettere molto i dirigenti del Partito Democratico, è rappresentato dalla netta vittoria di Nichi Vendola in Puglia. L’uomo osteggiato da D’Alema, bistrattato da una parte considerevole dei Democratici, è l’unico leader ad aver riconfermato quasi tutti i suoi voti e lo ha fatto con la coalizione “naturale” dei Progressisti e cioè senza l’Udc. Burlando, pur riconfermato in Liguria con la stessa % del 2005, ha una coalizione diversa e soprattutto non incrementa il bacino elettorale.

Vittoria di Vendola e del “CentroSinistra Naturale”, netta sconfitta della classe dirigente democratica, vista anche la deludente prestazione di Vasco Errani, il quale cede 10 punti percentuali rispetto al 2005, in parte andati alla Lista Grillo.

La lezione da imparare per il PD? I suoi elettori tollerano molto meno i giochi di potere e le clientele rispetto alla coalizione di centrodestra. Errani avrebbe dovuto lasciare, non lo ha fatto ricandidandosi per la terza volta ed è stato punito, con un aumento netto dell’astensione o con altre scelte.

Sono anni oramai che la dirigenza democratica non capisce gli umori e le sensazioni del suo “popolo”. Lo stesso Soru dovette dimettersi perche contrastato dai potentati democratici sardi, con il risultato di indebolire il proprio candidato consegnandolo ad una sconfitta sicura, figlia anche della popolarità di Berlusconi e delle decisioni dello stesso Soru ma anche e soprattutto dello scontro interno al PD sardo.

Quella lezione non è bastata, come non è bastata la lezione precedente di Rutelli a Roma. Sia nel 2009, sia in queste regionali, il CentroSinistra di è attestato su percentuali superiori al 50%. A Roma è maggioranza, ma Rutelli perse, perche “calato” dall’alto.

Rutelli, Soru, Errani, Vendola. Quattro “situazioni” che dovrebbero far capire bene quanto scollamento esista tra dirigenti PD ed elettorato. Ed ora, nelle regioni “rosse” si affacciano le Liste Grillo. Liste composte da gente comune che, come fa un po anche la Lega, sono piu vicine ai “piccoli interessi quotidiani” delle popolazioni locali. Una classe di buoni amministratori, quelli leghisti, che è anche alla base del successo del carroccio. Che i grillini si preparino, sul fronte opposto, a fare lo stesso? In questo caso eroderebbero voti proprio al CentroSinistra. Oggi in Emilia Romagna, dove la Sinistra veleggiava attorno al 60-65 si raggiunge a malapena il 52. Domani ci penserà Grillo a regalare la regione al CentroDestra?E se accadrà, cosi come in parte è successo in Piemonte, sarà colpa delle Liste a 5 Stelle oppure dei dirigenti del PD che non sono stati in grado di approntare una politica di “base”  e vicina alle esigenze delle persone?

Già, le liste Grillo. Il movimento del comico genovese appare come uno dei vincitori. Nelle, poche, regioni dove è stato presente, ha raccimolato dal 3 al 6%. Ancora non è chiara la composizione “politica” dei suoi votanti ma è anche vero che probabilmente il fronte Progressista dovrà sempre fare i conti con uno zoccolo duro dei suoi elettori i quali non si riconoscono in un atteggiamento politico di “governo” e si sentono alternativi al “sistema” e di volta in volta votano i movimenti piu “estremi” rispetto ad una coalizione con ambizioni di governo. Oggi Grillo, ieri Rifondazione per un lato e Di Pietro per un altro.

Riassumento i vincitori ed i vinti. Bossi ha vinto, Berlusconi e Fini non hanno perso. La lega alzerà il prezzo per la sua fedeltà politica, Fini d’altro canto male tollererà questa situazione e Berlusconi si troverà in mezzo ben consapevole che se il Presidente della Camera darà troppo fastidio lo strappo sarà inevitabile e naturalmente l’alleanza Berlusconi-Bossi sarebbe a quel punto imprescindibile.

Bersani e Casini hanno perso. Il primo perche ha commesso errori grossolani nelle candidature di Lazio, Calabria e Puglia ed anche in Piemonte non ha ceduto ai richiami di Chiamparino, riconfermando la Bresso.  La Puglia è stata salvata da Vendola, unico vincitore a Sinistra, il quale ha sconfitto nelle primarie l’uomo di D’Alema, Boccia. Proprio D’Alema esce a pezzi dalla sfida con il Governatore Pugliese, e speriamo di tolga finalmente dai “cabbasisi”, per dirla alla Camilleri.

In definitiva se questa tornata elettorale doveva essere un refendum Pro o Contro Berlusconi, possiamo dire che Berlusconi ha vinto, appaltando certamente molta della sua futura fortuna alla Lega, ma ha comunque vinto. Malgrado i danni che sta procurando alla scuola pubblica, ai lavoratori, alle imprese, alla politica in generale ..Berlusconi cade sempre in piedi. Anche grazie alla debolezza di una opposizione che, a distanza di due anni, ancora non ha trovato la “quadra” per tornare, qualora lo sia mai stato, una credibile alternativa di governo.

Come nel 2008, siamo ancora li. Un po piu populisti, grazie alla vittoria leghista ed alla crescita di Grillo, ma siamo li. Centrodestra vicino al 50%, CentroSinistra debole. Udc in mezzo al guado.

Con queste premesse i prossimi tre anni appaiono segnati dalle riforme in programma per assoggettare la magistratura al potere politico e riformare la Costituzione in senso Berlusconiano. Fini e Pisanu permettendo, già ..perche come vado dicendo da un po oramai, il pallino del gioco è tutto interno al CentroDestra. La Sinistra puo solo osservare, leccandosi le ferite e cercando di costruire una coalizione credibile qualora le frizioni a Destra superino il livello di non ritorno. Bersani, che ha iniziato decisamente male a livello strategico, appare comunque forse in grado di costruire intorno al PD una coalizione in stile Ulivo. Non sembra però minimamente adatto a guidarla. Serve un nuovo Romano Prodi. E non è Bersani.


Risultati, Boom di Lega e Grillo. Addio Piemonte e forse Lazio.


La Lista Grillo fa perdere la Sinistra in Piemonte mentre, malgrado l’assenza del PDL a Roma, la Polverini potrebbe prevalere nel Lazio.  In Emilia Romagna i grillini prendono piu del  6% e il democratico Errani rischia di andare sotto il 50. Gli elettori di centrosinistra puniscono evidentemente la nomenklatura emiliana tesa al conservatorismo e non all’innovazione. Errani è al terzo mandatom, e quindi si vota Grillo. Queste le novità principali fornite dai primi dati. Per il resto risultati abbastanza prevedibili, come il Boom leghista in Veneto ed in Lombardia. Ulteriori riflessioni domani, alla fine dello spoglio.

Regionali 2010, i risultati


L’affluenza al voto in queste elezioni è stata scarsa. Si prevedono piu di 7-8 punti % di calo rispetto alle consultazioni precedenti. Abitualmente seguo diversi blog e siti per aggiornarmi su indiscrezioni e dati non ufficiali. Proprio questi siti danno, vista anche la anomala distribuzione dell’astensionismo, risultati al fotofinish in molte regioni.

Innanzitutto Lazio e Piemonte sembrerebbero vedere i due candidati molto vicini, anche la stessa Puglia potrebbe andare ai “tempi supplementari” sino a notte inoltrata. Le prestazioni dei candidati di Umbria e Marche per il centrosinistra potrebbero essere piu bassi e di quello che si pensi.

Insomma, tutto in discussione ed ancora una volta i sondaggi prevoto potrebbero essere smentiti clamorosamente. Non fidatevi neanche dei primi exit poll (nel 2006 davano l’Unione al 55%, nel 2008 il PD al 40%, nel 2009 assegnavano la vittoria a Soru in Sardegna).

Se volete vedere la diretta dello spoglio, vi consiglio di andare sul sito del TERMOMETRO POLITICO. Dalle 14.30 lo speciale elettorale.

Regionali, riflessioni pre-voto


Nel week-end piu di 40 milioni di italiani voteranno per il rinnovo di 13 amministrazioni regionali e svariate amministrazioni provinciali e comunali. Una sfida locale ? Non solo e sapete bene il perche….

…Silvio Berlusconi, sempre lui. Come possiamo non parlare dell’uomo che da 16 anni sta condizionando i destini della politica del nostro paese?

Vediamo un po di riassumere la situazione. Dopo aver vinto nel 2008, il Governo ha dichiarato molto ma fatto ben poco, apparte un po di maquillage in Campania ed in Abruzzo, la distruzione dello Statuto dei Lavoratori e della Scuola Pubblica, di decisioni concrete se ne sono viste poche. Nessun abbassamento delle tasse, nessuna spinta innovativa, nessuna riforma importante. Perche, direte voi, vista la ampia maggioranza in parlamento? Perche ci sono stati avvenimenti imprevisti come la crisi economica americana ed il terremoto in Abruzzo che hanno cambiato la agenda politica del Governo, diranno loro.

In verità il Governo è stato fermato dalla stessa sua maggioranza, apparentemente compatta quando si tratta di decisioni che riguardano gli interessi del Premier, decisamente eterogenea nel caso si debba prendere qualche decisione seria, e per seria non intendo le direttive pseudoxenofobe (medici spia, presidi spia, ronde, impronte digitali per gli immigrati, respingimenti etc)  prese per accontentare i deliri della Lega.

Le vere riforme non “partono” anche per i dissidi interni della maggioranza, composta da “aziendalisti” come i forzisti ed i Berlusconiani ex An ma anche dagli ex democristiani come Pisanu o dai “finiani” , recalcitranti nei confronti dei disegni politici del Premier, e cioè riforme costituzionali atte a “piegare” il nostro paese alle voglie autoritarie del Leader del PDL che progetta una giustizia totalmente assoggettata ai suoi voleri, una Repubblica Presidenziale o con poteri amplissimi per il Premier, uno stravolgimento degli organi di controllo, come la Consulta, che andrebbero depotenziate in favore di un totale asservimento nei confronti del Capo del Governo. Tutto questo non garba molto ad alcune correnti della maggioranza, le quali cercanodi prendere tempo sperando nella fine anticipata del Ventennio Berlusconiano. Speranze vane, secondo me.

In questo articolo lascerò stare i miei pensieri sul destino politico di Berlusconi e mi soffermerò solo su una analisi politica preventiva del risultato delle regionali.

Come dicevo prima, le elezioni di domani e dopodomani non avrebbero una importanza nazionale se non fosse che è Berlusconi stesso ad avere tutti gli interessi per renderle tali. Un rischio il suo, ma un rischio calcolato. E vi spiego il perche.

Inanzitutto il Governo in questo momento è gestito dall’asse Berlusconi-Lega, gli ultimi giorni di campagna elettorale hanno visto un miniduello interno alla maggioranza con i leghisti che, in caso di risultati ottimi in Lombardia, leggi sorpasso sul PDL, sono pronti a chiedere la poltrona di Sindaco di Milano per le prossime comunali 2011.

Nord, un test tutto interno alla maggioranza.

Tolto il Piemonte, unica regione in bilico, Lombardia e Veneto sono “questioni di famiglia” del centrodestra. Conteranno molto i risultati dei singoli partiti, PDL e Lega. La Lega Nord, in Lombardia, è passata dal 16% nel 2005 al 23 del 2009 riducendo da 19 a 9 punti % il distacco dal PDL. In Veneto il boom leghista è ancora piu evidente. Nel 2005 c’erano 15 punti di differenza, nel 2009 il PDL viaggiava attorno al 29% mentre la Lega era poco sopra il 28.

In questa tornata elettorale poi si prevedono % ancora maggiori per il partito di Bossi che, dato per scontato il sorpasso in Veneto, vede concretamente possibile un risultato simile anche in Lombardia non sottovalutando le performance in Piemonte. Cosa spinge ad un risultato simile? Probabilmente la debolezza del PDL, troppo impegnato nei litigi tra finiani e berlusconiani. Maggiore sarà il “travaso” da PDL a Lega, maggiore sarà la destabilizzazione della maggioranza, con i finiani sempre piu scontenti e Berlusconi costretto ad appiattirsi sempre di piu verso i leghisti, i quali saranno a loro volta portati ad alzare il “prezzo” politico della loro “fedeltà”.

D’altro canto, nelle opposizioni, il Partito Democratico e l’Udc dovranno verificare alcune cose. I primi sono chiamati a saggiare un eventuale recupero di voti dalla Idv, rispetto alle europee 2009. I secondi vedranno se la politica dell’isolazionismo, in Lombardia e Veneto, e del collaborazionismo con il PD, in Piemonte e Liguria, porta a risultati positivi o meno.

Centro. Continuerà il boom leghista?

Le regioni rosse rimarranno rosse. Ma con quale sfumatura? Tenderanno maggiormente al rosa oppure cominceranno ad assumere sfumature verdi?

Anche qui infatti torna il gioco la Lega. Nel 2008 in Emilia la lega valeva l’8% circa mentre nelle altre regioni rosse si attestava su % vicine al 2. Un anno dopo, europee 2009, nella regione di Bersani il partito di Bossi aveva % a due cifre, superiori all’11 mentre in Umbria Marche e Toscana aveva raddoppiato i voti aggiudicandosi tra il 4 ed il 5% dei consensi. Un vero boom. Continuerà? Altro fattore da tenere d’occhio.

Per il resto ci sarà da verificare la tenuta della nuova maggioranza marchigiana, orfana della Sinistra Radicale sostituita dall’Udc che quindi dovrà tenere conto del risultato elettorale per guardare a future alleanze nazionali con i democratici.

Il Lazio è un caso a parte. Il PDL non è presente nella provincia di Roma, che vale l’80% dei voti laziali. Sarà quindi interessante, aldilà della vittoria o meno della Polverini, notare la ripartizione dei voti Pdl negli altri partiti della coalizione. Data per scontata una percentuale superiore al 20% per la Lista Polverini, quanti pdellini voteranno Udc, Udeur e quanti invece la Destra di Storace?

D’altro canto, sul fronte del centrosinistra, la candidatura Bonino rafforza i radicali e potrebbe indebolire ulteriormente il già provato PD Laziale.

Sud, debacle annunciata per la Sinistra ma…

Calabria e Campania sono regioni amministrate dalla Sinistra e che, salvo sorprese dal fronte Campano, finiranno ambeude al centrodestra. Le divisioni non pagano e questo lo sanno anche nel PDL, visto che Vendola rischia seriamente la riconferma anche a casua del mancato accordo centrodestra-Udc in Puglia.

In Puglia, qualora Vendola non vincesse, qualcuno nel PD potrebbe stappare una bottiglia di spumante. Le mazzate ricevute dai dalemiani non si contano piu. Dalla sconfitta alle primarie 2005, alle candidature sbagliate di Frisullo e di altri politici locali, poi inquisiti, al goffo tentativo di disarcionare Vendola poco prima delle elezioni, alla debacle colossale nelle ennesime Primarie di due mesi fa. Siamo proprio sicuri che tutti i democratici remeranno in favore di Nichi?

Al tempo stesso in Campania si vocifera che il candidato a Governatore, il democratico  De Luca, stia preparando la candidatura a Sindaco di Napoli nel prossimo anno, sicuro oramai di aver perso la sfida per la guida della Regione, eppure alcuni sondaggi degli ultimi giorni dicono altro….

Ripercussioni Nazionali

Come detto in precedenza, se la Lega avrà un risultato importante nel Lombardo-Veneto e nelle Regioni Rosse presenterà poi il conto a Berlusconi, che quindi vedrà ancora piu stretta la sua maggioranza tra Lega da una parte e finiani dall’altra. Fibrillazioni in vista, anche perche oramai l’eventuale sconfitta della finiana Polverini sara addossata alla mancanza della lista PDL e non alla debolezza della candidata. Al contrario, in caso di vittoria della ex segretaria Ugl, Fini potrà avere qualche carta in piu nella futura partita con il Premier.

L’Udc testerà le “alleanze variabili” verificando dove guadagna, dove perde e dove è stabile a seconda se si presenta da sola (Lombardia, Veneto, Umbria, Toscana, Emilia, Puglia, Basilicata), con il PD (Liguria, Piemonte, Marche) o con il PDL (Lazio, Calabria e Campania).

Il PD sperimenterà l’effetto della Segreteria Bersani sull’elettorato. Si prevede un recupero di voti sulla Idv, che quindi dovrebbe cedere qualche punto percentuale. Maggiore successo avranno i democratici, maggiore sarà la autonomia di manovra di Bersani per costruire una coalizione alternativa alla Destra. Probabilmente una via di mezzo tra Ulivo ed Unione, i modelli sono quello piemontese (Centrosinistra+Udc+desistenza con Prc-Pdci), quello marchigiano(Centrosinistra + Udc al posto di Prc-Pdci) o quello pugliese, passato dal disegno dalemiano di un fronte progressista alleato all’Udc al sogno di ogni elettore medio della Sinistra e cioè il PD alleato alle Sinistra con l’Udc da solo pronto a fare concorrenza al CentroDestra.


Per le formazioni minori ci sono speranze nel Lazio, per i Radicali, nella Puglia,per Sinistra ecologia e Libertà e nelle Marche, dove Federazione della Sinistra e SeL sono alleate contro la svolta centrista del governatore uscente Spacca.

Previsioni

Ed ora veniamo alle “previsioni”. Pur non avendo le doti medianiche del Divino Otelma o le competenze tecniche dei vari Istituti Demoscopici, mi azzardo comunque a fornire qualche dato.

Nel Nord la destra vincerà in Piemonte Lombardia e Veneto. Alla Sinistra rimarrà la Liguria.

Nel Centro, Emilia romagna, Umbria Marche e Toscana andranno alla Sinistra. Il Lazio finirà, malgrado tutto, alla Destra.

Nel Sud, Basilicata e Puglia alla Sinistra, Calabria al PDL. Campania al fotofinish al centrodestra.

Totale 7-6 per il Centrosinistra. Un pareggio che consentirà a Berlusconi di gridare vittoria vista la riconquista di Piemonte e Lazio, oltre che di Calabria e Campania.

Potrebbe andare meglio, in caso di una bassa affluenza, in quel caso il Piemonte e forse anche il Lazio potrebbero rimanere alla Sinistra. (8-5 o 9-4) Ma potrebbe anche andare peggio, se l’affluenza sarà alta e quindi Berlusconi sarà riuscito nell’intento di mobilitare il suo elettorato, prevedo difficoltà anche in Puglia e forse in Liguria. (6-7 o 5-8).

Conclusioni

Una netta vittoria del centrodestra aprirà la strada alla fase 2 del Governo Berlusconi, le Riforme Costituzionali che ridisegneranno la Carta a sua immagine e somiglianza per poi essere votate tramite referendum confermativo e che, in caso affermativo, lo porteranno al controllo totale del destino del paese.

Un pareggio farà rimanere lo status quo, con qualche prova di forza limitata a Intercettazioni, Riforma della Giustizia e Par condicio

Una sconfitta, e cioè la tenuta del centrosinistra in Piemonte, Lazio e Puglia, potrebbe però significare l’inizio di una fase 2.0 “Alternativa” con Fini e Bossi ai ferri corti e Berlusconi costretto a logorarsi. In quel caso però il Premier, a mio modo di vedere, ha gia pronto il piano B. Rompere con Fini appiattendosi completamente su Bossi ed andare ad elezioni anticipate puntando tutto sull’asse PDL-Lega. In quel caso la palla passerà a Fini, se avrà il coraggio di formare un Comitato di Liberazione Nazionale assieme a tutte le Opposizioni forse l’Italia si salverà, altrimenti prepariamoci ad un governo perenne della Famiglia Berlusconi.

La “porcata” di Beppe Grillo su Mercedes Bresso


Ne parlavo anni fa con un amico, si diceva…”se Beppe Grillo scenderà mai in politica non farà altro che creare un minipartito in grado di dividere la sinistra e fare gli interessi di Berlusconi”. Era il 2005 mi sembra. Sono passati 5 anni. Le previsioni diventano purtroppo realtà. le liste Grillo, presentandosi da sole, non fanno altro che favorire i candidati di centrodestra.

Ora però si sta passando il segno. Grillo usa metodi simili a quelli di Feltri, Belpietro e Minzolini. Notizie taroccate spacciate per vere ed usate contro i suoi avversari. Cosi ha fatto per la Bresso.

Leggete qui:

mercoledì 24 marzo 2010

Beppe Grillo, il contaballe più cliccato d’Italia

Il leader del “movimento a cinque stelle” (nome che tende ad evocare più una catena di alberghi a ore che non una rete di amministrazioni espugnate alla malapolitica), ieri sera pubblicava, sul suo blog, un video di YouReporter (ora disponibile qui) nel quale Mercedes Bresso, candidata del centro-sinistra alla presidenza del consiglio regionale piemontese, sembrava dar prova di un cinismo che a confronto Crudelia De Mon pareva Mary Poppins.

Questa la didascalia del video sul blog di Grillo:

La Bresso è andata ad Avigliana, in Val di Susa. In una sala comunale ha parlato di fronte a venti persone. All’uscita ha incontrato un gruppo di cittadini No TAV. Li ha trattati dall’alto in basso e con disprezzo. Attila-Bresso poteva permetterselo, era attorniata da gente in giacca-cravatta-braccia-conserte-pancia-in-fuori stile gerarchi e circondata dalle Forze dell’Ordine. Un’anziana signora di ottanta anni le ha detto: “Io muoio con l’angoscia di vedere la mia Valle distrutta, con l’angoscia muoio…”. La Bresso ha risposto. “Muoia signora”.

Immediato lo sdegno degli adepti/lettori: “Bresso merda umana! Vergogna”, “Aprite gli occhi, via tutta la feccia della politica”, “La faccia della nonna deve diventare un’icona!”, “Con la mano sulla bocca diceva proprio ‘muoia signora’”!, “Vi stupite ancora della prepotenza dei politici? Cosa possiamo aspettarci, se non questo, da una classe politica da buttare in toto nella spazzatura”?

In calce al post, immancabile la raccomandazione dello staff di Grillo: “Fate girare il video”.

Populismo 2.0 allo stato puro.

Peccato fosse tutto falso. A distanza di un paio d’ore, in Rete sbucava un secondo filmato. Sul quale, però, non era stato operato alcun maldestro taglia e cuci. E -magia!- quell’orribile “muoia signora” si rivelava essere un più rassicurante “non muoia, signora”.

YouReporter decideva quindi di correre ai ripari rimuovendo il video, che così veniva disattivato anche sul blog di Grillo. Il quale Grillo, da parte sua, avrà subito rettificato, penserete voi. Niente affatto. Fino a tarda serata, il post, privato suo malgrado della parte più succulenta, si apriva con la classica frase (classica per chi non si è perso nemmeno una puntata di Voyager): “Il video è stato subito rimosso da qualcuno…” (puntini compresi, eh), ché tanto da quelle parti Borghezio lo scambiano per Piero Angela.


Solo a seguito di ripetute sollecitazioni da parte del comitato elettorale della Bresso (nonché di minacce di querela) Grillo decideva di linkare anche il filmato integrale. Senza modificare nulla dell'”Attila-Bresso attorniata da gente in giacca-cravatta-braccia-conserte-pancia-in-fuori stile gerarchi” che dice muori! alla signora, però. Ma limitandosi ad un laconico “valutate voi”, rivolto ai suoi eletti. I quali (ve lo dicevo che lì scambiano Borghezio per Piero Angela..) immediatamente prendevano ad accusare di taroccamento… il comitato della Bresso. Ahimè senza risparmiarsi commenti non altrettanto divertenti: “Da oggi prego che alla Bresso venga un cancro”….

L’Italia è messa talmente male che un buffone come me è costretto a farsi politico, ama ripetere Beppe Grillo. Ecco, si tranquillizzi: lui buffone lo era e lo è ancora.

Daniele Sensi

Regionali 2010: Puglia


Chiudiamo il nostro speciale Regionali 2010 con la Puglia.

Una delle sfide piu intense ed importanti dell’intera tornata elettorale. Vendola, riconfermato a furor di popolo come candidato del centrosinistra, si trova favorito nel risultato finale dalla divisione del centrodestra. Raffaele Fitto, ministro del PDL e plenipotenziario in Puglia, ha imposto il suo delfino Rocco Palese come candidato governatore. L’Udc però, dopo aver cassato l’alleanza con il PD, ha deciso di correre da sola appoggiando Adriana Poli Bortone, centrista. Il risultato è che Vendola parte in pole, anche se negli ultimi giorni, complice lo scandalo che coinvolge alcuni esponenti regionali del PD, sembra arrancare.

I sondaggi danno Vendola leggermente in testa su Palese. 46 a 44.

Cosi nel 2005

Raffaele Fitto
Casa delle Libertà
1.151.405 -49,24 FORZA ITALIA
AN
UDC
NUOVO PSI-PRI
MOV. SOC. RAUTI
PUGLIA PRIMA DI TUTTO
380.843
259.110
166.388
48.056
10.117
195.355
17,79
12,11
7,77
2,25
0,47
9,13
10
7
4
1
0
5
1
Totale coalizione 1.059.869 49,52 27 28
Nichi Vendola
L’Unione
1.165.536 -49,84 DS
MARGHERITA
LISTA PRIMAVERA
RIF. COM.
PDCI
VERDI
LISTA DI PIETRO
SDI-UNITA’ SOC.
AP-UDEUR-RI PUGLIA
PART. PENS.
DC UNITI
PSDI-SOC. AUT.-REP. EUR.
355.842
208.355
55.357
109.267
48.287
33.298
38.121
85.755
70.211

3.956
8.454
47.507

16,63
9,73
2,59
5,11
2,26
1,56
1,78
4,01
3,28

0,18
0,39
2,22

14
8
3
4
2
1
1
3
3

0
0
2

1
Totale coalizione 1.064.410 49,74 41 42
Gianfelice Galassi
Alternativa sociale
10.973 0,47 ALTERN. SOCIALE – MUSSOLINI 9.307 0,43 0
Laura Scalabrini
Democrazia Cristiana
10.477 0,45 DEMOCRAZIA CRISTIANA 6.741 0,31 0

Regionali 2010: Basilicata


Stiamo per concludere il viaggio nell’Italia delle Regioni al voto domenica e lunedi prossimo. Oggi è il turno della Basilicata, unica regione “rossa” da sempre nel cuore del sud moderato e conservatore. I sondaggi danno ampiamente in testa il Governatore uscente De Filippo, le ultime medie parlano di piu di 11 punti di vantaggio per il centroSinistra.

Cosi nel 2005:

Cosimo Latronico
Casa della libertà
101843 28.8 FORZA ITALIA
UDC
AN
FED. DI CENTRO
43573
27187
22513
3135
12.7
7.9
6.5
0.9
4
3
2
0
Totale coalizione 9
Vito De Filippo
L’Unione
236814 67.0 UNITI NELL’ULIVO
UDEUR
VERDI
RIF.COM.
PDCI
L’ITALIA DEI VALORI
PATTO
133843
38181
19410
16035
14268
9235
5976
38.9
11.1
5.6
4.7
4.1
2.7
1.7
10
3
1
1
1
1
0
Totale coalizione 17
Margherita Torrio
Nuovo Psi
8783 2.5 NUOVO PSI 7711 2.2 0
Roberto Fiore
Alternativa Sociale
3578 1.0 ALTER.SOC.MUSSOLINI 2259 0.7 0
Angela Rosa Mancuso
Unità popolare
2446 0.7 UNITA’ POPOLARE 938 0.3 0