Caos Roma: Raggi respinge dimissioni dell’assessore Berdini


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E dopo la doppia indagine che coinvolge la Sindaca (su Marra e Romeo) arriva l’ennesima polemica. Dimissioni dell’assessore all’urbanistica, dopo la pubblicazione di un articolo di Repubblica. Respinte dopo il chiarimento con la Raggi.

da Repubblica.it
Nel colloquio con il quotidiano Berdini aveva definito la sindaca “impreparata, circondata da una corte dei miracoli”. Sui rapporti tra Raggi e il suo ex capo segreteria Salvatore Romeo, al centro dell’ultimo ciclone che si è abbattuto sul Campidoglio, l’assessore aveva commentato: “Sono proprio sprovveduti. Questi secondo me erano amanti. L’ho sospettato fin dai primi giorni, ma mi chiedevo: ‘Com’è che c’è questo rapporto?'”.  E ancora, sulla questione delle polizze di assicurazione stipulate da Romeo e che avevano Raggi come beneficiaria: “Questa donna (Raggi, ndr) che dice che non sapeva niente, ma a chi la racconti? La sua fortuna è stata che non ci fosse nessun reato. Lei era anche già separata al tempo, e allora dillo! Ma possibile che questa ragazza non debba uscire mai?”.

Nel pomeriggio Raggi ha poi partecipato alla presentazione del sito web per raccogliere i risultati raggiunti dalle amministrazioni comunali a guida M5s con Luigi Di Maio. E al termine dell’incontro è tornata sul caso Berdini: “Non pensava quelle parole. Ci siamo chiariti, è mortificato e si è scusato. Volevate che stesse in ginocchio sui ceci?”. Sull’interrogatorio di Raffaele Marra Raggi si è detta tranquilla: “Non temo alcuna cosa possa essere detta nel corso dell’interrogatorio di Marra”.

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Raggi-Romeo e la polizza vita, intrecci pericolosi per la Sindaca..


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Più si scava nell’intreccio Raggi-Marra-Romeo più escono particolari difficili da digerire. L’incapacità della Sindaca di circondarsi di persone affidabili, peraltro su Marra c’erano già stati dubbi sin da prime che Raggi assumesse l’incarico. Romeo stipula una polizza vita con la Sindaca come beneficiaria, lei viene eletta al Campidoglio e guarda caso lo promuove. Quanto ancora potrà resistere barricata nei suoi uffici? Non per reati penali, si intende. Dal punto di vista politico, ovviamente.

E’ chiaro ormai che assieme alle politiche probabilmente si voterà anche al Comune. E Giorgia Meloni sarà in pole per vincere a Roma. Il Centro-Sinistra, PD o meno, dovrà trovare un nome forte per poter sperare di resistere all’onda nera che Meloni si porterà appresso.

Terremoto, notizie da Roma


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TERREMOTO, NOTIZIE DA ROMA| “Un ascensore si è disallineato in un palazzo di via Bartolomeo Cristofori, in zona Marconi a Roma. Sul posto Vigili del fuoco e Polizia municipale. Sono in corso verifiche dei pompieri per accertare le cause dell’incidente. Dalle prime informazioni sembrerebbe che fosse vuoto. Crepe in uno stabile sempre in zona Marconi in via Oderisi da Gubbio.

“Chiuso un tratto della tangenziale, da scalo di San Lorenzo a viale Castrense in direzione San Giovanni per verifiche tecniche sulla strada. Chiusa momentaneamente anche via Flaminia, da via Fracassini a via Canini per la caduta di cornicioni. I vigili urbani sono anche in via Caravaggio per un edificio che presenta lesioni”

“La metro A e la metro B sono chiuse per verifiche tecniche”

“Crepe e cornicioni sono caduti nella basilica di San Paolo. La chiesa è stata chiusa e poi riaperta per effettuare le verifiche”

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Raggi dice NO alle Olimpiadi a Roma


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Raggi ha detto NO alle Olimpiadi. Mentre Roma si ritira, Parigi è già pronta. Con gli scandali e la classe dirigente italiana dubito avrebbero mai affidato a noi i Giochi. Era una opportunità ma credo noi non si sia preparati per un evento del genere.

Detto questo il Sindaco di Roma avrebbe potuto pensare ad una proposta alternativa invece di bocciare quella presentata da Coni e Comitato per il Si.

Caos M5S a Roma, salta anche il neo assessore De Dominicis: “non ha i requisiti”


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In queste ore ho appreso che l’ex magistrato e già procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio in base ai requisiti previsti dal M5S non può più assumere l’incarico di assessore al Bilancio della giunta capitolina, pertanto di comune accordo abbiamo deciso di non proseguire con l’assegnazione dell’incarico.

Siamo già al lavoro per individuare una nuova figura che possa dare un contributo al programma della giunta su Roma (Virginia Raggi)

Spiegatemi bene, ha fatto una battaglia per tenersi De Dominicis e poi non controlla se ha i requisiti per essere un assessore dei 5 stelle? Dopo quello che è accaduto con la capa di gabinetto?

Parlasse chiaro allora. Ha dovuto cedere al direttorio. Oppure è una incompetente di prima categoria. Ma in che mani siamo a Roma, porca miseria. Non se ne esce da il pasticcio. Ed è tutta colpa della sindaca e dei dirigenti 5 stelle.

#Raggigate, scontro tra direttorio e Sindaco, figuraccia Di Maio sulle mail


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Via Marra e Romeo, forse. Via Muraro, chissà. Via De Dominicis, appena nominato, si dice. Addirittura si vocifera del possibile abbandono dell’assessore Berdini. Il direttorio chiede, Raggi tentenna.

Se i 5 stelle pensassero anche a governare Roma, invece di litigare tra loro, sarebbe buona cosa. Governare però, non tagliare, così come hanno fatto con le linee bus in periferia.

#Raggigate Appunti sparsi. È un corto circuito morale per i 5 stelle. Manettari con gli altri, ora si scoprono garantisti per i ‘loro affari’. Raggi ha subìto delle nomine al comune per accontentare alcuni ‘capibastone’ locali. Come qualsiasi altro politico. Dove sta la novità del ‘uno vale uno’? Raggi sul caso Muraro non ha mentito ma non ha detto tutta la verità, come fanno tanti politici da sempre criticati dai grillini. Di Maio, sempre su Muraro, non sa leggere le email o mente. Due cose che non rendono onore al candidato premier pentastellato. Che alla stampa siano arrivate le mail riservate a di Di Maio è sintomo di faide interne al movimento. Proprio come i partiti tradizionali, tanto denigrati.

In sintesi, con il Raggigate, i 5 stelle hanno definitivamente perso la verginità politica. Ora hanno due strade. Quello della crescita e maturazione verso un partito normale. Oppure quella della recriminazione e del vittimismo, che li porterà verso la caduta.

Di tutta la vicenda comunque. quelli che dovrebbero tacere sono i dirigenti PD nazionale e romano (per il modo ignobile in cui hanno defenestrato Marino). È anche colpa loro se quella massa di incompetenti guida ora la capitale e sarà anche colpa loro se Giorgia Meloni diventerà sindaco, in caso di caduta della giunta.

Caos Roma: Muraro indagata, Raggi sapeva, 5 stelle in difficoltà


14264157_10210628675423021_8951373470590702028_nPrima di giudicare vogliamo vedere le carte. Peccato che per altri avete chiesto le dimissioni senza andarle a vedere #incoerenti

L’assessore Muraro è indagata da luglio. Più o meno da quel periodo anche la sindaca Raggi sapeva e non ha detto nulla. Se non erro per un comportamento del genere Pizzarotti è stato defenestrato dai pentastellati.

I grillini gridano al complotto dei poteri forti pro olimpiadi. In realtà sono solo incompetenti. E se va avanti così la giunta non arriverà a natale…

Il Fatto Quotidiano, da sempre amico dei 5 stelle, inchioda Virginia Raggi alle proprie responsabilità. E se anche gli amici iniziano ad abbandonare la barca che affonda, vuol dire che sta per iniziare il conto alla rovescia.

Di questo passo la Meloni avrà il tempo di diventare mamma per poi candidarsi di nuovo e vincere le elezioni di aprile prossimo..

Gli errori di Virginia Raggi e l’inadeguatezza dei 5 Stelle


Virginia Raggi, Ansa-2

“Ci sono stati degli errori formali dovuti magari alla necessità di fare in fretta, che era agosto, fa caldo…”
(Salvatore Romeo, capo della segreteria del Sindaco Raggi)

“non prendo spessissimo i mezzi, ma mi sembra che non sia così male’.
(Fantasia, il nuovo capo di Atac)

Oltre a queste dichiarazioni ‘sorprendenti’ di membri della giunta Raggi, qui di seguito tutti gli errori della Sindaca:

In sole 24 ore, infatti, si sono dimessi la capo di gabinetto Ranieri, l’assessore al Bilancio e alle Partecipate Minenna, l’amministratore unico di Ama Solidoro (nominato da questa giunta meno di 30 giorni fa), il dg di Atac Rettighieri e l’amministratore unico Brandolese.

Appena le agenzie hanno battuto la notizia, sono scoppiate analisi e retroscena che provavano a spiegare quanto accaduto.

Cerchiamo però di tirare le fila rispondendo a qualche quesito che continua a percorrere la Rete.

1. La nomina della Ranieri è stata revocata dalla sindaca? No. Come afferma la Ranieri stessa, il post della sindaca alle 4 del mattino del 1 settembre è successivo alla consegna delle dimissioni, presentate a quanto sembra la sera del 31;

2. Il parere dell’Anac è stata la causa scatenante? Nì. Il parere dell’Anac ha fatto traboccare il vaso. Faccio notare che il tutto è alquanto singolare visto che l’autorità si dovrebbe occupare di appalti e, comunque sia, bisognava interpellarla prima della nomina. Non dopo. Oltretutto c’è un ruolo ben poco sottolineato dell’avvocatura capitolina che aveva dato via libera prima della delibera di nomina della Ranieri (evidentemente sbagliando);

3. Minenna perché si è dimesso? Questo punto è stato chiarito da lui stesso sulla sua pagina Facebook. Riassumendo, ha deciso di dimettersi perché, caduta la Ranieri, per lui erano cadute le garanzie di un lavoro stabile in Campidoglio. Aveva ravvisato un “deficit di trasparenza” nella gestione del caso della ormai ex capo di gabinetto;

4. Minenna aveva troppo potere? È stato un errore della sindaca concederglielo, allora. Non è che Minenna arriva e decide quali deleghe prendersi. A meno che a firmare gli atti a Palazzo Senatorio non sia qualcun altro…

5. In tutto questo trambusto c’entrano Raffaele Marra e Salvatore Romeo? Anche qui, nì. Sono due personaggi sui quali si è scritto molto ed è indubbio che, stando vicini alla sindaca, abbiano attirato le antipatie di molti in virtù anche del loro passato (Marra, per esempio, a causa del suo rapporto lavorativo con Alemanno). Forse uno dei due ha “premuto il grilletto” confezionando la richiesta all’Anac (magari Romeo, la cui nomina a capo segreteria era stata osteggiata dalla Ranieri per possibili illeciti penali). Vedremo;

6. Solidoro, presunto “amico” di Minenna, si è dimesso per solidarietà con l’ex assessore? Ah sicuramente. O, perlomeno, ha ritenuto opportuno non continuare. Si dirà: ha fatto bene perché era stato scelto da Minenna. Sì ma la sindaca si può opporre e non fare sua quella nomina, invece di estraniarsene appena il super assessore al Bilancio si dimette;

7. Si stava pensando da tempo di sostituire Rettighieri e Brandolese all’Atac e si è voluto trovare un appiglio per farlo? Sì e a confermarlo sono proprio alcuni consiglieri del Movimento, che ammettono qui su Facebook come si stessero cercando già dei sostituti. La rapidità con la quale è stato indicato Manuel Fantasia al posto di Brandolese la dice lunga. Il perché, invece, di questa inimicizia nei confronti della vecchia dirigenza è stato descritto splendidamente da Vincenzo Bisbiglia sulle pagine de il Tempo di oggi, dove si parla di rapporti tra l’assessora Meleo e il presidente della Comissione mobilità Stefàno con alcuni esponenti di sigle sindacali di Atac;

8. “Tutte queste sono piccolezze nei confronti di quanto è stato fatto in passato”. Questa è l’affermazione/domanda che mi fa più ridere. Se non altro perché non entra nel merito delle questioni e rimanda “la palla” in tribuna. Bella prova di obiettività.
(Matteo Marini)

In questo status sono riassunte tutte le manovre, gli errori, le scelte discutibili che rendono la giunta Raggi inadeguata dopo soli due mesi di governo. E senza aver preso chissà quali decisioni. L’onestà non serve se c’è l’incompetenza. Onestà non basta se oltre alla incompetenza c’è anche l’arroganza di decidere quando non si ha la capacità di poterlo fare. Non rompete più le scatole con ‘chi c’era prima allora?’ chi c’era prima oggi non c’è, ci sono i 5 stelle e stanno dimostrando di essere inaffidabili. Come si sapeva bene.

Adesso i 5 stelle sono al 30%, sarà interessante assistere al crollo di consensi quando scatteranno le prime inchieste su amministratori ed esponenti politici importanti. Quando si è alla opposizione è facile gridare ‘ladri’. Diverso è sporcarsi le mani tutti i giorni. Scendere a compromessi con questo o quel ‘potere forte’. Onestà onestà onestà! Gridano da sempre. Non basta l’onestà in politica. Serve anche competenza. Cosa che manca, salvo opportune eccezioni, ai pentastellati.

I 5 stelle sono un concentrato di arroganza, supponenza ed integralismo. Ora, alla prova di governo in una città grande e complicata come Roma, sono andati in tilt. Sbagliano nomine e poi parlano di complotti. Un grande bagno di umiltà serve a questa gente. Umiltà utilità umiltà, il nuovo slogan di Dibba e soci.

Sempre più contento di non averli votati. E mai li voterò. E dico di più preferisco dare il voto ad una persona che ha sbagliato ed pagato i conti con la giustizia piuttosto che ad un sedicente onesto, incompetente e gonfio di arroganza come un pallone.

E basta dire ‘chi c’era prima allora ?’ Adesso ci siete voi e siete inadeguati.

Per la mia amata Roma, già violata da cricche e affaristi per tanti anni, prego solo che questi personaggi riescano, con umiltà, a trarre insegnamento dai propri errori, iniziando ad agire con raziocinio, affidandosi a chi ne sa di più. Altrimenti che si torni a votare il prima possibile. Chiunque è meglio di un incompetente.