Riaprono i Musei, finalmente


Le foto della Sistina sono di repertorio.

Dopo più di trent’anni sono tornato ai Musei Vaticani. Non nascondo l’emozione provata salendo le scale del piccolo corridoio che porta alla Cappella Sistina. Ad un tratto, durante il percorso della visita, si entra nella sala ed in pochi istanti si viene proiettati nella Meravigliosa creazione di Michelangelo.

Nei minuti trascorsi lì, in epoca pandemica, in mezzo a voci di tutte le lingue e volti di tutti i colori, con un groppo in gola, ho immaginato Michelangelo al lavoro, intento a dipingere, tra teli ed impalcature. Chissà cosa avrà provato l’artista, pensando alle reazioni dei futuri visitatori.

Nei secoli successivi, in milioni di persone, da tutto il Mondo, hanno varcato quelle soglie per ammirare i suoi capolavori. Proprio alla Sistina poi, tra gli affreschi colorati, i cardinali si isolano, in Conclave, per eleggere il nuovo Papa. Una sala, come tante ma forse più di tante, in cui si respira l’Arte, il Tempo, la Storia. Da brividi!

Ho visto la reunion di FRIENDS..


Ho visto la reunion di FRIENDS, un po’ malinconica ma divertente. Per gli appassionati del genere come il sottoscritto, ci sono serie TV a cui si è legati particolarmente.

Il primo episodio fu trasmesso a giugno del 1997, su RAI 3 ed in quel periodo, sotto stress per via degli esami di maturità, Friends rappresentava quella mezz’ora quotidiana di leggerezza e svago di cui avevo disperatamente bisogno.In quelle “serate prima degli esami” Ross, Rachel, Monica, Chandler, Phoebe e Joey erano un vero e proprio toccasana.Negli anni successivi poi, c’era l’attesa per l’arrivo dei nuovi episodi, in genere preceduti dalle repliche in funzione di “dove eravamo rimasti”.

Oggi le serie hanno altre tempistiche di distribuzione e se è comodo potersi “sparare” gli episodi tutti insieme in una maratona, un po’ viene meno quel pathos di altri tempi. L’ultimo episodio, trasmesso a luglio 2005, ha rappresentato la fine di un’epoca. Da quel giorno non sono più riuscito a rivedere il serial.

Forse perché in quegli otto anni la mia vita era cambiata in modo importante, la fine della adolescenza, la malattia di mia madre, la sua scomparsa, il primi lavori saltuari, il contratto a tempo indeterminato, amicizie vecchie che sono finite. Persone andate via ed altre arrivate improvvisamente, un po’ come accade guardando una serie TV, perché la vita, in fondo, non è che un palcoscenico.

D.

#Vacinado


Prima dose Pfizer. Per un caso fortuito, sono stato vaccinato in un presidio sanitario situato negli edifici che ospitavano la scuola dove ho frequentato asilo, elementari e medie. Da romanticone e nostalgico quale sono, tornare nel vecchio quartiere natio, entrare nei locali della mia ex scuola ed essere “accompagnato” alla vaccinazione da tanti bei ricordi di infanzia, mi ha trasmesso una sensazione di ottimismo. Sperando di uscire presto da una emergenza impensabile e che ha sconvolto il Mondo

#EnricoLetta candidato alla segreteria #PD



Enrico Letta sarà il nuovo segretario del PD, oramai quarto partito dietro Lega, Fratelli d’Italia e Movimento 5 stelle. Riuscirà a risollevare le sorti dei Dem? Ed in che modo, privilegiando l’alleanza giallorossa, come fatto da Zingaretti o cercando nuove alleanze al centro? E soprattutto sarà un segretario di transizione oppure si candiderà al prossimo congresso?

E mentre anche il sindaco di Milano Sala abbandona i dem per aderire ai Verdi europei, il PD risente della crisi interna e perde due punti, quasi altrettanti ne guadagna il Movimento. È oramai abbastanza chiaro come i due elettorati siano sempre più amalgamati .In futuro, con una linea centrista i dem potrebbero recuperare voti da Calenda Renzi e Bonino ma ne perderebbero altrettanti a Sinistra, molti dei quali rischiano di andare proprio ai 5 stelle, che probabilmente troveranno una alleanza con LeU, la Sinistra ed i Verdi.

Zingaretti, che oggi apre la giunta ai grillini con Roberta Lombardi assessora, avrebbe dovuto rimanere per traghettare definitivamente i Dem nel nuovo centrosinistra giallorosso, purtroppo l’uscita di scena del governatore del Lazio lascia il PD nel guado. Letta in passato fu aspramente criticato da Grillo e dal Movimento e questo potrebbe avere pesanti ripercussioni sulla alleanza.

Personalmente sono tra quel 2% in uscita ma non nell’1,4 che vira sui grillini. Torno dove sono stato dal 2013 al 2019, nel limbo.

#Zingaretti si dimette, PD nel caos (di nuovo)


In un mese ha fatto fuori Conte e Zingaretti, la strategia di Renzi per riprendersi il PD allargandolo al centro liberale sembra prendere corpo. Addio giallorossi, addio coalizione progressista. Il futuro è il centrodestra a trazione sovranista o il centro liberale di Bonaccini, Renzi e Gori. Torniamo al 2014.

Fossi stato in Zingaretti però, li sfiderei al congresso. Per mettere tutti davanti alla realtà.

È dal 2007 che si parla di un PD da riformare. In realtà il contenitore c’è, il problema sono i contenuti ed è lì che il centrosinistra latita, diviso tra una corrente liberale che vorrebbe archiviare il socialismo novecentesco ed una anima progressista annichilita dal crollo delle ideologie e dall’avvento di nuove tematiche incapace di ripensarsi e trovare la quadra.

Si va avanti così dal 1989 più o meno. Nel frattempo la forbice tra i ricchi e gli altri è aumentata, i diritti sociali sono stati ridotti, i tagli al welfare ed alla sanità hanno reso più fragili i deboli, nuove emergenze si sono affacciate, altri settori della popolazione sono stati espulsi dal sistema e la situazione non sembra migliorare.

Muovetevi!

Nasce il #GovernoDraghi, la lista dei Ministri


Draghi ha giurato stamattina.

Alla lega, con Giorgetti al Mise, un ministero pesantissimo a livello economico, soprattutto in tema Recovery. Al PD Lavoro, Cultura e Difesa. Forza Italia con ministri “meno importanti”. Ai 5 stelle gli Esteri e poco più. Speranza confermato per LeU. Renzi tiene solo un ministero minore.

8 dicasteri ai giallorossi. 7 al centrodestra più IV. Gli altri ai tecnici.Un governo di larghe intese che, nomi alla mano, non solo non entusiasma ma fa storcere il naso, come minimo. Adesso bisogna leggere il programma per capire in quale direzione andrà l’esecutivo Draghi. Se sarà solo un governo ponte verso l’elezione al Quirinale dell’ex Presidente BCE oppure se potrà arrivare a fine legislatura (in quel caso punto su Cartabia prima presidente donna). Quale sarà l’indirizzo economico e sociale? Ci sarà ancora spazio per le riforme istituzionali, legge elettorale in primis? Quali saranno i viceministri, importanti per riequilibrare?Personalmente l’inizio è sotto tono.

Ho la netta sensazione che tutti i progressisti rimpiangeranno presto il Governo Conte, pur con i limiti che aveva manifestato. A livello umano invece, pur non essendo un tifoso di Giuseppe Conte, alla freddezza quasi robotica del nuovo Presidente del Consiglio preferiró sempre l’empatia dell’ex inquilino di Palazzo Chigi.

Qui sotto la lista dei Ministri, tratta da il corriere.it

Dario Franceschini, ministro della Cultura

Dario Franceschini, 62 anni, del Pd, già ministro della Cultura nel governo Conte bis, è stato confermato da Draghi (qui la biografia)

Andera Orlando, ministro del Lavoro

Andrea Orlando, 52 anni, del Pd, vicesegretario del Pd, è il nuovo ministro del Lavoro (qui la biografia)

Marta Cartabia, ministra della Giustizia

Marta Cartabia, 57 anni, già presidente della Corte Costituzionale, è la nuova ministra della Giustizia (qui la biografia)

Luciana Lamorgese, ministra dell’Interno

Luciana Lamorgese, 67 anni, già ministra dell’Interno nel governo Conte bis, è stata confermata (qui la biografia).

Federico D’Incà, ministro dei rapporti con il Parlamento

Federico D’Incà , 45 anni, 5 Stelle, già ministro per i rapporti con il Parlamento con Giuseppe Conte, è stato confermato (qui la biografia)

Vittorio Colao, ministro dell’Innovazione tecnologica e transizione digitale

Vittorio Colao, 59 anni, manager, è il nuovo ministro all’Innovazione tecnologica e alla transizione digitale (qui la biografiaqui il suo colloquio con Ferruccio de Bortoli in cui spiegava: «Ecco perché le tasse per l’ambiente sono giuste»)

Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione

Renato Brunetta, 70 anni, di Forza Italia, è il nuovo ministro della Pubblica amministrazione: è stato titolare dello stesso dicastero con Silvio Berlusconi (qui la biografia)

Mariastella Gelmini, ministra degli Affari regionali e Autonomie

Mariastella Gelmini , 47 anni, di Forza Italia, è la nuova ministra degli Affari regionali e delle Autonomie (qui la biografia)

Mara Carfagna, ministra al Sud e Coesione Territoriale

Mara Carfagna, 45 anni, Forza Italia, è la nuova ministra al Sud e alla Coesione territoriale (qui la biografia)

Fabiana Dadone, ministra alle Politiche giovanili

Fabiana Dadone, 37 anni, 5 Stelle, ex ministra della Pubblica amministrazione con Giuseppe Conte, è la nuova ministra alle Politiche giovanili (qui la biografia)

Elena Bonetti, ministra alle Pari opportunità e alla famiglia

Elena Bonetti , 46 anni, Italia viva, ex titolare del ministero della Famiglia con Giuseppe Conte, è titolare dello stesso dicastero (cui è affidato anche il dossier delle pari opportunità) con Draghi (qui la biografia)

Erika Stefani, ministra alla Disabilità

Erika Stefani, 49 anni, Lega, è la nuova ministra alla Disabilità (qui la biografia)

Massimo Garavaglia, ministro del Turismo

Massimo Garavaglia, 52 anni, Lega, è ministro del Turismo (qui la biografia)

Luigi Di Maio, ministro degli Esteri

Luigi Di Maio , 34 anni, 5 Stelle, è confermato al ministero degli Esteri (qui la biografia)

Lorenzo Guerini, ministro della Difesa

Lorenzo Guerini, 54 anni, Pd, è confermato al ministero della Difesa (qui la biografia)

Daniele Franco, ministro dell’Economia e delle Finanze

Daniele Franco , 67 anni, è ministro dell’Economia e delle Finanze (qui la biografia)

Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico

Giancarlo Giorgetti, 54 anni, Lega, è ministro dello Sviluppo economico (qui la biografia)

Stefano Patuanelli, ministro all’Agricoltura

Stefano Patuanelli , 46 anni, 5 Stelle, è il nuovo ministro delle Politiche agricole (qui la biografia)

Roberto Cingolani, ministro alla Transizione ecologica

Roberto Cingolani , 60 anni, è titolare del nuovo ministero alla Transizione ecologica (qui la biografia)

Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e Trasporti

Enrico Giovannini , 63 anni, è ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (qui la biografia)

Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione

Patrizio Bianchi, 68 anni, è il nuovo ministro dell’Istruzione (qui la biografia)

Cristina Messa, ministra dell’Università

Cristina Messa, 59 anni, è la nuova ministra dell’Università e della Ricerca(qui la biografia)

Roberto Speranza, ministro della Salute

Roberto Speranza , 42 anni, Leu,è confermato al ministero della Salute (qui la biografia)

Roberto Garofoli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Roberto Garofoli, 54 anni, è il nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (qui la biografia)

Mattarella chiama Draghi, iniziate le consultazioni


Fallito il mandato esplorativo di Fico, nato dopo le dimissioni di Giuseppe Conte, la maggioranza giallorossa si è spaccata. Mattarella ha quindi chiamato Mario Draghi, ex Governatore di Bankitalia e BCE, per formare un governo “dei migliori” che guidi il Paese nell’affrontare le numerose emergenze in atto, dalla pandemia, al piano vaccinale, al Recovery Found, alla crisi economica. Le consultazioni, vedono PD, centristi, Renzi e Forza Italia favorevoli. La Lega possibilista, i 5 stelle titubanti e Meloni contraria. Domani Draghi riceverà le delegazioni di Lega e 5 Stelle. Grillo è venuto a Roma proprio per parlare con il Presidente del consiglio.

Al momento il vero vincitore della crisi è Matteo Renzi, ha scalzato Conte da Palazzo Chigi, ha incrinato la coalizione giallorossa, si è aperto un ruolo nel “nuovo centro liberale” che si riunirà sotto il governo Draghi. Lo stesso Conte si è dichiarato a favore del nuovo Premier ed ha detto che si impegnerà per far proseguire l’alleanza tra PD, 5 Stelle e LEU, come auspicato da Nicola Zingaretti.

Per esprimere un giudizio sul futuro governo Draghi bisognerà attendere la fine delle consultazioni, la lista dei ministri e la dichiarazione programmatica in Parlamento. Inutile parlare oggi. Da cittadino progressista, spero che il Governo non sia sbilanciato su Confindustria, che tuteli i più deboli, che non accantoni le riforme sui diritti civili. Pandemia, Recovery e crisi economica sono i tre temi principali su cui sarà più facile raccogliere ampi consensi. L’esecutivo però dovrà affrontare anche tutto il resto. Vedremo